Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Robinson Crusoe

Di

Editore: Joybook

3.7
(4279)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Francese , Coreano , Portoghese , Chi semplificata , Galego , Svedese , Polacco , Greco , Norvegese , Olandese , Ceco , Russo , Danese

Isbn-10: 886175242X | Isbn-13: 9788861752429 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure , Travel

Ti piace Robinson Crusoe?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Ero davvero entusiasta di avere finalmente l'occasione di leggere quello che è considerato da molti il capostipite del romanzo moderno, ma si è rivelato essere una terribile delusione.
    Robinson Crusoe ...continua

    Ero davvero entusiasta di avere finalmente l'occasione di leggere quello che è considerato da molti il capostipite del romanzo moderno, ma si è rivelato essere una terribile delusione.
    Robinson Crusoe, naufragato su un'isola apparentemente deserta, trascorre quasi trent'anni in completa solitudine, o quasi, prima di riuscire ad andarsene. Fine. Questo è tutto quello che succede.
    Ai tempi dev'essere stato un romanzo eccezionalmente interessante e avvincente, ma francamente leggere di Robinson che costruisce cose come se niente fosse (cosa abbastanza inverosimile) e alleva capre mi faceva passare la voglia di leggere. Grazie a dio è arrivato Venerdì a movimentare un po' la situazione, anche se ho trovato le ultime pagine completamente inutili, specie la loro spedizione tra le nevi per tornare in Inghilterra.
    Sono felice di averlo letto, ma non è stato come me lo aspettavo.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo romanzo moderno (forse)

    Pubblicato nel 1719, è espressione della nuova borghesia capitalistica nata in Inghilterra. Tutta azione, pochi sentimenti e poca riflessione; descrizioni dettagliate, enumerazioni e misurazioni a ios ...continua

    Pubblicato nel 1719, è espressione della nuova borghesia capitalistica nata in Inghilterra. Tutta azione, pochi sentimenti e poca riflessione; descrizioni dettagliate, enumerazioni e misurazioni a iosa, il romanzo esalta il self-made man che grazie al suo lavoro e alla fede nella Provvidenza, riesce a trarsi anche dalle situazioni più disperate.
    Non mancano accenti razzisti e abbondante violenza sugli animali, problemi che all'epoca non si ponevano.

    Oggi può risultare piuttosto noioso, eppure le vicende di Robinson sull'isola deserta mantengono un certo fascino. Fate voi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo come si deve

    Ai cosiddetti romanzieri dei nostri tempi, andrebbe fatto leggere Robinson Crusoe. Ha tutto quello che è richiesto ad un libro del suo genere: una trama affabile, un personaggio volto all'avventura, v ...continua

    Ai cosiddetti romanzieri dei nostri tempi, andrebbe fatto leggere Robinson Crusoe. Ha tutto quello che è richiesto ad un libro del suo genere: una trama affabile, un personaggio volto all'avventura, vicissitudini sfortunate ma che poi invertono la loro natura, la crescita psicologica/emotiva/morale del protagonista, coprotagonisti leggendari, un'ambientazione favolosa.
    Si legge che è un piacere, un libro che riconcilia con la voglia di leggere, quotidianamente minata da lavori non all'altezza per potersi definire romanzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Conoscevo la storia ma non avevo mai effettivamente letto il libro.
    Un romanzo che può essere letto egualmente leggermente come un libro di avventure o più profondamente come un saggio sulla Natura, l ...continua

    Conoscevo la storia ma non avevo mai effettivamente letto il libro.
    Un romanzo che può essere letto egualmente leggermente come un libro di avventure o più profondamente come un saggio sulla Natura, la Fede e la Vita.
    Considerando che fu scritto nei primi del Settecento e che ovviamente rispecchia la società e le credenze del secolo, oltre al fervido puritanesimo dell'autore, si tratta di una vera rivoluzione letteraria, che segna la nascita del Romanzo d'Avventura.
    Splendido!

    ha scritto il 

  • 0

    Ritorno all'isola di Robinson Crusoe. Trovati resti del rifugio del marinaio

    (Letto da piccola in edizione illustrata.)

