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Rock Springs

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Editeur: Seuil

4.0
(192)

Language:Français | Number of pages: 352 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , German

Isbn-10: 2020622203 | Isbn-13: 9782020622202 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature

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Description du livre
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  • 4

    Due orizzonti

    Una raccolta di racconti che ha al centro il medesimo universo descritto da Carver, con la differenza che la scelta stilistica di Richard Ford pur non allontanandosi molto dal territorio minimalista ( ...continuer

    Una raccolta di racconti che ha al centro il medesimo universo descritto da Carver, con la differenza che la scelta stilistica di Richard Ford pur non allontanandosi molto dal territorio minimalista (penso a certe suggestioni evocate dal “non detto” dei dialoghi, all'attenzione per cose o situazioni utilizzata per avvertire il lettore dell'importanza del momento), si caratterizza per una scrittura più “piena”, ricca di aggettivi, e forse per una una maggior attenzione alla morale, all'aspetto etico dei comportamenti dei personaggio (anche se non in tutti i racconti).Si parla di vinti, di quelli che vivono ai margini, personaggi che trascinano le loro esistenze da un punto all'altro dell'America senza avere una prospettiva concreta, proponendosi un orizzonte che è quello di una vita diversa, la speranza che il nuovo sia qualcosa di meglio del nulla che stringono ora nei pugni. Questo però è l'orizzonte che raccontano agli altri, una prospettiva di facciata, bella da dire ma impossibile da raggiungere. In realtà il loro sguardo è rivolto a un orizzonte molto meno lontano, al cambiare per sopravvivere, al mettere insieme un giorno dopo l'altro.
    I personaggi di Rock Springs vanno, sono in continuo movimento, fuggono dalla povertà pur essendo consapevoli che ciò che li attende non sarà molto diverso da quello che lasciano. Da qui nasce la tragedia delle loro vite, dal loro essere disincantati, dal fatto che non credono più ai sogni che si raccontano.
    “Racconti commoventi e spiritosi”, sono definiti nella quarta di copertina. Ecco, in Rock Springs io di spiritoso ci vedo ben poco. Ci leggo piuttosto una grande attenzione all'uomo, descritto nella sua nudità, senza pietismo, senza tacerne i vizi e le cattiverie ma non per questo ignorando quella luce in fondo al tunnel che Ford è maestro nel saper cogliere.
    Al disincanto del protagonista di Rock Springs, il racconto che da il titolo alla raccolta
    Non so cosa ci fosse tra noi due. La stessa corrente ci aveva fatto arenare sulla spiaggia: stringi stringi, forse era soltanto questo.E poi, più avanti: c'era sempre un divario tra il progetto e quello che accadeva, e io non facevo altro che reagire alle cose che mi capitavano e sperare di non mettermi nei guai. Agli occhi della legge ero un criminale. Ma io la pensavo diversamente, sempre come se non fossi un criminale e non avessi alcuna intenzione di diventarlo, che era la verità. […] E io pativo le pene dell'inferno per i miei atti che erano spesso gli atti di un criminale, e per le mie idee, che non erano meno buone dell'oro che stavano estraendo là dove sfolgoravano quelle luci abbacinanti
    alla consapevolezza dei personaggi dell'inutilità degli sforzi per uscire dal pantano
    la risposta è la vita, – scrive Ford in Great Falls, – la mediocrità della vita, una freddezza che c'è in ognuno di noi, un'impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più né meno come animali che si'incontrino per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio
    a una specie di anestesia dei sentimenti ben rappresentata da questo dialogo in Amore
    “Cosa pensi ogni sera, quando vieni a letto con me?”
    “Penso solo ecco un altro giorno che se n'è andato

