Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Romanzi e racconti - vol. I

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (I Meridiani)

4.5
(376)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1399 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8804344539 | Isbn-13: 9788804344537 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Mario Barenghi , Bruno Falcetto , Claudio Milanini ; Prefazione: Jean Starobinski

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Romanzi e racconti - vol. I?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 0

    [giovanni non italo ma svizzero]

    mi telefona non mi chiede nemmeno come sto con la febbre
    mi fa mi guardi in quale cinema c'è stasera django però

    non il multisala
    io stavo facendo l'aerosol, ho una temperatura che aiuta

    tantissimo la geotermia del norditalia e al telefono
    con una certa fretta lei ...continua

    mi telefona non mi chiede nemmeno come sto con la febbre
    mi fa mi guardi in quale cinema c'è stasera django però

    non il multisala
    io stavo facendo l'aerosol, ho una temperatura che aiuta

    tantissimo la geotermia del norditalia e al telefono
    con una certa fretta lei mi fa guardami dov'è

    stasera django
    django

    io rantolo, io ho già dettato tre volte le mie
    ultime e penultime volontà, e mi chiamano per

    avvalersi del mio computer.
    Sporgere regolare denuncia sarebbe ancora poco.

    ha scritto il 

  • 5

    non basta un visconte completo perché diventi completo tutto il mondo

    Il visconte dimezzato


    La maggior parte delle mie letture sono riletture e spesso dopo decenni. Così dopo quarantacinque anni mi sono imbattuta nel Visconte Dimezzato, proprio qua su anobii e come il solito, senza ancora rileggerlo, le impressioni degli anobini non si incastravan ...continua

    Il visconte dimezzato

    La maggior parte delle mie letture sono riletture e spesso dopo decenni. Così dopo quarantacinque anni mi sono imbattuta nel Visconte Dimezzato, proprio qua su anobii e come il solito, senza ancora rileggerlo, le impressioni degli anobini non si incastravano con le mie intuizioni irrisolte di ragazzina grezza.
    Il visconte è solo un divertissement alla maniera di Stevenson e del suo” Doctor Jekyll e mister Hyde”, in cui il “gramo è più affascinante del “buono”? Ma anche no! Che sia una storia divertente non c’è dubbio, anche perché il divertimento è la prima funzione sociale di un'opera letteraria o teatrale, come sosteneva Bertolt Brecht. Ci sta tutto, quindi, l’esclamare mi è piaciuto con il corteo di bello!, denso!, profondo! e le varianti di rito.
    Che la forma favolistica leggera e ironica si presti a tale tempesta ormonale ci sta anch’essa. Ma va detto subito che le figure create da Calvino sono simboli e “situazioni” e non personaggi veri, dotati di connotati fisici o psichici. Svolgono un compito emblematico e allegorico senza diventare mai veramente delle “persone”, come lo sono i personaggi del romanzo ottocentesco che suscitano tifo da stadio.
    Ma attenzione: leggerezza e ironia sono spesso la voce della disperazione.
    Di che disperazione tratta Calvino? Della malvagità/bontà caratteriale dell’uomo, quella che Freud chiama repressione? o del bene e del male che quest’uomo dimezzato, scisso, esercita nei confronti del mondo da cui si sente alienato, come dice Marx? Se la “repressione dell’io” fosse stata l’intento di Calvino saremmo dalle parti di tutta quella letteratura europea “grande”sì, ma che gli orrori della seconda guerra mondiale non consentono più. D’altronde non si tratta neanche di un racconto realista-allegorico in cui è riversato sulle spalle del povero uomo tutto il male della Storia. La visione dei campi di sterminio non permette più quest’alibi: ha posto l’uomo di fronte alla terribile responsabilità di aver finto di non vedere né capire quello che avveniva. E’ chiaro allora che non è la storia- destino a spingere al male l’uomo ma la mancata scelta, il non decidere da che parte stare.
    Nella storia anche il “Buono”, non fa la parte del leone: ci sembra troppo buono e anche un po’ scemo con quel seguire come un’ombra la sua metà cattiva applicando un cerottino ai suoi [dell’altro] scempi, senza che la situazione del borgo si risollevi. Quali vantaggi reali, infatti, ricava la comunità dal suo agire caritatevole? L’elemosina, da che mondo è mondo, giova più a chi la fa che a chi la riceve. I prammatici ugonotti, infatti, temono il Gramo quanto il Buono e la stessa Pamela, di cui le due metà sono invaghite, rifugge l’uno e l’altro. Il "bene" insomma non deve essere individuato nelle sdolcinature della parte "buona" del Visconte dimezzato, perché la bontà acritica raggiunge i limiti della dabbenaggine e della passività. Il bene deve essere accompagnato dalla coerenza e dal giudizio, dall’"esserci". Questovolutamente “non fare essere” il buono ci chiarisce perché nelle narrazioni, quasi sempre, il buono sia insipido e inverosimile.
    Di contro, non è il cattivo il bersaglio di Calvino: il Gramo fa quello che ci attendiamo da un cattivo allo stato puro. Non può più distinguere la differenza tra il bene e il male avendo perso la metà buona in battaglia. Sono gli “interi” che sono sottoposti all’out out della morale. Sono questi che non devono fuggire, arrendersi, ritirarsi davanti alle responsabilità del vivere civile. Ne consegue che il "bene" è l’accordo critico tra l’individuo e la società che lo circonda. Se moralismo c’è nel Visconte, Calvino lo riserva alle figure “intere” di contorno: i lebbrosi (cioè gli artisti decadenti), il dottore e il carpentiere (la scienza e la tecnica staccate dall'umanità), e quegli ugonotti visti un po' con simpatia e un po' con ironia.
    A dare conto più di Medardo del bene/male inestricabile nell’ uomo esercitato verso/ contro i suoi simili, anche dal più umile, è Mastro Pietrochiodo l’entusiasta carpentiere: la sua grande competenza di carpentiere dà pessimi risultati facendosi strumento di morte, del che il poveretto si duole.
    Il suo entusiasmo è lo stesso di coloro, premi nobel, che si rallegrarono quando realizzarono la bomba atomica, per cui gli effetti devastanti della loro invenzione erano solo un dato sulla carta. Celebre è rimasto il semplice ma angosciante “Ach weh!” (ahimé!) di Einstein dopo Hiroshima, cui seguì un attivismo pacifista fino alla sua morte.
    Il tocco leggero, scorrevole, ironico, quasi indifferente e la trasposizione in un passato storico fantastico vogliono impedire di soffermarci sui fatti contingenti e di giungere, al di là dei medesimi, al senso profondo della parabola: il male nasce quando l’essere umano diventa incapace di distinguere tra il bene e il male e “si scinde”, come le due metà di Medardo, in due parti incomunicabili, entrambe condizioni perniciose per l’umanità.