    Ci hanno provato con i libri, i film, persino con un terribile reality show: ma la storia di Alexander Selkirk, l'uomo che dal 1704 al 1709 visse da solo un' ...continua

    (Letto da piccola in edizione illustrata.)

    Ci hanno provato con i libri, i film, persino con un terribile reality show: ma la storia di Alexander Selkirk, l'uomo che dal 1704 al 1709 visse da solo un'isola deserta, poteva essere recuperata solo con il sudore, scavando. Autori dell'impresa, prima e unica nel suo genere, sette archeologici provenienti da tutto il mondo, un team internazionale che dal Giappone alla Scozia per anni si è posto la stessa domanda: chi era l'uomo che ha ispirato la storia di Robinson Crusoe? Lo scrittore Daniel Defoe rimase talmente affascinato dalla storia di questo marinaio scozzese che a lui dedicò il suo capolavoro, oggi considerato il primo romanzo moderno della storia perché concentrato sulla vita e il punto di vista di un unico personaggio.

    Il libro dello scrittore britannico venne pubblicato nel 1718 e appena tre anni dopo il vero protagonista morì di febbre gialla. Da allora, complice il successo del romanzo di Defoe, le elaborazioni intorno alla vita di Selkirk si sono sprecate, ma nessuno è mai riuscito a toccare dal vivo i segreti di quei 5 anni di solitudine sulle isole Juan Fernández, arcipelago al largo delle coste del Cile. Almeno fino all'arrivo degli archeologi Daisuke Takahashi, David Caldwell, Iván Cácares, Mauricio Calderón, A. D. Morrsion-Low, Miguel A. Saavedra e Jim Tate.

    "Quando abbiamo cominciato la nostra ricerca non eravamo molto ottimisti - racconta a Repubblica. it David Caldwell, organizzatore della spedizione - Tutto è cominciato grazie all'amicizia tra me e Takahashi, archeologo e scrittore giapponese. Nel 2005 gli ho chiesto se gli andava di seguirmi in questa folle impresa e lui ha risposto: perché no? Due mesi dopo eravamo in partenza per l'isoletta cilena". Caldwell lavora per il National Museum of Scotland, dove è curatore della sezione di archeologia europea e scozzese. La passione per la vita di Selkirk è nata anche dal fatto che il giovane marinaio era scozzese come lui. "Abbiamo cominciato a scavare in un punto che, secondo i nostri calcoli, avrebbe portato a qualcosa di buono - racconta Caldwell - Ho fatto un salto quando sono venuti fuori i resti di una costruzione spagnola della metà del '700. Voleva dire che là c'era qualcosa, dato che in genere le case vengono costruite su terreni già disboscati".

    E infatti, nel cuore della località di Aguas Buenas, c'era il rifugio di Selkirk. I due fuochi che abitualmente utilizzava per cucinare, i resti di ciò che mangiava e della sua capanna, i piccoli oggetti di metallo che usava per cacciare. Il vero Robinson Crusoe uccideva le capre selvatiche dell'isola e con le loro pelli cuciva i vestiti e aveva costruito un piccolo osservatorio per monitorare l'arrivo della nave giusta (ben due vascelli infatti arrivarono e ripartirono dall'isola in quei 5 anni; entrambi erano spagnoli e Selkirk, corsaro scozzese, rinunciò a chiedere aiuto perché sapeva che l'avrebbero torturato).

    Il marinaio 28enne era dunque molto intelligente ma non aveva un buon carattere. Quando nel 1704 si imbarcò sul galeone Cinque Ports, guidato dal comandante Thomas Stradling, si fece subito notare per la sua irrequietezza. Tanto che, approfittando dell'approdo su un'isola sperduta per fare provviste, il capitano pensò bene di lasciarlo lì, augurandogli vita brevissima. Selkirk portò con sé un moschetto, della polvere da sparo, alcuni strumenti da falegname, un coltello, una Bibbia e i suoi vestiti, e riuscì a sopravvivere fino al 1709, anno in cui la nave corsara Duke lo trasse in salvo. "Bisogna dire, però - spiega - che se c'era un posto ideale dove restare da soli per anni, quello era l'arcipelago Juan Fernández: tanta acqua, frutta, verdure, capre selvatiche, pesce. Per Alexander Selkirk sopravvivere non è stato poi così difficile". Salvo il fattore solitudine. Il giovane marinaio infatti non solo soffrì per la mancanza di altri esseri umani ma si ammalò di depressione e accusò un gran senso di rimorso per il comportamento tenuto in passato.

