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Riti di passaggio

Di

Editore: TEA

3.7
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 199 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8878184403 | Isbn-13: 9788878184404 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: P. F. Paolini

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un'atmosfera sospesa per una lettura che suscita interesse e noia

    Riti di passaggio mi ha sorpreso più volte: dopo un inizio promettente per l'eccitazione per la partenza della nave, ho iniziato ad annoiarmi nel leggere la descrizione di una vita di bordo fatta di molte annotazioni ma priva di elementi significativi. Poi arrivo al caso Colley, e anche qu ...continua

    Riti di passaggio mi ha sorpreso più volte: dopo un inizio promettente per l'eccitazione per la partenza della nave, ho iniziato ad annoiarmi nel leggere la descrizione di una vita di bordo fatta di molte annotazioni ma priva di elementi significativi. Poi arrivo al caso Colley, e anche qui rimango poco preso dalla figura insignificante di questo pretino, dai pochi eventi comunicati che lo riguardano, e di come si parli di tutta la vicenda nel diario intercalandola con annotazioni per me poco interessanti. Mi stavo rassegnando, e invece sul finire la svolta: la lettura del secondo diario mi ha fatto venire voglia di rileggere le pagine passate per comprendere la diversità dei punti di vista, la vicenda si è colorata di una sfumatura da giallo investigativo, e vari elementi "insignificanti" buttati qui e là in tutta la cronaca precedente del viaggio acquistano invece una nuova connotazione. Bello il modo in cui il disvelamento finale del dramma riprende il pressimismo antropologico de Il signore delle mosche.

    ha scritto il 

  • 3

    una storia in cui il protagonsita si vede compeltamente ribaltare il punto di vista poco dopo la metà del libro ed in cui le fila vengono letteralmente tirarte nelle ultime pagine (anche se l'idea di fondo può risultare chiara già da prima). Golding costruisce un racconto sotto forma di diario co ...continua

    una storia in cui il protagonsita si vede compeltamente ribaltare il punto di vista poco dopo la metà del libro ed in cui le fila vengono letteralmente tirarte nelle ultime pagine (anche se l'idea di fondo può risultare chiara già da prima). Golding costruisce un racconto sotto forma di diario con un'impeccabile stile desueto che imita il periodo storico in cui è ambientato, con questo doppio giogo il suo stile ne risente ed il libro non riesce mai a dare il meglio di se

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Non mi ha deluso questo primo libro della Trilogia del Mare.
    Le prime cinquanta, sessanta pagine, scorrevano davvero a rilento: il linguaggio è assolutamente datato (sebbene coerente con il periodo in cui è ambientato il romanzo) e ricco di termini marinareschi. Superato questo scoglio, per ...continua

    Non mi ha deluso questo primo libro della Trilogia del Mare.
    Le prime cinquanta, sessanta pagine, scorrevano davvero a rilento: il linguaggio è assolutamente datato (sebbene coerente con il periodo in cui è ambientato il romanzo) e ricco di termini marinareschi. Superato questo scoglio, però, la trama si è sviluppata sapientemente. Le citazioni letterarie sono disseminate in tutto il libro, ma non le ho trovate "invadenti". Golding mi ha fatto sorridere più volte di fronte ad alcune descrizioni, quasi grottesche. Mi è piaciuto l'espediente del doppio racconto con cui l'autore ha ripercorso l'intero caso Colley, presentando un punto di vista in più, quello della vittima.
    Anche qui (come in Il signore delle mosche, ad esempio) salta fuori la dicotomia tra Bene-Male e, come nella maggior parte dei libri di Golding, il Male ha sempre la meglio sul bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Per me, il migliore dei romanzi di William Golding.
    Il rito a cui fa riferimento il titolo e' sia un vero e proprio rito di iniziazione che avveniva quando una nave attraversava l'equatore (una celebrazione antichissima), sia il viaggio stesso che fa il protagonista fuori e dentro se stesso ...continua

    Per me, il migliore dei romanzi di William Golding.
    Il rito a cui fa riferimento il titolo e' sia un vero e proprio rito di iniziazione che avveniva quando una nave attraversava l'equatore (una celebrazione antichissima), sia il viaggio stesso che fa il protagonista fuori e dentro se stesso.

    ha scritto il 

  • 2

    La scrittura di Golding è lineare, senza spaccature, senza colpi di scena e senza crepe. Ma è bella lo stesso, perchè riesce a coinvolgere il lettore facendolo cullare sulle onde del mare e facendolo partecipare alle azioni dei protagonisti. Tutto sommato il libro non è niente male, ma c'è ancora ...continua

    La scrittura di Golding è lineare, senza spaccature, senza colpi di scena e senza crepe. Ma è bella lo stesso, perchè riesce a coinvolgere il lettore facendolo cullare sulle onde del mare e facendolo partecipare alle azioni dei protagonisti. Tutto sommato il libro non è niente male, ma c'è ancora qualcosa che non mi convince. Anche perchè devo dire che le prime venti pagine non mi hanno colpito per niente... poi si va in un crescendo di interesse che però non esplode mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Primo libro della trilogia del mare. Molto bello, per l'ambientazione e la storia (decisamente irriverente). Gli altri due volumi che compongono la trilogia, invece, sono abbastanza scadenti e sembrano quasi solo iniziative commerciali.

    ha scritto il