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Ritorno a Pompei

Di

Editore: Voland

3.5
(341)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8888700528 | Isbn-13: 9788888700526 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: B. Bruno

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un dialogo serrato e scintillante di ironia fra una scrittrice rompiscatole dioggi e Celsius, abitante del futuro. Un'antiutopia tagliente che prendel'avvio da un evento storico lontano nel tempo, o forse appena avvenuto:l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., e la conseguente distruzione di Pompei.
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  • 4

    "Tra ciò che è accaduto e ciò che non è accaduto c'è la stessa differenza che esiste tra zero e meno zero." Attorno a questo paradosso si svolge un serrato duello verbale tra Celsius, presuntuoso filo ...continua

    "Tra ciò che è accaduto e ciò che non è accaduto c'è la stessa differenza che esiste tra zero e meno zero." Attorno a questo paradosso si svolge un serrato duello verbale tra Celsius, presuntuoso filosofo di un futuro asettico quanto noioso, e una scrittrice rompiscatole. Il tema è un avvenimento storico remoto - o forse appena avvenuto: l'eruzione del Vesuvio e la scomparsa di Pompei. In un'antiutopia tagliente Amélie Nothomb, con fertile immaginazione, manipola passato, presente e futuro offrendo al lettore un turbine di affascinanti congetture: chi ha veramente distrutto Pompei?
    Geniale, si mette in discussione tutto, l’apparato sociale non è come quello che conosciamo oggi, siamo in un futuro, è un distopico a tutti gli effetti; le riflessioni davvero acute, dialoghi – stile che permea quasi tutto lo scritto –, serrati, valori mutati. Ci si può e deve aspettare di tutto da un libro del genere, se poi a scriverlo è la cara Amélie, allora si hanno tanti motivi in più per pensarlo.

    ha scritto il 

  • 1

    Ennuyeux

    Une idée intéressante, mais développé d'une façon tellement ennuyeux et enervante. Je ne lirais plus ses romans pour un peu de temps, j'ai besoin de me ressaisir après ça.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo di fantascienza in forma di lungo, scoppiettante dialogo, infarcito di tortuosità linguistiche e logiche. Protagonista ne è la stessa Nothomb, che tratteggia se stessa come una sofista polemic ...continua

    Romanzo di fantascienza in forma di lungo, scoppiettante dialogo, infarcito di tortuosità linguistiche e logiche. Protagonista ne è la stessa Nothomb, che tratteggia se stessa come una sofista polemica e insopportabile.

    ha scritto il 

  • 1

    Delirium

    Cara Amèlie, tu mi piaci. Sei geniale, cinica, maestra dei dialoghi e, seppur i finali della maggior parte dei tuoi libri mi abbiano lasciato sbigottita, l'ho sempre apprezzati. Ma Ritorno a Pompei co ...continua

    Cara Amèlie, tu mi piaci. Sei geniale, cinica, maestra dei dialoghi e, seppur i finali della maggior parte dei tuoi libri mi abbiano lasciato sbigottita, l'ho sempre apprezzati. Ma Ritorno a Pompei cos'è? Delirio, delirio e solo delirio, qualcosa che non ha senso dall'inizio alla fine. Un dialogo che mi è sembrato lungo 300 pagine di cui alla fine non c'ho capito una mazza, perchè non lo devo ammettere?! Mah, non vedevo l'ora di finirlo e, quindi, di liberarmene. Non nego che certe battute sarcastiche mi abbiano fatto sorridere e che ci siano passaggi interessanti sulla vita, la guerra, la povertà, la bellezza, l'intelligenza, l'ignoranza... ma stavolta non basta per meritare un voto più alto di una stellina.
    Detto ciò, ti preferisco decisamente nei racconti autobiografici (Metafisica dei tubi, Sabotaggio d'amore, Stupore e tremori, Biografia della fame, Nè di Eva nè di Adamo e Una forma di vita) perchè hai un modo di raccontare della tua vita davvero inimitabile... però non ho ancora finito con te: devo leggere Igiene dell'assassino e Le catilinarie sperando che siano più decenti di Ritorno a Pompei. Comunque i migliori in assoluto ormai l'ho già letti e sono i sopracitati.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo questo libro, mi sono immaginata di vedere due amici seduti a tavola insieme ad una bella compagnia numerosa.
    Ad un certo punto uno dice la parola magica, quella che fa scattare due persone c ...continua

    Leggendo questo libro, mi sono immaginata di vedere due amici seduti a tavola insieme ad una bella compagnia numerosa.
    Ad un certo punto uno dice la parola magica, quella che fa scattare due persone che sullo stesso argomento si trovano su fronti opposti. Ma non è una conversazione politica. Potrei dire che tifano due squadre sportive diverse, o sono appassionati di un personaggio dei fumetti, o un remake di un film se era meglio l'originale o la nuova versione. Cose così insomma.
    E loro ne sanno una più del diavolo sull'argomento, e la dialettica non manca di certo.
    E tu che sei seduto al loro tavolo e hai mangiato e bevuto con loro, rimani con il bicchiere in mano o la forchetta a mezz'aria, perché sei affascinato dalla loro lotta a parole.
    E finisci per non capire nemmeno di cosa stanno parlando, perché il succo non è l'argomento ma loro due che battibeccano.

    Lo stesso per questo libro, tu ad un certo punto non capisci più quale sia l'argomento, e non importa nemmeno tanto, perché sei così preso dai due che argomento a suon di botta e risposta, che alla fine ne vorresti ancora.
    Ma solo per loro due!

    ha scritto il 

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