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Ritorno a Pompei

Di

Editore: Voland

3.5
(277)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri

Isbn-10: 8888700528 | Isbn-13: 9788888700526 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: B. Bruno

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Un dialogo serrato e scintillante di ironia fra una scrittrice rompiscatole dioggi e Celsius, abitante del futuro. Un'antiutopia tagliente che prendel'avvio da un evento storico lontano nel tempo, o forse appena avvenuto:l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., e la conseguente distruzione di Pompei.
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  • 4

    Romanzo di fantascienza in forma di lungo, scoppiettante dialogo, infarcito di tortuosità linguistiche e logiche. Protagonista ne è la stessa Nothomb, che tratteggia se stessa come una sofista ...continua

    Romanzo di fantascienza in forma di lungo, scoppiettante dialogo, infarcito di tortuosità linguistiche e logiche. Protagonista ne è la stessa Nothomb, che tratteggia se stessa come una sofista polemica e insopportabile.

    ha scritto il 

  • 1

    Delirium

    Cara Amèlie, tu mi piaci. Sei geniale, cinica, maestra dei dialoghi e, seppur i finali della maggior parte dei tuoi libri mi abbiano lasciato sbigottita, l'ho sempre apprezzati. Ma Ritorno a Pompei ...continua

    Cara Amèlie, tu mi piaci. Sei geniale, cinica, maestra dei dialoghi e, seppur i finali della maggior parte dei tuoi libri mi abbiano lasciato sbigottita, l'ho sempre apprezzati. Ma Ritorno a Pompei cos'è? Delirio, delirio e solo delirio, qualcosa che non ha senso dall'inizio alla fine. Un dialogo che mi è sembrato lungo 300 pagine di cui alla fine non c'ho capito una mazza, perchè non lo devo ammettere?! Mah, non vedevo l'ora di finirlo e, quindi, di liberarmene. Non nego che certe battute sarcastiche mi abbiano fatto sorridere e che ci siano passaggi interessanti sulla vita, la guerra, la povertà, la bellezza, l'intelligenza, l'ignoranza... ma stavolta non basta per meritare un voto più alto di una stellina. Detto ciò, ti preferisco decisamente nei racconti autobiografici (Metafisica dei tubi, Sabotaggio d'amore, Stupore e tremori, Biografia della fame, Nè di Eva nè di Adamo e Una forma di vita) perchè hai un modo di raccontare della tua vita davvero inimitabile... però non ho ancora finito con te: devo leggere Igiene dell'assassino e Le catilinarie sperando che siano più decenti di Ritorno a Pompei. Comunque i migliori in assoluto ormai l'ho già letti e sono i sopracitati.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggendo questo libro, mi sono immaginata di vedere due amici seduti a tavola insieme ad una bella compagnia numerosa. Ad un certo punto uno dice la parola magica, quella che fa scattare due persone ...continua

    Leggendo questo libro, mi sono immaginata di vedere due amici seduti a tavola insieme ad una bella compagnia numerosa. Ad un certo punto uno dice la parola magica, quella che fa scattare due persone che sullo stesso argomento si trovano su fronti opposti. Ma non è una conversazione politica. Potrei dire che tifano due squadre sportive diverse, o sono appassionati di un personaggio dei fumetti, o un remake di un film se era meglio l'originale o la nuova versione. Cose così insomma. E loro ne sanno una più del diavolo sull'argomento, e la dialettica non manca di certo. E tu che sei seduto al loro tavolo e hai mangiato e bevuto con loro, rimani con il bicchiere in mano o la forchetta a mezz'aria, perché sei affascinato dalla loro lotta a parole. E finisci per non capire nemmeno di cosa stanno parlando, perché il succo non è l'argomento ma loro due che battibeccano.

    Lo stesso per questo libro, tu ad un certo punto non capisci più quale sia l'argomento, e non importa nemmeno tanto, perché sei così preso dai due che argomento a suon di botta e risposta, che alla fine ne vorresti ancora. Ma solo per loro due!

    ha scritto il 

  • 4

    «In fondo, 'barbaro moderato' è una buona definizione dell'uomo»

    In alcuni punti è un po' faticoso da leggere, forse a a causa della forma dialogica. Tuttavia è un libro dinamico e brillante e pieno zeppo di spunti di riflessione su passato, presente e futuro ...continua

    In alcuni punti è un po' faticoso da leggere, forse a a causa della forma dialogica. Tuttavia è un libro dinamico e brillante e pieno zeppo di spunti di riflessione su passato, presente e futuro dell'umanità. Amélie Nothomb dà del filo da torcere a un saccente intellettuale del futuro in uno spigliato botta e risposta intersecolare.

    «-Com'è ottuso! Se c'è gente che muore nel sonno, non è verosimile che i dormienti si sveglino dall'altra parte, senza essersi accorti di quanto è successo? Perché dovrebbero credere di essere morti? Se già da vivi gli esseri umani fanno tanta fatica ad ammettere che un giorno moriranno, perché lo dovrebbero trovare più tollerabile dopo il loro decesso? E poi i distratti ci sono sempre stati: sono loro che probabilmente diventano fantasmi. Erano con la testa tra le nuvole al momento del trapasso. Non si sono accorti di niente.»

    ha scritto il 

  • 5

    A parer mio questa autrice è davvero geniale: riesce a metter su dei dialoghi fatti di battute sagaci, ironiche ed intelligenti. Le sue trovate mi sorprendono sempre!

    ha scritto il 

  • 3

    Self-insertion d’Autore

    Alla Nothomb perdono tutto, self-insertion compresa, ma questo raccontino non va oltre l’autocompiacimento autorale e lo sfiancante ping-pong dell’ego, alle lunghe, stucca.

    ha scritto il 

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