Romeo e Giulietta

Di

Editore: Feltrinelli

4.4
(9466)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Svedese , Catalano , Polacco , Ceco , Galego

Isbn-10: 8807820889 | Isbn-13: 9788807820885 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere , Rosa

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Descrizione del libro
Testo originale a fronte

"Romeo e Giulietta" (1594-1595) è la tragedia dell'amore giovane in contrapposizione all'amore maturo di Antonio e Cleopatra: è la storia d'amore per eccellenza e lo è diventata proprio perché è molto di più. Odio, amore,nelle sue più diverse espressioni, la vita in famiglia, la vita sociale... L'intenzione stessa di Shakespeare non era quella di scrivere un dramma sentimentale ma una "grande e ricca tragedia di passioni umane", qualunque esse siano. E' sì una celebrazione del sentimento più romantico e "più antico del mondo" ma con una consistenza assolutamente naturalistica e per questo attuale.
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  • 4

    1 Tutto avviene in, più o meno, tre giorni. Romeo e Giulietta si conoscono e si amano fin da subito, passano una notte insieme, Romeo finisce in esilio, gran finale sulla tomba di Giulietta. Tutto acc ...continua

    1 Tutto avviene in, più o meno, tre giorni. Romeo e Giulietta si conoscono e si amano fin da subito, passano una notte insieme, Romeo finisce in esilio, gran finale sulla tomba di Giulietta. Tutto accade così velocemente da sembrare quasi irreale. Perché non pigliarsi più tempo? Diluire l'azione in uno-due mesi? Perché Romeo e Giulietta non hanno scampo. Che la loro storia pigli tre giorni o tre mesi è indifferente: tutto il dramma è pieno di richiami, costanti, a questo fatalismo, fin dal celebre "nato sotto una cattiva stella", alle decine di volte in cui Romeo o Giulietta ipotizzano il proprio suicidio o sognano la morte dell'altro. D'altronde, il prologo stesso ci dice quello che succederà. Noi assistiamo al loro amore consapevoli che a) s'ameranno; b) moriranno. E questa consapevolezza è presente, forse nemmeno troppo inconsciamente, anche in loro. E sta qua, per me, la grandezza della storia: Romeo non può non amare Giulietta; Giulietta non può non amare Romeo. Non hanno scelta. L'amore non ti lascia scelta.
    " Bacca. E che vuol dire che un destino non tradisce?
    Orfeo. Vuol dire che è dentro di te, cosa tua; più profondo del sangue, di là da ogni ebbrezza. nessun dio può toccarlo. " (Pavese, ovviamente)

    2 Noi conosciamo Romeo nel momento in cui è innamorato perso di un'altra ragazza. Oddio, innamorato perso, diciamo che si strugge per un'altra ragazza. