Romanzo criminale

Di

Editore: Einaudi (Numeri primi)

4.2
(4411)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 632 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8866213012 | Isbn-13: 9788866213017 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Un'organizzazione nascente, spietata e sanguinaria, dalle periferie cerca la conquista del cielo.Tre giovani eroi maledetti, che hanno un sogno ingenuo e terribile.Un poliziotto molto deciso, un coro di malavitosi, giocatori d'azzardo, criminologi, giornalisti, giudici, cantanti, mafiosi, insieme a pezzi deviati del potere e terroristi neri. E il piú esclusivo bordello in città.Un romanzo epico di straordinaria potenza, il cuore occulto della Storia d'Italia messo a nudo.
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  • 3

    Sia il film che la serie TV derivate sono state accusate/elogiate come "apologia del male" perché comunque presentano come eroi i personaggi che sono, a conti fatti, criminali della peggior specie.

    No ...continua

    Sia il film che la serie TV derivate sono state accusate/elogiate come "apologia del male" perché comunque presentano come eroi i personaggi che sono, a conti fatti, criminali della peggior specie.

    Non mi sembra il caso di dire altrettanto di questo libro, che invece si presenta molto asettico nel presentare la sua infinita schiera di personaggi, fortunatamente tutti facilmente riconoscibili grazie ai soprannomi. De Cataldo difficilmente si spreca a farci entrare in empatia con loro, a parte forse nel caso di Cinzia/Patrizia e Scialoja (che in fondo si possono mettere tra i "positivi"), più spesso è interessato a disporre le pedine sul grande scacchiere romano, interconnettere le persone, far procedere gli eventi.
    L'autore galleggia, con notevole abilità, sul pelo del documento, indugiando poco e senza lasciarsi sedurre dall'epica dei momenti clou. Le morti più importanti sono narrate sempre di striscio e anche quando si vengono a creare dei veri e propri legami di "bromance" tra alcuni personaggi questi vengono sempre proposti come dati di fatto, senza scavare nell'intimo.
    Nonostante tutto ciò Romanzo Criminale è un libro che tiene per tutta la sua generosa lunghezza, senza annoiare, senza confondere, senza cadere di ritmo, sebbene più che il fascino della letteratura, il suo è più che altro il fascino della cronaca nera.

    ha scritto il 

  • 3

    Elementi (forse) secondari

    Bell'opera, mi ha messo la curiosità di informarmi su un momento della storia d'Italia molto, troppo oscuro, con una trama in ogni modo appassionante, a cui non è facile stare dietro, ma che, svolta i ...continua

    Bell'opera, mi ha messo la curiosità di informarmi su un momento della storia d'Italia molto, troppo oscuro, con una trama in ogni modo appassionante, a cui non è facile stare dietro, ma che, svolta in piccoli capitoli, aiuta a mantenere un ritmo narrativo alto.

    L'elemento (forse) secondario è l'ortografia..da quando in qua la parola "dato" si scrive "dàto", con l'accento? e sempre per rimanere sugli accenti..sono segnati tutti sbagliati..acuti e non gravi
    la cosa di per sé è piuttosto risibile, ma se una casa editrice come Einaudi fa cilecca su queste cose secondarie, un po' mi preoccupo

    ha scritto il 

  • 4

    Il respiro corale della trama, a tutti gli effetti un’epopea; l’acutissima capacità di descrizione psicologica dei personaggi; il lavoro sul linguaggio e la freschezza del montaggio: ecco alcuni degli ...continua

    Il respiro corale della trama, a tutti gli effetti un’epopea; l’acutissima capacità di descrizione psicologica dei personaggi; il lavoro sul linguaggio e la freschezza del montaggio: ecco alcuni degli ingredienti che rendono “Romanzo Criminale” una riuscita traduzione di avvenimenti di cronaca nella sintassi della fiction. Gerarchizzare ed umanizzare i “cattivi”; ricostruire i contesti storici in modo più reale che realistico, restituire ad un romanzo la profondità di un documento storicizzabile sono indice di abilità assolutamente fuori dal comune. Una docu-fiction è forse la definizione maggiormente indicata, senza ombra di pedanteria ma anzi con un afflato degno di una grande narrazione. In sostanza, un’opera vivida e incisiva che sicuramente rimane nella memoria così come i suoi personaggi. A proposito dei quali mi resta il dubbio di identificare quello protagonista della prima scena.

    ha scritto il 

  • 0

    null

    si, non sarà certo il romanzo del secolo e nemmeno dell'anno, ma vorrei comunque spendere due buone parole per questo libro. di facile lettura che soddisfa perché scritto bene e che ben dipinge la mal ...continua

    si, non sarà certo il romanzo del secolo e nemmeno dell'anno, ma vorrei comunque spendere due buone parole per questo libro. di facile lettura che soddisfa perché scritto bene e che ben dipinge la malavita romana tra lussi e cafonaggine. personaggi ben costruiti anche se poco profondi - o forse Perché profondi non lo erano. liberamente tratto dalla storia della banda della Magliana.

