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Ritorno a Brideshead

Di

Editore: Bompiani

3.7
(147)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 446 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845255409 | Isbn-13: 9788845255403 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giovanni Fletzer

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Romance , Social Science

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Descrizione del libro
E' il primo romanzo di Waugh nel quale la tematica religiosa cattolica abbia un'importanza pari all'intento satirico. E' la storia dell'inarrestabile decadenza dell'aristocratica famiglia dei Flyte che si consuma in un'antica dimora in cui immutabili riti e cerimonie stanno per essere spazzati via dai tempi nuovi, ma è anche un'impareggiabile e commossa rievocazione degli anni della giovinezza trascorsi in colleges esclusivi dove mangiare fragole accompagnate da champagne è un discriminante segno di "saper vivere", è la constatazione che la vita non può prescindere dalla religione, è il sarcastico ritratto di una classe sociale chiusa in se stessa che sta per essere travolta dalla tempesta della guerra.
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  • 4

    Evelyn Waugh era fino a ieri un grande buco nella mia cultura narrativa; pur amando incondizionatamente la letteratura inglese questo autore non l’avevo mai incontrato. Approfittando della pubblicazione presso Bompiani del suo romanzo Ritorno a Brideshead (traduzione di Ottavio Fatica, introduzio ...continua

    Evelyn Waugh era fino a ieri un grande buco nella mia cultura narrativa; pur amando incondizionatamente la letteratura inglese questo autore non l’avevo mai incontrato. Approfittando della pubblicazione presso Bompiani del suo romanzo Ritorno a Brideshead (traduzione di Ottavio Fatica, introduzione di Mario Fortunato), ho cominciato a colmare la lacuna. Ritorno, uscito nel 1945, è un grande romanzo, che ha influenzato tanti libri successivi con al centro famiglie ricche e perverse con ascendenze nobiliari (mi sono subito venuti in mente due esempi, I Melrose di Saint Aubyn e Il cardellino di Tartt). Il protagonista e io narrante è Charlie Ryder, che si ritrova durante la guerra come capitano del suo battaglione a Brideshead, la villa dove ha passato momenti molto intensi della sua vita. Per Charlie Brideshead vuol dire la famiglia di Sebastian e di Julia: due fratelli di cui è stato innamorato da giovane. Sebastian l’ha conosciuto a Oxford: hanno condiviso i primi anni universitari e le prime folli bevute che emancipano Charlie da un’infanzia infelice e sottomessa (“Mi pare che diventassi ogni giorno più giovane con ogni abitudine da adulto che acquistavo”); Julia balza in primo piano più tardi, quando sono entrambi infelicemente sposati, e si ritrovano per caso sulla nave che li riporta dall’America all’Inghilterra. Per Charlie, orfano di madre e con un padre orribile (quando il ragazzo va al college il genitore gli dà un unico consiglio relativo all’uso del cilindro, quando torna a casa per l’estate senza un soldo lo invita a rivolgersi agli strozzini), i Flyte e la loro dimora rappresentano un mondo dorato, anche se ne individua subito tutte le contraddizioni. Di fronte all’alcolismo che divora Sebastian, la cattolicissima madre istaura in casa un regime falsamente protettivo e alla fine sceglie la soluzione di mandarlo all’estero per non averlo sotto gli occhi; Julia, che vuole sposarsi giovane e scappare dalla famiglia, incappa in Rex, un arrampicatore sociale canadese; il figlio maggiore è una specie di sepolcro imbiancato (e finirà preda di una vedova con tre figli che lo conquisterà con i piaceri della carne); la figlia minore, Cordelia, è un piccolo elfo che osserva tutto e assorbe tutti i contrasti. Oltre alla satira dell’aristocrazia britannica, l’altro tema portante del libro è la religione cattolica e i condizionamenti che è in grado di mettere in opera; molti dei personaggi ne sono travolti. Sono pronta per Tutti i racconti di Waugh.