    ha scritto il 

  • 0

    1) il sentiero dei nidi di ragno
    2) ultimo viene il corvo
    3) il visconte dimezzato
    4) la formica argentina
    5) l'entrata in guerra
    6) il barone rampante
    7) la speculazione edilizia
    8) la nuvola di smog
    9) il cavaliere inesistente
    10) marcovaldo ...continua

    1) il sentiero dei nidi di ragno
    2) ultimo viene il corvo
    3) il visconte dimezzato
    4) la formica argentina
    5) l'entrata in guerra
    6) il barone rampante
    7) la speculazione edilizia
    8) la nuvola di smog
    9) il cavaliere inesistente
    10) marcovaldo
    11) prefazioni e note

    ha scritto il 

  • 5

    Calvino è sicuramente uno dei miei autori preferiti.
    In questo volume sono raccolti i suoi romanzi e racconti partendo da "Il sentiero dei nidi di ragno" fino ad arrivare a "Marcovaldo" (uno dei miei libri preferiti in assoluto) passando per capolavori come "Il visconte dimezzato", "Il baro ...continua

    Calvino è sicuramente uno dei miei autori preferiti.
    In questo volume sono raccolti i suoi romanzi e racconti partendo da "Il sentiero dei nidi di ragno" fino ad arrivare a "Marcovaldo" (uno dei miei libri preferiti in assoluto) passando per capolavori come "Il visconte dimezzato", "Il barone rampante" e "Il cavaliere inesistente".

    ha scritto il 

  • 5

    Il sentiero dei nidi di ragno
    Ultimo viene il corvo
    Il visconte dimezzato
    La formica argentina
    L'entrata in guerra
    Il barone rampante
    La speculazione edilizia
    La nuvola di smog
    Il cavaliere inesistente
    Marcovaldo ovvero Le stagioni in città

    ...continua

    Il sentiero dei nidi di ragno
    Ultimo viene il corvo
    Il visconte dimezzato
    La formica argentina
    L'entrata in guerra
    Il barone rampante
    La speculazione edilizia
    La nuvola di smog
    Il cavaliere inesistente
    Marcovaldo ovvero Le stagioni in città

    ha scritto il 

Ordina per