Ritorno a Brideshead

Di

Editore: Bompiani

3.6
(174)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 439 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000081442 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 3

    Le ultime 75 pagine sono ottime.

    Ma le prime 300, più le 40 dell'inedito prologo, costituiscono una prolissa introduzione alla triste storia d'amore e fede che valorizza il libro.
    L' introduzione è dedicata alla caratterizzazione deg ...continua

    Ma le prime 300, più le 40 dell'inedito prologo, costituiscono una prolissa introduzione alla triste storia d'amore e fede che valorizza il libro.
    L' introduzione è dedicata alla caratterizzazione degli innumerevoli personaggi, molti di quali superflui alla trama, ma utili a descrivere l'ambiente e l'atmosfera.
    Tale impegnata caratterizzazione è, secondo me, letteraria e poco realistica, con l'eccezione di un personaggio, originale e riuscito: Sebastian.
    Anche se in una diversa nazione e di un diverso ceto, io ho vissuto in quel periodo: mio padre è nato nel 1900 ed io nel 1930. Il mondo era lo stesso. Degli anni 1920 e 1930 io sapevo molto, per i discorsi ed i racconti dei miei genitori e dei miei nonni ( i materni vivevano con noi, a Roma). Forse è l'intento satirico dell'autore a falsare il quadro ai miei occhi. Se è così, lo accetto ma non lo apprezzo. Un articolo satirico lo leggo volentieri, ma un intero libro di 400 pagine, no. Allora ne preferisco di gran lunga uno umoristico.

    ha scritto il 

  • 4

    Ultimamente ho letto alcuni Graham Greene e questo Waugh. Bellissimi tutti.
    Solo, un po' mi stupisce trovare così tanto cattolicesimo, così tanta ossessione per il cattolicesimo, nei grandi del romanz ...continua

    Ultimamente ho letto alcuni Graham Greene e questo Waugh. Bellissimi tutti.
    Solo, un po' mi stupisce trovare così tanto cattolicesimo, così tanta ossessione per il cattolicesimo, nei grandi del romanzo inglese del '900. E' come se, avendolo rimosso e reso inoffensivo per legge a livello collettivo, esso tornasse per vendicarsi a livello individuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di affrontare questo romanzo, sono andata a curiosare un po’ sull’autore, e non è certo emerso un personaggio attraente, leggendo il libro è notevole la sua similitudine al protagonista, sembra ...continua

    Prima di affrontare questo romanzo, sono andata a curiosare un po’ sull’autore, e non è certo emerso un personaggio attraente, leggendo il libro è notevole la sua similitudine al protagonista, sembra presumibile che parli proprio di se stesso.
    Il romanzo è denso, in alcune parti più scorrevole, in altre meno ma sono anche le migliori a mio avviso, c’è una certa poesia in certe descrizioni, non solo della natura, la tanto amata campagna inglese, ma anche degli stati d’animo.
    E’ vero, c’è della sottile ironia quando via via ci si addentra nella storia di questa aristocratica e antica famiglia inglese di religione cattolica però, e quindi nella questione religiosa (Waugh si convertirà poi al cattolicesimo), ma non è così calcata, al massimo alcune situazioni sono al limite dell’assurdo, ma anche no.
    Pubblicato nel ‘45, è sicuramente un ottimo romanzo, è inevitabile che la famiglia in questione sia una famiglia infelice, che sono sempre le più interessanti da guardare da vicino, il protagonista Charlie è per l’appunto un amico di famiglia ed è la voce narrante. Entra a far parte della famiglia prima come amico intimo di Sebastian, poi come amante della sorella Julia, due figure che saranno molto approfondite. Per Sebastian ho provato fin da subito una gran pena, ma riguardo Julia che aveva più possibilità di riscattarsi sono rimasta ben dispiaciuta. Tutti però, anche gli altri componenti familiari saranno travolti dai loro stessi condizionamenti. Autore davvero interessante leggerò altro, per il momento sono contenta di averlo incontrato.

