Romanzo criminale

Con DVD

Di

Editore: Einaudi (Stile libero DVD)

4.2
(4309)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 636 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8806184415 | Isbn-13: 9788806184414 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Un'Italia segreta, inquietante, in un romanzo che ha il ritmo delle saghe noir americane. Un libro dove i protagonisti sono una banda di giovani delinquenti che decide di conquistare Roma, e diventa un esercito quasi invincibile. Politica, servizi segreti, giudici onesti, poliziotti e il più grande bordello della Capitale in un romanzo basato su una minuziosa documentazione. Nel DVD il film di Michele Placido con Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Anna Mouglalis e Jasmine Trinca.
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  • 0

    Attualità nascosta tra le righe

    Romanzo criminale è la storia di una banda di criminali, mafiosi e sbandati provenienti da diverse fasce delle società, ma accomunati da un unico grande desiderio: conquistare Roma, metterla sotto i l ...continua

    Romanzo criminale è la storia di una banda di criminali, mafiosi e sbandati provenienti da diverse fasce delle società, ma accomunati da un unico grande desiderio: conquistare Roma, metterla sotto i loro piedi.
    All'apparenza può sembrare un libro semplice, come lo sono tanti altri, un libro che semplicemente ti fa vedere cosa succede all'interno di un'organizzazione mafiosa. Ma andiamo nel particolare....questo libro non vuole mostrarci la vita dei mafiosi, ma si serve di questa come porta d'ingresso per un mondo che altrimenti ci resterebbe in parte nascosto: politici corrotti, polizziotti "comprati" dalla mafia, spaccio di droga, silenzio (anche questa arma molto pericolosa). E' ambientato nel 1970, può quindi sembrare una cosa a noi lontana e insignificante, ma come ho detto questa è solo l'apparenza, perchè queste situazioni sono presenti ancora oggi, sono amalgamate nella società ma restano nascoste, non si fanno vedere.
    Giancarlo De Cataldo è riuscito a tirare fuori ciò che era nascosto, a metterlo allo scoperto, a portarlo in luce...forse in un modo un po' indiretto e crudo, ma questa è la realtà, questo è ciò che è stato e probabilmente ciò che è ancora. Colpisce anche il modo in cui descrive i personaggi, ognuno ha una sua personalità viva e reale e in qualche caso anche umana (pur essendo mafiosi). Non fatevi ingannare dalle scene discorsive e banali, andate avanti, leggetelo fino in fondo e ne resterete colpiti!!

    ha scritto il 

  • 3

    imponente epico nerissimo!

    un'epica dei sta banda di fiji d'androcchia che hanno sventrato il cuore di quella boddana di roma e se lo son cucinato per qualche anno al fuoco bianchissimo della coca

    anche 100 paggine 'n meno 'nda ...continua

    un'epica dei sta banda di fiji d'androcchia che hanno sventrato il cuore di quella boddana di roma e se lo son cucinato per qualche anno al fuoco bianchissimo della coca

    anche 100 paggine 'n meno 'ndavano bene uguale, a' catà!

    ha scritto il 

  • 4

    libro che merita d'essere letto. un libro che dovrebbe essere letto al netto di ricordi del film o del telefilm che ne hanno fatto. purtroppo non ho potuto seguire la seconda considerazione e questo m ...continua

    libro che merita d'essere letto. un libro che dovrebbe essere letto al netto di ricordi del film o del telefilm che ne hanno fatto. purtroppo non ho potuto seguire la seconda considerazione e questo mi ha penalizzato. Alcuni personaggi non riuscivano a spiccare il volo perchè troppo legati agli attori che li avevano interpretati (il Freddo su tutti). Non è una questione di spoiler ma di immaginazione: le sfumature sono state messe a fuoco. un gran peccato.
    resta un gran bel libro che merita di essere letto.

    ha scritto il 

  • 3

    Non funziona!

    Ho letto il romanzo di De Cataldo in men che non si dica, ma qualcosa non funziona se la serie televisiva risulta più appassionante e coinvolgente del libro.
    La vicenda è raccontata come una cronaca g ...continua

    Ho letto il romanzo di De Cataldo in men che non si dica, ma qualcosa non funziona se la serie televisiva risulta più appassionante e coinvolgente del libro.
    La vicenda è raccontata come una cronaca giornalistica incapace di suscitare emozioni, eppure si tratta di un romanzo che si intreccia con la storia italiana degli anni '80, quella storia sporca segnata dalle commistioni politico-criminali, quindi la materia prima non manca.
    Tuttavia l'avventura della cosiddetta Banda della Magliana scivola via senza picchi di drammaticità efficaci e capaci di essere ricordati come i momenti più riusciti del coinvolgimento del lettore.

    ha scritto il 

  • 2

    sopravvalutato

    Grande spaccato di storia italiana,raccontato pesantemente e avendo pochi sprazzi decenti, personaggi ben delineati ma a mio parere l'autore si sofferma troppo sull'analisi umorale degli stessi. ...continua

    Grande spaccato di storia italiana,raccontato pesantemente e avendo pochi sprazzi decenti, personaggi ben delineati ma a mio parere l'autore si sofferma troppo sull'analisi umorale degli stessi.