    Quando William Dampier e il suo equipaggio approdarono sull'isola - oggi ribattezzata Robinson Crusoe, mentre quella accanto è stata chiamata proprio Alexander Selkirk - lo scozzese si sentì così felice che uccise in onore dei marinai due capre al giorno, fino al momento della partenza. Una volta a casa non rinunciò a navigare e morì prestando servizio come ufficiale di bordo. La sua salma, invece che sottoterra, venne gettata lungo la costa occidentale dell'Africa: il posto giusto per una vita che, come il mare, simboleggia tutto ciò che ci affascina e ci spaventa. [SARA FICOCELLI, 31 ottobre 2008]

    ha scritto il 

  • 5

    LA NECESSITA' AGUZZA L'INGEGNO!

    Il titolo originale, per esteso, di questo bellissimo classico della letteratura inglese, datato 1719, è: “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe, of York, Mariner”.
    Ed infatti ...continua

    Il titolo originale, per esteso, di questo bellissimo classico della letteratura inglese, datato 1719, è: “The Life and Strange Surprising Adventures of Robinson Crusoe, of York, Mariner”.
    Ed infatti proprio di “Strange Surprising Adventures” si tratta, che rendono la lettura di quest’opera tutt’altro che noiosa, come invece, di primo acchito si potrebbe pensare, sapendo che Robinson Crusoe è, per lo più, la storia di un naufrago che si trova a dover sopravvivere in un ambiente incontaminato dall’uomo.
    La necessità aguzza l’ingegno del nostro personaggio principale portandolo, non solo alla ricerca dei mezzi necessari per la sua sussistenza, ma anche ad una serie di riflessioni introspettive riguardanti il ruolo della Provvidenza negli eventi che segnano le vicende umane. La misteriosa necessità di una mano ultraterrena, che guida ed ordina le linee narrative delle nostre esistenze, intrecciandole tra loro in modo da formare un complesso piano storico, diventa il riferimento principale dell’indagine filosofico-teologica di Crusoe; a mostrare come là dove vi è sofferenza e smarrimento vi è la ricerca di risposte a domande che la ragione pone ma, alle quali, solo la fede può rispondere.
    Questo scritto però, tra le altre cose, è, a mio avviso, anche un vero e proprio invito alla temperanza, come è possibile dedurre sin dal principio della lettura, nelle parole del saggio padre di Crusoe. Un invito, dunque, a non strafare, a non voler necessariamente cercare grandi obbiettivi, che possono essere al di sopra delle nostre possibilità, e il cui tentativo di raggiungerli potrebbe condurci ad un clamoroso naufragio.
    Un testo quindi che può essere letto su diversi piani interpretativi, come solo le più grandi opere possono esserlo.
    Bellissimo!

    ha scritto il 

  • 3

    Un viaggio a ritroso...

    Un uomo che si trova a causa di un naufragio, su un'isola deserta..
    Il fascino di questo libro consiste nel racconto particolareggiato delle difficoltà iniziali del protagonista, ma anche della sua no ...continua

    Un uomo che si trova a causa di un naufragio, su un'isola deserta..
    Il fascino di questo libro consiste nel racconto particolareggiato delle difficoltà iniziali del protagonista, ma anche della sua notevole capacità di adattamento a uno stile di vita primitivo e non consueto. Il protagonista compie perciò un viaggio a ritroso: dalla civiltà all'essere privo di tutto...
    In questa condizione inizia per lui la lotta per la sopravvivenza, la costruzione di ciotole per nutrirsi, una capanna per riparo e il procacciarsi del cibo in maniera primitiva...
    L'incontro con Venerdì lo riporta però a un ruolo dominante, di precettore, di insegnante, lo riconduce alla convinzione, di essere lui il civilizzatore, perchè proveniente comunque da una civiltà civile e civilizzatrice...
    Da leggere o rileggere con passione.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

Ordina per