Ritorno a Pompei

Di

Editore: Voland (Amazzoni, 11)

3.5
(382)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8888700528 | Isbn-13: 9788888700526 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Curatore: Biancamaria Bruno

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Un dialogo serrato e scintillante di ironia fra una scrittrice rompiscatole di oggi e Celsius, abitante del futuro. Un'antiutopia tagliente che prende l'avvio da un evento storico lontano nel tempo, o forse appena avvenuto: l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., e la conseguente distruzione di Pompei.

Prima edizione 1999 ISBN 88-86586-53-1
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  • 3

    Non mi ha convinto del tutto

    È difficile, molto difficile, costruire un libro quasi unicamente sul dialogo. La Nothomb ci riesce con una maestria fuori dal comune, in quella che pare una sfida a se stessa e alle sue capacità di d ...continua

    È difficile, molto difficile, costruire un libro quasi unicamente sul dialogo. La Nothomb ci riesce con una maestria fuori dal comune, in quella che pare una sfida a se stessa e alle sue capacità di dialoghista (del resto il suo stesso alter ego A.N. nel libro afferma di far di mestiere non la scrittrice, bensì la dialoghista). La fantasia la fa da padrone, assieme a una critica sociale, politica e storica non scontata e spesso divertente e irriverente. Tuttavia, verso metà testo, cominciano ad affiorare stanchezza e noia dovute proprio all'utilizzo continuo e senza stacchi della forma di dialogo e si annaspa fino alla fine, nella speranza e nella spasmodica ricerca di una qualunque descrizione per riprendere fiato, il che avverrà soltanto nelle ultimissime tre pagine. La conclusione è abbastanza scontata.
    Interessante, ma non mi ha convinto del tutto.

    ha scritto il 

  • 0

    Curioso, intelligente e divertente. Sì, mi ha fatto molto sorridere la sua ironia. Quando alla fine definisce Celsius come "Boh" e quando deve tornare a casa per innaffiare l'ibisco... insomma la Not ...continua

    Curioso, intelligente e divertente. Sì, mi ha fatto molto sorridere la sua ironia. Quando alla fine definisce Celsius come "Boh" e quando deve tornare a casa per innaffiare l'ibisco... insomma la Nothomb non è mai scontata, i suoi dialoghi sono unici.

    ha scritto il 

  • 3

    Il problema di Amelie Nothomb è l'essere troppo intelligente. Ha tante, forse troppe idee, e vuole sbarazzarsene, condividerle con il mondo. Il risultato è che i suoi libri a volte sono un miscuglio d ...continua

    Il problema di Amelie Nothomb è l'essere troppo intelligente. Ha tante, forse troppe idee, e vuole sbarazzarsene, condividerle con il mondo. Il risultato è che i suoi libri a volte sono un miscuglio di tutto e niente, e questo in particolare appare un po' pretenzioso. Nonostante tutto, si arriva alla fine senza troppa fatica, ma nel frattempo ti fa venir voglia leggere un bel librone, pieno di descrizioni di fatti e luoghi, e non un libretto che sembra una pagine di wikiquote.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Distopia

    Dialogo, a tratti irritante a tratti inconsistente, tra una scrittrice del XX secolo e un oligarca del XXVI secolo. Nonostante si presenti come un dialogo filosofico, diacronico e sincronico, è infarc ...continua

    Dialogo, a tratti irritante a tratti inconsistente, tra una scrittrice del XX secolo e un oligarca del XXVI secolo. Nonostante si presenti come un dialogo filosofico, diacronico e sincronico, è infarcito di ovvietà e banalità anche se verso la fine si riprende leggermente. È una critica all'immaginario comune di un futuro popolato da esseri razionali e anaffettivi che si sono resi colpevoli di atrocità inenarrabili ma è anche un atto di amore, in verità abbastanza sui generis, verso il nostro paese.

    ha scritto il 

  • 3

    Non saprei come definire questo romanzo (una distopia? un romanzo filosofico? fantascientifico?) ma c'è da dire che se la Nothomb riesce a mantenermi interessata per più di cento pagine di dialogo, ta ...continua

    Non saprei come definire questo romanzo (una distopia? un romanzo filosofico? fantascientifico?) ma c'è da dire che se la Nothomb riesce a mantenermi interessata per più di cento pagine di dialogo, tanto di cappello!

    La protagonista (una sorta di alter ego poco camuffato dell'autrice) viene trasportata nel lontano futuro dopo aver espresso un'opinione un po' azzarda su Pompei. Qui si interfaccerà con un unico uomo del futuro, che le spiegherà cosa è cambiato e come funziona, sia politicamente che socialmente, il futuro. Lo scambio fra i due è denso di chicche (così tante che non sono riuscita a selezionarne qualcuna) ed è piuttosto provocante (per il pensiero, ovviamente).

    Detto questo, non mi sembra che sia un libro imperdibile. La Nothomb ha scritto di meglio (soprattutto, i suoi romanzi autobiografici).

    ha scritto il 

  • 4

    "Tra ciò che è accaduto e ciò che non è accaduto c'è la stessa differenza che esiste tra zero e meno zero." Attorno a questo paradosso si svolge un serrato duello verbale tra Celsius, presuntuoso filo ...continua

    "Tra ciò che è accaduto e ciò che non è accaduto c'è la stessa differenza che esiste tra zero e meno zero." Attorno a questo paradosso si svolge un serrato duello verbale tra Celsius, presuntuoso filosofo di un futuro asettico quanto noioso, e una scrittrice rompiscatole. Il tema è un avvenimento storico remoto - o forse appena avvenuto: l'eruzione del Vesuvio e la scomparsa di Pompei. In un'antiutopia tagliente Amélie Nothomb, con fertile immaginazione, manipola passato, presente e futuro offrendo al lettore un turbine di affascinanti congetture: chi ha veramente distrutto Pompei?
    Geniale, si mette in discussione tutto, l’apparato sociale non è come quello che conosciamo oggi, siamo in un futuro, è un distopico a tutti gli effetti; le riflessioni davvero acute, dialoghi – stile che permea quasi tutto lo scritto –, serrati, valori mutati. Ci si può e deve aspettare di tutto da un libro del genere, se poi a scriverlo è la cara Amélie, allora si hanno tanti motivi in più per pensarlo.

    ha scritto il 

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