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Robinson Crusoe

3.7
(4257)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Coreano , Portoghese , Chi semplificata , Galego , Svedese , Polacco , Greco , Norvegese , Olandese , Ceco , Russo , Danese

Isbn-10: 8841007729 | Isbn-13: 9788841007723 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

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Descrizione del libro
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  • 0

    Ritorno all'isola di Robinson Crusoe. Trovati resti del rifugio del marinaio

    (Letto da piccola in edizione illustrata.)

    Ci hanno provato con i libri, i film, persino con un terribile reality show: ma la storia di Alexander Selkirk, l'uomo che dal 1704 al 1709 visse da solo un' ...continua

    (Letto da piccola in edizione illustrata.)

    Ci hanno provato con i libri, i film, persino con un terribile reality show: ma la storia di Alexander Selkirk, l'uomo che dal 1704 al 1709 visse da solo un'isola deserta, poteva essere recuperata solo con il sudore, scavando. Autori dell'impresa, prima e unica nel suo genere, sette archeologici provenienti da tutto il mondo, un team internazionale che dal Giappone alla Scozia per anni si è posto la stessa domanda: chi era l'uomo che ha ispirato la storia di Robinson Crusoe? Lo scrittore Daniel Defoe rimase talmente affascinato dalla storia di questo marinaio scozzese che a lui dedicò il suo capolavoro, oggi considerato il primo romanzo moderno della storia perché concentrato sulla vita e il punto di vista di un unico personaggio.

    Il libro dello scrittore britannico venne pubblicato nel 1718 e appena tre anni dopo il vero protagonista morì di febbre gialla. Da allora, complice il successo del romanzo di Defoe, le elaborazioni intorno alla vita di Selkirk si sono sprecate, ma nessuno è mai riuscito a toccare dal vivo i segreti di quei 5 anni di solitudine sulle isole Juan Fernández, arcipelago al largo delle coste del Cile. Almeno fino all'arrivo degli archeologi Daisuke Takahashi, David Caldwell, Iván Cácares, Mauricio Calderón, A. D. Morrsion-Low, Miguel A. Saavedra e Jim Tate.

    "Quando abbiamo cominciato la nostra ricerca non eravamo molto ottimisti - racconta a Repubblica. it David Caldwell, organizzatore della spedizione - Tutto è cominciato grazie all'amicizia tra me e Takahashi, archeologo e scrittore giapponese. Nel 2005 gli ho chiesto se gli andava di seguirmi in questa folle impresa e lui ha risposto: perché no? Due mesi dopo eravamo in partenza per l'isoletta cilena". Caldwell lavora per il National Museum of Scotland, dove è curatore della sezione di archeologia europea e scozzese. La passione per la vita di Selkirk è nata anche dal fatto che il giovane marinaio era scozzese come lui. "Abbiamo cominciato a scavare in un punto che, secondo i nostri calcoli, avrebbe portato a qualcosa di buono - racconta Caldwell - Ho fatto un salto quando sono venuti fuori i resti di una costruzione spagnola della metà del '700. Voleva dire che là c'era qualcosa, dato che in genere le case vengono costruite su terreni già disboscati".

    E infatti, nel cuore della località di Aguas Buenas, c'era il rifugio di Selkirk. I due fuochi che abitualmente utilizzava per cucinare, i resti di ciò che mangiava e della sua capanna, i piccoli oggetti di metallo che usava per cacciare. Il vero Robinson Crusoe uccideva le capre selvatiche dell'isola e con le loro pelli cuciva i vestiti e aveva costruito un piccolo osservatorio per monitorare l'arrivo della nave giusta (ben due vascelli infatti arrivarono e ripartirono dall'isola in quei 5 anni; entrambi erano spagnoli e Selkirk, corsaro scozzese, rinunciò a chiedere aiuto perché sapeva che l'avrebbero torturato).

    Il marinaio 28enne era dunque molto intelligente ma non aveva un buon carattere. Quando nel 1704 si imbarcò sul galeone Cinque Ports, guidato dal comandante Thomas Stradling, si fece subito notare per la sua irrequietezza. Tanto che, approfittando dell'approdo su un'isola sperduta per fare provviste, il capitano pensò bene di lasciarlo lì, augurandogli vita brevissima. Selkirk portò con sé un moschetto, della polvere da sparo, alcuni strumenti da falegname, un coltello, una Bibbia e i suoi vestiti, e riuscì a sopravvivere fino al 1709, anno in cui la nave corsara Duke lo trasse in salvo. "Bisogna dire, però - spiega - che se c'era un posto ideale dove restare da soli per anni, quello era l'arcipelago Juan Fernández: tanta acqua, frutta, verdure, capre selvatiche, pesce. Per Alexander Selkirk sopravvivere non è stato poi così difficile". Salvo il fattore solitudine. Il giovane marinaio infatti non solo soffrì per la mancanza di altri esseri umani ma si ammalò di depressione e accusò un gran senso di rimorso per il comportamento tenuto in passato.