    ha scritto il 

  • 4

    E' davvero un piacere per me parlarvi di questo libro; Evelyn Waugh è un autore che conoscevo solo per fama ma, come sempre ad un primo incontro, mi piace conoscere la storia degli autori che leggo quando si tratta di autori importanti o che mi piacciono particolarmente e quindi prima della lettu ...continua

    E' davvero un piacere per me parlarvi di questo libro; Evelyn Waugh è un autore che conoscevo solo per fama ma, come sempre ad un primo incontro, mi piace conoscere la storia degli autori che leggo quando si tratta di autori importanti o che mi piacciono particolarmente e quindi prima della lettura mi sono letta un po' di notizie; sapevo che Waugh fosse un autore satirico ma non che ad un certo punto della sua vita la componente religiosa diventasse così importante ed è proprio questo il caso di "Brideshead Revisited" in cui ironia e componente religiosa vanno di pari passo creando un connubio particolare ma davvero interessante.

    "Sa una cosa, Bridey, se mai mi venisse la tentazione di farmi cattolico, mi basterebbe parlare con lei per cinque minuti per farmela passare. E' capace di ridurre le affermazioni più sensate a vere e proprie assurdità."

    L'ironia di Waugh, comunque sempre pungente, è uno degli aspetti più positivi del romanzo: a tratti è leggera e rientra nell'inconfondibile british humour (un ironia che avevo riscontrato anche nella Mitford ma che non mi era piaciuta) ma succede anche che essa diventi più pesante con il rischio o l'intendo di essere provocatoria o peggio.
    Devo dire che lo stile di Waugh mi ha davvero conquistata, cosa che non mi succedeva dal mio primo incontro con Maugham: il suo stile mordace che spesso fa sorridere il lettore è comunque ricercato e mai banale, senza però risultare pesante per il lettore.

    Waugh ci presenta un mondo alla deriva, sull'orlo della guerra e della decadenza...concentra la sua arguzia su una famiglia aristocratica inglese, siamo agli inizi del Novecento, e ne fa un ritratto davvero malinconico: figura centrale è il giovane Sebastian Flyte che sente il peso di una famiglia facoltosa ma pressante e troppo attaccata alla religione che ne influenza la vita e i rapporti con gli altri, ne conseguirà una fuga verso luoghi liberi soprattutto dall'attenzione costante di una madre preoccupata e un po' eccessiva e di affetti scostanti e spesso freddi, ad eccezione di Charles Ryder, il nostro narratore.
    Quello che si forma tra i due è un legame particolare:
    un rapporto omosessuale non esplicitamente dichiarato ma palese, in cui Charles mette tutto se stesso, promettendo amicizia incondizionata, nonostante le dimostrazioni di Sebastian non siano così esplicite, è più un adorazione di Charles verso un dandy alcolizzato che passa la sua vita scolastica (si incontrano ad Oxford) e non solo a fuggire dalla triste realtà.

    "Ritorno a Brideshead" è anche uno dei romanzi più personali dell'autore inglese in cui mette molto della sua esperienza di vita, innanzitutto Charles sembra essere proprio l'alter-ego dell'autore: entrambi durante gli anni di studio ad Oxford hanno passato momenti dediti all'alcool e alla dissipazione, inclusi i rapporti omosessuali, entrambi sono attratti dall'arte con la differenza che per Charles sarà un vero mestiere mentre Waugh prenderà un'altra strada, entrambi si sposano per la prima volta con una donna che purtroppo li tradirà e infine entrambi trovano la fede nonostante tutto.
    Perchè punto fondamentale del romanzo è la componente religiosa: non solo attraverso l'ostentazione della famiglia Flyte che viene evidentemente derisa e compatita, perchè sarà proprio Charles a spingere il lettore a riflessioni religiose. C'è anche da dire che tutte le perplessità che hanno attanagliato Waugh, del resto come non capirlo?Omosessuale e cattolico, sono espresse nel romanzo attraverso critiche feroci verso i comportamenti e i dettami cattolici; come detto in precedenza, il personaggio più negativo del romanzo è la mamma Flyte che sarà il vero e proprio incubo del figlio Sebastian e dello stesso Charles, ed è proprio per tutti questi motivi che la sua conversione finale risulta del tutto inaspettata.

