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Rock Springs

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(190)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 191 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8807816830 | Isbn-13: 9788807816833 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: V. Mantovani

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un Montana freddo e inospitale, dove le miniere di carbone si sono esaurite,il boom immobiliare è solo un ricordo e trattori solitari vagano nell'ombradella sera. In questo luogo, così lontano dalle luci di New York, Richard Fordambienta storie di persone comuni sorprese in quell'attimo di stupitasospensione che precede un mutamento decisivo, in dieci racconti che sonoinsieme lirici e realistici, commoventi e spiritosi.
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  • 4

    Solitudine, desolazione, uomini e donne che vivono gomito a gomito ma che non sanno più comunicare, famiglie che si disgregano, vite che annaspano alla ricerca di un’alternativa, di un’occasione, di u ...continua

    Solitudine, desolazione, uomini e donne che vivono gomito a gomito ma che non sanno più comunicare, famiglie che si disgregano, vite che annaspano alla ricerca di un’alternativa, di un’occasione, di un futuro migliore, senza riuscire a trovarla.
    Ford è bravo e questi racconti sono molto belli, ma tristi, amari.

    "è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c'è in ognuno di noi, un'impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più e né meno come animali che si incontrino per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio."

    ha scritto il 

  • 4

    Western al contrario

    E' il mio primo Ford, e dalla lettura di queste shorts del 1987 posso comprendere le ragioni del successo dei suoi romanzi. Storie ambientate in un West desolato, e colpito anche da una delle ricorren ...continua

    E' il mio primo Ford, e dalla lettura di queste shorts del 1987 posso comprendere le ragioni del successo dei suoi romanzi. Storie ambientate in un West desolato, e colpito anche da una delle ricorrenti recessioni americane, che mandano a rotoli vite, famiglie, formazioni e speranze. Si potrebbe dire che Ford (con qualche sentenziosità in più rispetto a un Carver del confinante Oregon) mette in scena un western al contrario: ci sono i paesaggi sconfinati, la natura incombente, la linea lontana delle Montagne Rocciose che insieme delimita un mondo e ne annuncia un altro, le fonti del Missouri, che proseguirà per migliaia di km verso sud, seguito dall'imprescrutabile migrazione delle oche canadesi, e giovani cow-boy che si atteggiano da adulti, e i loro padri che non sembrano davvero mai cresciuti; ma le madri se ne vanno senza un perché, e lo stesso fanno le figlie (poche, invero, ché si tratta di racconti molto maschili) e nessuno sa perdonare - al limite, ci si sopporta per un po' -. Sembra quasi che, una volta venuto meno il mito della Frontiera e del progresso infinito, di cui gli USA pretendono sempre di alimentarsi, la Natura riprenda il sopravvento, e non resti nulla si sicuro, né la famiglia, né la comunità, né la propria idea di sé stessi; resta solo una paura fottuta, e la "mediocrità della vita", in cui gli incontri fra le persone riproducono "né più né meno" quelli fra animali: "guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio".

    ha scritto il 

  • 5

    I cieli infiniti del Montana, i vasti spazi dell'America e tante storie di abbandoni, solitudini, momenti in cui si stanno rimettendo insieme i pezzi di una vita raffazzonata andata un po' a catafasci ...continua

    I cieli infiniti del Montana, i vasti spazi dell'America e tante storie di abbandoni, solitudini, momenti in cui si stanno rimettendo insieme i pezzi di una vita raffazzonata andata un po' a catafascio. I protagonisti di questa antologia sono persone infelici, zoppicanti, ferite, malinconiche, che stanno provando a tirarsi su. Non sanno dove andranno e come faranno, ma ci provano.
    Sono racconti bellissimi e profondamente struggenti, piccole gemme che parlano di bellezza e di squallore, di punti di partenza da cui ricominciare. Mi ha ricordato il miglior Carver.

    ha scritto il 

  • 2

    meglio i suoi romanzi!

