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Rivoluzione bici

La mappa del nuovo ciclismo urbano

By Silvia Zamboni

(22)

| Paperback | 9788896238189

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Book Description

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    Pedalare in città. Una buona abitudine per vivere
    diversamente i nostri spazi nel rispetto di
    ambiente, società, salute

    La soluzione perfetta per ridimensionare la nostra vita:
    il ciclismo urbano in un libro edito da Edizioni Ambiente

    di Sa ...(continue)

    Pedalare in città. Una buona abitudine per vivere
    diversamente i nostri spazi nel rispetto di
    ambiente, società, salute

    La soluzione perfetta per ridimensionare la nostra vita:
    il ciclismo urbano in un libro edito da Edizioni Ambiente

    di Sara Moretti


    Il surriscaldamento della Terra è un dato di fatto così come lo è il contributo negativo delle emissioni di Co2. Giornali, televisioni e web ci raccontano ormai quotidianamente di un pianeta che rischia il collasso e di un futuro alquanto incerto. Gli inverni sono sempre più freddi, le estati sempre più calde, tanto da modificare drasticamente il ciclo vitale di flora e fauna. I cambiamenti climatici ci riguardano molto da vicino, poiché gli effetti dell’innalzamento della temperatura producono infatti rischi non soltanto ambientali ma anche sociali ed economici. Un aumento di pochi decimi di grado nella temperatura atmosferica e di superficie può avere effetti devastanti sul nostro pianeta. Viviamo in città dall’aria irrespirabile, trafficate, inquinate, decisamente poco vivibili. Che fare? Come fermare un meccanismo che pare inarrestabile e rendere migliore la nostra quotidianità? Una risposta alle tante domande sull’argomento arriva da Rivoluzione bici. La mappa del nuovo ciclismo urbano, di Silvia Zamboni, pubblicato da Edizioni Ambiente nel 2009 (pp. 184, € 12,00). Un libro interessante che mostra come migliorare la qualità della nostra vita con una semplice azione: pedalare.

    Ciclisti si diventa: tra sicurezza e nuove tendenze
    La bicicletta per la qualità della vita, delinea le varie tipologie del ciclista urbano. La scelta di utilizzare la bici è infatti soggetta a svariate esigenze: chi la utilizza per risparmiare tempo, chi per mantenersi in forma, chi per limitare le spese, chi per godersi al meglio la città ed essere libero. Il secondo capitolo, La bicicletta migliora l’ambiente urbano e cambia la città, promuove l’utilizzo della bici in città motivando tale scelta con riferimenti allo spazio urbano e all’ambiente. A differenza dell’automobile, la bicicletta non solo non inquina ma è assolutamente meno invasiva. Non genera traffico, non produce rumore evitando di «sostenere» l’inquinamento acustico, non libera emissioni inquinanti dirette a differenza dei mezzi a motore e determina il riassetto dello spazio urbano. La città acquista un nuovo volto, gli spazi dedicati alle auto si riducono favorendo anche la mobilità dei pedoni. Si cerca quindi di sottolineare l’impatto positivo della bicicletta in qualsiasi situazione, «aprire lo spazio urbano alla bicicletta cambia volto alla città. In meglio: più spazio per i pedoni, più verde, più bici, meno lamiere parcheggiate, più silenzio, meno motori e motorini […], più relazioni tra persone e tra le persone e la città». Il terzo capitolo, Sicurezza e moderazione del traffico, ciclo-stazioni, sistemi antifurto, definisce le reali esigenze del ciclista urbano. Fanno parte dell’argomentazione vari fattori, primo fra tutti la sicurezza. Il ciclista è troppo spesso costretto a subire gli atteggiamenti maleducati e poco rispettosi degli automobilisti, ecco perché diventa necessario un piano d’intervento per adeguare la città e trasformarla in un luogo bike friendly con piste ciclabili ben visibili e le cosiddette zone 30, ossia dei tratti di carreggiata in cui vige il limite di velocità a trenta chilometri orari che possano favorire la convivenza di bici e auto e abbassare notevolmente l’incidentalità. Tra l’altro si parla di soluzioni già adottate in molte città del Nord Europa, come per esempio Copenaghen, e nel Nord Italia, San Donato Milanese. Bisogna poi creare degli appositi parcheggi per le bici, evitando magari che un pendolare perda il treno perché non riesce a trovare un palo libero a cui legare il suo mezzo di trasporto. È un problema di non poca importanza ed è fondamentale la massiccia presenza di rastrelliere soprattutto nei luoghi di maggiore affluenza come le stazioni. La mancanza di appositi parcheggi determina il parcheggio “abusivo” su marciapiedi o cancelli la cui conseguenza diretta è spesso il sequestro del mezzo da parte della polizia municipale. Il quarto capitolo, Le nuove tendenze, parla dell’introduzione delle biciclette pieghevoli, molto pratiche per chi utilizza il mix “bici più trasporto pubblico”; delle biciclette a scatto fisso – cioè con un solo rapporto e una trasmissione diretta, che consentono di rallentare agendo soltanto sui pedali – che ormai spopolano oltre oceano e si stanno diffondendo anche in Italia; del bike sharing e dei bike messengers, pony express in bicicletta.

