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Ritratti di Fidelman

Di

Editore: Minimum Fax

3.5
(76)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875212813 | Isbn-13: 9788875212810 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ida Omboni ; Prefazione: Emanuele Trevi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Le avventure tragi-oniriche di un giovane studente d'arte americano in un'Italia più di cantine e soffitte che da cartolina, sono narrate magistralmente con penna leggera come un banco di nebbia da Bernard Malamud, scrittore che non conoscevo ma che conto di frequentare più spesso.
    Un libro ...continua

    Le avventure tragi-oniriche di un giovane studente d'arte americano in un'Italia più di cantine e soffitte che da cartolina, sono narrate magistralmente con penna leggera come un banco di nebbia da Bernard Malamud, scrittore che non conoscevo ma che conto di frequentare più spesso.
    Un libro fatto di personaggi bizzarri, ambienti sfocati, ritmi ipnotici, storie contorte che rapiscono il lettore come in un sogno agitato, che inquieta ma non spaventa e che l'autore racconta in segmenti tutti di livello altissimo.
    Due parole sul protagonista, non sempre centrato e coerente ma perfettamente adatto al labirinto che l'Autore gli costruisce intorno, evolvendo in maniera disordinata ma estremamente efficace. Molto buoni i personaggi di contorno ed in particolare quelli femminili, originali e affascinanti.
    Chiude una riflessione generale sull'arte e più in generale le illusioni degli artisti da garage che Malamud trancia così: "Dopo vent'anni il gallo che non ha cantato dovrebbe sapere che è una gallina".
    Molto bello.

    ha scritto il 

  • 0

    Senza voto

    Attratta dal bellissimo "Il commesso" ho trovato questo libro di Malamud e mi ci sono buttata. Solo che mi ci sono anche persa, tra i cambi di stile e di linguaggio come se non solo si trattasse di diversi racconti uniti dal filo del protagonista, un pittore fallito, ma si esponessero come in vet ...continua

    Attratta dal bellissimo "Il commesso" ho trovato questo libro di Malamud e mi ci sono buttata. Solo che mi ci sono anche persa, tra i cambi di stile e di linguaggio come se non solo si trattasse di diversi racconti uniti dal filo del protagonista, un pittore fallito, ma si esponessero come in vetrina i vari tipi di scrittura nei quali Malamud voleva cimentarsi. No, riconosco la bravura, ma mi è sembrato davvero troppo dispersivo. Comunque sospendo la valutazione.

    ha scritto il 

  • 2

    Evidentemente, per un mio limite, non sono riuscito a capire questo romanzo che parla di un pittore/studioso dell'arte americano giunto in Italia e qui colto, in diverse situazioni, in varie città della penisola. Onestamente l'unica cosa che mi è rimasta, e con mia grande soddisfazione, è stata l ...continua

    Evidentemente, per un mio limite, non sono riuscito a capire questo romanzo che parla di un pittore/studioso dell'arte americano giunto in Italia e qui colto, in diverse situazioni, in varie città della penisola. Onestamente l'unica cosa che mi è rimasta, e con mia grande soddisfazione, è stata la parola "fine" al termine dell'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 3

    Il genio comico di Malamud tra alti e bassi

    "Ritratti di Fidelman" di Bernard Malamud (traduzione di Ida Omboni, mimimumfax) lascia un po' l'amaro in bocca per l'alternanza di alti e bassi: sei capitoli, sei racconti che - insieme - formano una sorta di originale romanzo con un unico protagonista (quell'Arthur Fidelman "pittore fallito" de ...continua

    "Ritratti di Fidelman" di Bernard Malamud (traduzione di Ida Omboni, mimimumfax) lascia un po' l'amaro in bocca per l'alternanza di alti e bassi: sei capitoli, sei racconti che - insieme - formano una sorta di originale romanzo con un unico protagonista (quell'Arthur Fidelman "pittore fallito" dell'incipit), ma che hanno tagli diversi e a volte divergenti.
    La peculiare forma (quella di un romanzo sotto forma di racconti) è assolutamente da apprezzare e vale da sola la lettura del libro. La riuscita di alcune pagine - e di un capitolo in particolare - lascia perplessi.
    Detto ciò, tuttavia, non si può non ammirare quello che Emanuele Trevi nella prefazione al volume chiama giustamente "genio comico" di Malamud. Un genio comico che a volte riporta alla mente la scrittura di Jerome K. Jerome e, in particolare, dei suoi racconti, galleria di personaggi comuni e improbabili allo stesso tempo...
    Si può convenire con Trevi quando definisce il libro "un itinerario di trasformazione, la storia di un'anima alla ricerca di se stessa, una specie di allegoria morale che forse ha preso forma imponendosi gradualmente alla volontà dello scrittore".
    E anche quando, riferendosi al protagonista Fidelman, lo descrive come un uomo che "riesce a salvarsi, a scampare al peggiore dei destini - che per ogni uomo è quello di identificarsi con le sue illusioni, non riuscire a dar corpo a quell'identità nascosta che attende al termine di tutti gli errori, ed è l'unica possibilità di salvezza che sia veramente concessa".

