Robinson Crusoe

di Daniel Defoe

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Publisher: Adelphi

3.7
(4462)

Language: English | Number of Pages: | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , German , French , Italian , Korean , Portuguese , Chi simplified , Galego , Swedish , Polish , Greek , Norwegian , Dutch , Czech , Russian , Danish

Isbn-10: A000036772 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Others , School & Library Binding , Library Binding , Audio Cassette , Audio CD , Mass Market Paperback , Unbound , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Book Description
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  • 5

    Siamo tutti Robinson

    L'inquietudine giovanile e la voglia di vedere il mondo, l'Isola e la solitudine dell'everyman che deve ricominciare da zero (compiendo per tappe, per conquiste progressive, il proprio cammino persona ...continue

    L'inquietudine giovanile e la voglia di vedere il mondo, l'Isola e la solitudine dell'everyman che deve ricominciare da zero (compiendo per tappe, per conquiste progressive, il proprio cammino personale dalla Preistoria alla Civilità), la riscoperta dell'Altro ovvero il confronto con gli Altri (dal riconoscimento di un'orma alla conquista di una nave), e per finire il Ritorno, con tanto di preannuncio del ritorno-dal-Ritorno che dà circolarità alla storia e, al lettore, preannuncia il suo séguito: questo in poche righe è Robinson Crusoe, romanzo di un uomo solo che affronta l'Avventura ricorrendo a tutti gli strumenti in sua dotazione, ivi comprese Fede e Ragione, e la racconta tramite un mono-logo, un soli-loquio, la forma più coerente, più atta ad esprimere una vicenda siffatta, che metaforicamente può esser letta come una storia universale, o più semplicemente come la storia di ogni vita. Se infatti si sposa l'idea quasimodiana per cui ognuno sta solo sul cuor della terra, la suggestione viene subito facile: ciascuno di noi è un Robinson, l'Isola è la sua vita, oppure le prove cui essa ci sottopone, o ancora il naufragio è il passaggio alla vita adulta, etc. A meno che, fuor di ogni metafora (anche qualcuna meno frettolosa rispetto a quella, appena presentata, del sottoscritto), non volessimo spiegare, come si legge fra le altre cose nella prefazione all'ed. Feltrinelli di A. Cavallari, Robinson con Robinson, la realtà concreta con la realtà concreta, l'avventura con l'avventura: nel qual caso nulla si toglierebbe alla grandezza di un'opera che, giova farlo notare, tra non molto compirà trecento anni esatti. Secondo me portati molto bene.

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  • 5

    Tra i miei libri preferiti. Vero è che dall'avvento di Venerdì, e il conseguente venir meno dello stato di solitudine, le cose perdono un po' di fascino; ch'è manifestamente infarcito di morale purita ...continue

    Tra i miei libri preferiti. Vero è che dall'avvento di Venerdì, e il conseguente venir meno dello stato di solitudine, le cose perdono un po' di fascino; ch'è manifestamente infarcito di morale puritana (meno fastidiosa del previsto); e che la parte finale, successiva al ritorno alla civiltà, è forzata e pessima (trattasi di un penoso tentativo di "allungare il brodo"); ma le pagine di questo libro presentano un tema, Uomo vs Natura selvaggia, che, come disse il Poe, grand'ammiratore del romanzo in parola, è di per sé interessantissimo e, peraltro, è svolto in maniera davvero magistrale dal Defoe. Per gli utopici dell'autarchia (io in Robinson preferisco vederci un Diogene, non un mercante).

    27-IX-2011

    said on 

  • 4

    Le avventure di Robinson sono ormai un mito... Certo, si nota il peso dello stile scritturistico dell'ottocento, ma cmq è una storia piacevole, anche se spesso l'autore si sofferma molto a lungo su ar ...continue

    Le avventure di Robinson sono ormai un mito... Certo, si nota il peso dello stile scritturistico dell'ottocento, ma cmq è una storia piacevole, anche se spesso l'autore si sofferma molto a lungo su argomenti anche noiosi... Cmq recupera nella trama, per niente scontata. Lo consiglio a chi ama il mare e le isole deserte...

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  • 5

    L'archetipo

    Riletto dopo oltre quarant'anni, l'esperienza è radicalmente diversa.

    C'è dentro tutto: religione scienza e tecnica; paura ed attrazione verso l'ignoto ed il diverso; economia, innovazione e lotta di ...continue

    Riletto dopo oltre quarant'anni, l'esperienza è radicalmente diversa.

    C'è dentro tutto: religione scienza e tecnica; paura ed attrazione verso l'ignoto ed il diverso; economia, innovazione e lotta di classe; tolleranza e solidarietà; e poi, potere della scrittura e nascita del romanzo moderno.
    Se noi occidentali proviamo a risalire sul come si sono formate le nostre opinioni più consolidate, condivise ed avversate, risalendo a ritroso, alla fine passiamo di qui.
    Proviamo ad immaginare tutta la produzione culturale come un immenso gioco di specchi che si riflettono l'un l'altro: questo è certamente uno dei più potenti.

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  • 4

    Bello, bello, bello! Ricco di eventi ed imprevisti di cui non sospettavo nemmeno l'esistenza. Un grande classico da leggere assolutamente.