    ha scritto il 

  • 2

    Devo ammettere che la mia aspettativa era alta dopo aver tanto sentito parlare di questo romanzo, del film , della serie televisiva....e come spesso accade, più è alta l'aspettativa più è grande la de ...continua

    Devo ammettere che la mia aspettativa era alta dopo aver tanto sentito parlare di questo romanzo, del film , della serie televisiva....e come spesso accade, più è alta l'aspettativa più è grande la delusione, soprattutto per la mancanza di tensione narrativa ; più che un romanzo a volte mi è sembrato un lungo e dettagliato reportage giornalistico in cui, per rispetto della privacy, vengono cambiati i nomi.
    Forse è proprio per questa freddezza, per questo lungo elenco di incontri, scontri, tradimenti, rapine, spacci, assassini, alleanze, contro alleanze, tradimenti e scopate che già a metà libro non ne potevo più....
    Forse doveva essere più romanzo...o forse doveva essere più giornalistico...o forse è solo un libro sbagliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Libanese, il Freddo, Dandi, il Nero e Patrizia:sono gli spregiudicati criminali nella Roma degli anni '70. Nel volgere di pochi mesi, una potente banda si insedia saldamente al centro di ogni traff ...continua

    Il Libanese, il Freddo, Dandi, il Nero e Patrizia:sono gli spregiudicati criminali nella Roma degli anni '70. Nel volgere di pochi mesi, una potente banda si insedia saldamente al centro di ogni traffico illegale della Capitale. I suoi fondatori sono figli delle borgate, giovani, affamati. Ma la differenza tra loro e gli altri criminali, oltre alla rabbia e alla spietata determinazione, consiste nel fatto che hanno un progetto: prendersi tutta Roma. Il romanzo ci immerge in questo sogno criminale fin dall’inizio. Dopo un rapimento, alle prese un riscatto da spartire, al Libanese viene un'idea geniale: investire parte del bottino, per il bene comune e per trasformarsi in un'impresa ampia, ramificata. I ragazzi mostrano le qualità giuste. Intorno ai personaggi principali danzano e si alternano decine di figure: dall'enorme entourage criminale e malavitoso - memorabili Ricotta, Fierolocchio, Trentadenari, Ranocchia - fino a sfiorare i livelli più alti di connessione fra crimine organizzato e apparati di stato, e poi giudici e poliziotti corrotti e pavidi, risoluti e impotenti, giornalisti e pentiti, preti e usurai. Verità e invenzione si intrecciano in una trama capace di rivedere un'intera epoca e di ricostruire quindici anni di eventi e trame che hanno cambiato per sempre Roma e l'Italia. Romanzo Criminale non è un giallo. Il lettore non resta incollato alle pagine per scoprire chi è l'assassino. Certo, l'elemento thriller non manca, ma quello che avvince è la sensazione di trovarsi di fronte a un pezzo della storia d'Italia inquadrato dalla strada, un affresco corale, dove sbirri e delinquenti giocano la loro partita e la intrecciano con quella dell'intero Paese. Così, De Cataldo ha saputo creare un noir che per stile e ritmo mi è sembrata la versione nostrana dei capolavori di James Ellroy, quali Dalia Nera o L.A.Confidential, ma dal ritmo più umano, meno alienato, come è tipico della nostra letteratura.

    ha scritto il 

  • 5

    Una sola parola: EPICO. Questo non è solo un romanzo di cronaca giudiziaria, di morti ammazzati e di criminalità dilagante. È la nascita di un'epopea, che vede per protagonisti giovani ragazzi di peri ...continua

    Una sola parola: EPICO. Questo non è solo un romanzo di cronaca giudiziaria, di morti ammazzati e di criminalità dilagante. È la nascita di un'epopea, che vede per protagonisti giovani ragazzi di periferia, pronti a tutto pur di avere la loro occasione e prendersi Roma. De Cataldo sublime in tutto: descrizioni, dialoghi, psicologie. il suo libro migliore, tutto il resto è noia

    ha scritto il 

  • 4

    Giancarlo De Cataldo ci accompagna nel mondo criminale di Roma, dove figure stereotipate come quelle del Libanese, del Freddo, del Nero , di Fierolocchio ci sembrano del tutto vere in una società che ...continua

    Giancarlo De Cataldo ci accompagna nel mondo criminale di Roma, dove figure stereotipate come quelle del Libanese, del Freddo, del Nero , di Fierolocchio ci sembrano del tutto vere in una società che dapprima l'ha emarginati e poi li ha riiammessi grazie alla loro violenza e alla mancanza di scrupoli. L'altra faccia della medaglia è rappresentata dal commissario Scialoja e dal giudice Borgia che non si danno per vinti, anche se contro di loro tramano i poteri occulti dei servizi, il Vecchio in testa. Il racconto fila via senza intoppi, grazie ad un ritmo narrativo sostenuto e ad una capacità espositiva unica e piacevole. Il libro è ottimo ed è consigliato, per cercare di capire un po' di più la Roma criminale degli anni 70 e 80.

    ha scritto il 

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