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River of Smoke (A Format Export)

By

Publisher: Hodder and Stoughton

3.8
(186)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 184854717X | Isbn-13: 9781848547179 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
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  • 4

    Questo secondo volume della trilogia è molto diverso dal primo. Romanzo storico molto serio e molto interessante, toccante nel finale - non si finisce mai di scoprire l'arroganza e la crudeltà dell'Im ...continue

    Questo secondo volume della trilogia è molto diverso dal primo. Romanzo storico molto serio e molto interessante, toccante nel finale - non si finisce mai di scoprire l'arroganza e la crudeltà dell'Impero Britannico nelle colonie e in Oriente - soffre però di una certa povertà di trama nelle vicende personali dei personaggi, conseguenza diretta di un fatto molto semplice: la mancanza di personaggi femminili. Niente a che vedere con le avventure travolgenti e mozzafiato, perfino eccessive, del primo volume. Ma entrambi, per motivi diversi, da leggere. E aspettiamo il terzo volume.

    said on 

  • 5

    Il secondo capitolo della saga della Ibis (ad oggi non ancora conclusa, perchè il terzo volume deve ancora uscire) conferma l'impressione che Ghosh abbia scritto un capolavoro. In altri libri (Palazzo ...continue

    Il secondo capitolo della saga della Ibis (ad oggi non ancora conclusa, perchè il terzo volume deve ancora uscire) conferma l'impressione che Ghosh abbia scritto un capolavoro. In altri libri (Palazzo degli specchi, Schiavo del manoscritto) aveva secondo me mostrato di non esser finito a far lo scrittore per caso; però mancava qualcosa al motore della trama; sembrava quasi che l'autore non fosse interessato a scrivere un vero romanzo.
    Nel caso del Fiume dell'Oppio, la trama scorre che è un piacere; a questo si aggiunge il fatto che gli eventi e gran parte dei personaggi descritti sono realmente accaduti/esistiti; personaggi per dar vita ai quali ha recuperato documenti, articoli, scritti che servissero a metter loro in bocca parole che probabilmente hanno effettivamente pronunciato.
    Inoltre, questo libro ha la qualità dei romanzi lunghi: ci si affeziona ai personaggi, e questa è una gran qualità.

    said on 

  • 4

    Rispetto al primo libro della trilogia, Un mare di papaveri, questo secondo libro è decisamente più cinese (l'intero libro è ambientato a Canton) e più "oppiaceo".
    Siamo infatti nel pieno del grande b ...continue

    Rispetto al primo libro della trilogia, Un mare di papaveri, questo secondo libro è decisamente più cinese (l'intero libro è ambientato a Canton) e più "oppiaceo".
    Siamo infatti nel pieno del grande business dell'oppio, quello che arriva via navi e velieri da quell'India, di cui si parla nel primo libro, dove l'oppio si coltiva e si lavora.
    Minuziose le descrizioni dell'ambiente e dei personaggi, sia cinesi che stranieri, in prevalenza inglesi ma non solo, che ne traggono profitti incredibili senza porsi mai alcun problema sul danno che provoca l'oppio alla società cinese.
    Tutto trova sufficiente ragione nel "libero mercato", che nel caso del commercio dell'oppio vale però solo per la Cina, dato che è vietato e perseguito in patria.
    Come sempre Amitav Gosh è molto generoso con i dettagli, di cui abbonda fino a togliere forse, ma solo in alcuni passaggi, scorrevolezza alla lettura.
    Si tratta comunque di dettagli succosissimi. Infila ad esempio, fra le navi dell'oppio, anche quelle dei ricercatori di piante esotiche, allora un commercio molto lucroso che ha contribuito a diffondere piante ornamentali e da giardino tutt'ora in commercio ma fino ad allora sconosciute in Occidente.
    Si diletta poi nella descrizione dell'arte della pittura cinese, dei mille piatti della cucina cinese ma anche indiana, descrive con perizia abiti e usanze non solo cinesi, ma indostani, zoroastriani, lascari, inglesi, olandesi, americani perché a Canton, in quegli anni, passa il mondo.
    Meno coinvolgente del primo, è tuttavia un libro appassionante (586 pagine lette in una settimana), e indispensabile per capire perché e da cosa scaturirà poi quella guerra dell'oppio che, vista oggi, è forse la madre di tutte le guerre odierne combattute non in nome di diritti o giustizie, ma solo e sempre allo scopo di imporre altrove, e con la forza, mercati dei quali il resto del mondo potrebbe benissimo fare a meno senza alcun patimento.
    Impossibile quindi leggerlo senza che la mente faccia continui riferimenti al mondo attuale: cambiano le merci (ma forse anche no), i mezzi, le piazze commerciali.
    Per il resto, siamo sempre lì: il "libero mercato" è una religione che ha la merce come unico dio.

