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Ring

Di

Editore: Nord

3.8
(887)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Giapponese , Chi tradizionale , Spagnolo , Ceco , Olandese , Francese , Polacco

Isbn-10: 8842912816 | Isbn-13: 9788842912811 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lidia Perria

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri

Genere: Horror , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Quattro ragazzi muoiono nello stesso giorno e alla stessa ora, improvvisamente, stroncati da un infarto. Un avvenimento forse non molto strano in una grande città come Tokyo. Ma lo zio di una delle vittime è Asakawa, un giornalista che, di cose strane, in quelle morti, ne vede parecchie. Anzitutto i quattro ragazzi si conoscevano, anzi avevano addirittura trascorso insieme un breve periodo di vacanza. Inoltre sono tutti morti con un'espressione di puro terrore stampata per sempre sul viso. In preda a una singolare frenesia, Asakawa comincia a indagare nella vita dei giovani e scopre quasi per caso che, una settimana prima di morire, i quattro avevano guardato un'inquietante videocassetta, su cui è incisa una serie d'immagini misteriose: l'eruzione di un vulcano, un neonato che piange, una quantità sterminata di volti, una vecchia che parla in un incomprensibile dialetto... E, alla fine, una scritta bianca su fondo nero: «Adesso che avete visto queste immagini, siete condannati a morire esattamente a quest'ora, tra una settimana. Se non volete morire, dovete seguire esattamente queste istruzioni...» poi più nulla. Si tratta forse di uno scherzo di pessimo gusto? Oppure è un avvertimento? Ma cosa rappresentano quelle immagini? E, soprattutto, chi ha inciso la cassetta e perché? Queste le domande che affollano la mente di Asakawa, il quale, sospeso tra incredulità e terrore, chiede aiuto a un amico, Ryuji, un professore universitario disincantato e concreto, per venire a capo del mistero. Le risposte arriveranno, ma, per ottenerle, Asakawa e Ryuji dovranno pagare un prezzo molto alto. E forse non soltanto loro...
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  • 4

    Mi sono avvicinato al libro, immagino come molti altri, avendo apprezzato l'omonimo film (quello giapponese, non il remake americano, secondo me superfluo e patinato). Come nella stragrande ...continua

    Mi sono avvicinato al libro, immagino come molti altri, avendo apprezzato l'omonimo film (quello giapponese, non il remake americano, secondo me superfluo e patinato). Come nella stragrande maggioranza dei casi, l'opera cartacea è risultata superiore a quella su pellicola. Senza fare spoiler, il romanzo di Koji fornisce delle spiegazioni dietro alla maledizione di Sadako interessanti e non banali. Attingendo un po' dal folclore e dal soprannaturale, un po' dalla biologia.. Alcuni passaggi del libro sono molto suggestivi, dalle morti iniziali da cui si apre la vicenda, alla prima visita del protagonista al lussuoso resort di montagna. Veramente un bel romanzo, per il suo genere merita quasi il massimo, le mie quattro stelle sarebbero quattro e mezzo...

    ha scritto il 

  • 3

    In tutta sincerità mi trovo in difficoltà a dare un’opinione precisa su questo libro e questo grazie al fatto di aver visto, ai suoi tempi, il film, il quale tuttavia si discosta dalla trama del ...continua

    In tutta sincerità mi trovo in difficoltà a dare un’opinione precisa su questo libro e questo grazie al fatto di aver visto, ai suoi tempi, il film, il quale tuttavia si discosta dalla trama del romanzo (perlomeno per la versione americana, per quella giapponese non so). Fino a poco tempo fa non sapevo che tale storia fosse stata tratta da un libro (che fa parte addirittura di una trilogia!) e naturalmente, appena avvenuta la scoperta, non ho potuto fare a meno di recuperarlo, con l’intenzione di fare un raffronto tra il libro e la trasposizione cinematografica. Di una cosa sono certa; sicuramente mi è piaciuto molto di più del film che comunque all’epoca mi aveva lasciato abbastanza soddisfatta. La componente horror, legata a doppio filo all’indagine investigativa propria dei thriller, tiene alta la curiosità e l’attenzione del lettore, dando come risultato finale un buon libro che mi sento di consigliare. Il finale è riuscito anche a trasmettermi un certo senso di inquietudine e adesso sto letteralmente morendo dalla voglia di leggere il seguito della storia al quale senz'altro riuscirò ad attribuire un giudizio più deciso e sincero in quanto non più influenzata dal film.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono tre condizioni che devono verificarsi perché nel mondo permanga oltre la morte una volontà maligna. Uno spazio chiuso, l'acqua e una morte lenta. Uno, due, tre. In altre parole, se qualcuno ...continua

