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Romanzi brevi

Tristano - Tonio Kröger - La morte a Venezia - Cane e padrone

Di

Editore: Newton (Grandi Tascabili Economici)

4.0
(307)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 261 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000020875 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bruna Maria Dal Lago Veneri ; Prefazione: Bruno Traversetti

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Cofanetto

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Questo libro raccoglie alcuni tra i più celebri romanzi brevi di Thomas Mann: Tristano (1903), Tonio Kröger (1903), La morte a Venezia (1913), Cane e padrone (1919). Scritti nell'arco di sedici anni, essi affrontano i temi cari al grande narratore tedesco: l'amore come passione travolgente, fonte di poesia e di vita, ma anche di dissoluzione, di decadenza, di morte; il contrasto tra i bisogni dell'artista e le regole del mondo borghese; la difficile lotta insita nella creazione artistica, per la quale sono ugualmente necessarie la libertà della passione e la severa, ascetica disciplina.
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  • 0

    - Tristano (●●●) - Tonio Kröger (●●●●) - La morte a Venezia (●●●) - Cane e padrone (●●●●) - Disordine e dolore precoce (●●●) - Mario e il mago (●●●) - Le teste scambiate - La legge - L'inganno

    ha scritto il 

  • 4

    Tonio Kröger
    Avrei voluto correre al tuo fianco nell'erba umida, i muscoli tesi nello sforzo atletico, il pelo fulvo luccicante ai raggi dell'astro meridiano. Caro Bobby, caro amico, come invidiavo la tua gioia perfetta quando sorridendo deponevi ai miei piedi una cavalletta zoppa, un topo morto ...continua

    Tonio Kröger Avrei voluto correre al tuo fianco nell'erba umida, i muscoli tesi nello sforzo atletico, il pelo fulvo luccicante ai raggi dell'astro meridiano. Caro Bobby, caro amico, come invidiavo la tua gioia perfetta quando sorridendo deponevi ai miei piedi una cavalletta zoppa, un topo morto o qualche altra prova della tua bravura.

    Cane e padrone Tra una cosa qualunque e qualunque altra cosa, se sono vive, può passare tutto il mondo.

    Mario e il mago Sulla spiaggia italiana bimbi neri cantano inni. Il mascellone dai manifesti annuncia "Tutto esaurito!". Lo spettacolo ci fu, durò abbastanza ma alla fine finì.

    ha scritto il 

  • 2

    "Le parole grosse, logore come sono, non si adattano ad esprimere le cose straordinarie; vi si riesce meglio alzando quelle piccole sino al culmine del loro significato."

    Inizio col dire che non ero partita né prevenuta in senso negativo, né aspettandomi di leggere chissà quale capolavoro; l'ho iniziato con aspettative neutre, aspettavo che il libro si rivelasse da sé.
    E il libro, signore e signori, si è rivelato. Noiosissimo, ma si è rivelato. Detesto lo stile di ...continua

    Inizio col dire che non ero partita né prevenuta in senso negativo, né aspettandomi di leggere chissà quale capolavoro; l'ho iniziato con aspettative neutre, aspettavo che il libro si rivelasse da sé. E il libro, signore e signori, si è rivelato. Noiosissimo, ma si è rivelato. Detesto lo stile di Mann: prolisso, ricco di fronzoli e giri di parole che ti fanno venire i nervi a fior di pelle. E da notare che poi è anche capace di scrivere frasi come quella sopracitata. Ah bé, se lo dice lui... Credo che debba, almeno per un po', tenermi lontana dai libri di questo autore.

    ha scritto il 

  • 0

    Molto bello "Tristano".
    meraviglioso il momento in cui all'"artista" viene chiesto di rispondere di ciò che ha scritto in una pomposa lettera.
    "Tonio Kroger" l'avevo letto da ragazzina e non apprezzato.
    Ammetto che a tutt'oggi non mi lascia molto. Se non un gran senso di irritazione nei confronti ...continua

    Molto bello "Tristano". meraviglioso il momento in cui all'"artista" viene chiesto di rispondere di ciò che ha scritto in una pomposa lettera. "Tonio Kroger" l'avevo letto da ragazzina e non apprezzato. Ammetto che a tutt'oggi non mi lascia molto. Se non un gran senso di irritazione nei confronti di Tonio stesso.

    ha scritto il 

  • 3

    Succede di leggere libri che si tengono in libreria da anni, senza che per qualche motivo, dopo l'acquisto, si sia sentito il desiderio di affrontare la lettura e di terminarla. Poi, libri chiamano altri libri, e Antonia Pozzi leggeva Tonio Kroger, e io programmo un viaggio a Venezia dopo tanti a ...continua

    Succede di leggere libri che si tengono in libreria da anni, senza che per qualche motivo, dopo l'acquisto, si sia sentito il desiderio di affrontare la lettura e di terminarla. Poi, libri chiamano altri libri, e Antonia Pozzi leggeva Tonio Kroger, e io programmo un viaggio a Venezia dopo tanti anni.

    La morte a Venezia *** Tristano ** Tonio Kroger ****

    Tristano: Spinell, il romantico. L'ironia nella descrizione della decadenza fisica e dei denti del protagonista è un abbozzo.

    Morte a Venezia: Aschenbach, il decadente. Mann sgretola la figura granitica del Vate attraverso la passione dionisiaca, ma platonica per l'efebo. L'espediente è così scandaloso? Forse per il giudizio che Mann pronunciava per il proprio stesso rimosso. Credo che al tempo in cui è stato scritto questo testo avesse una carica trasgressiva che è irrimediabilmente persa. Adesso possiamo permetterci di apprezzare il riferimento al Fedro platonico come importante riferimento culturale dell'autore.

    Tonio Kroger mi è piaciuto. Il dissidio interno del protagonista tra arte e anelito a una vita normale è descritto con toni asciutti e credibili. La sensazione è che Aschenbach fosse l'artista che Mann in fondo voleva essere e Tonio fosse invece il risultato reale, dotato di una personalità complessa e frammentata. Una metamorfosi da dannunziano a pirandelliano del personaggio che sente di essere diverso da ciò che appare, che trova la frammentazione del proprio io nel momento in cui il suo posto nella società è più tondo. Ci sono tanti Tonio: lo scrittore affermato nella società degli scrittori, l'uomo che sente, l'artista che trasforma ciò che sente nella perfezione della forma, l'uomo che ha bisogno di sfogare nella sregolatezza ciò che sente, l'uomo che ha bisogno di specchiarsi nella normalità degli altri.

    La dicotomia arte-vita ancora parla alla nostra epoca?

    ha scritto il 

  • 4

    in realtà, ho letto solo i primi tre. dopo un crescendo di tre racconti uno più bello dell'altro e legati oltretutto da tematiche comuni, tematiche da me sentitissime (il ruolo dell'artista, etc.), di leggermi una roba che parla di cani (io che non amo i cani) non poteva fregarmene di meno. sorry ...continua

    in realtà, ho letto solo i primi tre. dopo un crescendo di tre racconti uno più bello dell'altro e legati oltretutto da tematiche comuni, tematiche da me sentitissime (il ruolo dell'artista, etc.), di leggermi una roba che parla di cani (io che non amo i cani) non poteva fregarmene di meno. sorry, Tom.

    ha scritto il 

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