    Quando William Dampier e il suo equipaggio approdarono sull'isola - oggi ribattezzata Robinson Crusoe, mentre quella accanto è stata chiamata proprio Alexander Selkirk - lo scozzese si sentì così felice che uccise in onore dei marinai due capre al giorno, fino al momento della partenza. Una volta a casa non rinunciò a navigare e morì prestando servizio come ufficiale di bordo. La sua salma, invece che sottoterra, venne gettata lungo la costa occidentale dell'Africa: il posto giusto per una vita che, come il mare, simboleggia tutto ciò che ci affascina e ci spaventa. [SARA FICOCELLI, 31 ottobre 2008]

    ha scritto il 

  • 5

    LA NECESSITA' AGUZZA L'INGEGNO!

    Il titolo originale, per esteso, di questo bellissimo classico della letteratura inglese, datato 1719, è: “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe, of York, Mariner”.
    Ed infatti ...continua

    Il titolo originale, per esteso, di questo bellissimo classico della letteratura inglese, datato 1719, è: “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe, of York, Mariner”.
    Ed infatti proprio di “Strange Surprising Adventures” si tratta, che rendono la lettura di quest’opera tutt’altro che noiosa, come invece, di primo acchito si potrebbe pensare, sapendo che Robinson Crusoe è, per lo più, la storia di un naufrago che si trova a dover sopravvivere in un ambiente incontaminato dall’uomo.
    La necessità aguzza l’ingegno del nostro personaggio principale portandolo, non solo alla ricerca dei mezzi necessari per la sua sussistenza, ma anche ad una serie di riflessioni introspettive riguardanti il ruolo della Provvidenza negli eventi che segnano le vicende umane. La misteriosa necessità di una mano ultraterrena, che guida ed ordina le linee narrative delle nostre esistenze, intrecciandole tra loro in modo da formare un complesso piano storico, diventa il riferimento principale dell’indagine filosofico-teologica di Crusoe; a mostrare come là dove vi è sofferenza e smarrimento vi è la ricerca di risposte a domande che la ragione pone ma, alle quali, solo la fede può rispondere.
    Questo scritto però, tra le altre cose, è, a mio avviso, anche un vero e proprio invito alla temperanza, come è possibile dedurre sin dal principio della lettura, nelle parole del saggio padre di Crusoe. Un invito, dunque, a non strafare, a non voler necessariamente cercare grandi obbiettivi, che possono essere al di sopra delle nostre possibilità, e il cui tentativo di raggiungerli potrebbe condurci ad un clamoroso naufragio.
    Un testo quindi che può essere letto su diversi piani interpretativi, come solo le più grandi opere possono esserlo.
    Bellissimo!

    ha scritto il 

  • 3

    Un viaggio a ritroso...

    Un uomo che si trova a causa di un naufragio, su un'isola deserta..
    Il fascino di questo libro consiste nel racconto particolareggiato delle difficoltà iniziali del protagonista, ma anche della sua no ...continua

    Un uomo che si trova a causa di un naufragio, su un'isola deserta..
    Il fascino di questo libro consiste nel racconto particolareggiato delle difficoltà iniziali del protagonista, ma anche della sua notevole capacità di adattamento a uno stile di vita primitivo e non consueto. Il protagonista compie perciò un viaggio a ritroso: dalla civiltà all'essere privo di tutto...
    In questa condizione inizia per lui la lotta per la sopravvivenza, la costruzione di ciotole per nutrirsi, una capanna per riparo e il procacciarsi del cibo in maniera primitiva...
    L'incontro con Venerdì lo riporta però a un ruolo dominante, di precettore, di insegnante, lo riconduce alla convinzione, di essere lui il civilizzatore, perchè proveniente comunque da una civiltà civile e civilizzatrice...
    Da leggere o rileggere con passione.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ha sorpreso

    Penso che sia uno di quei libri "più famoso che conosciuto", per questo l'ho letto in pochi giorni. Le avventure di Robinson Crusoe prima, durante e dopo il naufragio ti tengono incollato al libro. Mo ...continua

    Penso che sia uno di quei libri "più famoso che conosciuto", per questo l'ho letto in pochi giorni. Le avventure di Robinson Crusoe prima, durante e dopo il naufragio ti tengono incollato al libro. Molto utile la parte introduttiva sull'autore e la sua opera, dato che si coglie molto bene il suo pensiero religioso. Ecco appunto: religione (puritanesimo) e individualismo fanno da padrone in questo libro. Molto interessante il "dialogo" interiore durante la rinascita spirituale e religiosa del protagonista sull'isola deserta.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Ghost writer: Paolo Brosio

    Ero affascinato all'idea di leggere Robinson Crusoe. Fa parte di quei libri di cui tutti conoscono la trama, almeno a grandi linee, ma che in pochi hanno il coraggio di leggere.
    E sono molto, molto tr ...continua

    Ero affascinato all'idea di leggere Robinson Crusoe. Fa parte di quei libri di cui tutti conoscono la trama, almeno a grandi linee, ma che in pochi hanno il coraggio di leggere.
    E sono molto, molto triste e deluso nel dare due stelle a questo libro. Le stelle sarebbero 5, se mi basassi sulla storia, sul senso di avventura che permea ogni pagina. Tuttavia, oltre la metà del libro mi è risultata insostenibile e mi ha provocato prurito alle mani.
    Innanzitutto, il fastidioso "mi è impossibile descrivere". Se vi capitasse di leggerlo, contate quante volte il protagonista evita di spiegare sensazioni ed umori perché "gli è impossibile descrivere".
    Così facendo, anche Antonio Razzi potrebbe scrivere un libro.
    Sei un autore? Stai scrivendo? Descrivi! Voglio immedesimarmi, leggere parole di giubilo quando si narrano fatti felici e parole grevi quando invece il fato decide di accanirsi.