    ha scritto il 

  • 4

    Evelyn Waugh era fino a ieri un grande buco nella mia cultura narrativa; pur amando incondizionatamente la letteratura inglese questo autore non l’avevo mai incontrato. Approfittando della pubblicazio ...continua

    Evelyn Waugh era fino a ieri un grande buco nella mia cultura narrativa; pur amando incondizionatamente la letteratura inglese questo autore non l’avevo mai incontrato. Approfittando della pubblicazione presso Bompiani del suo romanzo Ritorno a Brideshead (traduzione di Ottavio Fatica, introduzione di Mario Fortunato), ho cominciato a colmare la lacuna. Ritorno, uscito nel 1945, è un grande romanzo, che ha influenzato tanti libri successivi con al centro famiglie ricche e perverse con ascendenze nobiliari (mi sono subito venuti in mente due esempi, I Melrose di Saint Aubyn e Il cardellino di Tartt). Il protagonista e io narrante è Charlie Ryder, che si ritrova durante la guerra come capitano del suo battaglione a Brideshead, la villa dove ha passato momenti molto intensi della sua vita. Per Charlie Brideshead vuol dire la famiglia di Sebastian e di Julia: due fratelli di cui è stato innamorato da giovane. Sebastian l’ha conosciuto a Oxford: hanno condiviso i primi anni universitari e le prime folli bevute che emancipano Charlie da un’infanzia infelice e sottomessa (“Mi pare che diventassi ogni giorno più giovane con ogni abitudine da adulto che acquistavo”); Julia balza in primo piano più tardi, quando sono entrambi infelicemente sposati, e si ritrovano per caso sulla nave che li riporta dall’America all’Inghilterra. Per Charlie, orfano di madre e con un padre orribile (quando il ragazzo va al college il genitore gli dà un unico consiglio relativo all’uso del cilindro, quando torna a casa per l’estate senza un soldo lo invita a rivolgersi agli strozzini), i Flyte e la loro dimora rappresentano un mondo dorato, anche se ne individua subito tutte le contraddizioni. Di fronte all’alcolismo che divora Sebastian, la cattolicissima madre istaura in casa un regime falsamente protettivo e alla fine sceglie la soluzione di mandarlo all’estero per non averlo sotto gli occhi; Julia, che vuole sposarsi giovane e scappare dalla famiglia, incappa in Rex, un arrampicatore sociale canadese; il figlio maggiore è una specie di sepolcro imbiancato (e finirà preda di una vedova con tre figli che lo conquisterà con i piaceri della carne); la figlia minore, Cordelia, è un piccolo elfo che osserva tutto e assorbe tutti i contrasti. Oltre alla satira dell’aristocrazia britannica, l’altro tema portante del libro è la religione cattolica e i condizionamenti che è in grado di mettere in opera; molti dei personaggi ne sono travolti. Sono pronta per Tutti i racconti di Waugh.

    ha scritto il 

  • 5

    E' davvero un piacere per me parlarvi di questo libro; Evelyn Waugh è un autore che conoscevo solo per fama ma, come sempre ad un primo incontro, mi piace conoscere la storia degli autori che leggo qu ...continua

    E' davvero un piacere per me parlarvi di questo libro; Evelyn Waugh è un autore che conoscevo solo per fama ma, come sempre ad un primo incontro, mi piace conoscere la storia degli autori che leggo quando si tratta di autori importanti o che mi piacciono particolarmente e quindi prima della lettura mi sono letta un po' di notizie; sapevo che Waugh fosse un autore satirico ma non che ad un certo punto della sua vita la componente religiosa diventasse così importante ed è proprio questo il caso di "Brideshead Revisited" in cui ironia e componente religiosa vanno di pari passo creando un connubio particolare ma davvero interessante.

