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Riportando tutto a casa

By Nicola Lagioia

(645)

| Hardcover | 9788806197124

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Book Description

Giuseppe ha i capelli rossi, i brufoli e un'inesauribile riserva di denaro nel portafoglio. Vincenzo invece è bello e tenebroso, come ogni antagonista che si rispetti. Il terzo amico è quello che racconta: l'occhio inquieto che registra con caustica, Continue

Giuseppe ha i capelli rossi, i brufoli e un'inesauribile riserva di denaro nel portafoglio. Vincenzo invece è bello e tenebroso, come ogni antagonista che si rispetti. Il terzo amico è quello che racconta: l'occhio inquieto che registra con caustica, millimetrica precisione la vertigine dei loro quindici anni, la lunga inerzia del liceo, il precipizio dentro l'età adulta. Siamo a Bari, e sono gli anni Ottanta. Assassinata l'era delle ideologie, le strade sono piene di ottimismo, le televisioni commerciali stanno ridisegnando la mappa dei desideri, "qualcosa di molto simile alla follia meteorologica percorre l'economia del nostro piccolo paese". Il tempo è rapido, vorticoso, illuminato dal bagliore non del tutto estinto dei tanti risparmi inceneriti. Ma sotto quelle ceneri ci sono altri soldi che bruciano dalla voglia di passare di mano in mano. Eppure, via via che i tre ragazzi affrontano la vita, risulta evidente che le cose non sono cosi semplici. A dispetto delle loro case sempre più lussuose, a dispetto dell'ascesa dei padri (un imprenditore ossessionato dalla scalata sociale, un principe del foro, un ex meccanico dai molti talenti che ha preso denaro in prestito dalle persone sbagliate), a dispetto delle madri - o delle matrigne - che consumano i tacchi davanti alle vetrine, il radar dei loro occhi adolescenti registra vibrazioni inaspettate.

153 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    continuo a non capire se mi piaccia, questa prosa; il cui tratto caratterizzante sembra essere, se mi si passa l'ossimoro, una sorta di *virtuosismo sgraziato*, e intendo con ciò il modo in cui Lagioia riesce a inzeppare almeno un periodo ogni due co ...(continue)

    continuo a non capire se mi piaccia, questa prosa; il cui tratto caratterizzante sembra essere, se mi si passa l'ossimoro, una sorta di *virtuosismo sgraziato*, e intendo con ciò il modo in cui Lagioia riesce a inzeppare almeno un periodo ogni due con immagini e tropi al limite del concettoso, a volte azzeccate, a volte grottesche, spessissimo con l'aria di chi vuole strafare, eppure - alla fine - cognitivamente e narrativamente abbastanza efficaci; ma che certo non concorrono a costruire quel che si direbbe uno stile scorrevole, una pronuncia ben calibrata. perché nemmeno, poi, questo accumulo di costrutti spiazzanti e di agudezas si fa così insistito e disinibito da sfociare serenamente in una prosa propriamente barocca e/o espressionista; perché c'è sempre, come a trattenerlo, un minimalismo molto minimum fax (anche se questo è uscito per Einaudi), e allora queste spezie linguistico-cerebrali sono sempre un po' troppe per insaporire garbatamente il piatto, e un po' troppo poche per accomodarlo a pieno titolo in territorio neogaddiano, o manganelliano, o che so io.

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    JSRitchie said on Oct 4, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Che cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero". (Cit.)

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    Zordan said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "[...] la ricostruzione materiale di una vecchia storia è sempre insufficiente arrogante incompleta, e non è niente... niente rispetto al gesto di stendere - su ciò che non si sa, su quello che si crede di sapere - il velo di un'indulgenza che ha sup ...(continue)

    "[...] la ricostruzione materiale di una vecchia storia è sempre insufficiente arrogante incompleta, e non è niente... niente rispetto al gesto di stendere - su ciò che non si sa, su quello che si crede di sapere - il velo di un'indulgenza che ha superato persino l'attrito necessario a perdonare".

    "Non si perde quello che non si è mai avuto, non si ha quello che non si è mai perso".

    La Bari degli anni '80, il boom economico e il marmo travertino dei bagni delle ville, l'eroina, i pranzi del Sud, le macchine bruciate e i primi giorni di scuola. Acquistato per curiosità dopo l'incontro con Nicola Lagioia nella Libreria Italiana a Parigi. Uno dei migliori libri che abbia letto quest'anno.

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    Valeria said on Jun 12, 2014 | 1 feedback

  • 12 people find this helpful

    Ho conosciuto Nicola Lagioia nel 2010, teneva un corso di editing per minimum fax. L'ho subito trovato molto bravo e una bella persona. Li ricordo come giorni particolarmente difficili a livello personale per me e quell'esperienza, quei giorni, quell ...(continue)

    Ho conosciuto Nicola Lagioia nel 2010, teneva un corso di editing per minimum fax. L'ho subito trovato molto bravo e una bella persona. Li ricordo come giorni particolarmente difficili a livello personale per me e quell'esperienza, quei giorni, quelle ore di lezione erano stati un momento di respiro e al tempo stesso di apnea assoluta. Fino ad allora però non lo conoscevo nemmeno di nome come autore e volevo assolutamente leggerlo, ma sapevo che doveva passare del tempo, dovevo filtrare e allontanare la persona per cercare di dare un giudizio obiettivo di quanto leggevo. Il tempo è passato e mi sono trovata di fronte Riportando tutto a casa...che è un viaggio nel tempo. Si torna nel lontano 1985, del quale ho un mio vago ricordo, adolescenti che crescono a Bari. Ora, di solito questo è proprio il genere di storia che mi prende e mi avvolge, ma qui, qualcosa è mancato. I linguaggio freddo, le non emozioni? Per paradosso ho trovato più "vere" le descrizioni di grandi eventi di quegli anni (l'Heysel, lo scoppio dello Shuttle, Chernobyl), che compaiono solo di striscio, piuttosto che i personaggi, il protagonista e i suoi pensieri. Perfino le descrizioni del Drive In le ho trovate più sincere...e non so dire quanto mi dispiaccia.
    Una cosa che mi colpì del corso che Lagioia tenne, fu che disse da principio che la cosa peggiore che possa succedere ad un lettore è di conoscere un autore, perché perde quella dimensione "mitica" e diventa un comune mortale come tutti noi.
    E come dargli torto? Ormai se ne potrebbe quasi fare una fede.
    Le tre stelle sono per lui e non per il libro e chiudo con l'enigma finale: Non si perde quello che non si è mai avuto, non si ha quello che non si è mai perso. E mi sembrò impossibile - semplicemente - riuscire a ragionare su qualche cosa di diverso.
    Confuso.

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    Chiara White said on Apr 24, 2014 | 7 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (645)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Hardcover 292 Pages
  • ISBN-10: 8806197126
  • ISBN-13: 9788806197124
  • Publisher: Einaudi
  • Publish date: 2009-09-15
  • Also available as: Paperback , Others
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