    Bike friendly: città a portata di bici
    Ma come incentivare l'utilizzo della bici? Qualche strategia interessante ci viene proposta nel quinto capitolo. Dai bici-bus, gruppi di bambini che vanno a scuola accompagnati da un adulto, al bike to work per incoraggiare i lavoratori a raggiungere il posto di lavoro in bicicletta. Dati Istat alla mano, in Italia circa la metà degli spostamenti effettuati ogni giorno in macchina è inferiore ai cinque chilometri. È una distanza facilmente percorribile in bicicletta, che non necessita l’utilizzo delle quattro-ruote. Diventa quindi indispensabile, soprattutto da parte dei Comuni, promuovere con tutti i mezzi a disposizione l’utilizzo della bicicletta a sfavore dell’auto. Molte sono le iniziative già attuate o in via di definizione, ma siamo solo all’inizio di un percorso faticoso e di una lotta serrata contro l’utilizzo spropositato dell’automobile. La Germania si colloca ai primi posti nella classifica dei paesi europei nell'organizzazione di campagne per aumentare il numero dei pendolari-ciclisti. Non da meno Olanda e Danimarca. Il sesto capitolo approfondisce il concetto di bike sharing, il sistema di noleggio pubblico self-service. L’esempio è quello della città di Milano che da un paio d’anni ha avviato questa iniziativa sull’esempio di Parigi e Barcellona. Ora anche altre città italiane hanno adottato il bike sharing con risultati apprezzabili e risposte positive da parte degli utenti. A Copenaghen e Zurigo il noleggio è addirittura gratuito. Non a caso nella città danese 37 cittadini su 100 si spostano in bicicletta. Esiste poi il movimento critical mass come evidenziato nel settimo capitolo. La bici può essere anche controcultura urbana, gruppi di ciclisti che rivendicano la loro presenza nel tessuto urbano e chiedono attenzione e sviluppo attraverso veri e propri atti di protesta. La necessità è riprendersi lo spazio stradale. Una volta al mese, in un punto determinato della città, parte la critical mass a cui partecipano centinaia di persone di tutti i tipi. L’ultimo capitolo è dedicato alle Città modello per le biciclette. Doveroso citare quelle che si sono contraddistinte negli anni con un impegno sempre più partecipato al riadattamento dello spazio urbano a favore della bicicletta: Berlino, Bolzano, Copenaghen, Ferrara, Gröningen, Monaco, Munster, Odense, Padova, Portland, San Donato Milanese, Venezia-Mestre.

    Cambiare le proprie abitudini
    In un’epoca di grandi difficoltà, non soltanto ambientali, è doveroso provare a modificare le proprie abitudini. Individualmente possiamo fare tantissimo per ridurre i cambiamenti climatici, iniziando ad adottare stili di vita meno inquinanti. Ognuno di noi può, infatti, può dare un contributo decisivo alla causa adottando uno stile di vita più responsabile a partire dalle piccole cose di ogni giorno. «A me piace moltissimo pedalare in città: non si fa rumore, non si inquina, si possono vedere la luna e le nuvole, seguire il volo degli uccelli e scoprire la parte alta dei palazzi e le chiome degli alberi senza doversi divincolare dal finestrino dell’automobile. E poi, sarà una faccenda di endorfine, quando pedalo mi viene il buonumore, fischietto e addirittura canticchio libero come un uccello», così scrive Fulco Pratesi nella Prefazione a Rivoluzione bici. La mappa del nuovo ciclismo urbano ed è proprio questo l’effetto che l’utilizzo della bicicletta può avere su di noi. Al di là del risparmio di tempo e denaro, al di là dell’effetto positivo sulla nostra salute, al di là dell’impatto zero sull’ambiente, la bicicletta ha un grande potere: permette di scoprire ogni giorno angoli della nostra città inaspettati e nascosti, crea un contatto particolare con il territorio e ci fa sentire liberi. Chiusi nelle nostre automobili, magari affaccendati con il navigatore satellitare o, peggio ancora, impegnati in una conversazione al cellulare, ci perdiamo il meglio che la città possa offrirci. La bicicletta può ridarci quel contatto con l’ambiente che stiamo perdendo e che, invece, è necessario per staccare la spina e distoglierci anche solo per un attimo dai problemi di ogni giorno.

    Sara Moretti

    (direfarescrivere, anno VII, n. 67, luglio 2011)

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    Bottega Editoriale said on May 1, 2013 | Add your feedback

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    L'autrice analizza a che punto è l'utilizzo delle due ruote nei grandi agglomerati urbani e offre interessanti spunti sulle soluzioni in Europa per rendere il ciclismo cittadino più sicuro e alla portata di tutti.

