Ritari joka ei ollut olemassa

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Publisher: Kustannusosakeyhtiö Tammi

4.0
(9351)

Language: Suomi | Number of Pages: 127 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Portuguese , Chi traditional , German , Italian , French , Spanish , Catalan , Polish

Publish date: 

Translator: Pentti Saarikoski

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    http://www.scaffalivirtuali.altervista.org/index.php?bookid=439

    Non è molto facile parlare di questo libro, sintetizzarlo brevemente, per dare un'idea senza rivelare troppo della trama. É sicuramente una storia di relazioni, di amore, ma è incardinata in un precis ...continue

    Non è molto facile parlare di questo libro, sintetizzarlo brevemente, per dare un'idea senza rivelare troppo della trama. É sicuramente una storia di relazioni, di amore, ma è incardinata in un preciso contesto storico, caratterizzato dalle battaglie tra il re dei franchi Carlo Magno e gli infedeli. La voce narrante è in terza persona ed è quella di una donna, precisamente una suora, la quale narra le gesta dei protagonisti. Agilulfo, una bianca e lucida armatura vuota, nei panni del cavaliere errante, un uomo che c'è con la mente ma non con il corpo; Gurdulù, che c'è con il corpo ma non con la mente; Rambaldo, giovane che prima vendica la morte del padre uccidendone il carnefice, poi si innamora di Bradamante; Bradamante, donna che partecipa alle battaglie e che è innamorata di Agilulfo. Le vicende sono narrate con uno stile scorrevole, la suora che racconta ogni tanto si lascia andare in sproloqui che non sono mai eccessivi e spesso racconta episodi in modo piuttosto bizzarro: narrando di come dovrebbe narrarli. Insomma, una lettura breve e piacevole, che lascia emergere in superficie cenni di personalità che l'autore svilupperà più approfonditamente in opere successive. Nella sua semplicità un'opera sicuramente meritevole di essere letta.

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  • 4

    l cavaliere inesistente è un romanzo di Italo Calvino del 1959, pubblicato in questa edizione da Mondadori nel 2000. É il terzo romanzo della cosiddetta serie “I nostri antenati”, che comprende “Il vi ...continue

    l cavaliere inesistente è un romanzo di Italo Calvino del 1959, pubblicato in questa edizione da Mondadori nel 2000. É il terzo romanzo della cosiddetta serie “I nostri antenati”, che comprende “Il visconte dimezzato” e “Il barone rampante”.

    Siamo nel periodo di Carlomagno, e i Paladini Francesi stanno facendo la guerra ai Saraceni infedeli. Tra le fila dell’esercito c’è un cavaliere particolare: si chiama Agilulfo, e non esiste. Quando Carlomagno passa in rassegna le truppe, infatti, Agilulfo non è altro che un’armatura bianca e splendente ma vuota. Sembra muoversi e combattere solo per forza di volontà. A questo cavaliere sembra ispirarsi Rambaldo, appena giunto nell’esercito con gli ideali cavallereschi pesantemente ridimensionati da una guerra che è più burocratica che fatta di passione, onore e slanci coraggiosi. Rambaldo che si innamora di Bradamante, donna cavaliere dell’esercito franco che dopo aver amato ogni cavaliere dell’esercito cerca l’amore impossibile proprio del cavaliere che non esiste, Agilulfo.

    Perché il cavaliere inesistente è l’emblema della perfezione: mai nulla fuori posto, mai un graffio nell’armatura, sempre perfetto nell’esecuzione dei compiti quotidiani di un paladino, compresi quelli più noiosi come seguire la distribuzione del cibo. D’altra parte manca di tutto ciò che rende la vita vivibile: amore, passione, riposo, cibo… Agilulfo è l’uomo robot, perfettamente burocrate, ligio al dovere ma privo di passione e di slancio.

    Calvino, nella sua genialità gli affianca uno scudiero che gli fa da contrappasso: Gurdulù è un ragazzo che segue l’istinto in tutto senza avere intelletto: è capace di identificarsi con una rana, con un albero, fa confusione mentre mangia la zuppa (credendo che sia la zuppa a doversi mangiare lui), ma gode di tutte le passioni che il suo padrone non può godere, come il cibo o il sesso delle cortigiane.

