Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Roadside Picnic

By ,

Publisher: Chicago Review Press

4.0
(375)

Language:English | Number of Pages: 209 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , Russian , Japanese , Dutch , French , Catalan , Polish , Finnish

Isbn-10: 1613743416 | Isbn-13: 9781613743416 | Publish date: 

Translator: Olena Bormashenko ; Corporate Author: %author$

Also available as: Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

Do you like Roadside Picnic ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 3

    but...the end.

    This is one of the books considered by SciFi fans a “Must read”.
    Good the idea and the first part of the story. Honestly, I did not understand the end.

    said on 

  • 5

    Vs Stalker Tarkovskij

    Il film (esteticamente, registicamente, visivamente superbo) effettua variazioni importanti sulla trama, ma la differenza sostanziale tra i due credo sia l'attenzione del libro sulla Zona, e quella del film sui personaggi. Qui la Zona fa da padrona, non essendo il libro soggetto ai limite delle r ...continue

    Il film (esteticamente, registicamente, visivamente superbo) effettua variazioni importanti sulla trama, ma la differenza sostanziale tra i due credo sia l'attenzione del libro sulla Zona, e quella del film sui personaggi. Qui la Zona fa da padrona, non essendo il libro soggetto ai limite delle riprese riesce ad addentrarsi nelle bizzarrie della Zona e a darne diverse interpretazioni/riflessioni. I personaggi passano in secondo piano, sebbene rimangano ben delineati e piuttosto approfonditi in primis lo Stalker, i suoi familiari e i suoi rapporti con essi. Estremamente necessario affrontare entrambi per completezza di Idea e Trasposizione.

    said on 

  • 2

    L'idea era buona ma il risultato è frammentario, contorto e superficiale. A tratti sembra più che altro un esercizio di stile. Finale senza senso (ma forse mi sono distratto io a causa della noia estrema dell'ultimo capitolo).

    said on 

  • 3

    Mi è piaciuto anche se le mie aspettative erano altre. Insomma troppo contorto e troppo lontano dal capolavoro cinematografico omonimo di Tarkovsky; un'azione che non mi garba tanto, noir un po' forzato. Però certe scene restano indimenticabili.

    said on 

  • 5

    Un romanzo originalissimo, profondo, enigmatico (anche grazie ai suoi molti vuoti narrativi) e davvero inquietante. Nonostante alcune pecche, merita il massimo voto anche in virtù di un formidabile dialogo di 15 pagine, a tema "epistemologia e filosofia della scienza".
    Un piccolo estratto:< ...continue

    Un romanzo originalissimo, profondo, enigmatico (anche grazie ai suoi molti vuoti narrativi) e davvero inquietante. Nonostante alcune pecche, merita il massimo voto anche in virtù di un formidabile dialogo di 15 pagine, a tema "epistemologia e filosofia della scienza".
    Un piccolo estratto:
    «E come la mettiamo con il fatto che l'uomo, a differenza degli animali, avverte un'invincibile necessità di sapere? L'ho letto da qualche parte».
    «Pure io» disse Valentin. «Ma la disgrazia è tutta qui, che l'uomo [...] supera con facilità questo bisogno di sapere. Anzi, secondo me, questo bisogno proprio non c'è. C'è il bisogno di spiegare e per questo il sapere non è necessario. L'ipotesi di Dio, per esempio, offre un'incomparabile possibilità di spiegare assolutamente tutto, senza sapere assolutamente niente...»

    said on 

  • 3

    Originale nei toni e nella trama, ben scritto, lontano dalla fantascienza mainstream. Peccato che certe cose vengano solo lasciate intuire, invece di essere approfondite. Ma una lettura è doverosa...

    said on 

  • 4

    Picnic sul ciglio della strada

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bel ...continue

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bella l'idea di un primo contatto senza primo contatto e inquietante, anche se senza una descrizione accurata di tutto quello che accade, la situazione che si viene a creare attorno alla Zona "vittima" del mancato primo contatto.
    Mescolando il fuori, meglio descritto nel libro, con il dentro, più presente nel film, la storia è praticamente perfetta.
    Peccato che non abbiano lavorato ancora sul romanzo... per una volta che un sequel ci sarebbe stato benissimo...

    said on 

  • 4

    ... letto nella versione inglese ...

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tr ...continue

    ... letto nella versione inglese ...

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bella l'idea di un primo contatto senza primo contatto e inquietante, anche se senza una descrizione accurata di tutto quello che accade, la situazione che si viene a creare attorno alla Zona "vittima" del mancato primo contatto.
    Mescolando il fuori, meglio descritto nel libro, con il dentro, più presente nel film, la storia è praticamente perfetta.
    Peccato che non abbiano lavorato ancora sul romanzo... per una volta che un sequel ci sarebbe stato benissimo...

    said on 

  • 2

    Premessa: l'introduzione della zona e degli stalker è probabilmente tra le più geniali invenzioni della letteratura fantascientifica moderna e ha influenzato innumerevoli altri autori, film e, più recentemente, videogiochi.


    Detto questo, la recensione di questo romanzo potrebbe anche esaur ...continue

    Premessa: l'introduzione della zona e degli stalker è probabilmente tra le più geniali invenzioni della letteratura fantascientifica moderna e ha influenzato innumerevoli altri autori, film e, più recentemente, videogiochi.

    Detto questo, la recensione di questo romanzo potrebbe anche esaurirsi qui. Perché in effetti è tutto quello che questo libro può darvi.

    Oddio, forse a questo punto dovrei precisare cosa sia questa famosa zona e cosa vi ci facciano questi stalker. Ebbene, in un tempo non ben precisato, la Terra riceve quella che viene definita "la visita" da parte degli extraterrestri. La loro apparizione è fugace (nonché secondaria all'interno del romanzo), ma porta con sé delle importanti conseguenze: su tutto il pianeta cominciano a apparire un numero limitato di luoghi misteriosi quanto pericolosi, le zone appunto, custodi di quelli che sembrano essere dei semplici ed enigmatici scarti della tecnologia extraterrestre. Molti avrebbero voglia di mettere le mani su questi inesplicabili prodigi, ma chiaramente sono in pochi ad avere il coraggio di addentrarsi nella zona per recuperarli. Anche per loro, anche per gli stalker, ritornare vivi dalla zona non è mai cosa certa.
    Nonostante questi aspetti, seppur finemente costruiti, facciano solo da sfondo alla costruzione del personaggio Redrick Schouhart e della sua travagliata storia, essi rimangono gli unici elementi memorabili dell'opera dei fratelli i Strugackij. La storia del "roscio" infatti, non convince e non coinvolge e tutti i numerosi personaggi al suo contorno risultano essere delle semplici, sterili comparse, sopratutto a causa della scarsa caratterizzazione e il breve tempo a loro dedicato. Redrick stesso risulta essere dotato si di un certo carisma, ma non quanto può servirne per reggere un intero romanzo.

    Rimango quindi perplesso in un mio grande dubbio a proposito di questa opera:
    è il caso di lodare una invenzione rivoluzionaria seppur male utilizzata, o forse c'è solo da rammaricarsi per non aver saputo sfruttare a dovere un'ambientazione creata al limite della perfezione?

    said on 

  • 3

    Inizia bene, degli alieni arrivano su alcune zone della terra e se ne vanno subito, lasciando gli umani a studiare per decenni quello che hanno lasciato. Il finale però mi ha deluso.

    said on