    Nonostante la mia iniziale titubanza verso l'autore, che a dirla tutta non so neanche spiegare, e nonostante il tema religioso sia per me e per le mie idee abbastanza ostico non posso che parlare bene di questo romanzo, mi è piaciuto moltissimo e avrei dato anche mezzo voto in più se non fosse che dalla dipartita di Sebastian l'intensità e la curiosità calino un pochino, ma resta comunque davvero una vera perla che non esito a consigliare a tutti, soprattutto agli amanti delle atmosfere british che conquistano con quel pizzico di ironia che le caratterizza.

    http://geekybookers.blogspot.it/2015/01/recensione-ritorno-brideshead-di-evelyn.html

    ha scritto il 

  • 0

    Questo è, almeno ai miei occhi, uno di quei romanzi circondati da un tale fascino e scritti così bene da renderti difficile, se non impossibile, qualsiasi tentativo di giudicarli. La forma è perfetta: la narrazione è armonica ed equilibrata, densa di avvenimenti, così come di spunti riflessivi; ...continua

    Questo è, almeno ai miei occhi, uno di quei romanzi circondati da un tale fascino e scritti così bene da renderti difficile, se non impossibile, qualsiasi tentativo di giudicarli. La forma è perfetta: la narrazione è armonica ed equilibrata, densa di avvenimenti, così come di spunti riflessivi; la lettura è incredibilmente piacevole.
    Eppure non riesco a capire se mi sia piaciuto o meno. Credo di avervi creato intorno un alone di mistero troppo fitto che mi ha caricata di aspettative esagerate. Ne sono rimasta, in parte, delusa (pur non riuscendo a capire precisamente perché, lo ammetto), ma ciò non toglie che sia una bella lettura.

    P.S.: il 90% dei personaggi (se non più), l'avrei preso molto volentieri a schiaffi... direi che anche l'intento satirico è ben chiaro..!

    P.P.S.: la trama del film è TOTALMENTE diversa da quella del libro!

    ha scritto il 

  • 4

    Spaccato crepuscolare di un mondo decadente, quello della nobiltà inglese d'inizio Novecento. Le descrizioni estremamente accurate e la trama che si snoda con gradevole semplicità dalla penna sapiente di Waugh, sono attraversate da una sottile, struggente malinconia. Un mondo, con il suo corredo ...continua

    Spaccato crepuscolare di un mondo decadente, quello della nobiltà inglese d'inizio Novecento. Le descrizioni estremamente accurate e la trama che si snoda con gradevole semplicità dalla penna sapiente di Waugh, sono attraversate da una sottile, struggente malinconia. Un mondo, con il suo corredo di oggetti, dimore, paesaggi, atmosfere e inclinazioni, si spegnerà lentamente e inesorabilmente, all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    Dopo Forster, finalmente

    ..un altro romanzo inglese così bello da farti sentire come se respirassi dopo tanto tempo. Puramente britannico, nell'evoluzione personale che ha la prevalenza sulla trama, nell'ironia verso un'aristocrazia autoreferenziale che non si accorge della sua irresistibile decadenza.
    Nello snobis ...continua

    ..un altro romanzo inglese così bello da farti sentire come se respirassi dopo tanto tempo. Puramente britannico, nell'evoluzione personale che ha la prevalenza sulla trama, nell'ironia verso un'aristocrazia autoreferenziale che non si accorge della sua irresistibile decadenza.
    Nello snobismo, anche, nei confronti di chi non si tormenta, non si domanda, di chi vive sicuro nelle sue piccolezze quotidiane e nei suoi traguardi di moda.
    Poi, certo, la religione: il cattolicesimo castrante che vive come un valore il senso di colpa, l'infelicità ed il sacrificio (dell'amore, dell'arte, delle aspirazioni). Alla fine, infatti, l'unico ad uscirne vincente è proprio quel personaggio che sembrava non avere posto alcuno in questa società, e che consapevolmente ne vive al di fuori, gioiosamente libero dalle convenzioni e dai falsi ricordi altrui. La gioia, ah, come appare fragorosa nell'unico personaggio che non viene sfiorato dal cattolicesimo! E allo stesso tempo Waugh, tormentato dalle sue stesse contraddizioni (omosessuale e cattolico), non riesce a darne una descrizione totalmente positiva, forse più per scrupolo che per altre motivazioni.
    Ma intorno a tutto, indistruttibile - ora accogliente, ora severo, ora baluardo di nostalgia - Brideshead è forse l'unico vero protagonista del romanzo. Mentre gli altri vincono e perdono, arrivano e scompaiono, Brideshead c'è.