    Secondo ed ENORME difetto: la religione. Robinson Crusoe ad un certo punto impazzisce, in seguito ad una forte febbre, diventando credente.
    E si trasforma in Paolo Brosio. Citando il caro Defoe, MI È IMPOSSIBILE DESCRIVERE il fastidio. Ogni goccia d'acqua, onda, granello di sabbia, acino d'uva, capra è un regalo dell'Onnipotente. Anche se colui che tutto può fa passare a sto pover'uomo VENTOTTO ANNI su un'isola. Oh, le caprette! E ringraziamo Dio! Oh, piove ma fortunatamente non ho steso la lavatrice! E ringraziamo Dio!
    Su come poi Robinson tratti Venerdì e cosa pensi di lui, credo non si possa far nulla, il libro paga i secoli di vecchiaia. Ma è fastidioso leggere che Robinson avrebbe dovuto correggere la religione sbagliata di Venerdì, oltre al fatto che gli insegni a chiamarlo "padrone".

    Ho avuto più volte la voglia di fermarmi, perché se avessi voluto farmi una cultura su Dio et similia sarei andato in chiesa negli ultimi 25 anni.

    ha scritto il 

  • 5

    La recensione di Edgar Allan Poe

    Scrisse Poe: « Nemmeno una persona su dieci – anzi, nemmeno una persona su cinquecento, ha, durante l'esame di Robinson Crusoe, il minimo sentore che alcun briciolo di genio, o finanche di comune tale ...continua

    Scrisse Poe: « Nemmeno una persona su dieci – anzi, nemmeno una persona su cinquecento, ha, durante l'esame di Robinson Crusoe, il minimo sentore che alcun briciolo di genio, o finanche di comune talento, sia stato impiegato nella sua creazione! I lettori non lo guardano nell'ottica di un prodotto letterario. Defoe non occupa nessuno dei loro pensieri – Robinson tutti. I poteri che hanno plasmato la meraviglia sono stati messi in ombra dallo stesso splendore della meraviglia che hanno plasmato! Leggiamo, e ci astraiamo perfettamente nell'intensità del nostro interesse – chiudiamo il libro, e siamo assolutamente convinti che avremmo potuto scriverlo noi stessi! Tutto questo è prodotto dalla persuasiva magia della verosimiglianza. Infatti l'autore di Crusoe deve aver posseduto, sopra tutte le altre facoltà, quella che è stata definita la facoltà di identificazione – quel controllo esercitato dalla volontà sull'immaginazione che permette alla mente di perdere, in ciò che è fittizio, la sua individualità. Ciò comprende, in larga misura, il potere di astrazione; e con queste chiavi si può in parte accedere al mistero di quell'incantesimo che ha così a lungo avvolto il libro prima di noi. Ma un'analisi completa del nostro interesse per esso non può essere data [solo] così. Defoe è largamente in debito con la sua materia. L' idea di uomo in uno stato di perfetto isolamento, sebbene spesso presa in considerazione, mai fu così esaustivamente attuata prima. Infatti la frequenza della sua presenza tra i pensieri degli uomini dimostra la portata della sua influenza sulla loro empatia, mentre il fatto che nessun tentativo di dar corpo al concetto fosse stato esperito serve a provare la difficoltà di assumersi un tale impegno. Ma la vera storia di Selkirk nel 1771, con la formidabile impressione che allora fece all'opinione pubblica, bastò a infondere in Defoe sia il coraggio necessario per la sua opera, sia la totale fiducia nel suo successo. Quanto meraviglioso è stato il risultato! »

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un classico così così

    Essendo amante dei romanzi d'avventura, mi sono tuffato con piacere nelle tanto decantate peripezie di Robinson Crusoe: soddisfatto? Solo in parte!

    Alcuni brani sono davvero ben descritti, in primis l ...continua

    Essendo amante dei romanzi d'avventura, mi sono tuffato con piacere nelle tanto decantate peripezie di Robinson Crusoe: soddisfatto? Solo in parte!

    Alcuni brani sono davvero ben descritti, in primis le tante descrizioni dell'isola, mentre altri accusano gli effetti del tempo: tutta l'attenzione data all'educazione cristiana di Venerdì, risulta a tratti pesante. E come al solito il finale con il protagonista che trionfa, riuscendo a guadagnare anche un bel po' di quattrini, è immancabile!

    Il secondo libro invece l'ho trovato abbastanza inutile, non vale nemmeno parlarne.

    ha scritto il 

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