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Roadside Picnic

By Arkady Strugatsky,Boris Strugatsky

(28)

| Paperback | 9780575079786

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Book Description

Red Schuhart is a stalker, one of those strange misfits who are compelled by some unknown force to venture illegally into the Zone and, in spite of the extreme danger, collect the mysterious artefacts that the alien visitors left scattered around. Hi Continue

Red Schuhart is a stalker, one of those strange misfits who are compelled by some unknown force to venture illegally into the Zone and, in spite of the extreme danger, collect the mysterious artefacts that the alien visitors left scattered around. His life is dominated by the Zone and the thriving black market in the alien products. Even the nature of his daughter has been determined by the Zone. And it is for her that Red makes his last, tragic foray into the hazardous and hostile depths.

50 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Mi è piaciuto anche se le mie aspettative erano altre. Insomma troppo contorto e troppo lontano dal capolavoro cinematografico omonimo di Tarkovsky; un'azione che non mi garba tanto, noir un po' forzato. Però certe scene restano indimenticabili.

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    Rael said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Un romanzo originalissimo, profondo, enigmatico (anche grazie ai suoi molti vuoti narrativi) e davvero inquietante. Nonostante alcune pecche, merita il massimo voto anche in virtù di un formidabile dialogo di 15 pagine, a tema "epistemologia e filoso ...(continue)

    Un romanzo originalissimo, profondo, enigmatico (anche grazie ai suoi molti vuoti narrativi) e davvero inquietante. Nonostante alcune pecche, merita il massimo voto anche in virtù di un formidabile dialogo di 15 pagine, a tema "epistemologia e filosofia della scienza".
    Un piccolo estratto:
    «E come la mettiamo con il fatto che l'uomo, a differenza degli animali, avverte un'invincibile necessità di sapere? L'ho letto da qualche parte».
    «Pure io» disse Valentin. «Ma la disgrazia è tutta qui, che l'uomo [...] supera con facilità questo bisogno di sapere. Anzi, secondo me, questo bisogno proprio non c'è. C'è il bisogno di spiegare e per questo il sapere non è necessario. L'ipotesi di Dio, per esempio, offre un'incomparabile possibilità di spiegare assolutamente tutto, senza sapere assolutamente niente...»

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    Stanis LaRochelle said on May 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Originale nei toni e nella trama, ben scritto, lontano dalla fantascienza mainstream. Peccato che certe cose vengano solo lasciate intuire, invece di essere approfondite. Ma una lettura è doverosa...

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    Little Icelander said on Jan 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Picnic sul ciglio della strada

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaes ...(continue)

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bella l'idea di un primo contatto senza primo contatto e inquietante, anche se senza una descrizione accurata di tutto quello che accade, la situazione che si viene a creare attorno alla Zona "vittima" del mancato primo contatto.
    Mescolando il fuori, meglio descritto nel libro, con il dentro, più presente nel film, la storia è praticamente perfetta.
    Peccato che non abbiano lavorato ancora sul romanzo... per una volta che un sequel ci sarebbe stato benissimo...

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    Sadako said on Oct 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ... letto nella versione inglese ...

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che ...(continue)

    ... letto nella versione inglese ...

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bella l'idea di un primo contatto senza primo contatto e inquietante, anche se senza una descrizione accurata di tutto quello che accade, la situazione che si viene a creare attorno alla Zona "vittima" del mancato primo contatto.
    Mescolando il fuori, meglio descritto nel libro, con il dentro, più presente nel film, la storia è praticamente perfetta.
    Peccato che non abbiano lavorato ancora sul romanzo... per una volta che un sequel ci sarebbe stato benissimo...

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    Sadako said on Oct 14, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Premessa: l'introduzione della zona e degli stalker è probabilmente tra le più geniali invenzioni della letteratura fantascientifica moderna e ha influenzato innumerevoli altri autori, film e, più recentemente, videogiochi.

    Detto questo, la recensio ...(continue)

    Premessa: l'introduzione della zona e degli stalker è probabilmente tra le più geniali invenzioni della letteratura fantascientifica moderna e ha influenzato innumerevoli altri autori, film e, più recentemente, videogiochi.

    Detto questo, la recensione di questo romanzo potrebbe anche esaurirsi qui. Perché in effetti è tutto quello che questo libro può darvi.

    Oddio, forse a questo punto dovrei precisare cosa sia questa famosa zona e cosa vi ci facciano questi stalker. Ebbene, in un tempo non ben precisato, la Terra riceve quella che viene definita "la visita" da parte degli extraterrestri. La loro apparizione è fugace (nonché secondaria all'interno del romanzo), ma porta con sé delle importanti conseguenze: su tutto il pianeta cominciano a apparire un numero limitato di luoghi misteriosi quanto pericolosi, le zone appunto, custodi di quelli che sembrano essere dei semplici ed enigmatici scarti della tecnologia extraterrestre. Molti avrebbero voglia di mettere le mani su questi inesplicabili prodigi, ma chiaramente sono in pochi ad avere il coraggio di addentrarsi nella zona per recuperarli. Anche per loro, anche per gli stalker, ritornare vivi dalla zona non è mai cosa certa.
    Nonostante questi aspetti, seppur finemente costruiti, facciano solo da sfondo alla costruzione del personaggio Redrick Schouhart e della sua travagliata storia, essi rimangono gli unici elementi memorabili dell'opera dei fratelli i Strugackij. La storia del "roscio" infatti, non convince e non coinvolge e tutti i numerosi personaggi al suo contorno risultano essere delle semplici, sterili comparse, sopratutto a causa della scarsa caratterizzazione e il breve tempo a loro dedicato. Redrick stesso risulta essere dotato si di un certo carisma, ma non quanto può servirne per reggere un intero romanzo.

    Rimango quindi perplesso in un mio grande dubbio a proposito di questa opera:
    è il caso di lodare una invenzione rivoluzionaria seppur male utilizzata, o forse c'è solo da rammaricarsi per non aver saputo sfruttare a dovere un'ambientazione creata al limite della perfezione?

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    Brillo85 said on Oct 12, 2013 | Add your feedback

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