    Ci sono tre condizioni che devono verificarsi perché nel mondo permanga oltre la morte una volontà maligna. Uno spazio chiuso, l'acqua e una morte lenta. Uno, due, tre. In altre parole, se qualcuno muore lentamente, in uno spazio chiuso e in presenza dell'acqua, di solito lo spirito vendicativo di quella persona continua a infestare il luogo. [Dal capitolo 12]

    Ammetto di averlo letto solo di giorno e di essermene tenuta alla larga nelle ore buie, più per precauzione che altro: la storia in sé infatti non fa così tanta paura, è più una cosa psicologica e subdola, che si insinua sotto la pelle e striscia fino al nucleo delle nostre paure più istintive - diverso dall'horror più crudo di, tanto per citare un autore del genere, Stephen King. Sono partita prevenuta perché, avendo in mente il film (che non ho visto) mi immaginavo davvero qualcosa di inquietante che non fa dormire la notte, e se da questo punto di vista sono rimasta un po' delusa, d'altra parte non posso dire che non mi sia piaciuto. Ho apprezzato davvero lo stile narrativo e anche il modo scientifico in cui è stata gestita la storia, che in certi punti sembrava un articolo di giornale e in altri lo svolgimento dell'indagine di un omicidio: un modo originale di gestire un horror, dato che con questi accorgimenti l'autore è riuscito a rendere i vari fattori soprannaturali così realistici da far sperare davvero a chi legge di non incappare mai nella videocassetta di Sadako. E, a proposito di lei, dico solo una cosa: che ragazza (fantasma?) geniale e stronza. Geniale perché, contrariamente a quanto si possa pensare, non uccide indiscriminatamente e senza motivo - motivo che non svelo per non rovinare la lettura - e stronza perché, dai, capisco che tu possa avere i tuoi problemi e che possa anche avercela con quelli che hanno fatto male alla tua famiglia, ma ora comunque sei morta, che te frega? E il senso di prendersela con tutto il genere umano qual è? [Indi per cui, se ce l'avessi davanti, le esclamerei un sonoro "mavvaiacagare". Sì, poi forse morirei, ma vogliamo mettere la soddisfazione?] Comunque, scherzi a parte, bel libro. La fine, forse gli ultimi capitoli, fanno davvero venire i brividi - odio i finali aperti - e mi fanno inevitabilmente venire voglia di leggere i due libri seguenti. Sì, al diavolo, leggerò anche quelli. Voglio sperare che prima o poi Sadako possa riposare in pace - non per pace sua, per pace nostra! :D Quattro stelline, perché sì.

    ha scritto il 

  • 3

    All'inizio è scritto davvero male (colpa della traduzione?) poi migliora decisamente. Non genera orrore, quanto piuttosto inquietudine strisciante.

    Fondamentale nella nascita di molte leggende ...continua

    All'inizio è scritto davvero male (colpa della traduzione?) poi migliora decisamente. Non genera orrore, quanto piuttosto inquietudine strisciante.

    Fondamentale nella nascita di molte leggende metropolitane.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel libro. Un po' corto per i miei standard di mattoni da N centinaia di pagine. Questo comporta che lo sviluppo, risulta essere estremamente lineare effetto domino, senza prendere piste sbagliate ...continua

    Bel libro. Un po' corto per i miei standard di mattoni da N centinaia di pagine. Questo comporta che lo sviluppo, risulta essere estremamente lineare effetto domino, senza prendere piste sbagliate per allargare l'indagine. Ma mi e' piaciuto e soprattutto mi e' piaciuto il finale che non e' stato banale e raffazzonato, ma all'altezza del tipo di libro trattato. Voto quindi positivo e libro consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Recomendable

    Poco tiene que ver con la película (versión americana) "La señal" que se emitió en España ya hace unos años. De nuevo, el libro supera a la versión cinematográfica, dotándole de un mayor ...continua