    Il cavaliere inesistente è un bel romanzo, veloce e leggero. Magari l’avete letto alle medie, o nei primi anni delle superiori. Magari vi era anche piaciuto. Ma fidatevi: rileggetevelo. Non sono nemmeno 100 pagine, e ne vale davvero la pena. Italo Calvino è uno dei migliori autori in italiano.

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  • 4

    Romanzo della trlogia che comprende anche "Il barone rampante" e "Il visconte dimezzato", non li ho letti in ordine cronologico e neanche credo che avrebbe avuto senso farlo.

    Mi ha davvero colpito, è ...continue

    Romanzo della trlogia che comprende anche "Il barone rampante" e "Il visconte dimezzato", non li ho letti in ordine cronologico e neanche credo che avrebbe avuto senso farlo.

    Mi ha davvero colpito, è una sorta di romanzo storico ambientato nel medioevo i cui personaggi sono tutti fantastici, così come fantastiche sono le esperienze che vivranno. L'ho trovato particolarmente ironico, merito anche di una scrittura pulita e diretta.

    Sin'ora è tra le opere di Calvino che preferisco.

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  • 3

    Gli Antenati (il barone rampante - il visconte dimezzato - il cavaliere inesistente)

    In base all'età in cui si legge questa raccolta (Gli antenati) cambia il modo di percepirla. Ora che sono 'grande' vedo, in questi libri, appartenenti alla letteratura classica italiana, le figure emb ...continue

    In base all'età in cui si legge questa raccolta (Gli antenati) cambia il modo di percepirla. Ora che sono 'grande' vedo, in questi libri, appartenenti alla letteratura classica italiana, le figure emblematiche e l’esistenza come valore assoluto amalgamate in una narrazione simbolica e accattivante.

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  • 4

    Penso. Dunque sono?

    Divertentissimo, scritto magnificamente, profondo, poetico, a tratti struggente.
    - Agilulfo, il cavaliere inesistente, ci dimostra che la perfezione non esiste, che alla ricchezza interiore può non co ...continue

    Divertentissimo, scritto magnificamente, profondo, poetico, a tratti struggente.
    - Agilulfo, il cavaliere inesistente, ci dimostra che la perfezione non esiste, che alla ricchezza interiore può non corrispondere un corredo fisico adeguato, che si è quando siamo percepiti dagli altri o, di contro, che non si è più quando gli altri non ci percepiscono o ci deludono o ci fanno morire di dolore. Ma soprattutto Agilulfo ci insegna che siamo in quanto pensiamo e che ogni altro modo di essere è assolutamente inconsistente ed inutile: il corpo, cos'è il corpo quando è il pensiero a muovere la nostra vita? Ogni interpretazione, nell'essere o non essere del cavaliere inesistente, è aperta e possibile, e forse qui sta la sua grandezza.
    - Gurdulù, ovvero la controparte di Agilulfo, il suo alter ego: un corpo possente e in armonia con la Natura ma assolutamente vuoto di pensiero, l'uomo che c'è ma crede di non esserci laddove il nostro cavaliere non c'è e crede d'esserci. Un paradosso divertente ed inquietante che permea e movimenta tutta la narrazione.
    - Rambaldo ci dimostra che la normalità non è apprezzata, che l'amore non è compreso e che inseguiamo sempre l'idea di qualcuno e quasi mai qualcuno per quello che è davvero.
    - Bradamante ci dimostra che inseguiamo sempre il sogno sbagliato e che quello che ci farebbe felici è più semplice e più a portata di mano di quanto crediamo.
    - Torrismondo è il personaggio che ho preferito, forse perché è quello che maggiormente si avvicina ai paladini ariosteschi: combattuto, inquieto, avventuroso, impavido, ombroso, irascibile, vigoroso; perfino il finale con Sofronia è degno del miglior Ariosto.

    Infine, una parola sul capitolo (il più bello) in cui suor Teodora descrive le avventure per mari e per monti dei nostri cavalieri, ciascuno alla ricerca di una risposta che salvi loro l'onore e la dignità: magnifica è la trovata della penna che traccia i percorsi dei nostri eroi, un modo per non dilungarsi troppo nella descrizione geografica, per non tediare il lettore e per risolvere con velocità e umorismo le questioni in sospeso della narrazione.

