Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Rock Springs

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(181)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8807816830 | Isbn-13: 9788807816833 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: V. Mantovani

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Rock Springs?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Un Montana freddo e inospitale, dove le miniere di carbone si sono esaurite,il boom immobiliare è solo un ricordo e trattori solitari vagano nell'ombradella sera. In questo luogo, così lontano dalle luci di New York, Richard Fordambienta storie di persone comuni sorprese in quell'attimo di stupitasospensione che precede un mutamento decisivo, in dieci racconti che sonoinsieme lirici e realistici, commoventi e spiritosi.
Ordina per
  • 5

    I cieli infiniti del Montana, i vasti spazi dell'America e tante storie di abbandoni, solitudini, momenti in cui si stanno rimettendo insieme i pezzi di una vita raffazzonata andata un po' a catafascio. I protagonisti di questa antologia sono persone infelici, zoppicanti, ferite, malinconiche, ch ...continua

    I cieli infiniti del Montana, i vasti spazi dell'America e tante storie di abbandoni, solitudini, momenti in cui si stanno rimettendo insieme i pezzi di una vita raffazzonata andata un po' a catafascio. I protagonisti di questa antologia sono persone infelici, zoppicanti, ferite, malinconiche, che stanno provando a tirarsi su. Non sanno dove andranno e come faranno, ma ci provano.
    Sono racconti bellissimi e profondamente struggenti, piccole gemme che parlano di bellezza e di squallore, di punti di partenza da cui ricominciare. Mi ha ricordato il miglior Carver.

    ha scritto il 

  • 2

    meglio i suoi romanzi!

    Già è difficile, in linea generale, apprezzare i racconti (che, essendo brevi romanzi, o sono davvero compiuti, o sembrano aborti); già è abbastanza duro Richard Ford di suo verso la società americana a cui appartiene (peggio di Delillo e Franzen messi assieme),.. quindi, lasciate perdere questi ...continua

    Già è difficile, in linea generale, apprezzare i racconti (che, essendo brevi romanzi, o sono davvero compiuti, o sembrano aborti); già è abbastanza duro Richard Ford di suo verso la società americana a cui appartiene (peggio di Delillo e Franzen messi assieme),.. quindi, lasciate perdere questi racconti, che hanno in sé poco "spring" (primavera) e molto, direi TROPPO "rock" (scoglio, pietra dura). convinti?

    ha scritto il 

  • 3

    “Sogni mai che uno che conosci ti porta dentro un fiume e proprio quando l’acqua ti arriva alle ginocchia metti il piede in una buca e vai sotto? Poi salti su nel sonno, tanto grande è la paura?”. Dieci storie per la mia prima lettura di Richard Ford. Dieci storie dell’America rurale, per ...continua

    “Sogni mai che uno che conosci ti porta dentro un fiume e proprio quando l’acqua ti arriva alle ginocchia metti il piede in una buca e vai sotto? Poi salti su nel sonno, tanto grande è la paura?”. Dieci storie per la mia prima lettura di Richard Ford. Dieci storie dell’America rurale, per lo più Montana, da Rock Springs – un’ignobile città piena di delitti e di puttane e di delusioni, il posto dove una donna mi aveva abbandonato - a Spokane, da Victory a Havre, a Great Falls. Nomi che dicono poco o nulla ma che raccontano di un’America di agenti immobiliari, ferrovieri, addetti a basi militari, allevatori, vagabondi, ladri d’auto. Mi ero trovato una buona macchina, una Mercedes color mirtillo rubata nel parcheggio di un oftalmologo a Whitefish, nel Montana.
    Sono storie di famiglie disgregate, di coppie scoppiate, di figli abbandonati, di amanti occasionali, di ex mariti o ex mogli che ricompaiono dopo tanto tempo e ovviamente trovano il loro posto occupato.
    …è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c’è in ognuno di noi, un’impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più né meno come animali che s’incontrano per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio.
    Credo che questa lunga frase del protagonista del racconto Great Falls, un uomo che decenni dopo ripercorre la storia della sua famiglia che si è spaccata quando lui era tredicenne, sintetizzi bene lo spirito di questa raccolta di racconti, pubblicati la prima volta nel 1987. Di mezzo ci sono sempre ragazzi, che diventeranno grandi e ripeteranno gli stessi errori dei loro genitori.
    E quanti anni avevo, allora? Sedici. A sedici sei un ragazzo, ma puoi anche essere un adulto. Oggi ne ho quarantuno, e penso a quel tempo senza rimpianti, anche se io e mia madre in quel modo non parlammo mai più, e io non ho sentito la sua voce già da molto, molto tempo.
    Libro propedeutico alla lettura dei romanzi del pluripremiato Ford. L’ultimo pubblicato, Canada, è già lì che attende.