    Poco tiene que ver con la película (versión americana) "La señal" que se emitió en España ya hace unos años. De nuevo, el libro supera a la versión cinematográfica, dotándole de un mayor suspense, aunque no de escenas de terror, que abundan más en la película. Aun así, el argumento del libro es más interesante, sobre todo por la investigación a la que se verá obligado llevar el protagonista (hombre y no mujer)y cómo se va resolviendo el misterio del vídeo y su creadora. Recomendable ;)

    ha scritto il 

  • 5

    Non mi sono mai interessata di letteratura orientale, né moderna né antica; l'unico contatto che io abbia mai avuto con il Giappone è rappresentato dai manga. Credo sia sostanzialmente questo il ...continua

    Non mi sono mai interessata di letteratura orientale, né moderna né antica; l'unico contatto che io abbia mai avuto con il Giappone è rappresentato dai manga. Credo sia sostanzialmente questo il motivo per cui mi sono avvicinata al romanzo senza sapere che cosa aspettarmi di preciso, nonostante avessi già visto la trasposizione cinematografica (statunitense) del titolo in questione. Posso dire di essere stata piacevolmente sorpresa da questa lettura: Koji Suzuki mi ha tenuta con il fiato sospeso fino all'ultimo secondo e poi mi ha lasciata con l'immagine di un'imminente catastrofe mondiale. L'autore è stato così bravo da impedirmi di scrivere che cosa penso di Sadako Yamamura; nutro ancora un certo (folle) recondito terrore che un giorno possa trovarmi in mano quella videocassetta ed essere così l'ennesimo oggetto della sua ira. Al di là di questo, devo dire che il suddetto personaggio è stupendamente descritto attraverso occhi di altri e a mio avviso un po' banalizzato dalla pellicola made in USA. Il dolore di Sadako è molto diverso da quello di Samara e l'obiettivo che persegue il primo personaggio si stacca da quello del secondo. Soprattutto, penso che il metodo di Sadako sia estremamente fine, sensato e molto coerente, mi sono detta: 'Accidenti, è geniale!'. Credo che Ryuji Takayama sia il mio preferito, anche se all'inizio di certo non sembrava il genere di persona che una donna potrebbe apprezzare per i motivi più disparati. Le sue riflessioni mi sono piaciute molto, soprattutto quella che viene ripetuta anche alla fine sul diavolo che ricompare in forme diverse. Puoi schiacciarlo, e schiacciarlo ancora, ma lui continua a ricomparire. Riassume un po' l'essenza della medicina, che lotta contro le malattie e dopo averle sconfitte se ne trova davanti altre che mietono ulteriori vittime. E' una lotta continua, un cerchio. Penso che il titolo del libro si riferisca a questo. Il male che ritorna; il male che uccide; il male che schiaccia; il male che non può essere sconfitto. Un altro passaggio che ho apprezzato molto è quello a proposito del terrore: credo sia sempre Ryuji, a dire che esso è intrinseco alla natura umana e che non si può liberarsene, fa parte del nostro istinto. Mi piacerebbe scrivere una recensione più accurata, ma finirei con il diventare prolissa, com'è (quasi) inevitabile se ci si sofferma su ogni piccolo particolare e non si è dei grandi narratori. Per questo motivo, riassumo con questa frase la mia impressione generale del libro: è un romanzo scritto bene, lo stile è semplice, scorrevole, incalzante e diretto e ciò, conciliato con una trama originale e ben sviluppata, tiene il lettore con gli occhi incollati al romanzo fino all'ultima pagina. Oh, a questo proposito, aggiungo semplicemente che il finale è fantastico. Altro che happy ending... Sono convinta che leggerò altro di Suzuki, sperando di poter attribuire anche al resto della sua produzione cinque stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    Pensavo di trovarmi di fronte a un romanzo spaventoso ma scritto male, invece alla fine non l'ho trovato molto pauroso. In compenso, l'indagine per scoprire l'origine del video è al livello di un ...continua

    Pensavo di trovarmi di fronte a un romanzo spaventoso ma scritto male, invece alla fine non l'ho trovato molto pauroso. In compenso, l'indagine per scoprire l'origine del video è al livello di un buon giallo.

    ha scritto il 

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