    ha scritto il 

  • 4

    Riassumendo in breve (sì, seguono anticipazioni sulla trama, ma non metto la scritta rossa perché con la sua tonalità violenta rovina le mie recensioni, facendo desistere la gente dal leggerle. La mia psicologa dice che ho manie di persecuzione, lo scrivo qui perché ritengo sia un complemento all ...continua

    Riassumendo in breve (sì, seguono anticipazioni sulla trama, ma non metto la scritta rossa perché con la sua tonalità violenta rovina le mie recensioni, facendo desistere la gente dal leggerle. La mia psicologa dice che ho manie di persecuzione, lo scrivo qui perché ritengo sia un complemento alla recensione: un sacco di ebrei americani nelle loro opere narrative insriscono psicologi e\o psicoanalisti. In effetti a pensarci Malamud no. Quindi era inutile scrivere tutto ciò): Arthur Fidelman vorrebbe scrivere uno studio critico su Giotto ed arriva in Italia schienando la sorella che lo ha cresciuto, ma un accattone gli ruba il primo capitolo della monografia; quindi Fidelman torna a dipingere, condivide l'appartamento con una pittrice napoletana di cui si innamora ma lei lo rimbalza perché alla prima occasione di farci le zozzerie viene subito, alla fine scopre che lei si arrapa se uno indossa paramenti sacri e se la schiaccia con profitto; poi si fa ingabolare da due loschi per dipingere un falso; ancora alla ricerca dell'ispirazione per la sua opera-spartiacque\capolavoro, toglie una giovane prostituta dalla strada ma poi finsicono i soldi e la fa prostituire di nuovo; giunto alfine a Venezia, Fidelman inizia una liason con la moglie di un soffiatore di vetro, poi si fa intortare dal soffiatore di vetro stesso e scopre di essere bisessuale nonché che soffiare il vetro è un'attività che lo appaga tanto quanto giocare in entrambe le squadre.

    Romanzo breve che Malamud ricavò accorpando alcuni suoi precedenti racconti (e un po' si vede) estremamente sfizioso: Fidelman ricorda Calandrino del Decameron, in effetti è un po' meno coglione ma altrettanto sfigato.

    ha scritto il 

  • 2

    Continua la parabola discendente di Malamud nella mia libreria personale.Ho amato "Il Commesso",sono rimasto convinto dall'"Uomo di Kiev",mi ha piuttosto perplesso "Gli Inquilini",ma questo "Ritratti di Fidelman" mi ha lasciato veramente molto deluso.
    Da salvare solo la particolare struttur ...continua

    Continua la parabola discendente di Malamud nella mia libreria personale.Ho amato "Il Commesso",sono rimasto convinto dall'"Uomo di Kiev",mi ha piuttosto perplesso "Gli Inquilini",ma questo "Ritratti di Fidelman" mi ha lasciato veramente molto deluso.
    Da salvare solo la particolare struttura,6 racconti brevi che possono essere intesi anche come un unico romanzo di formazione.
    Pochissime le pagine ispirate,qualche considerazione interessante sul significato dell'arte,un buon finale che porta il protagonista alla scoperta di sè stesso e poco altro.
    Illeggibile il delirio onirico del quinto racconto,"Ritratti dell'artista".

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo di narrativa ebrea nel quale vendono narrate le avventure di un giovane ebreo americano. L’uomo si trova ad affrontare il suo presente di artista fallito toccando l’Italia in alcune città come Roma, Venezia e Firenze. Città che l’autore scopre grazie ad un viaggio attraverso l’Europa. Un ...continua

    Romanzo di narrativa ebrea nel quale vendono narrate le avventure di un giovane ebreo americano. L’uomo si trova ad affrontare il suo presente di artista fallito toccando l’Italia in alcune città come Roma, Venezia e Firenze. Città che l’autore scopre grazie ad un viaggio attraverso l’Europa. Un romanzo che gira attorno al suo personaggio principale, alle sue scelte e al suo posto nel mondo. Bello.

    ha scritto il