    ha scritto il 

  • 3

    “un confine tra due nulla”

    Leggere Rock Springs subito dopo Natura morta con picchio di Tom Robbins è stato come precipitare e schiantarsi al suolo, come risvegliarsi con un terribile mal di testa dopo una sbronza.
    Solitudini che vivono gomito a gomito e che non si incontrano mai. Abbandoni. Sconfitte. ...continua

    Leggere Rock Springs subito dopo Natura morta con picchio di Tom Robbins è stato come precipitare e schiantarsi al suolo, come risvegliarsi con un terribile mal di testa dopo una sbronza.
    Solitudini che vivono gomito a gomito e che non si incontrano mai. Abbandoni. Sconfitte. Disperazioni. Fallimenti. Vite che annaspano alla ricerca di un’alternativa, di un’occasione, di un futuro, senza trovarla. Quanto dolore!

    "...è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c'è in ognuno di noi, un'impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più e né meno come animali che si incontrino per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio."

    Pessimista o realista? In ogni caso angosciante.
    Mi serve subito un abbraccio consolatorio.

    http://www.youtube.com/watch?v=axDrdNoTSzg

    ha scritto il 

  • 5

    ..guardinghi, inesorabili; privi di pazienza e desiderio

    Che sorpresa questo Richard Ford! Di lui avevo letto Sportswriter, molti anni fa. Non ricordo molto se non questa serpeggiante epica minore degli sfigati che trovo anche qui, in questi racconti bellissimi che avevo iniziato un bel pò di tempo fa. Poi li avevo lasciati la perchè troppo belli e vol ...continua

    Che sorpresa questo Richard Ford! Di lui avevo letto Sportswriter, molti anni fa. Non ricordo molto se non questa serpeggiante epica minore degli sfigati che trovo anche qui, in questi racconti bellissimi che avevo iniziato un bel pò di tempo fa. Poi li avevo lasciati la perchè troppo belli e volevo godermeli un po alla volta, ma devo essermelo dimenticato. Grande la meccanica della costruzione di questi racconti.

    Come dice la quarta di copertina, efficacemente ; "..in questi racconti "Richard Ford ambienta storie di persone comuni sorprese in quell'attimo di stupita sospensione che precede un mutamento decisivo,"
    Ford scrive di matrimoni in frantumi, sfiducia tra padri e figli, giocatori d'azzardo della vita sul perpetuo crinale dei perdenti, di cacciatori di oche e anatre, di gente che finisce in prigione, che scappa da qualcosa, che perde il lavoro; storie di uomini senza storia. Gente comune, operai e disoccupati. Gente dai pensieri semplici.
    Le voci narranti sono tutte maschili, tutti dai 25 ai 40 anni. Le donne sono amanti, madri, figlie. Piu che un mondo femminile, si puo osservare come riescano le donne a colpire gli uomini e come riescano ad inserirsi in quell'universo maschile.

    Variazioni per sfumature, a volte impercettibili, un clik dentro di sè, che riconosci, come tue dissolvenze al di la delle vicende narrate, stati d'animo, pensieri fuggevoli, schermate. In fondo, sempre, conosciamo cosi poco le persone che ci vivono accanto.
    "Passò la mano sotto il sedile, trovò una bottiglia di whiskey da mezza pinta, e la tenne in alto, alla luce dei fari della macchina che ci seguiva, per vedere quanta ne restava. Svitò il tappo e bevve un sorso, poi mi tese la bottiglia. "Bevi un sorso, figliolo" disse. "Dovrebbe esserci qualcosa di buono nella vita". E li sentii che c'era qualcosa che non andava, per il tono della sua voce, nella quale c'era qualcosa che non riconobbi e di cui non seppi cogliere l'importanza, anche se ero certo che doveva essere importante"
    (pag 32)

    Ad un certo punto dei racconti, sempre avverti il tracciarsi di una linea, un solco che separa da ogni prima, dagli anni per inerzia dissipati, viene nei momenti meno opportuni a cercarmi e sui piedi s’accuccia. Confonde il suo far finta di niente, sembra dire ignorami, parla pure, fa’ credere che sai il fatto tuo. che alla sconfitta non segue la resa.

    Il racconto Great Falls si conclude con una frase lapidaria: “Anche se forse è, - la risposta - semplice: è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c’è in ognuno di noi, un’impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più e né meno come animali che s’incontrino per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio”
    (pag 44)

    E cosi, ogni racconto si conclude con una considerazione amara di questo tipo.
    Le storie sono tutti di un momento decisivo in una famiglia, o di una relazione tra le persone.
    C'è sempre un punto dove "lui aveva l'espressione di un uomo disperato, di un uomo che non ha nulla da sperare ma, in qualche strano modo, tutto da perdere"
    (pag 135)
    Ecco, questo mi sembra un incipit per i racconti di Ford.

