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Rivelazione /1

Urania 1550

Di

Editore: Mondadori (Urania)

3.8
(85)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 315 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000031288 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Riccardo Valla

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Giganteschi tracciati nel cosmo, macchine onnipotenti, alien dalla cultura incomprensibile. Molti sanno rimescolare ingredienti come questi, ma pochissimi autori hanno il coraggio di andare fino in fondo e domandarsi: quale macchinazione sta all’origine dell’universo? La risposta è nel gigantesco “puzzle” cosmico che costituisce l’ardita opera prima di Alastair Reynolds. “Urania” l’ha suddivisa in due volumi, il primo dei quali inizia con una domanda di pura fantarcheologia: che fine hanno fatto gli Amarantini, super evoluti abitanti del pianeta Resurgam, inghiottiti nell’abisso un milione di anni fa?

Alastair Reynolds è nato nel 1966 a Barry, in Galles, e Revelation Space (2000) è il suo primo, grande romanzo, e anche quello con cui esordisce presso il pubblico italiano. Un capolavoro della nuova space opera britannica che ha già avuto diversi e acclamati seguiti: Chasm City (2001), Redemption Ark (2002), Absolution Gap (2003) e The Prefect (2007).

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  • 2

    Una possibile spiegazione del paradosso di Fermi

    "Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute nell'Universo, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?"; questo, a suo tempo, ebbe a dire Enrico fermi a proposito dell'assenza di incontri ravvicinati ...continua

    "Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute nell'Universo, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?"; questo, a suo tempo, ebbe a dire Enrico fermi a proposito dell'assenza di incontri ravvicinati con civiltà extraterrestri. Rivelazione, romanzo d'esordio di Alastair Reynolds, è la risposta a questo paradosso. Romanzo hard-SF nel solco di grandi autori come Arthur Clarke, l'autore prevede che nel 2400-2500 l'umanità avrà colonizzato buona parte della galassia, una galassia praticamente vuota tranne poche eccezioni, e ci spiega il perché con grande dovizia di particolari. Dal punto di vista scientifico è un romanzo inappuntabile, dato che l'autore è un astrofisico, ma dal punto di vista letterario l'ho trovato parecchio carente; personaggi mal caratterizzati, dialoghi poveri, deus ex machina a go-go, insomma, visto la fama che lo precede, avevo alte aspettative su quest'opera, ma devo dire di essere rimasto deluso, una grande visione del nostro futuro non sorretta da adeguati mezzi espressivi. Non credo che tali pecche siano dovute alla traduzione, dato che venne curata dal grande Riccardo Valla. Spero solo che nei successivi romanzi l'autore abbia limato i suoi difetti (anche perché li possiedo già, almeno quelli tradotti in Italia), non vorrei avere nuove delusioni.

    ha scritto il 

  • 2

    E con questo tomo mi sono reso conto che forse la "hard" sf di stampo moderno non fa per me, che d'altronde ho sempre maldigerito lo stesso Asimov.
    Intendiamoci, ci sono tutti i crismi del caso: grandi concetti, twist nel racconto (uno riciclato però) e via dicendo, ma è tutto molto codificato a ...continua

    E con questo tomo mi sono reso conto che forse la "hard" sf di stampo moderno non fa per me, che d'altronde ho sempre maldigerito lo stesso Asimov. Intendiamoci, ci sono tutti i crismi del caso: grandi concetti, twist nel racconto (uno riciclato però) e via dicendo, ma è tutto molto codificato a livello di ambientazione, non ci ho trovato nulla che mi abbia solleticato come innovazione o immaginazione dell'autore. Roba fatta discretamente, ma già vista altrove. Mi sembra quindi un lavoro di limatura su un certo genere per raggiungerne la sua forma perfetta, piuttosto che un tentativo di mettere in scena qualcosa di proprio, magari non originale a tutti costi ma almeno distintivo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tre stelle di fiducia sul proseguimento, perchè la prima parte mi sembra troppo sconclusionata da meritare solo due stelle. Troppi personaggi, nessuno dei quali spicca clamorosamente, una trama ingarbugliata nello spazio e nel tempo (attenti alle date), tecnicismi a tratti esasperanti. Speriamo b ...continua

    Tre stelle di fiducia sul proseguimento, perchè la prima parte mi sembra troppo sconclusionata da meritare solo due stelle. Troppi personaggi, nessuno dei quali spicca clamorosamente, una trama ingarbugliata nello spazio e nel tempo (attenti alle date), tecnicismi a tratti esasperanti. Speriamo bene nella seconda parte.

