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Ritorno in Patagonia

Di ,

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 271)

3.6
(246)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 77 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8845908275 | Isbn-13: 9788845908279 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Clara Morena

Genere: Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Melville usò l’aggettivo «patagonico» per indicare qualcosa di totalmente esotico, mostruoso e pericolosamente attraente. Un’attrazione che agì anche sul giovane Bruce Chatwin. Fin dall’età di tre anni la Patagonia gli apparve come la Terra delle meraviglie. Poi dall’esperienza nacque In Patagonia, il più bel libro di viaggi dei nostri anni. Qualche tempo dopo, un altro illustre scrittore di viaggi, Paul Theroux, pubblicava un affascinante libro su quella terra, The Old Patagonian Express. Infine, nel 1985, Chatwin e Theroux composero, in una storia di contrappunto a due voci, questo delizioso libretto, dove entrambi tornano sulle tracce della loro passione nonché delle voci e delle storie disparate che sono connesse a quella terra. Sia Chatwin sia Theroux appartengono a quella stirpe di viaggiatori che «un’associazione o un riferimento letterario possono entusiasmare quanto una pianta o un animale raro». Perciò il loro dialogo non può che essere personalissimo ed erudito, esposto all’esperienza bruta del viaggio ma anche pronto a captare ogni segnale che giunga dal passato per ricomporre ancora più screziata, l’immagine di quella terra dai tanti misteri, veri e fantasticati.
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  • 4

    Scherzo, dialogo tra due "viaggiatori letterari", appassionati di libri, di racconti, di storie... e tutte gravitano sulla Patagonia...
    Un piccolo tuffo in un mondo lontano, un Chatwin senza presunzione.

    ha scritto il 

  • 4

    In Patagonia con Chatwin e Theroux

    Un piccolo libro a due voci: Bruce Chatwin e Paul Theroux. Entrambi sulle tracce di storie e leggende della terra che ha tanto entusiasmato i loro scritti di viaggio: la Patagonia.
    Dallo scritto emergono molti aspetti curiosi del mondo patagone.
    Preziose a mio parere le fonti esterne ...continua

    Un piccolo libro a due voci: Bruce Chatwin e Paul Theroux. Entrambi sulle tracce di storie e leggende della terra che ha tanto entusiasmato i loro scritti di viaggio: la Patagonia.
    Dallo scritto emergono molti aspetti curiosi del mondo patagone.
    Preziose a mio parere le fonti esterne da cui attingono alcune citazioni riportate nel libro, ne elenco alcune tra le più interessanti: W.H. Hudson 'Idle days in Patagonia' (Giorni oziosi in Patagonia) , Antonio Pigafetta 'La mia longa et pericolosa navigatione', George Shelvocke 'A voyage round the World'.

    ha scritto il 

  • 5

    bellissima lettura attraverso coloro che hanno viaggiato e scritto della Patagonia, poche pagine in cui gli autori ti portano dritto dentro ... "quella terra dai tanti misteri, veri e fantasticati."

    ha scritto il 

  • 4

    Un viaggio interessante tra le trame di libri che hanno attinto all'immaginario collettivo sulla Patagonia. Raramente capita di leggere delle analisi trasversali sulle influenze che la letteratura e la cultura in generale hanno subito da eventi epocali, come le grandi esplorazioni geografiche. Un ...continua

    Un viaggio interessante tra le trame di libri che hanno attinto all'immaginario collettivo sulla Patagonia. Raramente capita di leggere delle analisi trasversali sulle influenze che la letteratura e la cultura in generale hanno subito da eventi epocali, come le grandi esplorazioni geografiche. Un libro gradevole e scorrevole, che raffronta due opinioni parallele.

    ha scritto il 

  • 0

    pagina 30

    L'uomo che finisce la sua corsa cadendo da cavallo, o che viene trascinato via dalla corrente mentre guada un fiume in piena, nella maggior parte dei casi ha trascorso una vita più felice di chi muore di apoplessia in un ufficio o in una sala da pranzo; o di chi, incontrando quella fine che sembr ...continua