    Queste sono vite che spesso si trovano tra due nulla, in un confine che si apre nel vuoto e senti la vita scorrerti inutilmente accanto. A questo momento Ford ti conduce: alla sensazione improvvisa dove la consuetudine delle cose si spezza, irreversibilmente, e provi quel senso estraneante, di sgomento e perplessità, quando capisci che le cose non saranno più come prima. E là sei in uno spazio senza protezione, in mezzo a due vuoti, comunque ti giri, perduto e, devi ugualmente andare verso quel vuoto o, sedersi ed aspettare. Arrendersi, per poi ricominciare. Ma nei racconti rimani nella rarefazione di quell'istante che si dilata dentro di te e non riesci a levartelo di torno, vischioso e metafisico.

    Molte volte, in quei paesaggi, ti sembra di essere in un quadro di Hopper. C'è molta poesia in questi racconti. Folgorazioni:
    ".. e potevo alzare lo sguardo ai monti bianchi e azzurri. verso la casa di mia madre, e qualche volta vedere le oche che tornavano indietro lungo le loro piste celesti."

    Da queste vite non puoi smontare. Le donne capiscono prima e sono loro a farlo.
    Rubare una Merceds Benz per arrivare in Florida e sembrare uno che ha sfondato nella vita, con una bambina e una donna che non è la madre.
    " Tutti , vedi, dovrebbero avere una possibilità di scelta. Non ti sembra, Earl? Eccomi qua in un deserto dove non conosco nessuno, su una macchina rubata, sotto falso nome in una stanza di un motel, senza un soldo, e con una bambina che non è mia, e con la polizia alle calcagna. E posso scegliere di mollare tutto questo salendo su un autobus. Tu che faresti?
    (pag 26)
    Eppure non lo fa. Quel bastardo è la l'unica speranza di Edna.
    Il racconto finisce così:
    "E mi chiesi, perchè pareva buffo, cos'avresti pensato che uno stesse facendo se l'avessi visto in piena notte guardare dentro i finestrini delle macchine nel parcheggio della Ramada Inn. Avresti forse pensato che stava cercando di schiarirsi le idee? Avresti pensato che cercava di prepararsi a una giornata in cui nuove disgrazie si sarebbero abbattute su di lui? Avresti pensato che la sua ragazza stava per lasciarlo? Avresti pensato che aveva una figlia? Avresti pensato che era uno come te?"
    (pag 28)

    Conciso il suo scrivere, solo apparentemente disadorno e spoglio, ma preciso nell'individuare il dettaglio che importa, anche se non determinante nella storia, srotola il clima in cui vuole sia intuito, la scenario dell'anima che accomuna l'umanità. La compassione, il dolore, la solitudine. E la, a quel punto, ti riconosci. Cose cosi le hai vissute anche tu. Gente la cui vita sta andando a rotoli e che ne vede altra e riconosce che anche la loro sta andando a fondo. Una corale disgregata di un umana resistenza e compassione contro l'accadimento dei fati.

    Harry, il marito la manda a comprare una noce di vitello perchè ha invitato degli amici. Quando torna li trova la seduti. Due donne e un uomo. Colleghi, dice. Poi lei va in cucina, mette su la roba e una delle due donne va di la, con lei, ad aiutarla e la tipa dopo un po le fa:
    " Non so proprio come fai, Nola.
    - Come faccio cosa, Bernie?
    - A permettere che Harry vada con mia sorella, cosi, senza una piega. Io non ci resisterei, se fosse Claude.
    E io non seppi fare altro che voltarmi indietro a guardarla. - Vinona è...cosa?
    Strillavo quel nome, Vinona, Vinona: Strillavo e tenevo in mano una patata bollente. Credo proprio di essere impazzita per un paio di minuti [..]
    Quando smisi di urlare Harry e la sua Vinona infilarono la porta. E doveva ancora arrivare alla macchina quando il cuore gli mancò.

    (pag 128)

    Definizione d'amore:
    “Sapevo cos’era l’amore e sapevo di che si trattava. Si trattava di non inguaiarsi e di non inguaiare nessuno. Si trattava di non lasciare una donna per il pensiero di un’altra. Si trattava di non essere mai in quel posto dove dicevi che non saresti stato mai. E si trattava di non essere mai solo. Mai. Mai”.
    (pag 58)

    Lascio la, per leggerli piu avanti gli ultimi due racconti.

    ha scritto il