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione della Biblioteca Galattica

    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/rivelazione.html


    Il romanzo è ambientato nel XXVI secolo; la razza umana si è espansa nella Galassia, trovando testimonianze e rovine di numerose civiltà aliene, non entrando i contatto però con nessuna di essa a parte i misteriosi Giocolieri Ment ...continua

    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/rivelazione.html

    Il romanzo è ambientato nel XXVI secolo; la razza umana si è espansa nella Galassia, trovando testimonianze e rovine di numerose civiltà aliene, non entrando i contatto però con nessuna di essa a parte i misteriosi Giocolieri Mentali (misteriose entità che popolano gli oceani di numerosi pianeti immagazzinando i ricordi e gli schemi mentali di ogni individuo con cui entrano in contatto) e i Cortiniani (i costruttori delle misteriose Cortine, schermi che distorcono lo spazio tempo, sembra che i Cortiniani li abbiano creati per nascondere tecnologie potenzialmente troppo avanzate). Reynolds rinuncia al viaggio superluminare: le astronavi si possono solo avvicinare alla velocità della luce, con le conseguenze che questo comporta. Il filone dell'opera si intreccia col famoso paradosso di Fermi (dove sono gli alieni?) dipingendo, alla fine del romanzo, un grandioso affresco su scala cosmica. Sono presenti alcuni classici elementi postumani (innesti cerebrali, clonazione, personalità artificiali) ma non assistiamo a quella iperinflazione posthuman tipica di un certo tipo di fantascienza: con Reynolds ritorniamo ad una space opera più classifica, basata sulla suspence narrativa, sugli interrogativi cosmici, sull'emozione della scoperta del misteri dell'universo che ci circonda. La narrazione procede, classicamente, dal punto di vista di tre differenti personaggi che alla fine si ricongiungono dando vita ad un finale vibrante, forse anche troppo. La lacuna principale dell'opera è infatti la concentrazione della "scoperta", della "rivelazione" di quanto tenuto oscuro per quasi l'intero romanzo in poche pagine finali, non dando tempo e modo al lettore di assimilare completamente quanto appreso. Nonostante anche la caratterizzazione dei personaggi lasci un po' a desiderare, lettura è comunque consigliata visto il fascino degli immortali temi, i paradossi e il significato della vita e dell'universo, che Reynolds affronta.

    http://fantabiblioteca.altervista.org/romanzi/rivelazione.html

    ha scritto il 

  • 5

    Doppia uscita in volume per “Urania”, data la mole dell’opera. Un viaggio nelle profondità del futuro umano, alle prese con una colonizzazione dello spazio che sarebbe eufemistico definire problematica. Virus informatici (la Peste Destrutturante che infetta e corrode intelligenze artificiali e im ...continua

    Doppia uscita in volume per “Urania”, data la mole dell’opera. Un viaggio nelle profondità del futuro umano, alle prese con una colonizzazione dello spazio che sarebbe eufemistico definire problematica. Virus informatici (la Peste Destrutturante che infetta e corrode intelligenze artificiali e impianti cibernetici e porta sull’orlo del collasso intere civiltà un tempo floride, come la spettacolare Città del Cratere di Yellowstone), astronavi costrette a viaggiare nel rispetto dei limiti fisici della natura, intelligenze artificiali parassitarie, misteri alieni, personaggi che non sono chi credono di essere e minacce pronte a erompere dal profondo, che sia dello spazio siderale o della mente umana ha poca importanza. Tutto questo, intriso di un solido sense of wonder, è il Revelation Space di Alastair Reynolds.

    ha scritto il 

  • 2

    Prendete qualcuno degli autori delle migliori space opera degli ultimi vent'anni, chessò: Iain Banks, Peter Hamilton, Greg Egan. Togliete allo scozzese profondità e leggerezza, all'inglese la capacità di gestire decine di personaggi rendendo la vita - e la voce - di ognuno di loro interessante e ...continua

    Prendete qualcuno degli autori delle migliori space opera degli ultimi vent'anni, chessò: Iain Banks, Peter Hamilton, Greg Egan. Togliete allo scozzese profondità e leggerezza, all'inglese la capacità di gestire decine di personaggi rendendo la vita - e la voce - di ognuno di loro interessante e personale, all'australiano il senso delle proporzioni e la dimensione cosmica. Già che ci siete abbassate di un paio di tacche il vostro rivelatore di sense of wonder. Quello che rimarrà sarà probabilmente simile a Rivelazione (Revelation Space in originale), primo romanzo del gallese Alastair Reynolds a giungere dalle nostre parti sulle pagine di Urania in due tomi di trecento pagine l'uno. Lo scenario cosmico in cui si muovono i personaggi di Reynolds è ricco di spunti interessanti. Quel che davvero manca è un'idea abbastanza potente capace di reggere il peso della vicenda, che quel pugno di razze aliene e di fantasmi sparsi per il romanzo non sono certo all'altezza del compito. Ma oltre allo scenario, la cui descrizione non offre mai al lettore quel senso di meraviglia che ogni space opera degna di questo nome dovrebbe essere in grado di evocare, il difetto maggiore di Revelation Space sta nei personaggi, che parlano e si relazionano tra loro - a prescindere dal loro status di politici ultracentenari, scienziati d'importanza galattica o astronavigatori cosmici - come se fossero adolescenti alle prese con un videogioco avventuroso le cui uniche opzioni siano cerca tesoro /uccidi nemico. A questi difetti uniteci la sensazione di trovarsi alle prese con un autore senza un'idea chiara in mente di dove voglia andare a parare e beh… il disastro è fatto. Ridatemi la Cultura, per favore.

    Iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/12/letture-dicembre-2009.html

    ha scritto il