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Ritorno a Bassavilla

By Danilo Arona

(63)

| Paperback | 9788895733128

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Book Description

Ritorno a Bassavilla ci riporta tra le nebbie della più spettrale tra le città della nostra letteratura, e che era tempo si vedesse dedicare un intero libro: Bassavilla.
Uno sguardo oltre l’apparenza confortante delle cose, tra storie - v Continue

Ritorno a Bassavilla ci riporta tra le nebbie della più spettrale tra le città della nostra letteratura, e che era tempo si vedesse dedicare un intero libro: Bassavilla.
Uno sguardo oltre l’apparenza confortante delle cose, tra storie - vere? - di fantasmi, resoconti dell’insolita attività investigativa dell’autore, e inquietanti fatti di cronaca nera. O nerissima. Spaccati che oscillano in equilibrio quantomai precario sul filo sottilissimo che separa la realtà (o quella che riteniamo tale) dall’Immaginario più disturbante. E dietro sogghigna e prende forma - solo per poi prenderne un’altra - lei: Bassavilla. Il primo Cronache di Bassavilla fu pubblicato da Dario Flaccovio Editore nel 2006, ed è uno dei libri più apprezzati della vasta produzione dello scrittore piemontese.
Contiene l'intervento Bassavilla? di Daniele Bonfanti.

9 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ritorno al....... gotico rurale (ma non solo)

    Come si può capire dal titolo della mia recensione quest'opera di Danilo Arona rappresenta una eterogenea commistione di generi:In avvio appare come un romanzo, si dipana come un'insieme di fatti di cronaca nera "rielaborati" dall'autore inframmezzat ...(continue)

    Come si può capire dal titolo della mia recensione quest'opera di Danilo Arona rappresenta una eterogenea commistione di generi:In avvio appare come un romanzo, si dipana come un'insieme di fatti di cronaca nera "rielaborati" dall'autore inframmezzati da spezzoni contenenti riflessioni dell'autore sul tema dell'ignoto (ma non solo) e si conclude cosi come era iniziato.La domanda è: questa commistione di generi giova al libro nel suo complesso?La risposta non è univoca, a tratti sembra affermativa ed altre negativa:In più di un'occasione si ha l'impressione che l'amalgama finisca per appesantire la narrazione rendendola diseguale, facendo perdere il "fil rouge" alla base dell'opera stessa.Le quattro stelle le ho date più che altro per l'idea in se e perché vengono narrati fatti accaduti in una zona limitrofa alla mia.Buona l'idea, rivedibile la realizzazione.Comunque interessante.

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    H. P. Lovecraft said on Aug 15, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Danilo Arona, critico cinematografico e giornalista ha conquistato il mondo della letteratura fantastica con le sue pubblicazioni, tra le quali ricordiamo La Stazione del Dio del suono, Black magic Woman, L’estate di Montebuio.
    Ricercatore di fenomen ...(continue)

    Danilo Arona, critico cinematografico e giornalista ha conquistato il mondo della letteratura fantastica con le sue pubblicazioni, tra le quali ricordiamo La Stazione del Dio del suono, Black magic Woman, L’estate di Montebuio.
    Ricercatore di fenomeni “insoliti”, nella sua ultima opera “Ritorno a Bassavilla” mette in campo tutte le conoscenze, fornendo al lettore una carrellata, ben documentata, di misteri che avvolgono la città di Alessandria.
    Affascinante e tenebroso il percorso che ci propone l’autore, partendo da Bassavilla – nome fittizio “Nom de plume” di Alessandria – fino a sconfinare in altre regioni, con un filo conduttore quali credenze e quanto loro possano influenzare la psiche umana; follia (?)… “C’è un punto di rottura in ognuno di noi” e quel punto spesso sfocia nelle cronache nere del nostro quotidiano: “I muri parlano, ma più che di follia raccontano d’invisibilità sociale e di emergenza, i veri grandi ‘horrori’ dei nostri tempi”.

    Continua qui: http://www.liberolibro.it/danilo-aronaritorno-a-bassavi…

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    Katia said on Sep 28, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    All'inizio pensavo fosse un romanzo di paura. Ma non è così.
    Poi ho pensato fosse una raccolta di racconti. Ma non è una raccolta.
    Poi ho pensato fosse una raccolta di articoli di giornale. Ma non è.
    Poi l'ho finito e mi sono trovata a voler legge ...(continue)

    All'inizio pensavo fosse un romanzo di paura. Ma non è così.
    Poi ho pensato fosse una raccolta di racconti. Ma non è una raccolta.
    Poi ho pensato fosse una raccolta di articoli di giornale. Ma non è.
    Poi l'ho finito e mi sono trovata a voler leggere tutti i libri di Arona. Senza catalogarli.

    Consigliato a TUTTI! Però, sappiate che vi può mettere ansia, eh!

