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Robot 54

Rivista di fantascienza - Giugno 2008

Di ,,,,,,

Editore: Delos Books

3.6
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8895724240 | Isbn-13: 9788895724249 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Vittorio Curtoni

Genere: Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
«Il ruolo della fantascienza è aprire la mente e preparare al futuro. I politici dovrebbero leggere solo fantascienza.» Arthur C. Clarke

Il 2008 è l'anno del ritorno di Indiana Jones. Marco Spagnoli era presente a Cannes alla presentazione del film e ha intervistato per Robot uno dei tre grandi artefici di questa icona moderna, e mito di suo, il regista Steven Spielberg.
E mentre in tutto il mondo si celebra il quarto film della serie, in un negozietto di dvd di una via secondaria il protagonista del racconto di Tim Pratt premio Hugo 2007, Sogni Impossibili, trova una copia di I predatori dell'arca perduta con Tom Selleck nella parte di Indiana Jones. Ma non solo: come in un episodio di Ai confini della realtà si ritrova davanti a tanti film impossibili. E potrebbe essere uscito da Ai confini della realtà, o dalla penna di Clifford Simak, il racconto d'epoca di L.R. Johannis Tre terrestri e un marziano. Solo Benjamin Rosenbaum invece, con la sua unica vena cosmica surreale, avrebbe potuto descrivere La casa oltre il cielo, finalista al premio Hugo 2007. Una casa fuori dalla realtà come quella di Zia Elise descritta dal nuovo astro del genere gotico Thomas Ligotti.
Parlando di astri, uno tra i più luminosi si è spento da poco: Arthur C. Clarke. E uno risplende sempre di più nel mondo dell'arte fantastica: è quello di Maurizio Manzieri.
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  • 4

    Altro Robot riletto in recupero. Mi ha fatto scoprire un Tonani un po' più vicino alle mie corde, ma ancora non riesco ad apprezzare l'autore. La sezione narrativa di questo numero mi è piaciuta più degli altri recensiti finora, con "Le vigilie di Natale della zia Elise", "Duello sull'Atlantico" ...continua

    Altro Robot riletto in recupero. Mi ha fatto scoprire un Tonani un po' più vicino alle mie corde, ma ancora non riesco ad apprezzare l'autore. La sezione narrativa di questo numero mi è piaciuta più degli altri recensiti finora, con "Le vigilie di Natale della zia Elise", "Duello sull'Atlantico" e "Tre terrestri e un marziano" che mi sono decisamente piaciuti, in particolare l'ultimo. Per le rubriche a mio parere merita citare ancora un buon Evangelisti in critica cinematografica, la seconda parte su Fruttero e Lucentini a cura di Lippi e un breve excursus sugli anime giapponesi dagli anni '80 in avanti.

    ha scritto il 

  • 2

    Un numero con buoni contenuti questo 54 di Robot anche se non particolarmente memorabile. Tolti i pezzi giornalistico/saggistici - che interviste alle star del cinema a parte sono sempre interessanti - la parte narrativa soffre forse la mancanza di un vero pezzo forte.
    Tra le varie proposte ...continua

    Un numero con buoni contenuti questo 54 di Robot anche se non particolarmente memorabile. Tolti i pezzi giornalistico/saggistici - che interviste alle star del cinema a parte sono sempre interessanti - la parte narrativa soffre forse la mancanza di un vero pezzo forte.
    Tra le varie proposte del volume il racconto che più mi ha colpito è probabilmente Tre terrestri e un marziano di L.R. Johannis recuperato e pubblicato grazie al pregevole sforzo che Vittorio Catani dedica alla riscoperta della fantascienza italiana del tempo che fu. Certo, il racconto sorprende più per la sua curiosa natura di buon-racconto-anglosassone-d'epoca-scritto-da-un-italiano che per le sue qualità intrinseche, ma a volte tocca accontentarsi.
    Del resto sono piacevoli anche Sogni Impossibili di Tim Pratt e La casa oltre il cielo di Benjamin Rosenbaum con il loro rivisitare in chiave moderna dei classici temi fantascientifici (il negozio magico, il magazzino dei mondi). Degli altri racconti presenti quello di Giuseppe De Micheli nonostante pecchi di qualche ingenuità è comunque interessante (probabilmente più per i risvolti storici che per quelli fantascientifici) mentre quello del russo Oleg Ovchinnikov soffre di un'idea un po' troppo abusata per risultare davvero memorabile.
    Al sottoscritto non sono invece piaciuti né Cardanica di Dario Tonani (letteralmente indigesto, e poi pretende un po' troppo dalla mia sospensione d'incredulità), né Le vigilie di Natale della zia Elise di Thomas Ligotti che ho trovato oltremodo pretenzioso e stucchevole.
    Ah… una nota a parte merita Valerio Evangelisti: forse sono l'unico a lamentarsene ma trovo i suoi pezzi cinefobici davvero insopportabili.

    iguana blog: http://iguanajo.blogspot.com/2009/03/rapporto-letture-febbraio-2009.html

    ha scritto il