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  • 4

    L'arte della sopravvivenza

    Ispirato a un’avventura realmente vissuta da un marinaio scozzese, membro di una spedizione corsara che in seguito a un diverbio col capitano chiese di essere lasciato su una piccola isola dell’arcip ...continue

    Ispirato a un’avventura realmente vissuta da un marinaio scozzese, membro di una spedizione corsara che in seguito a un diverbio col capitano chiese di essere lasciato su una piccola isola dell’arcipelago di Juan Fernandez, a 650 km dalla costa cilena, il romanzo narra la storia di un giovane smanioso di avventure che fugge di casa e va in giro per il mondo. Dopo alcuni pericolosi viaggi naufraga sulle coste di un’isoletta deserta alle foci dell’Orinoco e riesce, con ingegno e abilità, a procurarsi poco alla volta quanto gli è necessario per sopravvivere. Consapevole di essere vivo per miracolo, il protagonista comincia a disperare di potersi salvare in un luogo deserto o forse abitato da belve feroci. Ma grazie alla sua natura fiduciosa nei valori dell’intelligenza e nelle possibilità dell’uomo, trova in se stesso e nelle sue capacità la forza per reagire. Il personaggio di Robinson è quindi il rappresentante esemplare dell’eroe positivo in lotta contro la natura nemica, sorretto da un’incrollabile fiducia nelle proprie forze e nella protezione divina. Riuscirà a vivere in completa solitudine fino a quando non gli capiterà di salvare la vita a un selvaggio, Venerdì, inseguito dai cannibali. L’autore, oltre a descrivere con chiarezza la situazione concreta e psicologica del protagonista che è anche narratore, ne evidenzia gli stati d’animo attraverso una narrazione resa più coinvolgente e appassionante grazie all’uso della prima persona. Un romanzo denso e quasi irrequieto, carico di avventura, a tratti claustrofobico per la desolazione che ci lascia immaginare ma, allo stesso tempo, ricco di coraggio e di senso di libertà. Meravigliose le descrizioni di burrasche marine, tanto da ricordare le masse d'acqua senza riposo impresse sulle tele di un sublime Ajvazovskij.

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  • 4

    Robinson Crusoe descrive un sistema biologico

    L'ho letto perché era continuamente citato nel manuale di microeconomia di Samuel Bowles. Descrive un sistema biologico, dove un uomo e le sue credenze si affermano con superiorità rispetto all'ambien ...continue

    L'ho letto perché era continuamente citato nel manuale di microeconomia di Samuel Bowles. Descrive un sistema biologico, dove un uomo e le sue credenze si affermano con superiorità rispetto all'ambiente circostante. Mi è piaciuto perché è pieno di strumenti (li chiamo così) di descrizione. Defoe è chiaramente un economista che ha giocato con la letteratura ed i ruoli di un sistema economico ed un sistema biologico.

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  • 4

    Finalmente un bel libro di avventura,avvincente dall'inizio alla fine;più volte durante la lettura mi è tornato in mente il conte di montecristo.

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  • 2

    E come quei che con lena affannata, uscito fuor del pelago a la riva, si volge a l’acqua perigliosa e guata

    Il quei, per inciso, non è il buon Robinson ma è la sottoscritta: la lettura è stata decisamente poco piacevole. Questo libro si è rivelato una gigantesca delusione e, bando ai formalismi, una gigante ...continue

    Il quei, per inciso, non è il buon Robinson ma è la sottoscritta: la lettura è stata decisamente poco piacevole. Questo libro si è rivelato una gigantesca delusione e, bando ai formalismi, una gigantesca palla. Addirittura quando ero circa a metà, tra un colpo di sonno e l'altro, mi ha sfiorata il pensiero di abbandonarlo; poi, in barba alla mia "conversione" di abbandonare i libri "brutti", ho deciso di continuare perchè
    - mi sembrava davvero troppo brutto abbandonare un famoso classico che volevo leggere da tempo
    - è relativamente corto, quindi stringendo i denti e con gli stecchini agli occhi si poteva anche fare
    - l'ho "letto" da un audiolibro, ed è stata la sua fortuna perchè così, ingannando il tempo mentre lavoravo al pc, potevo anche far altro. Se avessi dovuto leggerlo la sera sotto le coperte dopo una giornata piena..eh sarebbe stato un arrivederci e grazie, poco ma sicuro.
    Ci sono rimasta anche un po' male in realtà, mi aspettavo decisamente altro..che ne so, qualcosa alla Stevenson magari, che mi piace molto. Forse è il modo in cui è scritto, o forse è perchè effettivamente questo povero cristo vive da solo su un'isola deserta per la maggior parte del tempo. Però, sinceramente, non credo che sia la solitudine di Robinson a rendere il tutto una bomba al valium..penso sia più il modo in cui è scritto.
    Verso la fine migliora, almeno questo, anzi forse qualche segno lo da anche prima, da quando arriva Venerdì..chissà se perchè effettivamente il miglioramento c'è o se era solo entusiasmo in vista della fine.
    Ne ho fin sopra i capelli di capre e provvidenza
    E adesso ho anche paura a prendere in mano Moll Flanders dello stesso autore

    Voto 2,5

    said on 

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