    ha scritto il 

  • 4

    Una atmosfera magica fra Oxford e Londra, immersi in un'aristocratica ma decadente realtà. Bellissimo l'aspetto religioso che si stende lungo tutto il romanzo.
    Chissà come è bello nella sua lingua originale.

    ha scritto il 

  • 5

    Le memorie sacre e profane del Capitano Charles Ryder

    Brideshaed Revisited è la storia dell’educazione estetica di Charles Ryder. Considerato il romanzo più autobiografico di Waugh, è un inno alla giovinezza e agli anni folli di Oxford tra le due guerre.


    Teatro di tutte le vicende e filo conduttore di tutto il romanzo è Brideshead, la belliss ...continua

    Brideshaed Revisited è la storia dell’educazione estetica di Charles Ryder. Considerato il romanzo più autobiografico di Waugh, è un inno alla giovinezza e agli anni folli di Oxford tra le due guerre.

    Teatro di tutte le vicende e filo conduttore di tutto il romanzo è Brideshead, la bellissima e raffinata residenza dell’aristocratica famiglia Flyte.

    Tutto nasce dall’incontro di Charles (alter ego di Waugh) con l’ineffabile Sebastian Flyte, dandy e alcolizzato, al quale Charles promette, nonostante tutto, amicizia incondizionata. Amicizia, la cui componente omosessuale è latente e mai esplicitata, anche se plausibile, soprattutto se si tiene conto della biografia di Waugh e dei suoi anni a Oxford.

    E’ grazie a Sebastian ed alle frequenti visite a Brideshead che Charles sviluppa quel senso estetico, che è al centro della sua vita di artista; tanto che, quando in seguito Charles si innamorerà di Julia Flyte, la copia femminile di Sebastian, lo farà soprattutto perché attratto dalla bellezza rinascimentale di lei e, forse, anche dall’idea di potersi insediare a Brideshead.

    Il romanzo è anche un inno all’arte primitiva, contrapposta al modernismo e ad una certa stucchevolezza (charme) dell’arte contemporanea. Non a caso Charles, all’acme della sua carriera di artista, deciderà di andare a dipingere nella giungla Sud Americana. Non a caso, preferirà la “rinascimentale” Julia a discapito della “charmant” Celia.

    Ma è soprattutto la storia di una conversione: quella dell’agnostico Charles alla religione cattolica (la stessa dei Flyte), anche in questo caso “nonostante tutto”. Infatti, in tutto il romanzo, i dogmi, i dettami e gli orpelli della religione cattolica vengono criticati ferocemente, se non derisi. Il personaggio più negativo del romanzo è senz’altro la cattolicissima madre dei ragazzi Flyte, causa principale delle loro turbe e della loro rovina. È per questo motivo che la conversione finale di Charles arriva del tutto inaspettata e sembra non trovare una giustificazione logica.

    Tutto questo, però, raccontato con la solita verve che costituisce la cifra principale della scrittura di Evelyn Waugh. Anche se il romanzo ha una vena decisamente più lirica rispetto agli altri, Waugh non rinuncia ad introdurre qua e là colloqui esilaranti nonché una satira feroce contro le stravaganze ed idiosincrasie dell’aristocrazia inglese ormai avviata verso il declino, ricordando in questo la scrittura di Nancy Mitford, non a caso grande amica di Waugh.

    Una perla che giaceva da anni nel mio Kindle, chissà perché ignorata così a lungo …

    ha scritto il 

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