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Roadside Picnic

By ,

Publisher: Chicago Review Press

4.0
(408)

Language:English | Number of Pages: 209 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , Russian , Japanese , Dutch , French , Catalan , Polish , Finnish

Isbn-10: 1613743416 | Isbn-13: 9781613743416 | Publish date: 

Translator: Olena Bormashenko ; Corporate Author: Ursula K. Le Guin

Also available as: Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    Ho volteggiato attorno a “Picnic sul ciglio della strada” di Arkadi e Boris Strugatzki (Marcos y Marcos, 222 pagine, 15 euro) per un bel po’ di tempo, affascinata dalla trama e dalla copertina, così a ...continue

    Ho volteggiato attorno a “Picnic sul ciglio della strada” di Arkadi e Boris Strugatzki (Marcos y Marcos, 222 pagine, 15 euro) per un bel po’ di tempo, affascinata dalla trama e dalla copertina, così apparentemente anonima ma curatissima. Ho trovato questo libro in offerta alla Fiera del Libro di Fenestrelle, assieme ad altri libri editi dalla Marcos y Marcos, di cui ho fatto riccamente man bassa. Approfittando del prezzo decisamente esiguo, ho iniziato a leggere il romanzo più famoso dei fratelli Strugatzki con divorante curiosità. Il risultato finale è un consiglio a metà: leggetelo solo se siete davvero motivati e appassionati del genere.

    Continua su ----> https://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2015/08/24/arkadi-e-boris-strugatzki-picnic-sul-ciglio-della-strada/

    said on 

  • 5

    Ci deve essere un motivo per cui la mia fantascienza preferita nasce negli anni del dominio sovietico su quella metà d'Europa definita "oltrecortina". Ci deve essere un motivo per cui da due dei capol ...continue

    Ci deve essere un motivo per cui la mia fantascienza preferita nasce negli anni del dominio sovietico su quella metà d'Europa definita "oltrecortina". Ci deve essere un motivo per cui da due dei capolavori di questa fantascienza ha tratto ispirazione un regista come Tarkovskij per creare dei film che della fantascienza trascendono ogni limite, incuneandosi in un territorio di nessuno fatto di riflessione sulla umanità, sul senso dell'esistenza, sul ruolo della poesia nel mondo. Ci deve essere un motivo se questa fantascienza molto più di quella hollywoodiana ha saputo creare quadri concettuali che sono in breve diventati una parte fissa di ogni immaginario fantascientico che si rispetti. Parlo di Solaris, di Lem, straordinaria riflessione sul concetto stesso di individuo, e dell'altrettanto incredibile La voce del padrone, dello stesso autore, che interroga il significato del linguaggio. E parlo di questo libro, con la Zona e gli Stalker.

    Una cosa che caratterizza questi libri, che li pone agli antipodi della fantascienza patinata di "Guerre Stellari", e la caratterizzazione dell'alieno come un "altro" inattingibile, incomprensibile. Così la civiltà aliena che lascia sulla terra, lungo una strana traiettoria balistica, quattro "Zone" piene di un mondo completamente sconvolto, non lascia altra traccia del suo passaggio se non questo sonvolgimento tanto bizzarro da essere persino incerta la sua natura voluta o casuale: cercano di comunicare con noi, di invaderci, o dedicano a noi solo le attenzioni che durante un picnic noi dedichiamo alle formiche? Gli stalker sono gli avventurieri che sfidano i rischi, spesso letali, di queste Zone per recuperare oggetti di natura aliena da vendere a caro prezzo sul mercato nero. Guidati da brama di guadagno e dal sogno della inarrivabile sfera che tutti i desideri realizza: vello d'oro, lampada di Aladino, tesoro di Morgan. Attorno bambini mutanti, strane catastrofi, una umanità incosciente di giocare a dadi con il suo futuro. Lo stalker migliore di tutti, Red Schouart, è deciso a giocare a dadi con il suo, di futuro, e si lancia in un ultimo viaggio al termine del quale non può che trovare qualcosa di sè.

    Gemma nel libro la lunga discussione tra lo scienziato sempre più ubriaco e il cacciatore di stalker. Discussione che ha palesemente costruito il filo su cui Tarkovski ha costruito la sua versione della storia.

    Questa è la mia recensione n.500 su Anobii e per fortuna è dedicata a un libro così bello, di quelli che ti obbligano a girar la pagina ma anche, ogni tanto, a girare lo sguardo.

    said on 

  • 4

    Peccato per quella fine un po' così (non ho mai sopportato i finali aperti, perdipiù criptici) che si mangia una stella e un po' di entusiasmo.

    said on 

  • 3

    but...the end.