    Già è difficile, in linea generale, apprezzare i racconti (che, essendo brevi romanzi, o sono davvero compiuti, o sembrano aborti); già è abbastanza duro Richard Ford di suo verso la società americana ...continua

    Già è difficile, in linea generale, apprezzare i racconti (che, essendo brevi romanzi, o sono davvero compiuti, o sembrano aborti); già è abbastanza duro Richard Ford di suo verso la società americana a cui appartiene (peggio di Delillo e Franzen messi assieme),.. quindi, lasciate perdere questi racconti, che hanno in sé poco "spring" (primavera) e molto, direi TROPPO "rock" (scoglio, pietra dura). convinti?

    ha scritto il 

  • 3

    “Sogni mai che uno che conosci ti porta dentro un fiume e proprio quando l’acqua ti arriva alle ginocchia metti il piede in una buca e vai sotto? Poi salti su nel sonno, tanto grande è la paura?”. Die ...continua

    “Sogni mai che uno che conosci ti porta dentro un fiume e proprio quando l’acqua ti arriva alle ginocchia metti il piede in una buca e vai sotto? Poi salti su nel sonno, tanto grande è la paura?”. Dieci storie per la mia prima lettura di Richard Ford. Dieci storie dell’America rurale, per lo più Montana, da Rock Springs – un’ignobile città piena di delitti e di puttane e di delusioni, il posto dove una donna mi aveva abbandonato - a Spokane, da Victory a Havre, a Great Falls. Nomi che dicono poco o nulla ma che raccontano di un’America di agenti immobiliari, ferrovieri, addetti a basi militari, allevatori, vagabondi, ladri d’auto. Mi ero trovato una buona macchina, una Mercedes color mirtillo rubata nel parcheggio di un oftalmologo a Whitefish, nel Montana.
    Sono storie di famiglie disgregate, di coppie scoppiate, di figli abbandonati, di amanti occasionali, di ex mariti o ex mogli che ricompaiono dopo tanto tempo e ovviamente trovano il loro posto occupato.
    …è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c’è in ognuno di noi, un’impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più né meno come animali che s’incontrano per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio.
    Credo che questa lunga frase del protagonista del racconto Great Falls, un uomo che decenni dopo ripercorre la storia della sua famiglia che si è spaccata quando lui era tredicenne, sintetizzi bene lo spirito di questa raccolta di racconti, pubblicati la prima volta nel 1987. Di mezzo ci sono sempre ragazzi, che diventeranno grandi e ripeteranno gli stessi errori dei loro genitori.
    E quanti anni avevo, allora? Sedici. A sedici sei un ragazzo, ma puoi anche essere un adulto. Oggi ne ho quarantuno, e penso a quel tempo senza rimpianti, anche se io e mia madre in quel modo non parlammo mai più, e io non ho sentito la sua voce già da molto, molto tempo.
    Libro propedeutico alla lettura dei romanzi del pluripremiato Ford. L’ultimo pubblicato, Canada, è già lì che attende.

    ha scritto il 

  • 3

    “un confine tra due nulla”

    Leggere Rock Springs subito dopo Natura morta con picchio di Tom Robbins è stato come precipitare e schiantarsi al suolo, come risvegliarsi con un terribile mal di testa dopo una sbronza.
    Solitudini c ...continua

    Leggere Rock Springs subito dopo Natura morta con picchio di Tom Robbins è stato come precipitare e schiantarsi al suolo, come risvegliarsi con un terribile mal di testa dopo una sbronza.
    Solitudini che vivono gomito a gomito e che non si incontrano mai. Abbandoni. Sconfitte. Disperazioni. Fallimenti. Vite che annaspano alla ricerca di un’alternativa, di un’occasione, di un futuro, senza trovarla. Quanto dolore!

    "...è la vita, la mediocrità della vita, una freddezza che c'è in ognuno di noi, un'impotenza che ci porta a fraintendere la vita quando è pura e semplice, che fa sembrare la nostra esistenza un confine tra due nulla, e che ci fa essere né più e né meno come animali che si incontrino per la strada: guardinghi, inesorabili, privi di pazienza e di desiderio."

    Pessimista o realista? In ogni caso angosciante.
    Mi serve subito un abbraccio consolatorio.

    http://www.youtube.com/watch?v=axDrdNoTSzg

    ha scritto il