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Riprendetevi la faccia

Di

Editore: Mondadori

3.8
(21)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8804597887 | Isbn-13: 9788804597889 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Un libro arguto che scorre bene e strappa qualche risata amara portando il lettore a fare qualche riflessione.
    Le numerose citazioni autocelebrative (spesso l'autrice cita e riporta interi brani di suoi altri libri) e le ripetizioni però, rendono il tutto un pò pesante.

    ha scritto il 

  • 2

    Parte bene, come un inno alle donne che si accettano con tutte le loro imperfezioni, che non vogliono essere omologate ad uno strano stereotipo. Ma poi si perde e non riesce ad entrare in profondità. Rimane tutto un po' troppo superficiale. Forse non è l'autrice più adatta agli approfondimenti so ...continua

    Parte bene, come un inno alle donne che si accettano con tutte le loro imperfezioni, che non vogliono essere omologate ad uno strano stereotipo. Ma poi si perde e non riesce ad entrare in profondità. Rimane tutto un po' troppo superficiale. Forse non è l'autrice più adatta agli approfondimenti sociali e psicologici che un argomento così difficile può generare.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma riprendetevela davvero!

    Barbara Alberti è un personaggio che adoro per la sua schiettezza e la sua cultura.
    Questo libro è la conferma di tutto ciò.
    Tra l'altro io sono tra quelle donne che trovano Barbara Alberti, bellissima!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Intervista a Barbara Alberti

    Cos’è che fa “vecchia”?


    Cercare di nasconderlo. Quando ero piccola “vecchia” non era ancora un insulto. Papà e mamma a 40 anni si facevano chiamare da noi “il vecchio” e “la vecchia”(che voleva dire i capitribù, quelli che stavano in prima linea) con una sfumatura giocosa che continuo a se ...continua

    Cos’è che fa “vecchia”?

    Cercare di nasconderlo. Quando ero piccola “vecchia” non era ancora un insulto. Papà e mamma a 40 anni si facevano chiamare da noi “il vecchio” e “la vecchia”(che voleva dire i capitribù, quelli che stavano in prima linea) con una sfumatura giocosa che continuo a sentire in questa parola.

    Se la plastica è il burqua delle donne, le rughe sono il loro specchio?

    Sì ma a volte ingannevole, come tutti gli specchi. Le rughe possono disegnare un grugno sinistro a chi ha amato il mondo, e a un vecchio manigoldo una faccia da santo.Con me però la natura è stata onesta, mi riconosco. Nella mia faccia si vedono i milioni di risate i milioni di pianti , il vizio del fumo (infinite rughe intorno alle labbra), l’aver preferito all’estetista altre perdizioni più emozionanti e si vede, perché sembro un dattero secco anche per le nuotate sterminate sotto il sole credendomi Robinson, l’imprudenza, l’ottusità di un ottimismo irresponsabile che mi abbandona solo quando scrivo, e perdo la mia identità ovvero sono meno stupida.E poi chi non ha ancora le rughe crede che si tratti di uno stato perenne, ma non è vero. Mica le hai tutto il giorno. Te ne ricordi d’un tratto se incontri uno specchio o uno sguardo malevolo, il resto è come nei sogni. Un turbine di incarnazioni, brutte, medie, belle.

    Perché le donne si sono rimbecillite al punto di assumere tratti mostruosi?

    Mica solo le donne. Gli umani di qualsiasi sesso si fanno raggirare, si consegnano a una credulità suicida. Una gigantesca Wanna Marchi ci circonda e ci dirige. Quattro, cinque generazioni nate davanti alla pubblicità- un genocidio dell’immaginazione, del pensiero, del sogno. Morte del libero arbitrio, della capacità di rivolta per incapacità di visione. Tutti gli stimoli vengono dall’esterno. Si stacca il contatto con l’unica persona su cui dovremmo poter contare sempre, noi stessi. Schiavi e tristi. Con una sopportazione autolesionista da capanna dello zio Tom. Che abbia ragione Dostoevskij nei Karamazov (“ La leggenda del grande Inquisitore”) quando dice che gli umani vogliono solo obbedire e inginocchiarsi in gruppo?