    alla solitudine
    Non volevo pensare solo a me. Mi rendevo conto, in realtà, che era tutto quello che avevo fatto sempre, e forse tutto quello che si poteva fare, e comunque una cosa che ti riempiva di amarezza, di solitudine e di scoraggiamento. – dice il giovane George, protagonista di Figli
    e alla sensazione di esclusione
    A cos'ero buono io? Cosa c'era di terribile in me? Qual era il mio lato migliore? – è sempre George che parla – […] Il mondo esterno era un luogo che non sembrava nemmeno esistere, un luogo deserto dove potevi stare a lungo senza mai trovare una cosa che ammiravi o che amavi o speravi di serbare. E in quel luogo noi passavamo inosservati: tutt'e due.
    fanno da contraltare la fragilità, il tentativo di approcciare sentimenti come l'amore, pur non avendo gli strumenti migliori per farlo
    Sapevo cos'era l'amore e sapevo di che si trattava. – dice Russell in Great Falls – Si trattava di non inguaiarsi e di non inguaiare nessuno. Si trattava di non lasciare una donna per il pensiero di un'altra. Si trattava di non essere mai in quel posto dove dicevi che non saresti stato mai. E si trattava di non essere mai solo. Mai. Mai.
    o l'aspirazione a una vita normale o la ricerca di empatia, il bisogno di essere accettati, come Les in La preda
    E pensavo a quella storia della fiducia. Che sarei sempre stato pronto a mentire, se le mie menzogne avessero risparmiato a qualcuno dell'infelicità. Questo era facile. E che preferivo che una persona non si fidasse di me, piuttosto che esserle antipatico. […] Che potevi ragionevolmente prevedere quello che avrei fatto: che non avrei commesso, per esempio, una malvagità; che potevi contare sul fatto che avrei rischiato la vita, per te, se avessi saputo che era abbastanza importante.

    Una persona è molto di più di quello che fa, sembra dirci Richard Ford, perché nell'animo umano coesistono forze uguali e contrarie e riuscire a definire un individuo nella sua globalità è impresa affatto semplice.
    “Sono egoista” disse Sterling. “Lo sono sempre stato. Sono capace di mentire, rubare, imbrogliare.”
    Lois gli battè una mano sulla spalla. “Sei anche generoso, però”

    (Fuochi artificiali)

    dit le 

  • 4

    Solitudine, desolazione, uomini e donne che vivono gomito a gomito ma che non sanno più comunicare, famiglie che si disgregano, vite che annaspano alla ricerca di un’alternativa, di un’occasione, di u ...continuer

    Solitudine, desolazione, uomini e donne che vivono gomito a gomito ma che non sanno più comunicare, famiglie che si disgregano, vite che annaspano alla ricerca di un’alternativa, di un’occasione, di un futuro migliore, senza riuscire a trovarla.
    Ford è bravo e questi racconti sono molto belli, ma tristi, amari.

    "è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c'è in ognuno di noi, un'impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più e né meno come animali che si incontrino per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio."

    dit le 

  • 4

    Western al contrario

    E' il mio primo Ford, e dalla lettura di queste shorts del 1987 posso comprendere le ragioni del successo dei suoi romanzi. Storie ambientate in un West desolato, e colpito anche da una delle ricorren ...continuer

    E' il mio primo Ford, e dalla lettura di queste shorts del 1987 posso comprendere le ragioni del successo dei suoi romanzi. Storie ambientate in un West desolato, e colpito anche da una delle ricorrenti recessioni americane, che mandano a rotoli vite, famiglie, formazioni e speranze. Si potrebbe dire che Ford (con qualche sentenziosità in più rispetto a un Carver del confinante Oregon) mette in scena un western al contrario: ci sono i paesaggi sconfinati, la natura incombente, la linea lontana delle Montagne Rocciose che insieme delimita un mondo e ne annuncia un altro, le fonti del Missouri, che proseguirà per migliaia di km verso sud, seguito dall'imprescrutabile migrazione delle oche canadesi, e giovani cow-boy che si atteggiano da adulti, e i loro padri che non sembrano davvero mai cresciuti; ma le madri se ne vanno senza un perché, e lo stesso fanno le figlie (poche, invero, ché si tratta di racconti molto maschili) e nessuno sa perdonare - al limite, ci si sopporta per un po' -. Sembra quasi che, una volta venuto meno il mito della Frontiera e del progresso infinito, di cui gli USA pretendono sempre di alimentarsi, la Natura riprenda il sopravvento, e non resti nulla si sicuro, né la famiglia, né la comunità, né la propria idea di sé stessi; resta solo una paura fottuta, e la "mediocrità della vita", in cui gli incontri fra le persone riproducono "né più né meno" quelli fra animali: "guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio".

    dit le 

  • 2

    Troppo americano

    Fatica tanta e non solo mia ma anche dei personaggi che faticano ad andare avanti tra desolazione, solitudine e incomunicabilità.

    dit le 

  • 5

    I cieli infiniti del Montana, i vasti spazi dell'America e tante storie di abbandoni, solitudini, momenti in cui si stanno rimettendo insieme i pezzi di una vita raffazzonata andata un po' a catafasci ...continuer

    I cieli infiniti del Montana, i vasti spazi dell'America e tante storie di abbandoni, solitudini, momenti in cui si stanno rimettendo insieme i pezzi di una vita raffazzonata andata un po' a catafascio. I protagonisti di questa antologia sono persone infelici, zoppicanti, ferite, malinconiche, che stanno provando a tirarsi su. Non sanno dove andranno e come faranno, ma ci provano.
    Sono racconti bellissimi e profondamente struggenti, piccole gemme che parlano di bellezza e di squallore, di punti di partenza da cui ricominciare. Mi ha ricordato il miglior Carver.

    dit le 

  • 2

    meglio i suoi romanzi!