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    giovanigenitori said on Apr 30, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Una scelta appetibile

    Nel vasto oceano della ciclabilità non tutti gli argomenti riscaldano con uguale passione. Per noi Amici della Bicicletta, ad esempio, il tema si declina con particolare profondità nel contesto urbano. E’ dentro alle mura cittadine che si esprime il ...(continue)

    Nel vasto oceano della ciclabilità non tutti gli argomenti riscaldano con uguale passione. Per noi Amici della Bicicletta, ad esempio, il tema si declina con particolare profondità nel contesto urbano. E’ dentro alle mura cittadine che si esprime il nostro vissuto. Con l’intento di raccogliere e raccontare proprio queste esperienze è uscito da pochi mesi il libro “Rivoluzione bici” di Silvia Zamboni, pubblicato nella collana tascabile “Kyoto books”, per Edizioni Ambiente.

    Già il sottotitolo lo dice chiaramente: “la mappa del nuovo ciclismo urbano” è per noi ciclisti cittadini una specie di Bibbia, un atlante ragionato di quel che c'è da sapere sull'argomento, tutto ben catalogato e ancor meglio presentato, sia al profano, sia all' "addetto ai lavori".

    Il libro prende avvio catalogando le principali motivazioni dell’andare a pedali. L’elenco è gustoso, a tratti divertente, quanto mai reale. Da quelli che “in bici faccio prima” (più veloce dell’auto) a quelli che “mi mantengo in forma” (fa bene alla salute). Dagli economi “che fa risparmiare” (fa bene al portafoglio) a quelli che “mi godo la città” (un migliore rapporto con l’ambiente e la società fa bene all’umore). Il messaggio che invita a “uscire dalla scatola” è chiaro e diretto. E pure efficace visto che, tra tabelle di dati e racconti, continuo ad annuire riconoscendomi qua e là tra le pagine.

    E’ evidente che la Zamboni il fenomeno bici in città lo conosce benissimo. Probabilmente anche grazie all’esperienza di Assessore all’Ambiente del Comune di Bologna. Il suo scirivere è sempre interessante e scorrevole, anche quando racconta di dettagli più tecnici, come ad esempio delle varie formule di bike sharing, delle bici pieghevoli nel modello di intermodalità, oppure dei mille interventi possibili di moderazione del traffico.

    Il discorso si fa decisamente più coinvolgente e appassionante quando affronta l’aspetto umano, le nuove forme di organizzazione e le nuove strategie di azione degli urban cyclist. L’esperienza di una ciclofficina, un esperimento di democrazia partecipata tramite facebook, un raduno critical mass, l’entusiastico bicicbus dei bambini di Reggio Emilia sono piccole emozioni la cui lettura non lascia indifferenti. E Rivoluzione bici è sempre all’altezza nel riportare nel modo più completo e aggiornato che cosa sta succedendo, in Italia come altrove.

    Se il quotidiano confronto tra il nostro desiderio di ciclabilità e il modello autocentrico di città sembra a volte senza speranza, con i ciclisti nel ruolo di sicuri perdenti, questo libro ha il pregio di tentare di ribaltare lo scenario (lo dice il risvolto di copertina). Intanto mantiene alto il livello del desiderio, ricordando che un mondo diverso è sempre possibile e indicando soluzioni concrete e percorribili, già divenute realtà ad altre latitudini. Inoltre, lavorando su piani sia razionali sia emozionali, rende appetibile la scelta ciclabile urbana, evidenziandone i vantaggi per l’ambiente, la collettività ma, soprattutto, per se stessi. E non è poco.

    C’è da augurarsi che il libro riesca a raggiungere tutti i suoi potenziali lettori. In primis i ciclisti urbani, ai quali regalerà sicuramente una nuova consapevolezza e un rafforzamento nella loro scelta quotidiana. In seconda istanza i non ciclisti, ai quali suggerirà risposte e soluzioni per quell’inspiegabile disagio interiore che il modello di mobilità corrente genera in loro giorno dopo giorno.

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    Pavo67 said on Jul 5, 2010 | Add your feedback

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    Bel libro. Ben fatto e scritto con cura. Analisi chiara della situazione presente e delle possibilità future dello sviluppo della bicicletta nelle nostre città ormai assediate dalle auto.
    Libro che mette il buon umore e la voglia di uscire in bici.
    I ...(continue)

    Bel libro. Ben fatto e scritto con cura. Analisi chiara della situazione presente e delle possibilità future dello sviluppo della bicicletta nelle nostre città ormai assediate dalle auto.
    Libro che mette il buon umore e la voglia di uscire in bici.
    Io lo faccio. Rivoluzione bici.

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    Fabrizio said on Apr 16, 2010 | Add your feedback

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    Un riassunto di tutto quello che oggi passa in Italia, di ciò che si fa nel mondo per incentivare la bicicletta e di tutto quello che la bicicletta ha di positivo l'ho trovato in questi giorni. Molto concreto e pieno di idee.

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    xscherzoexcaso said on Feb 8, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (22)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 184 Pages
  • ISBN-10: 8896238188
  • ISBN-13: 9788896238189
  • Publisher: Edizioni Ambiente
  • Publish date: xxxx-xx-xx
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