    L'uomo che finisce la sua corsa cadendo da cavallo, o che viene trascinato via dalla corrente mentre guada un fiume in piena, nella maggior parte dei casi ha trascorso una vita più felice di chi muore di apoplessia in un ufficio o in una sala da pranzo; o di chi, incontrando quella fine che sembrava infinitamente bella a Leigh Hunt (e che a me pare indicibilmente odiosa), lascia cadere il viso bianco sul libro aperto che ha dinanzi.

    ha scritto il 

  • 0

    BRANO TRATTO DA:

    Bruce Chatwin Paul Theroux. Ritorno in Patagonia


    A Boston nevicava, quando partii: la Patagonia prometteva un clima diverso, un cambiamento di umore e la possibilità di girovagare in tutta libertà. È lo stato d’animo migliore per iniziare un viaggio. Ero pieno di slancio; solo più tardi, n ...continua

    Bruce Chatwin Paul Theroux. Ritorno in Patagonia

    A Boston nevicava, quando partii: la Patagonia prometteva un clima diverso, un cambiamento di umore e la possibilità di girovagare in tutta libertà. È lo stato d’animo migliore per iniziare un viaggio. Ero pieno di slancio; solo più tardi, nei viaggi, si capisce che le distanze più grandi ispirano le più grandi illusioni, e che il viaggio solitario è un piacere che spesso si paga.
    Paul Theroux

    Bruce Chatwin Paul Theroux
    Ritorno in Patagonia
    Adelphi
    Pagina: 15

    http://libriabrani.blogspot.com/

    ha scritto il 

  • 4

    Si viaggiare... - 11 ott 09

    Piccolo libro, grande viaggio (mentale). Perché non è altro che, come dice il titolo, un ritorno. Bisogna aver letto In Patagonia di Chatwin e L'ultimo treno della Patagonia di Theroux e poi godersi questo duetto, che viene da una conferenza a due voci tenuta a Londra nel 1985. E mi immagino ...continua

    Piccolo libro, grande viaggio (mentale). Perché non è altro che, come dice il titolo, un ritorno. Bisogna aver letto In Patagonia di Chatwin e L'ultimo treno della Patagonia di Theroux e poi godersi questo duetto, che viene da una conferenza a due voci tenuta a Londra nel 1985. E mi immagino il piacere di assistere a questo florilegio patagonico, con i due che si danno il la, e si avvinghiano per ripercorrere la nascita dell'idea della Patagonia, fino alla terra attuale, sempre fatta più di assenze che di presenze. E cavalcando sulle ali delle parole, si parte da Melville, poi si fa un salto indietro fino a Pigafetta, per poi andare avanti sempre più, sino a W. H. Hudson, al nonno di Theroux. E senza dimenticare, en passant, Butch Cassidy e Sundance Kid. Viene una maledetta voglia di mettersi in moto, di camminare, di bruciare come fece Theroux 15.000 km per andare da Boston a Ishuaya. c'è anche tanta antropologia, la nascita del mito dei giganti della Terra del Fuoco. Ma soprattutto la curiosità di due menti che nulla danno per scontato. E che sono lì per ascoltare e poi ricollegare con il filo della memoria culturale che si portano dietro. Dotto ma non dottorale. Fruibile. Allora, quando si parte?
    "non c'era nulla. solo il paradosso patagonico: minuscoli fiori in uno spazio immenso . non c'era un campo intermedio di studio. O l'enormità del deserto o la vista di un piccolissimo fiore. In Patagonia si deve scegliere fra il minuscolo e l'immenso" (18)
    Bruce l'ho citato il 18 febbraio 2007 e da rileggere su http://it/wikipedia.org/wiki/Bruce_Chatwin . Paul Theroux, purtroppo un ariete (10 aprile), ma prima del rimando di cui sotto, citerei anche il suo libro The Great Railway Bazaar (1975), sul suo viaggio in treno dalla Gran Bretagna, attraverso l'Europa, il Medio Oriente, l'Asia del Sud, il sudest e l'est asiatico, sino al Giappone, e quindi ritornando al punto di partenza attraverso la Russia (un grande Orient Express. chissà). Ma leggete http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Theroux

    ha scritto il