    "Sa una cosa, Bridey, se mai mi venisse la tentazione di farmi cattolico, mi basterebbe parlare con lei per cinque minuti per farmela passare. E' capace di ridurre le affermazioni più sensate a vere e proprie assurdità."

    L'ironia di Waugh, comunque sempre pungente, è uno degli aspetti più positivi del romanzo: a tratti è leggera e rientra nell'inconfondibile british humour (un ironia che avevo riscontrato anche nella Mitford ma che non mi era piaciuta) ma succede anche che essa diventi più pesante con il rischio o l'intendo di essere provocatoria o peggio.
    Devo dire che lo stile di Waugh mi ha davvero conquistata, cosa che non mi succedeva dal mio primo incontro con Maugham: il suo stile mordace che spesso fa sorridere il lettore è comunque ricercato e mai banale, senza però risultare pesante per il lettore.

    Waugh ci presenta un mondo alla deriva, sull'orlo della guerra e della decadenza...concentra la sua arguzia su una famiglia aristocratica inglese, siamo agli inizi del Novecento, e ne fa un ritratto davvero malinconico: figura centrale è il giovane Sebastian Flyte che sente il peso di una famiglia facoltosa ma pressante e troppo attaccata alla religione che ne influenza la vita e i rapporti con gli altri, ne conseguirà una fuga verso luoghi liberi soprattutto dall'attenzione costante di una madre preoccupata e un po' eccessiva e di affetti scostanti e spesso freddi, ad eccezione di Charles Ryder, il nostro narratore.
    Quello che si forma tra i due è un legame particolare:
    un rapporto omosessuale non esplicitamente dichiarato ma palese, in cui Charles mette tutto se stesso, promettendo amicizia incondizionata, nonostante le dimostrazioni di Sebastian non siano così esplicite, è più un adorazione di Charles verso un dandy alcolizzato che passa la sua vita scolastica (si incontrano ad Oxford) e non solo a fuggire dalla triste realtà.

    "Ritorno a Brideshead" è anche uno dei romanzi più personali dell'autore inglese in cui mette molto della sua esperienza di vita, innanzitutto Charles sembra essere proprio l'alter-ego dell'autore: entrambi durante gli anni di studio ad Oxford hanno passato momenti dediti all'alcool e alla dissipazione, inclusi i rapporti omosessuali, entrambi sono attratti dall'arte con la differenza che per Charles sarà un vero mestiere mentre Waugh prenderà un'altra strada, entrambi si sposano per la prima volta con una donna che purtroppo li tradirà e infine entrambi trovano la fede nonostante tutto.
    Perchè punto fondamentale del romanzo è la componente religiosa: non solo attraverso l'ostentazione della famiglia Flyte che viene evidentemente derisa e compatita, perchè sarà proprio Charles a spingere il lettore a riflessioni religiose. C'è anche da dire che tutte le perplessità che hanno attanagliato Waugh, del resto come non capirlo?Omosessuale e cattolico, sono espresse nel romanzo attraverso critiche feroci verso i comportamenti e i dettami cattolici; come detto in precedenza, il personaggio più negativo del romanzo è la mamma Flyte che sarà il vero e proprio incubo del figlio Sebastian e dello stesso Charles, ed è proprio per tutti questi motivi che la sua conversione finale risulta del tutto inaspettata.

    Nonostante la mia iniziale titubanza verso l'autore, che a dirla tutta non so neanche spiegare, e nonostante il tema religioso sia per me e per le mie idee abbastanza ostico non posso che parlare bene di questo romanzo, mi è piaciuto moltissimo e avrei dato anche mezzo voto in più se non fosse che dalla dipartita di Sebastian l'intensità e la curiosità calino un pochino, ma resta comunque davvero una vera perla che non esito a consigliare a tutti, soprattutto agli amanti delle atmosfere british che conquistano con quel pizzico di ironia che le caratterizza.

    http://geekybookers.blogspot.it/2015/01/recensione-ritorno-brideshead-di-evelyn.html

    ha scritto il 

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