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  • 4

    La volontá é tutto!

    La terza favola della "trilogia araldica" racchiude, in un piccolo scrigno di sole 120 pagine, parecchi tesori. Il protagonista é l'uomo che non esiste, che come un'ombra, privato di radici, scopi e p ...continue

    La terza favola della "trilogia araldica" racchiude, in un piccolo scrigno di sole 120 pagine, parecchi tesori. Il protagonista é l'uomo che non esiste, che come un'ombra, privato di radici, scopi e perfino di un volto, obbedisce e applica pedissequamente regole ed ordini, senza spirito critico, anche perché in quelle regole, procedure e convenzioni si annida ormai la sua ragion d'essere e quella dei suoi simili (che fanno la guerra tanto per farla, per avere qualcosa da combattere, una ragione per esserci).
    É profetico Calvino e ci racconta il mondo attuale con l'uomo ridotto ad automa, senza volto e senza idee, ma devo dire che il racconto mi ha lasciato un certo ottimismo: é vero, l'identitá é cosa complicata da raggiungere e da trattenere ma se c'é una strada per trovarla (ci si puó almeno provare) é la strada dell'azione, del darsi degli scopi, dei sogni, che anche quando sono difficili, intricati, é sempre bene inseguirli. Ed ecco allora che i personaggi, intrecciandosi e sfiorandosi in rocambolesche avventure, corrono dietro chi alle proprie origini, chi all'amore, chi a un ideale politico. E quando non ci sono piú vette da scalare, ideali da difendere, tesori da scoprire, il Cavaliere decide, senza rimpianti, che non ha piú senso restare.

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  • 2

    scritto ottimamente e ricco di fantasia
    c'è chi potrebbe trovarlo profetico.
    io con Calvino ho un rapporto difficile;
    l'impressione finale
    è che abbia dispensato in questo pseudo-pamphlet pseudo-illum ...continue

    scritto ottimamente e ricco di fantasia
    c'è chi potrebbe trovarlo profetico.
    io con Calvino ho un rapporto difficile;
    l'impressione finale
    è che abbia dispensato in questo pseudo-pamphlet pseudo-illuminista (magari lo fosse!)
    metafisica da strapazzo e una visione del mondo a dir poco adolescenziale.
    seppur conoscitore dell'animo umano e dei suoi moti
    riduce il tutto a un romanticismo sempliciotto
    senza fornire soluzioni concrete e indicazioni per l'avventore allo spirito;
    credo che ciò, per uno scrittore come Calvino, dal target giovane-adulto
    sia abbastanza imperdonabile.
    comunque, a caldo, non me la sento di dare il minimo

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  • 5

    "e a un certo punto l'innamoramento di lei è pure innamoramento di sé, di sé innamorato di lei, è innamoramento di quel che potrebbero essere loro due insieme, e non sono."

    Un'altra fantastica storia di Calvino. Nella mia personale classifica è seconda solo a "il barone rampante". Duelli, amori, viaggi, peripezie, incontri, colpi di scena e la dolce profondità con cui Ca ...continue

    Un'altra fantastica storia di Calvino. Nella mia personale classifica è seconda solo a "il barone rampante". Duelli, amori, viaggi, peripezie, incontri, colpi di scena e la dolce profondità con cui Calvino guarda all'esistenza umana...

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  • 3

    Mi era stato dato da leggere durante le vacanze estive dalla mia professoressa di italiano, lo iniziai subito ma dopo le prime due pagine lo abbandonai convinta che sarebbe stata una lettura noiosissi ...continue

    Mi era stato dato da leggere durante le vacanze estive dalla mia professoressa di italiano, lo iniziai subito ma dopo le prime due pagine lo abbandonai convinta che sarebbe stata una lettura noiosissima e incomprensibile. Arrivata alla fine dell'estate, per forza di cose, l'ho dovuto leggere e superate le prime pagine in cui appunto bisogna farci un po' l'abitudine allo stile di Calvino, mi è piaciuto un sacco e l'ho letto in qualche ora.
    Un libro veramente sorprendente.

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