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo asciutto

    È vero, anche altri l'hanno scritto: questo romanzo ha una storia complessa, articolata e interessante, ma il modo nel quale è scritto lascia molto a desiderare: questi piccoli capitoli di 3-4 pagine ...continua

    È vero, anche altri l'hanno scritto: questo romanzo ha una storia complessa, articolata e interessante, ma il modo nel quale è scritto lascia molto a desiderare: questi piccoli capitoli di 3-4 pagine sono proprio miseri, asciutti.
    Se cercate un romanzo con delle belle pagine di descrizioni (di qualsiasi tipo: esterni, stati d'animo, azioni), finirete coll'ammettere che è criminale chiamarlo romanzo.

    ha scritto il 

  • 0

    Evitate

    Anche se a 13 anni dall’uscita di Romanzo Criminale il mio suggerimento non avrà più alcuna utilità (sempre ammesso che ne avrebbe avuta anche fosse uscito l’altro ieri) il mio consiglio spassionato è ...continua

    Anche se a 13 anni dall’uscita di Romanzo Criminale il mio suggerimento non avrà più alcuna utilità (sempre ammesso che ne avrebbe avuta anche fosse uscito l’altro ieri) il mio consiglio spassionato è di evitarlo. Ora che l’ho finito mi pervade un profondo senso di insoddisfazione e di delusione. Senza essere stato influenzato nel mio giudizio dal film o dalla serie (non li ho visti entrambi), il romanzo è oggettivamente un lavoro mediocre. Nelle recensioni che ho già scritto qui su anobii o altrove ammetto di non essere sempre riuscito a mettere da parte i miei gusti personali ma in questo caso il compito è davvero facile perché le carenze di questo romanzo sono obbiettive e attengono principalmente alla incapacità dell’autore di raccontare una storia. Il difetto più grave qui è a monte, appunto l'inattitudine narrativa di De Cataldo che a mi parere non riesce mai a imprimere una dinamica al romanzo . Non ci sono picchi, non c’è un crescendo, non c’è un climax, ma neppure c’è un sospeso, un’attesa, una suspance. In breve non c’è una regia. La storia si dipana come una piatta sequenza di fatti, eventi, accadimenti, pensieri e dialoghi riportata in modo del tutto meccanico e impersonale e senza che l’autore sia in grado di creare, direttamente o per il tramite dei personaggi, una tensione narrativa.
    In questo susseguirsi di “scenette” i protagonisti e i comprimari di volta in volta coinvolti non emergono in nessun modo, né riescono a dare alla narrazione quel rilievo e quella dimensione soggettiva che ci si aspetterebbe soprattutto nei momenti più cruenti, drammatici e sofferti. Nulla di nulla! Qui né la storia riesce a creare i personaggi né i personaggi riescono a creare la storia. Lo stile è livellato al resto: elementare, scialbo, monocorde, l’uso del dialetto romano, siciliano o napoletano, non basta davvero a creare quella varietà di registri che si sarebbe resa necessaria in un romanzo con così tanti personaggi per ruolo, competenze e estrazione diversi tra loro.
    Di fatto l’autore si limita a “vestire” dei manichini, con dei caratteri esteriori che, oltre che ingenui e scontati, sono anche insufficienti a restituire loro una vera dimensione umana. E quando non fa neppure questo attinge ai più beceri luoghi comuni: il poliziotto irrequieto ma onesto, il magistrato sgobbone e incorruttibile, gli avvocati spregiudicati e immorali, i massoni incappucciati, i servizi segreti ambigui raccontati come un dodicenne potrebbe raccontarli, i brigatisti mitomani, la puttana abulica ma opportunista e via dicendo
    L’epilogo di una sconfitta totale, poi, è quanto di più brutto e affrettato abbia mai letto in vita mia. Giuro!
    Volendo estremizzare il mio giudizio - ma nemmeno più di tanto – penso che se qualcuno mi avesse fatto leggere un riassunto in 15/20 pagine di questo romanzo non mi sarei perso nulla rispetto alla lettura integrale. Mi spiace ma è la verità.

    ha scritto il 

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