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Roma noir

Credi davvero di conoscere la Capitale?

Di

Editore: Newton Compton (Noir)

2.6
(23)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854114308 | Isbn-13: 9788854114302 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Cristiano Armati

Genere: Crime , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nera come le anime che popolano i bassifondi, anche questa è Roma: una megalopoli che ha smarrito la speranza tra i senzatetto che affollano i giardini pubblici e dove, ammainato il vessillo capitolino, il teppismo sventola la sua ultima bandiera. Dalla cronaca alla letteratura, la morte di Gabriele Sandri e l’assalto alle caserme romane, lo stupro e l’omicidio di Giovanna Reggiani, Vanessa Russo: la ragazza uccisa con l’ombrello, l’uomo-lupo del Grande Raccordo Anulare, le prostitute bambine della via Salaria...e tante altre storie di ordinaria follia metropolitana.
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  • 0

    Un libro di racconti che fa compagnia senza troppe pretese. Direi senza infamia e senza lode. Alcune storie sono più impressive, altre abbastanza inutili o eccessivamente corte. Di Noir c'è poco e niente, ma in sostanza non è un brutto libro.

    ha scritto il 

  • 3

    D'accordo con la maggioranza delle recensioni,piu' che noir storie di quartieri piu' o meno delittuose ma niente di piu'. Roma meritava un libro un po' piu' approfondito.


    “Roma noir parla del lato oscuro di Roma, è vero. Nelle sue pagine scorrono omicidi, stupri e rapine a mano armata. Più ...continua

    D'accordo con la maggioranza delle recensioni,piu' che noir storie di quartieri piu' o meno delittuose ma niente di piu'. Roma meritava un libro un po' piu' approfondito.

    “Roma noir parla del lato oscuro di Roma, è vero. Nelle sue pagine scorrono omicidi, stupri e rapine a mano armata. Più in generale, gli scenari ricorrenti riguardano le periferie cittadine, i casermoni popolari e tutti quei luoghi a cui i mezzi di informazione – dalla stampa quotidiana alle guide turistiche… – non sono abituati a dare spazio salvo, quando accade un fattaccio, sbattere i mostri in prima pagina, esprimendosi per luoghi comuni ma senza indagare nelle pieghe dell’emarginazione e del disagio.

    Scrivendo il libro avevo in mente una tradizione letteraria e cinematografica importante ma pressoché dimenticata: la tradizione del neorealismo; una prospettiva che non si è limitata a dare spazio a voci autentiche, prese dalla strada, ma che ha mostrato come le “vite maledette” crescano con la complicità dell’indifferenza e della disuguaglianza. Per questo motivo credo che esista una vera e propria “Roma nascosta”: una vitalità tragica e disperata fino al punto da non trovare, nei salotti buoni della città, parole che possano descriverla o rappresentarla. ( tratta da un'intervista rilasciata dall'autore )

    ha scritto il 

  • 2

    Boh...

    ragazzi, non ci siamo proprio.Questo libro mi è capitato sotto mano, e dopo aver scoperto che era un raccolta di racconti uniti tra loro, ho iniziato a leggerlo.. non l'avessi mai fatto! Molte storie sono simili tra loro e diciamoci la verità, non sono molto brillanti, alcune sono infarcite di st ...continua

    ragazzi, non ci siamo proprio.Questo libro mi è capitato sotto mano, e dopo aver scoperto che era un raccolta di racconti uniti tra loro, ho iniziato a leggerlo.. non l'avessi mai fatto! Molte storie sono simili tra loro e diciamoci la verità, non sono molto brillanti, alcune sono infarcite di stereotipi, quindi... non leggetelo se potete, e poi il titolo può trarre in inganno

    ha scritto il 

  • 2

    Così così

    Le donne hanno sempre una quarta di reggiseno e i personaggi sembrano macchiette senza spessore. Peccato davvero, perché materiale ce ne sarebbe. Proverò a leggerne un altro, magari è la forma racconto breve che non gli si addice.

    ha scritto il 

  • 3

    pure io non ci trovo il noir

    come molti commenti letti, pure io non trovo assonanza tra il titolo e la raccolta di racconti. detto questo la lettura è stata tutto sommato piacevole con alcuni acuti, come per il racconto "teppismo ultima bandiera", breve ma riesce a dire molto di più del mondo ultrà di tutta quella sequela di ...continua

    come molti commenti letti, pure io non trovo assonanza tra il titolo e la raccolta di racconti. detto questo la lettura è stata tutto sommato piacevole con alcuni acuti, come per il racconto "teppismo ultima bandiera", breve ma riesce a dire molto di più del mondo ultrà di tutta quella sequela di saggi infamanti che gli ultrà non sanno nemmeno dove stanno di casa. e poi è scritto veramente bene.

    ha scritto il 

  • 2

    Titolo ingannevole

    Il titolo è uno specchietto per le allodole.
    "Storielle di Roma" sarebbe stato molto più onesto.


