Ritratto in seppia

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(3831)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Olandese , Greco

Isbn-10: 8807817462 | Isbn-13: 9788807817465 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Cartonato per bambini , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Aurora del Valle è una giovane donna che, alla soglia dei trent'anni, deve affrontare il tradimento dell'uomo che ama. Catapultata in una situazione emotiva insopportabile, cerca di venirne a capo recuperando la memoria del suo passato e, in particolare, di alcune fasi della sua vita che le sono rimaste sempre oscure. Ripercorriamo così, a partire dalla sua nascita nel 1880, una storia avventurosa, centrata attorno al personaggio della nonna paterna, Paulina del Valle, che le apre, quasi per caso, il mondo della fotografia.
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  • 4

    Forse tra i tre libri della trilogia è il peggiore, e riconosco che la protagonista, Aurora, sia un personaggio un po' apatico in confronto agli altri e soprattutto in confronto ai grandi ritratti di ...continua

    Forse tra i tre libri della trilogia è il peggiore, e riconosco che la protagonista, Aurora, sia un personaggio un po' apatico in confronto agli altri e soprattutto in confronto ai grandi ritratti di donne tenaci e volenterose tipiche della Allende, ma la magia delle saghe familiari, l'ambientazione cilena e soprattutto quel legame sacro e incancellabile di Aurora con i suoi nonni mi hanno fatto emozionare e mi hanno spinto a dare la quarta stella.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah... devo dire che è il primo romanzo dell'Allende a deludermi. Lento con fatica fino alla fine. Tranne qualche personaggio più particolare, il resto è piatto e noioso, specialmente dopo aver letto ...continua

    Mah... devo dire che è il primo romanzo dell'Allende a deludermi. Lento con fatica fino alla fine. Tranne qualche personaggio più particolare, il resto è piatto e noioso, specialmente dopo aver letto e gustato "la casa degli spiriti" e "la figlia della fortuna"

    ha scritto il 

  • 3

    Della trilogia (che è composta anche da La figlia della Fortuna e La casa degli Spiriti) è il libro che mi ha coinvolto in minor misura, probabilmente perché, essendo stato l'ultimo che ho letto (ho i ...continua

    Della trilogia (che è composta anche da La figlia della Fortuna e La casa degli Spiriti) è il libro che mi ha coinvolto in minor misura, probabilmente perché, essendo stato l'ultimo che ho letto (ho iniziato dall'ultimo e poi ho letto il primo - non sapevo fosse una trilogia finché non ho ritrovato gli stessi nomi del libro precedente) le mie aspettative erano alte. Dò comunque 3 stelle perché si ritrovano le atmosfere tipiche della Allende che personalmente trovo molto affascinanti, così come le saghe familiari.

    ha scritto il 

  • 4

    Ritorno ad Isabel

    Che emozione riprendere in mano, dopo tanti anni, un libro di Isabel Allende.
    La prima volta che lessi la sua prosa incantatrice fu durante l'estate tra la terza e la quarta liceo, oziose giornate dur ...continua

    Che emozione riprendere in mano, dopo tanti anni, un libro di Isabel Allende.
    La prima volta che lessi la sua prosa incantatrice fu durante l'estate tra la terza e la quarta liceo, oziose giornate durante le quali mi lasciai trasportare da La casa degli spiriti e dai suoi numerosi abitanti.
    Per chi non lo sapesse La casa degli spiriti, La figlia della fortuna e Ritratto in seppia costituiscono una sorta di trilogia ideale, nelle intenzioni dell'autrice. I tre romanzi possono esser letti autonomamente, tuttavia non credo avrei apprezzato allo stesso modo Ritratto in seppia se non mi fossi già affezionata a suo tempo ai protagonisti de La figlia della fortuna, ovvero Eliza Sommers ed il cinese Tao Chi'en.
    La voce narrante di Ritratto in seppia, infatti, è Aurora del Valle, nipote di questa affiatata coppia mista che per la San Francisco di fine '800 costituiva un'assoluta incomprensibile eccezione: i cinesi - o celestiali, come venivano chiamati - vivevano relegati entro i confini di Chinatown, e per nessun motivo mescolavano i propri affari con quelli dei bianchi.
    Ne La figlia della fortuna il lettore assiste alla lenta maturazione di una profonda amicizia tra la giovanissima Eliza, partita all'avventurosa ricerca di un amante perduto ed approdata invece nel porto sicuro delle braccia di Tao Chi'en, un uomo alto dal sorriso gentile, rispettato medico esperto di agopuntura, col grande sogno di imparare abbastanza da poter fondere la tradizione medica orientale con le nuove scoperte scientifiche occidentali. Il piacere di scoprirli in Ritratto in seppia - coppia più solida e stabile che mai - è stato grandissimo.