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    Ka said on Jun 30, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ritorno a Bassavilla è uno strano libro. La prosa impeccabile attenua il disorientamento iniziale di chi si aspetta una storia nel senso classico del termine.
    Questo libro, invece, non è un romanzo, ma una sorta di cronaca degli eventi "strani" o fu ...(continue)

    Ritorno a Bassavilla è uno strano libro. La prosa impeccabile attenua il disorientamento iniziale di chi si aspetta una storia nel senso classico del termine.
    Questo libro, invece, non è un romanzo, ma una sorta di cronaca degli eventi "strani" o fuori dall'ordinario accaduti intorno ad Alessandria (nel libro, appunto, Bassavilla).
    Una narrazione fatta di capitoli brevi. Storie tutte diverse, scollegate tra loro. Sono fatti per sembrare, perlopiù, articoli di giornale.
    È una lettura strana, come detto. Il libro è scritto benissimo, ma da Arona non mi aspettavo di meno. Non appena si entra nel "gioco", la cosa si fa subito godibile e la lettura fluisce via in un attimo.
    Ottimo

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    Shivan said on Jun 12, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Recensione

    Detesto Danilo Arona, per ben due motivi.
    Il primo è semplice, invidio in modo viscerale la sua capacità di scrivere amalgamando (come in un laboratorio alchemico, direbbe un certo gatto) cronaca e fantasia, magia primordiale e tecnologia.
    Il ...(continue)

    Detesto Danilo Arona, per ben due motivi.
    Il primo è semplice, invidio in modo viscerale la sua capacità di scrivere amalgamando (come in un laboratorio alchemico, direbbe un certo gatto) cronaca e fantasia, magia primordiale e tecnologia.
    Il secondo è che con questo suo ritorno a Bassavilla (dove per altro io non ero mai stato, le Cronache mi mancano) è riuscito a insinuare quell'ansia che un numero esagerato di presunti libri "horror" non era riuscito a fare da un bel po'. Roba da decidere che Ritorno a Bassavilla non è libro da cuscino, ma da poltrona in soggiorno ben illuminato.
    Che non si formino ombre strane negli angoli, capite?

    Trentasei brevi passeggiate nei dintorni di una città sospesa tra le case (reali, fisiche, tangibili) della sua Alessandria e i contorni, che a questa si vanno sovrapponendo, di un'ombra cupa, proveniente da tempi diversi. È la meno conosciuta, ma più pericolosa, Bassavilla.
    Un diario non cronologico, affidato a un Narratore legato profondamente a quelle terre, capace di aprire finestre su momenti diversi del tempo e dello spazio.
    Trentasei storie in bilico, sul filo della nostra quotidiana realtà. Racconti che germogliano dalle abitudini più comuni: la tv, il cinema, le serate con gli amici.
    Vicende che si avvinghiano al lettore, impiantando nella mente il fastidioso seme del dubbio.

    Ho il libro qui accanto. Dalla scura copertina le finestre di Bassavilla non sembrano intenzionate a rimanere chiuse a lungo. Sarà l’aver letto di quieti agricoltori trasformatisi in spietati assassini, di sinistre leggende tornate a (una violenta) vita, di spettri del suono che si cibano delle nostre menti, ma ho l’impressione di sentire lo scricchiolio delle imposte usurate.
    Sono le storie di Arona, o il vicino infastidito dalla musica che viene a spegnere me?

    Ansia da gotico padano a parte, in questo Ritorno a Bassavilla di Edizioni XII c’è tutto l’autore, che ha pubblicato gli articoli a puntate sul sito di Carmilla Online, e ora se la ride alle nostre spalle.
    Ci racconta storie di spettri, lasciando in sospeso il finale.
    Si ricorda com’era fare i cacciatori di fantasmi nell’Italia di qualche decennio fa, in capitoli che sembrano estratti da un ormai dimenticato “Introduzione al ghostbusting nostrano” (Flavio Manchetti, ed. Fiamma, 1981, Alessandria).
    Ci fa sorridere, con la schietta parlata di chi ha vissuto quelle nottate in prima persona e se l’è goduta. Magari se l’è goduta dopo, a parlarne con i compagni d’avventura, davanti a una bottiglia di Bonarda.

    Ho avuto la fortuna di sentire alcuni di questi racconti direttamente dalla voce dell’autore, durante una riunione di un circolo di lettura ad Alessandria, qualche mese fa.
    Insomma lui è così.
    Se ne sta lì, snocciola questo raccontino denso dei giusti collegamenti. Non troppi che ti annoi, non troppo pochi che ti sfuggono. Nomi, date, collegamenti con la realtà che ti tirano dentro la storia, anche se non sei di Alessandria Bassavilla.
    Passa dall’Anima Mundi ai delitti di Cogne, dalla Schiena del Drago alla stréa che consumava solo a smorsacandeila. La fantasia è un virus che contamina ogni aspetto della nostra vita ma, forse, è anche l’unica capacità in grado di salvarci da ciò che si cela dietro la facciata razionale del nostro mondo.
    Arona non dà risposte ma, come un anatomo patologo consumato, indica i segni sul cadavere, ipotizzando le cause di quella strana, inspiegabile morte.
    La sua abilità sta nello stuzzicare le nostre voglie, quelle di cui non ci vantiamo.
    Lo seguiamo incuriositi nel suo percorso operatorio, quando apre chirurgicamente il quadro con paesaggio di primavera da troppo tempo esposto in soggiorno, rivelando la tela scurita e marcia che si cela più sotto.
    Ci rivela i dettagli più scabrosi, ci invita a collegare da soli i segnali che il mondo sottile lascia attorno a noi.
    Come fossimo ancora e solo uomini attorno a un fuoco. Intenti a farci paura a vicenda.

    Il post originale: http://shamanic-journey.blogspot.com/2010/05/ritorno-ba…

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    Matteo Poropat said on May 20, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il ritorno di Melissa

    Lettura intrigante, a mio avviso si colloca perfettamente dopo Bad Prisma

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    Valentino Sergi said on Feb 27, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (63)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 192 Pages
  • ISBN-10: 8895733126
  • ISBN-13: 9788895733128
  • Publisher: Edizioni XII
  • Publish date: 2009-09-22
  • Also available as: eBook
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