    E gli uomini? Lei dice che hanno ancora più paura? Li trova così infighettiti?-

    No li trovo drammatici. Più delle donne lontani da sé, incapaci di reagire, conformisti per terrore. Difatti se ne compare uno disobbediente e spiritoso (ovvero che sappia ridere anche di sé) se lo contendono in cinquanta. A qualcuna piacciono i soldi, ma il coraggio piace molto di più.

    Si può ancora trovare la bellezza in mezzo alla serialità che ancheggia per le strade?

    Le strade sono piene di bellezza. Molto più della TV dove vogliono imporre il modello d’ordinanza, con attributi femminili così esagerati da cancellare la femminilità.

    Come ci si riprende la faccia?

    Giorno per giorno. Non è mai definitivo. Puoi perderla anche un istante prima di morire, quando pensavi “Tò, ce l’ho fatta”. Quanto al “come”, beh dei dieci comandamenti almeno otto sono sempre validi.

    Cosa la secca di lei?

    Che sono sempre molto lontana dall’idea che ho di me. Brechtianamente, “della inadeguatezza degli sforzi umani”. Ma è anche una grande spinta: la speranza di riuscire a educare almeno un po’ questo mezzo cretino che mi è toccato in sorte, me stessa- verso il quale ho poca indulgenza ma tanta pazienza, sempre sperando che migliori. Fisicamente parecchie cose, se ci penso. Ma ci penso poco, ho una spensieratezza da oca. Mi tratto come una vecchia macchina sportiva, qui c’è un bozzo, lì è scrostato, le ruote sono lisce, gli sportelli potrebbero staccarsi da un momento all’altro…ma via, in strada! Secondo il mio modello che non è Ivana Trump ma il suonatore Jones di Spoon River.

    Che giocò con la vita per tutti i novant’anni

    Fronteggiando il nevischio a petto nudo

    Bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti

    Né al denaro né all’amore né al cielo…

    (il tutto complicato dal fatto che sono anche una chioccia e veglio sul pollaio).

    Cosa fa davanti allo specchio?

    Mi trucco e mi pettino.

    Lo sguardo di una donna può invecchiare?

    Certo, come quello di un gatto. Di chiunque abbia occhi e un’anima per spegnerli e accenderli.

    Ha mai ricevuto un bacio da uno più giovane? Se sì com’è stato?

    Ho ricevuto molto di più, un amore di due anni con uno di tre lustri più giovane. I peggiori anni della mia vita. Lui era un angelo, ma io troppo orgogliosa per sopportare la differenza d’età, e ne facevo un dramma. Quando l’ho lasciato mi sono sentita giovanissima, senza più confronto.

    Se le dicessi che la trovo tremendamente sensuale e la invitassi ad una serata con me, cosa risponderebbe e cosa farebbe?

    Ma va’...

    Siamo figli del Diavolo o di Lilith?

    Di entrambi e di altri dèmoni di sesso indefinibile e mutante (come nella mitologia induista, dove trapassano da un genere all’altro e si fanno maschi e femmine ed ermafroditi ma anche elefanti scimmie e serpenti con leggerezza, volando), di cui mai sapremo i nomi e il numero.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutte dovremmo aspirare a diventare delle BELLE VECCHIE!

    Per questo romanzo-chiacchierata non v'è migliore recensione che quella tracciata dall'autrice stessa che, nel presentare il libro, afferma testualmente:
    "Questo libro è un manifesto, uno scatto d'orgoglio, un richiamo alle armi: Donne, che ci è successo? Dove siete? Dove siamo? In una mano ...continua