    This is one of the books considered by SciFi fans a “Must read”.
    Good the idea and the first part of the story. Honestly, I did not understand the end.

    said on 

  • 5

    Vs Stalker Tarkovskij

    Il film (esteticamente, registicamente, visivamente superbo) effettua variazioni importanti sulla trama, ma la differenza sostanziale tra i due credo sia l'attenzione del libro sulla Zona, e quella de ...continue

    Il film (esteticamente, registicamente, visivamente superbo) effettua variazioni importanti sulla trama, ma la differenza sostanziale tra i due credo sia l'attenzione del libro sulla Zona, e quella del film sui personaggi. Qui la Zona fa da padrona, non essendo il libro soggetto ai limite delle riprese riesce ad addentrarsi nelle bizzarrie della Zona e a darne diverse interpretazioni/riflessioni. I personaggi passano in secondo piano, sebbene rimangano ben delineati e piuttosto approfonditi in primis lo Stalker, i suoi familiari e i suoi rapporti con essi. Estremamente necessario affrontare entrambi per completezza di Idea e Trasposizione.

    said on 

  • 2

    L'idea era buona ma il risultato è frammentario, contorto e superficiale. A tratti sembra più che altro un esercizio di stile. Finale senza senso (ma forse mi sono distratto io a causa della noia estr ...continue

    L'idea era buona ma il risultato è frammentario, contorto e superficiale. A tratti sembra più che altro un esercizio di stile. Finale senza senso (ma forse mi sono distratto io a causa della noia estrema dell'ultimo capitolo).

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  • 3

    Mi è piaciuto anche se le mie aspettative erano altre. Insomma troppo contorto e troppo lontano dal capolavoro cinematografico omonimo di Tarkovsky; un'azione che non mi garba tanto, noir un po' forza ...continue

    Mi è piaciuto anche se le mie aspettative erano altre. Insomma troppo contorto e troppo lontano dal capolavoro cinematografico omonimo di Tarkovsky; un'azione che non mi garba tanto, noir un po' forzato. Però certe scene restano indimenticabili.

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  • 5

    Un romanzo originalissimo, profondo, enigmatico (anche grazie ai suoi molti vuoti narrativi) e davvero inquietante. Nonostante alcune pecche, merita il massimo voto anche in virtù di un formidabile di ...continue

    Un romanzo originalissimo, profondo, enigmatico (anche grazie ai suoi molti vuoti narrativi) e davvero inquietante. Nonostante alcune pecche, merita il massimo voto anche in virtù di un formidabile dialogo di 15 pagine, a tema "epistemologia e filosofia della scienza".
    Un piccolo estratto:
    «E come la mettiamo con il fatto che l'uomo, a differenza degli animali, avverte un'invincibile necessità di sapere? L'ho letto da qualche parte».
    «Pure io» disse Valentin. «Ma la disgrazia è tutta qui, che l'uomo [...] supera con facilità questo bisogno di sapere. Anzi, secondo me, questo bisogno proprio non c'è. C'è il bisogno di spiegare e per questo il sapere non è necessario. L'ipotesi di Dio, per esempio, offre un'incomparabile possibilità di spiegare assolutamente tutto, senza sapere assolutamente niente...»

    said on 

  • 3

    Originale nei toni e nella trama, ben scritto, lontano dalla fantascienza mainstream. Peccato che certe cose vengano solo lasciate intuire, invece di essere approfondite. Ma una lettura è doverosa... ...continue

    Originale nei toni e nella trama, ben scritto, lontano dalla fantascienza mainstream. Peccato che certe cose vengano solo lasciate intuire, invece di essere approfondite. Ma una lettura è doverosa...

    said on 

  • 4

    Picnic sul ciglio della strada

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrativ ...continue

    Letto dopo aver visto il film "Stalker" di Andrej Tarkovskij, ispirato più che tratto dal romanzo in questione.
    I due prodotti si completano a vicenda, colmando quei buchi e quelle incertezze narrative che sia nel film che nel racconto a tratti spaesano un po' chi segue la storia.
    Bella l'idea di un primo contatto senza primo contatto e inquietante, anche se senza una descrizione accurata di tutto quello che accade, la situazione che si viene a creare attorno alla Zona "vittima" del mancato primo contatto.
    Mescolando il fuori, meglio descritto nel libro, con il dentro, più presente nel film, la storia è praticamente perfetta.
    Peccato che non abbiano lavorato ancora sul romanzo... per una volta che un sequel ci sarebbe stato benissimo...

    said on