    In realta di Noir in questo libro non c'è niente.
    I fatti reali vengono appena accennati,e comunque non sono altro che il pretesto per racconti di fantasia,nemmeno troppo interessanti.


    S ...continua

    Il titolo è uno specchietto per le allodole. "Storielle di Roma" sarebbe stato molto più onesto.

    In realta di Noir in questo libro non c'è niente. I fatti reali vengono appena accennati,e comunque non sono altro che il pretesto per racconti di fantasia,nemmeno troppo interessanti.

    Si salvano giusto uno o due brani,ma il resto è trito e ritrito e annoia da morire.

    ha scritto il 

  • 0

    ingannata dal titolo, pensavo fosse una raccolta di casi di cronaca e dei loro retroscena, in realtà sono racconti e non so neppure se il termine noir sia corretto. in un paio di essi il legame con gli eventi che li hanno ispirati è sottolineato dall'autore stesso.
    alienazione e degra ...continua

    ingannata dal titolo, pensavo fosse una raccolta di casi di cronaca e dei loro retroscena, in realtà sono racconti e non so neppure se il termine noir sia corretto. in un paio di essi il legame con gli eventi che li hanno ispirati è sottolineato dall'autore stesso.
    alienazione e degradazione urbana dei giorni nostri. mi porta in qualche modo a pensare a Pasolini, come se questo libro fosse un "Ragazzi di vita" del primo decennio del corrente millennio.
    le periferia, la borgata, se ci sei nato e cresciuto, la senti e la riconosci e ti par quasi che le mattonelle rosse della piazza siano quelle che anche tu hai calpestato, che le scale, i lotti e i muretti siano quelli tra i quali hai corso anche tu e che sia lo stesso autobus a portarti al capolinea della metro. terribile sentirsi così dentro un libro. perché non è una favola, e se sei nata e cresciuta in periferia vorresti solo che la tua vita potesse diventare una favola e non un fatto di cronaca.

    ha scritto il 

  • 5

    Come ne "La mattina dopo", la precedente raccolta di racconti firmata da Armati e pubblicata dalla Coniglio Editore, in "Roma noir" tornano i protagonisti dimenticati dalla cronaca e della letteratura. Prostitute, ladri, tossicodipendenti e assassini sono i protagonisti di una storia corale, inte ...continua

    Come ne "La mattina dopo", la precedente raccolta di racconti firmata da Armati e pubblicata dalla Coniglio Editore, in "Roma noir" tornano i protagonisti dimenticati dalla cronaca e della letteratura. Prostitute, ladri, tossicodipendenti e assassini sono i protagonisti di una storia corale, intensa e vera, capace non soltanto di avvincere ed emozionare ma anche di svelare le ipocrisie con cui normalmente vengono trattati determinati temi. Per fare un paragone tirerei in ballo Pasolini ma lo ambienterei in un centro commerciale. Il risultato è senz'altro più drammatico.

    ha scritto il 

  • 2

    Perchè "Roma" noir?

    Il titolo poteva anche essere “Milano, Napoli, Cagliari... noir”: fatta eccezione per qualche racconto strettamente legato a fatti di cronaca noti, i vari episodi (conditi da abbondanti espressioni in romanesco) non hanno alcun legame con la Capitale.
    Molti racconti sono davvero banali, alt ...continua

    Il titolo poteva anche essere “Milano, Napoli, Cagliari... noir”: fatta eccezione per qualche racconto strettamente legato a fatti di cronaca noti, i vari episodi (conditi da abbondanti espressioni in romanesco) non hanno alcun legame con la Capitale.
    Molti racconti sono davvero banali, altri fanno sorridere, pochi sono intensi.
    Devo provare a leggere "Cuori rossi", di cui ho sentito parlare molto bene.

    ha scritto il