    Aurora del Valle decide di raccontare la storia della sua vita, una storia che per prima ha avuto modo di conoscere soltanto da adulta; Aurora non ha avuto l'opportunità di conoscere sua madre, soltanto una volta già grande ha incontrato il padre, e persino di quei nonni materni che tanto amorevolmente l'avevano accudita durante la prima infanzia non aveva più avuto notizie dall'età di cinque anni, momento in cui la piccola Aurora viene improvvisamente lasciata nella reggia di un'anziana ma vivace matrona, la nonna paterna Paulina del Valle.
    Paulina era stata da sempre dotata di un'infallibile fiuto per gli affari che l'aveva resa ricca, indipendente ed impopolare, a maggior ragione a causa dei suoi modi schietti e poco adeguati ad una signora; le simpatie della bella società le sarebbero state pertanto precluse, se non avesse avuto accanto un marito affabile come Feliciano, capace di aggraziarsi chiunque gli capitasse davanti.
    Paulina e Feliciano avevano avuto tre figli maschi, tutti e tre intenti a sperperare i soldi materni per fare la bella vita in giro per il mondo. Quando Aurora capita nella vita di Paulina, questa sta ancora cercando di riprendersi dall'improvvisa morte del marito, e sarà proprio la necessità di prendersi cura della bambina - nella quale vede finalmente la figlia femmina mai avuta - a rimettere in piedi la povera Paulina.

    Aurora, nello scrivere le sue memorie, si sofferma molto su quei nonni materni a cui non riusciva a dare volto né nome e che pure erano rimasti nei suoi sogni, sedimentati nell'anima. La storia della sua prima infanzia incrocia i destini di molti personaggi, a partire dalla sua sventurata madre, Lynn Sommers, vittima di una bellezza divina, della propria ingenuità, di un'infanzia vissuta nella totale protezione delle cure materne, dell'irragionevolezza del primo amore e delle sue fantasie di fanciulla: tutti elementi che la conducono dritta nel letto di Mathias, un dandy belloccio per il quale la conquista della più bella ragazza di San Francisco rappresenta niente più di un gioco e di una scommessa.
    Non come per Severo del Valle, che quella ragazza mangiata con gli occhi da ogni uomo che ne possieda un paio se la porta dentro sin dall'infanzia, da quella volta che ancora bambino l'aveva vista incollare figurine su un album nella pasticceria della madre, innamorandosene all'istante. Soltanto che poi Severo era cresciuto in Cile e quasi aveva dimenticato quella bambina fatata, costruendo invece un profondo rapporto con la cugina Nivea, approvato da tutta la grande famiglia che trovava quasi scontato che quei due giovani dovessero, al momento opportuno, convolare a nozze.
    Nivea è prima una ragazza e poi una donna straordinaria, che mai si lascia imbalsamare dai dettami e dalle credenze vecchie, conservatrici, stantie della famiglia del Valle. Al contrario persegue i propri ideali, accetta a braccia aperte le idee nuove che iniziano a serpeggiare anche in Cile, legge i libri vietati, s'interessa di politica ed in particolare dell'emancipazione della donna.
    Quando Severo, affacciandosi all'età adulta, decide di spostarsi a San Francisco per imparare la professione di avvocato, magari avvalendosi delle conoscenze della zia Paulina, i due mantengono una fitta corrispondenza nella quale discutono di ogni possibile argomento e pur lasciando poco spazio a tenerezze e smancerie nessuno dei due mette mai in dubbio la futura unione. Fin quando Severo non rivede Lynn Sommers.
    Il percorso di Severo del Valle sarà tutt'altro che prevedibile e certo non privo di insidie, ma non lo porterà mai lontano né da Nivea né da Aurora.

