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Rollback

Urania 1563

Di

Editore: A. Mondadori (Urania)

3.7
(112)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000083062 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Dario Rivarossa

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Trentotto anni fa, nel 2010, arriva il primo radiosegnale intelligibile dallo spazio. A decifrarlo è soprattutto Sarah Halifax, ora un’anziana signora di ottant’anni. Ma le sue conoscenze sono così preziose che il milionario Cody McGavin decide valga la pena di finanziarne il ringiovanimento. Anche Don, marito di Sarah, viene ringiovanito, e anzi il procedimento funziona solo su di lui. Sarah si ritrova, vecchia e provata, di fronte a una doppia sfida: vedere la fine di un solido legame personale e sciogliere il dubbio del secondo segnale in arrivo dallo spazio. La risposta degli altri.
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  • 4

    Cominciamo con i difetti: sconsigliato a chi ricerca la precisione e la credibilità nel campo della biologia. Piuttosto ingenuo e semplicistico nella visione del mondo, come spesso capita con Sawyer, ma d'altra parte i personaggi sono credibili e la storia è appassionante e commovente, se si ries ...continua

    Cominciamo con i difetti: sconsigliato a chi ricerca la precisione e la credibilità nel campo della biologia. Piuttosto ingenuo e semplicistico nella visione del mondo, come spesso capita con Sawyer, ma d'altra parte i personaggi sono credibili e la storia è appassionante e commovente, se si riesce a mantenere la sospensione dell'incredulità.

    ha scritto il 

  • 4

    Temevo peggio, dai commenti letti in giro, ma è il solito logorroico Sawyer.
    Lo spunto dato dal messaggio con una popolazione aliena è solo il trampolino per discussioni più o meno profonde sulla fisica, sull'etica e sulla capacità umana di adattarsi alla modifica dell'ambiente e della soci ...continua

    Temevo peggio, dai commenti letti in giro, ma è il solito logorroico Sawyer.
    Lo spunto dato dal messaggio con una popolazione aliena è solo il trampolino per discussioni più o meno profonde sulla fisica, sull'etica e sulla capacità umana di adattarsi alla modifica dell'ambiente e della società.

    Noioso sicuramente per chi non capisce gli argomenti trattati, scorre via veloce se chi legge ha gli imput adatti e sa di cosa si sta parlando.
    Tanti i riferimenti "storici" alla prima giovinezza del protagonista (ovvero quelli della mia generazione), che essendo ancora attuali sembrano poco fantascientifici, molto meno che ambientazioni futuribili di altri romanzi... ma forse è anche questa poca evoluzione tecnologica a risltare più credibile di altre.

    Non so quanto la Mondandori abbia stagliuzzato questo romanzo, ma il traduttore a volte mostra la corda.
    Certe frasi suonano giuste se ripensate in inglese alcuni modi di dire, non rielaborati con terminologia nostrana, suonano assurdi.

    Nel complesso interessante, ma (come per "Flashforward") non per tutti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    niente di che

    se da una parte l'idea è interessante ed il colloquio a distanza con i Draconiani è potenzialmente interessante, ad un certo punto l'autore prende la tangente e diventa veramente difficile seguirlo senza sorridere. La metodologia immaginata per fare ringiovanire fino a 25 anni spaccati non può ch ...continua

    se da una parte l'idea è interessante ed il colloquio a distanza con i Draconiani è potenzialmente interessante, ad un certo punto l'autore prende la tangente e diventa veramente difficile seguirlo senza sorridere. La metodologia immaginata per fare ringiovanire fino a 25 anni spaccati non può che lasciare perplesso chi come me lavora su tematiche molecolari. Lo avrei perdonato alla SF anni '50 ma non ad un autore contemporaneo.
    La pensata poi degli ET di inviare i progetti per sintetizzare dei loro cuccioli qui sulla Terra ... beh ... è sicuramente divertente. Il problema è che l'autore non usa questo come una boutade ma circostanzia questa richiesta in modo serio ma alquanto illogico.
    Detto questo, il libro si legge agevolmentee non annoia. I due punti di cui sopra però per me sono peccati capitali.

    ha scritto il 

  • 3

    C'era mica una canzone di Vasco che diceva Rewind...

    ...ma era tutta una altra cosa, mi sa.
    Poca fantascienza, molta bioetica e filosofia dell'invecchiare e dell'immortalità fisica e dell'immortalità dell'anima ecc. ecc. Bho, non so forse 2 stelle e 1/2 ...
    E poi andrebbe bene non invecchiare mai? Ma...?

    ha scritto il 

  • 2

    Mah...
    Comincia bene, si legge decentemente, ma finisce molto male.
    Il tema portante è solido, così come le idee di contorno, e lo svolgimento è abbastanza buono. L'unico appunto che mi sento di fare è che l'autore ha la tendenza a non arrivare mai dritto al punto, ma procede "a spira ...continua