    Già è difficile, in linea generale, apprezzare i racconti (che, essendo brevi romanzi, o sono davvero compiuti, o sembrano aborti); già è abbastanza duro Richard Ford di suo verso la società americana ...continuer

    Già è difficile, in linea generale, apprezzare i racconti (che, essendo brevi romanzi, o sono davvero compiuti, o sembrano aborti); già è abbastanza duro Richard Ford di suo verso la società americana a cui appartiene (peggio di Delillo e Franzen messi assieme),.. quindi, lasciate perdere questi racconti, che hanno in sé poco "spring" (primavera) e molto, direi TROPPO "rock" (scoglio, pietra dura). convinti?

    dit le 

  • 3

    “Sogni mai che uno che conosci ti porta dentro un fiume e proprio quando l’acqua ti arriva alle ginocchia metti il piede in una buca e vai sotto? Poi salti su nel sonno, tanto grande è la paura?”. Die ...continuer

    “Sogni mai che uno che conosci ti porta dentro un fiume e proprio quando l’acqua ti arriva alle ginocchia metti il piede in una buca e vai sotto? Poi salti su nel sonno, tanto grande è la paura?”. Dieci storie per la mia prima lettura di Richard Ford. Dieci storie dell’America rurale, per lo più Montana, da Rock Springs – un’ignobile città piena di delitti e di puttane e di delusioni, il posto dove una donna mi aveva abbandonato - a Spokane, da Victory a Havre, a Great Falls. Nomi che dicono poco o nulla ma che raccontano di un’America di agenti immobiliari, ferrovieri, addetti a basi militari, allevatori, vagabondi, ladri d’auto. Mi ero trovato una buona macchina, una Mercedes color mirtillo rubata nel parcheggio di un oftalmologo a Whitefish, nel Montana.
    Sono storie di famiglie disgregate, di coppie scoppiate, di figli abbandonati, di amanti occasionali, di ex mariti o ex mogli che ricompaiono dopo tanto tempo e ovviamente trovano il loro posto occupato.
    …è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c’è in ognuno di noi, un’impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più né meno come animali che s’incontrano per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio.
    Credo che questa lunga frase del protagonista del racconto Great Falls, un uomo che decenni dopo ripercorre la storia della sua famiglia che si è spaccata quando lui era tredicenne, sintetizzi bene lo spirito di questa raccolta di racconti, pubblicati la prima volta nel 1987. Di mezzo ci sono sempre ragazzi, che diventeranno grandi e ripeteranno gli stessi errori dei loro genitori.
    E quanti anni avevo, allora? Sedici. A sedici sei un ragazzo, ma puoi anche essere un adulto. Oggi ne ho quarantuno, e penso a quel tempo senza rimpianti, anche se io e mia madre in quel modo non parlammo mai più, e io non ho sentito la sua voce già da molto, molto tempo.
    Libro propedeutico alla lettura dei romanzi del pluripremiato Ford. L’ultimo pubblicato, Canada, è già lì che attende.

    dit le 

  • 3

    “un confine tra due nulla”

    Leggere Rock Springs subito dopo Natura morta con picchio di Tom Robbins è stato come precipitare e schiantarsi al suolo, come risvegliarsi con un terribile mal di testa dopo una sbronza.
    Solitudini c ...continuer

    Leggere Rock Springs subito dopo Natura morta con picchio di Tom Robbins è stato come precipitare e schiantarsi al suolo, come risvegliarsi con un terribile mal di testa dopo una sbronza.
    Solitudini che vivono gomito a gomito e che non si incontrano mai. Abbandoni. Sconfitte. Disperazioni. Fallimenti. Vite che annaspano alla ricerca di un’alternativa, di un’occasione, di un futuro, senza trovarla. Quanto dolore!

    "...è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c'è in ognuno di noi, un'impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più e né meno come animali che si incontrino per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio."

    Pessimista o realista? In ogni caso angosciante.
    Mi serve subito un abbraccio consolatorio.

    http://www.youtube.com/watch?v=axDrdNoTSzg

    dit le