    Aurora cresce quindi senza avere le idee chiare sulle proprie origini, perché per il suo bene Paulina e gli altri che la vedranno crescere decidono di non dirle niente, anzi, di cancellare fin dove possibile ogni traccia di quei primi anni a Chinatown per evitare di confonderla ulteriormente. Tuttavia Aurora comincerà ben presto a porsi e porre delle domande, a maggior ragione quando Paulina la metterà sotto la guida di un'istitutrice rivoluzionaria e all'avanguardia che come prima cosa le insegnerà a mettere in dubbio qualsiasi cosa, anche ciò che pare una certezza incrollabile.
    Aurora dovrà però aspettare ancora molti anni prima di avere le risposte che cerca, che arriveranno prima con un Mathias più maturo in vena di confidenze e poi con Eliza Sommers ed i suoi bauli pieni di timbri dei paesi più esotici.

    Ambientata tra San Francisco e Santiago del Cile in un periodo che si snoda tra la seconda metà dell'800 e gli inizi del '900, in Ritratto in seppia - com'è tipico della Allende - la storia dei personaggi s'intreccia con la Storia dei luoghi d'origine dell'autrice, qui in particolar modo le rivoluzioni e la guerra civile che in quegli anni scossero il Cile.
    Le parti che ho amato di più sono senz'altro quelle legate ad Eliza Sommers e Tao Chi'en, perché sono una coppia di cui sono innamorata. Tra loro esiste un linguaggio frutto della più profonda intimità, hanno entrambi personalità a dir poco forti che tuttavia incontrandosi non finiscono con lo scontrarsi ma al contrario si rispettano e si stimano. Conducono un'esistenza semplice e modesta, e pure ispirano maggior dignità e decoro di un re con la sua regina.
    Altrettanto mi sono appassionata a Severo e Nivea del Valle, dapprima solo per la curiosità di scoprire com'erano i capostipiti de La casa degli spiriti da giovani, e poi completamente travolta dal carattere e dalla personalità di Nivea.
    L'emozione, poi, si fa grande quando en passant viene fatto qualche nome già diventato caro a chi ha letto gli altri due libri.
    Meno, invece, mi ha convinta proprio la voce narrante di questo romanzo. Aurora si caratterizza per pochi aspetti determinanti, forse l'unico è la passione per la fotografia dalla quale deriva il titolo. Credo che Aurora esca sconfitta dal confronto con le altre donne del romanzo, le sue nonne Eliza Sommers e Paulina del Valle, e la stessa Nivea, che per Aurora costituirà spesso una preziosissima confidente e consigliera. Non c'è termine di paragone tra i loro animi impetuosi, combattivi, coraggiosi, lungimiranti e rivoluzionari col carattere ben più mite ed ordinario di Aurora, il cui percorso - escludendo un matrimonio affrettato che fin dal principio s'indovina fallimentare - si rivela tutto sommato abbastanza prevedibile e privo di grandi scossoni.
    D'altra parte può anche darsi che il suo tono pacato era esattamente ciò che serviva per equilibrare il fuoco che ribolle dentro le altre.

    Altri personaggi indimenticabili figurano tra le pagine, come un maggiordomo con l'aria da lord inglese decaduto o una suora che di nascosto spinge a ragionare le bambine in cui scopre il seme dell'intelligenza, ed alle quali invece avrebbe in teoria dovuto insegnare a reprimere ogni impulso e a domare i propri caratteri.
    La prosa della Allende è capace di trasportare lontano il lettore, di condurlo con una velocità da capogiro attraverso cento diverse vite, scoprendo una storia dentro l'altra in un vortice di emozioni e turbamenti. Oltre alla sua maestria nel creare così tanti intrecci e tutti così ben riusciti, stavolta ho apprezzato in particolar modo le descrizioni del paesaggio cileno ed i racconti dell'intimità delle coppie sinceramente innamorate. Spesso il racconto dell'atto amoroso risulta banalizzato dalle penne che si cimentano nel tentativo di descriverlo, invece Isabel Allende ha saputo raccontarlo con un'intensità tale da renderlo vero e sentito. Il fare l'amore di Eliza e Tao raggiunge quasi dimensioni mistiche, mentre quello di Nivea e Severo non perde mai quella nota smaliziata e sbarazzina che lo rendono oltre che intenso anche divertente.

