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Rock e altre contaminazioni

600 album fondamentali per comprendere l'evoluzione e la storia del rock e delle molte contaminazioni dalle quali ha attinto e a cui ha dato vita

Di

Editore: Tuttle

4.1
(43)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000016518 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Christian Zingales , Stefano Bianchi , Roberto Municchi

Genere: Musica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Come sempre in questi casi si puo' essere d'accordo o meno con l'importanza dei dischi in questione, se manca questo o quell'autore, se e' meglio questo o quel disco..... tuttavia il libro ha il merito di porre l'attenzione su autori e gruppi non propio conosciutissimi e se qualcuno vorra' accett ...continua

    Come sempre in questi casi si puo' essere d'accordo o meno con l'importanza dei dischi in questione, se manca questo o quell'autore, se e' meglio questo o quel disco..... tuttavia il libro ha il merito di porre l'attenzione su autori e gruppi non propio conosciutissimi e se qualcuno vorra' accettare la sfida e rimboccarsi le maniche alla ricerca di dischi non proprio di facile reperibilita', di sicuro avra' piacevoli sorprese :-)

    ha scritto il 

  • 3

    Contro: il passare l'introduzione a dire che nell'attuare questa selezione è stato seguito un rigoroso percorso storiografico. Perché ancora una volta il polpettone che tenta di spacciare i gusti di una redazione come illuminati dal cielo? In che modo rispetti la storia quando ti permetti di escl ...continua

    Contro: il passare l'introduzione a dire che nell'attuare questa selezione è stato seguito un rigoroso percorso storiografico. Perché ancora una volta il polpettone che tenta di spacciare i gusti di una redazione come illuminati dal cielo? In che modo rispetti la storia quando ti permetti di escludere dall'elenco dei 600 artisti fondamentali gente come Willie Nelson, Desmond Dekker, Herbie Hancock, Yes, Klaus Schulze, Tangerine Dream, Buzzcocks, Ultravox, Gary Numan, Cars, Sisters Of Mercy, Waterboys, Ryuichi Sakamoto, Mercury Rev, Legendary Pink Dots, Pulp, Suede, Luke Vibert, Squarepusher e praticamente il 99% del pop-rock giapponese e di quello brasiliano? Pro: 1. molti dischi rarissimi trovano spazio, mentre qualsiasi altra rivista italiana l'avrebbe negato loro, 2. rappresenta un notevole slancio di ricerca e divulgazione. L'ultimo degno del periodo migliore di Blow Up, rivista che nel passato ha avuto il merito di essere l'unica in Italia (e una delle poche al mondo) a trattare alcune fra le nicchie musicali più sotterranee. Oggi sì è purtroppo appiattita sui gusti dell'indie-snob medio e risulta grassa di recensioni che fanno rimpiangere la supercazzola.

    ha scritto il 

  • 4

    Solo per blowuppers convinti, dato che di questi 600 album solo un centinaio sono quelli effettivamente fondamentali per l'uomo della strada. Ma se riuscite ad entrare nella forma mentis di uno Stefano Isidoro Bianchi - sorta di Enrico Ghezzi al cubo in area musicale - comprenderete ed anzi innal ...continua

    Solo per blowuppers convinti, dato che di questi 600 album solo un centinaio sono quelli effettivamente fondamentali per l'uomo della strada. Ma se riuscite ad entrare nella forma mentis di uno Stefano Isidoro Bianchi - sorta di Enrico Ghezzi al cubo in area musicale - comprenderete ed anzi innalzerete un hallelujah agli AMM, o ai Litter inseriti tra la Jimi Hendrix Experience ed i Love; e non scomoderete un ampio campionario di santi quando, per dare le coordinate di un artista misconosciuto, il recensore ne tirerà fuori altri dieci ugualmente misconosciuti, lasciandovi di fatto nelle secche dell'ignoranza in cui vi aveva trovati.

    Ah: ovviamente, reperire album del genere è impresa proibitiva. Postepay (o muletto) alla mano, quindi, poiché il 99% di questa roba non è rintracciabile nel negozietto di Busto Arsizio.

    ha scritto il 

  • 5

    se alcune schede sono scritte in modo davvero snob, è comunque vero che una lista di "dischi essenziali" così avanguardista e variegata è una gemma in mezzo al letame della cosiddetta letteratura musicale, e di parecchie spanne superiori a pubblicazioni che - pur con intenti simili - hanno raggiu ...continua

    se alcune schede sono scritte in modo davvero snob, è comunque vero che una lista di "dischi essenziali" così avanguardista e variegata è una gemma in mezzo al letame della cosiddetta letteratura musicale, e di parecchie spanne superiori a pubblicazioni che - pur con intenti simili - hanno raggiunto risultati un pochino diversi (e.g. i 500 dischi di rolling stone). forse troppo risalto è dato a certa elettronica e troppo poco al metal, ma, considerando l'inutilità del disquisire sulle omissioni, è bene accontentarsi (e rallegrarsi) della bontà di ciò che, invece, è stato incluso. chapeau.

    ha scritto il