    Mah...
    Comincia bene, si legge decentemente, ma finisce molto male.
    Il tema portante è solido, così come le idee di contorno, e lo svolgimento è abbastanza buono. L'unico appunto che mi sento di fare è che l'autore ha la tendenza a non arrivare mai dritto al punto, ma procede "a spirale", per così dire.
    Si arriva comunque, quasi senza accorgersene, al finale, che è il vero punto debole: tutto l'epilogo poteva essere stralciato, ed il romanzo sarebbe stato completo comunque. Queste dieci pagine finali invece sono fuori contesto rispetto al tono del romanzo, e danno un'atmosfera completamente diversa da tutto il resto.

    ha scritto il 

  • 5

    La sf come genere letterario ha fatto il suo tempo? A giudicare dalla media della produzione odierna, sempre più somigliante a versioni romanzate di sceneggiature di film o serie TV, mi sento di dire di sì. Sawyer però resta un'eccezione in questo desolante panorama. Nei suoi libri si sente ancor ...continua

    La sf come genere letterario ha fatto il suo tempo? A giudicare dalla media della produzione odierna, sempre più somigliante a versioni romanzate di sceneggiature di film o serie TV, mi sento di dire di sì. Sawyer però resta un'eccezione in questo desolante panorama. Nei suoi libri si sente ancora il sapore che sentivo in bocca leggendo i vecchi maestri della sf umanistica, l'unica capace di porre delle domande su dove andrà l'umanità (non questo o quel singolo, come nella letteratura "seria") in un futuro non prossimo. L'unica quindi che ragiona su temi sempiterni connessi al nostro essere uomini e donne come specie razionale e sentimentale, e non sui temi, ancorchè importanti, del nostro immediato futuro, che sono contingenti (globalizzazione? inquinamento? scontri di civiltà?).

    ha scritto il 

  • 4

    storia di un "primo contatto" in stile SETI, con una conversazione radiofonica tra umani e alieni. scorre molto bene, Sawyer riesce a dare il guisto peso tanto alla parte speculativa che a quelle emotiva, e assistere alla rinnovata (ma tormentata) giovinezza del protagonista fa davvero riflettere ...continua

    storia di un "primo contatto" in stile SETI, con una conversazione radiofonica tra umani e alieni. scorre molto bene, Sawyer riesce a dare il guisto peso tanto alla parte speculativa che a quelle emotiva, e assistere alla rinnovata (ma tormentata) giovinezza del protagonista fa davvero riflettere sul valore della vita. avvincente la parte che riguarda la decifrazione e il significato dei messaggi scambiati con gli alieni di sigma draconis.

    ha scritto il 

  • 2

    C’è poco da fare, Sawyer non mi convince proprio...

    ...e più lo leggo, più mi sembra di poter identificare i suoi difetti, o perlomeno quelli che a me paiono tali.
    Prendiamo questo Rollback. Come in altri casi, Sawyer prende il termine «fantascienza» molto alla lettera: fanta + scienza = costruire della fiction su teorie o ipot ...continua

    ...e più lo leggo, più mi sembra di poter identificare i suoi difetti, o perlomeno quelli che a me paiono tali.
    Prendiamo questo Rollback. Come in altri casi, Sawyer prende il termine «fantascienza» molto alla lettera: fanta + scienza = costruire della fiction su teorie o ipotesi scientifiche effettivamente accreditate, inerenti l’evoluzione, la biologia molecolare, la fisica quantistica, l’astronomia, ecc. Essendo effettivamente molto informato in questi campi, le idee da cui prendono spunto i suoi romanzi sono sempre molto accattivanti: in questo caso, si tratta, da un lato, di una grande innovazione tecnologica, ovvero la possibilità del ringiovanimento delle cellule, dunque dell’organismo umano; dall’altra, di quel progetto SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) realmente esistente (ma anche realmente discutibile). Le premesse non mancano: ci sono idee per sviluppare un buon romanzo. Sawyer, però, non ne è in grado: banalizza tutto, perché gli manca tutto. Ha uno stile molto “hollywoodiano” nei dialoghi, che sono ricchi di battute sarcastiche, scambi a volte brillanti, riferimenti a telefilm e altri aspetti della cultura americana. Però, stringi stringi, c’è assai poco… senza contare le numerose cadute di stile, costituite da battute assai patetiche (nel senso deteriore del termine) che sembrano uscite da qualche sceneggiato televisivo di serie Z.
    Ma l’aspetto secondo me peggiore di tutti è il modo enciclopedico e maldestro con cui Sawyer mette le proprie conoscenze scientifiche al servizio della trama. Un determinato concetto scientifico – il paradosso di Fermi, la selezione di parentela, il principio biogenetico dell’evoluzione, ecc. – è preso pre-confezionato da qualche rivista scientifica e inserito nella storia in modo meccanico, quasi come se Sawyer stesse citando da un libro di testo, senza assimilare, senza reinterpretare. Allo stesso modo, gli piace civettare con la filosofia: tira in ballo il dilemma del carrello impazzito di Philippa Foot e What Is It Like to Be a Bat? di Thomas Nagel—ma, anche qui, in modo gratuito, come una innecessaria nota a piè di pagina.
    La cosa strana – ma forse neanche tanto – è che nonostante tutto il romanzo può comunque risultare gradevole, proprio per via dello stile estremamente accattivante – ruffiano? – del suo autore. Per quanto mi riguarda, in ogni caso, sarà assai difficile convincermi a leggere altri romanzi di Sawyer.

    ha scritto il