    Per questo romanzo-chiacchierata non v'è migliore recensione che quella tracciata dall'autrice stessa che, nel presentare il libro, afferma testualmente:
    "Questo libro è un manifesto, uno scatto d'orgoglio, un richiamo alle armi: Donne, che ci è successo? Dove siete? Dove siamo? In una mano la ramazza, nell'altra il biberon, nell'altra il computer, nell'altra la biancheria sexy, nell'altra i vecchi da curare. E adesso bisogna pure essere fighe fino a ottant'anni.
    Riprendetevi la faccia è un foglio di resistenza contro la dittatura dell'eterna giovinezza, contro la pressione sociale al botulino, la sistematica ridicolizzazione della donna che invecchia".
    Nulla di più vero! Aggiungo solo, ad colorandum, che è un "manifesto" (come lo chiama la spigliata autrice) perfettamente elaborato, con un piano preciso, autentico, risoluto: quello di aprire gli occhi alle donne sulla vera essenza del tempo che passa e la bellezza della sua accettazione.
    Perchè, tanto, vecchie lo si diventa tutte; inutile fingere.
    Ed allora, tanto vale fare della propria età - che vuol dire il proprio vissuto, il proprio bagaglio di esperienze - un punto di orgoglio da portare con dignità, da ostentare quasi...
    Divertente, ironico ed autoironico, ma anche sincero, pungente, accorato e a volte spietato.
    Una volta finito di leggerlo, quasi induce (chi, come me, è ancora lontana dagli -anta) a tingersi i capelli di bianco prima del tempo!
    Una piccola notazione, se posso permettermi: eccessivi e troppo frequenti i voli pindarici sulla tematica sessuale, che spesso invece di avvalorare, distolgono.
    Per il resto, assolutamente consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    semplicemente fanstastico! Un viaggio dentro alle cose che non riusciamo a vedere perchè sono tutti i giorni sotto il nostro naso e, attraverso i media, nell'immaginiario collettivo. Ironica, pungente ci restituisce il gusto di goderci l'età che attraversiamo, il femminismo possibile dei nostri t ...continua

    semplicemente fanstastico! Un viaggio dentro alle cose che non riusciamo a vedere perchè sono tutti i giorni sotto il nostro naso e, attraverso i media, nell'immaginiario collettivo. Ironica, pungente ci restituisce il gusto di goderci l'età che attraversiamo, il femminismo possibile dei nostri tempi . Bello il messaggio che noi donne non riusciamo, oggi, ad indignarci e a muoverci tutte assieme.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande!!!

    Grande Barbara!! Un'ode alla donna sicura di se.
    Barbara Alberti, nella fierezza dei suoi anni, lancia un grido di orgoglio e di battaglia a tutte le donne: "riprendiamoci la faccia"! intesa come identità.
    Intinge la sua penna nell'ironia e frusta quelle donne che vogliono "sembrare" ...continua

    Grande Barbara!! Un'ode alla donna sicura di se.
    Barbara Alberti, nella fierezza dei suoi anni, lancia un grido di orgoglio e di battaglia a tutte le donne: "riprendiamoci la faccia"! intesa come identità.
    Intinge la sua penna nell'ironia e frusta quelle donne che vogliono "sembrare" piuttosto che "essere".
    Un elogio del femminismo che non è quello vuoto, sensa senso e, oserei dire, ridicolo degli anni 60; che non accetta "quote rosa" perche' e' deprimente per una donna essere trattata alla stregua di un animale in estinzione; è un vero e proprio urlo che strappa l'anima della donna contemporanea e la costringe a prendere coscienza di se stessa.
    Un'ode alla vecchiaia, perche' la vecchiaia arriva per tutti e nulla si puo' contro di essa...ma per viverla bene bisogna saperla accettare e di questo la Alberti ne fa un punto di orgoglio.
    Basta con la ricerca della bellezzza a tutti i costi tanto prima o poi sfiorisce e poi, come dice qualcuno: "la bruttezza ha un vantaggio sulla bellezza: dura"!! basta saperlo.
    Come uomo prendo atto dell'acume, dell'intelligenza e della capacita autoironica della scrittrice e resto nella certezza che, se le donne prendessero coscienza di se, per noi uomini resterebbe ben poco. E questo libro potrebbe essere un primo passo verso questa presa di coscienza.
    Grande Barbara Alberti, ricordo di lei un aforisma favoloso: "Solo i coraggiosi sanno amare...tutto il resto è coppia".
    Un libro semplice, leggero ma intenso, da leggere con divertimento ma che sicuramente fa pensare.

    ha scritto il