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  • 4

    L'autore è bravissimo Mi sono ritrovata a girovagare e perdermi nei meandri della Cina del XIX secolo Rispetto al primo della trilogia dove la storia avvince ,qui l'autore si perde un po nella esposiz ...continue

    L'autore è bravissimo Mi sono ritrovata a girovagare e perdermi nei meandri della Cina del XIX secolo Rispetto al primo della trilogia dove la storia avvince ,qui l'autore si perde un po nella esposizione di usi e costumi delle civiltà a cui appartengono i molteplici personaggi dell storia che si fa a volte fatica a ricordare
    Forse per prepararci meglio alla lettura del prossimo romanzo

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  • 3

    Grande delusione rispetto al precedente!
    Il primo romanzo è denso d'azione, le storie dei diversi personaggi sono avvincenti e s'intrecciano man mano arrivando al culmine con la separazione fra due gr ...continue

    Grande delusione rispetto al precedente!
    Il primo romanzo è denso d'azione, le storie dei diversi personaggi sono avvincenti e s'intrecciano man mano arrivando al culmine con la separazione fra due gruppi, di cui uno in fuga... e invece il secondo non c'entra nulla: non c'è il seguito dell'azione, c'è solamente qualche vaga notizia sui diversi personaggi e vengono seguite le storie solo di due di loro, che però diventano accessorie ad altri personaggi.
    Trama quasi inesistente, mera ricostruzione storica della guerra dell'oppio fra cinesi e inglesi, con lunghe digressioni, personaggi fantasmi.

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  • 4

    Seconda puntata della trilogia della Ibis, dove - a parte il richiamo iniziale - troviamo soltanto alcuni dei personaggi apparsi nel primo tomo. Fondamentalmente i riflettori sono puntati su Canton e ...continue

    Seconda puntata della trilogia della Ibis, dove - a parte il richiamo iniziale - troviamo soltanto alcuni dei personaggi apparsi nel primo tomo. Fondamentalmente i riflettori sono puntati su Canton e sull'enclave di mercanti stranieri dediti al traffico d'oppio. Meno avventuroso del primo, ma sempre affascinante...ora attendo con ansia la terza puntata!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Peronalmente l'ho trovato più coinvolgente del primo.
    Un libro assolutamente maschile. C'è Deeti all'inizio, vecchia conoscenza del mare di papaveri, e Paulette come ricevente delle lettere del bizzar ...continue

    Peronalmente l'ho trovato più coinvolgente del primo.
    Un libro assolutamente maschile. C'è Deeti all'inizio, vecchia conoscenza del mare di papaveri, e Paulette come ricevente delle lettere del bizzarro Robin. Come al solito incroci di narrazioni.
    Il protagonista è forse Bahram Modi, il mercante d'oppio indiano che si toglierà la vista stordito dall'oppio a seguito del fallimento economico dovuto alle nuove regole si Canton. Ricompare Neel che da maraja a galeotto diventa mushi, lettore e scriba per Bahram. C'è anche di nuovo Ah Fatt che si scopre essere figlio di Bahram e di una donna cinese. Ambientazione a Canton, brulicante e liquida. La rigidità del sovrintendente impone ai mercanti una nuova strategia di mercatura. Gli occidentali falliscono e sono costretti a soccombere davanti alle regole di mercato e rigore imposte dalla cina. Una metafora della nostra economia odierna?

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  • 4

    La seconda parte dell'opera di Gosh ha l'andamento lento di un fiume e ha avuto minor presa su di me de "Il mare di papaveri", ma è pur sempre un potente e minuzioso affresco che vale la pena di conos ...continue

    La seconda parte dell'opera di Gosh ha l'andamento lento di un fiume e ha avuto minor presa su di me de "Il mare di papaveri", ma è pur sempre un potente e minuzioso affresco che vale la pena di conoscere.

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  • 5

    Cuori che pulsano

    L'unica pecca ahimé di questo romanzo è che fa parte di una trilogia, ma è pur vero che leggere tutto d'un fiato l'intera epopea, perchè di questo si tratta, forse sarebbe quasi improbo. Sarebbe anche ...continue

    L'unica pecca ahimé di questo romanzo è che fa parte di una trilogia, ma è pur vero che leggere tutto d'un fiato l'intera epopea, perchè di questo si tratta, forse sarebbe quasi improbo. Sarebbe anche bellissimo.
    Sarebbe una dose d'oppio di storie da rimanerne avvinti e dipendenti.
    Metafora scontata ma calzante.
    Ghosh racconta la Storia e le storie, gli intrecci di una droga emotiva e magica che regola e fa girare il nostro mondo ed il cuore che c'è dentro.
    Sebbene lo stile sia molto molto diverso, leggere a Trilogia della Ibis mi ricorda molto i Figli della Mezzanotte di Rushdie...e la bellezza del romanzo di Ghosh e la medesima

    said on