Note di Copertina
In tre Meridiani è raccolta in ordine cronologico l'intera produzione narrativa di Calvino, sia edita che inedita, arricchita da prefazioni d'autore presentate in un'apposita sezione. Le note e notizie sui testi forniscono preziose informazioni sulla genesi delle singole opere, sulle influenze letterarie che le hanno ispirate, sulle varianti che documentano le successive fasi di scrittura.
Indice - Sommario
Introduzione, di Claudio Milanini
Avvertenza
Romanzi e racconti III
RACCONTI SPARSI E ALTRI SCRITTI D'INVENZIONE
Ricordi-racconti per "Passaggi obbligati"
Altri ricordi, altre confessioni
Racconti per "I cinque sensi"
Capitoli per "Dialoghi storici"
Racconti e apologhi sparsi
Poesie e invenzioni oulipiennes
Storie per bambini
Guardando disegni e quadri
Prose di teatro, trattamenti e sceneggiature
Testi per musica
Raccontini giovanili
Racconti esclusi da "I racconti"
Prove di romanzo
Abbozzi, rifacimenti, traduzioni
Note e notizie sui testi, a cura di Mario Barenghi, Bruno Falcetto, Claudio Milanini
Bibliografia degli scritti di Italo Calvino, a cura di Luca Baranelli
Bibliografia della critica, a cura di Mario Barenghi, Bruno Falcetto, Claudio Milanini
Indice alfabetico dei titoli
Dall'introduzione di Claudio Milanini
Questo terzo volume di "Romanzi e racconti" comprende non solo opere propriamente narrative, ma anche scritti d'altro genere: dialoghi, poesie, invenzioni oulipiennes, un dramma, trattamenti e sceneggiature destinati in origine al cinema o alla televisione, testi per musica... Opere tutte (salvo poche eccezioni) che si collocano o tendono a collocarsi nell'ambito della fiction, e che Calvino pubblicò in sedi disparate o lasciò inedite, dopo averle riposte con gran cura nei cassetti delle sue case. Mi sembra giusto perciò, qui in limine, illustrare i criteri seguiti nel raccoglierle e ordinarle, più che indugiare in tentativi d'interpretazione complessiva. Nelle "Note e notizie" che corredano questo "Meridiano" il lettore troverà d'altro canto, oltre a chiarimenti analitici, anche considerazioni di natura saggistica: le caratteristiche stesse dei testi ci hanno indotto a segmentare il discorso critico, a riservargli uno spazio abbastanza ampio nella sede abitualmente deputata al commento filologico. Ma lo spazio, si sa, è tiranno; dobbiamo sempre rispettare dei confini, anche quando ci è permessa una certa libertà di movimento.
Nella mia mente, poi, echeggiano oggi con accento premonitore le parole con le quali Calvino - in una lettera spedita da Roccamare l'11 luglio 1981 - accennava ai motivi da cui era stato indotto a licenziare finalmente la sua prima raccolta di saggi, "Una pietra sopra".- "Caro Milanini, [...] la Sua recensione [...] è una delle poche soddisfazioni che ho ricavato da questo libro - che del resto m'ero deciso a pubblicare solo pensando che era meglio fossi io a mettere insieme i miei scritti sparsi piuttosto che lasciarlo fare a un curatore postumo". Chi l'avrebbe sospettato, allora, che quattro anni dopo le Parche avrebbero troncato all'improvviso il filo della sua vita? E che proprio a me sarebbe capitato d'indossare i panni del curatore postumo, insieme con gli amici Mario Barenghi e Bruno Falcetto? Non sapevo, neppure, quanto fosse ricca la produzione calviniana disseminata su periodici o in stampe occasionali.
Premonizione, ammonizione... Laborioso il censimento, ardua la scelta, inevitabile un margine d'arbitrio. Un aiuto assai consistente, per fortuna, ci è stato offerto dalle ricerche bibliografiche di Luca Baranelli; e determinanti, per molti aspetti, si sono rivelati i suggerimenti di Esther Calvino, che ci ha subito fatto notare come molte opere "sparse" fossero in realtà legate fra loro. Abbiamo potuto consultare, inoltre, tutta una serie di schemi, elenchi di titoli, sommari stesi o ricopiati dall'autore specie durante gli anni Settanta: prima che uscisse "Se una notte d'inverno un viaggiatore", mentre volgeva ormai al termine quella complessa fase di ripensamenti e d'incertezze di cui già avevano dato testimonianza le pagine del "Castello" einaudiano (penso soprattutto al capitolo "Anch'io cerco di dire la mia").
Del più importante fra questi elenchi Calvino parlò a Nico Orengo nel corso d'una intervista, apparsa su "Tuttolibri" il 30 settembre 1978 (sotto il titolo "Calvino: "Sto scrivendo quindici libri e un libretto d'opera"",); "II fatto è che ho parecchi libri incominciati. Sul mio tavolo tengo un foglio dove mi segno i libri da scrivere. Sono 15. Il guaio è che ogni tanto aggiungo un titolo. Il bello sarebbe cancellarne qualcuno, quelli finiti. Invece la lista si allunga in basso e non si accorcia in alto". Ebbene, fra le carte conservate nella casa romana di Calvino c'è anche un elenco autografo di "libri da scrivere" che sembra coincidere perfettamente con quello menzionato nell'intervista a Orengo. È vergato sul verso d'un biglietto d'invito color ocra (mm. 148x100) e non su un foglio, ma questo particolare ha scarso peso. Che Orengo sia incorso in una piccola inesattezza nel riferire il colloquio, o che la parola "foglio" sia stata usata da Calvino in un'accezione estensiva, o che la lista a noi pervenuta sia frutto di una trascrizione, cambia poco. Conta invece la data, il termine post quem; e quest'ultimo è deducibile dal recto: "L Administrateur de la Maison des Sciences de l'Homme et le Directeur de l'Institut Culturel Italien vous prient de leurfaire l'honneur d'assister a l'inauguration de l'exposition GIACOMO MATTEOTTI [...] le mercredi 29 mars 1978". I titoli, o indicazioni relative a libri progettati, sono ventisei, ma proprio dopo il quindicesimo ("Lodolinda") compare il numero d'ordine "16", il che rinvia in ogni caso all'intervista rilasciata a Orengo. In altri termini: la lista è stata aggiornata via via, fra l'ottobre 1978 e il 1984-85 (undici voci, da "Cento racconti brevi e straordinari" a "Norton Lectures").