    Mi sono sentita molto indecisa sul voto da assegnare al romanzo, alla fine le quattro stelline escono dal confronto con gli altri due romanzi: non all'altezza de La casa degli spiriti, ma un pelo più coinvolgente de La figlia della fortuna.

    ha scritto il 

  • 5

    Da non riuscir a smettere di leggerlo...

    Interessante, accattivante, coinvolgente.. protagonisti che si rivelano non esser i veri protagonisti. Gente e storie bizzarre ma rese così realistiche dall'autrice, da crederle fin possibili. Isabel ...continua

    Interessante, accattivante, coinvolgente.. protagonisti che si rivelano non esser i veri protagonisti. Gente e storie bizzarre ma rese così realistiche dall'autrice, da crederle fin possibili. Isabel scrive raccontando mondi che sembrano trovarsi a un passo dal lettore. Credo di non aver mai provato così tanta empatia per storie e personaggi differenti come tra le pagine dei suoi romanzi. Che dire, unica come sempre...

    ha scritto il 

  • 4

    Una conferma

    Ho scoperto Isabel Allende da poco e fino ad ora ogni suo libro mi ha conquistato.
    Questo romanzo non fa eccezione, malgrado sia meno perfetto rispetto a capolavori come 'La figlia della fortuna' (di ...continua

    Ho scoperto Isabel Allende da poco e fino ad ora ogni suo libro mi ha conquistato.
    Questo romanzo non fa eccezione, malgrado sia meno perfetto rispetto a capolavori come 'La figlia della fortuna' (di cui costituisce il seguito e il 'prequel' del più famoso 'La casa degli spiriti') o 'L'isola sotto il mare'.
    Si conferma la scrittura corposa, densa, evocativa e la trama intrisa di storie, tradizioni ed epopee familiari tipiche di questa grande scrittrice.
    La lettura è scorrevole, il ritmo degli eventi incalzante e i richiami agli altri due libri della cosiddetta 'trilogia cilena' molto numerosi.
    Ne consiglio la lettura dopo 'La figlia della fortuna' e prima de 'La casa degli spiriti'. Impossibile rimanerne delusi.

    ha scritto il 

  • 3

    Memory is fiction

    "We select the brightest and the darkest, ignoring what we are ashamed of, and so embroider the broad tapestry of our lives. Through photography and the written word I try desperately to conquer the t ...continua

    "We select the brightest and the darkest, ignoring what we are ashamed of, and so embroider the broad tapestry of our lives. Through photography and the written word I try desperately to conquer the transitory nature of my existence, to trap moments before they evanesce, to untangle the confusion of my past. Every instant disappears in a breath and immediately becomes the past; reality is ephemeral and changing, pure longing"

    “And that's why i have to go back
    to so many places in the future
    there to find myself
    and constantly examine myself
    with no witness but the moon
    and then whistle with joy,
    ambling over rocks and clods of earth,
    with no task but to live,
    with no family but the road.”
    Neruda

    ha scritto il 

  • 4

    Isabel Allende è una conoscitrice delle sofferenze umane e familiari. Riesce sempre a descrivere le vicende soprattutto delle donne che soffrono o hanno vite sfortunate con grande sensibilità e anche ...continua

    Isabel Allende è una conoscitrice delle sofferenze umane e familiari. Riesce sempre a descrivere le vicende soprattutto delle donne che soffrono o hanno vite sfortunate con grande sensibilità e anche grande ottimismo.
    Mi piace perché dà un senso alla vita anche quando è tormentata da una serie di piccole e grandi sofferenze che si sviluppano con continuità.
    Il non perdersi mai è una costante e un messaggio positivo che trovo sempre nei suoi libri.
    Comprendo chi ritiene che sia una scrittrice seriale con una certa dose di ripetizioni. Ma a me piace.

    ha scritto il 

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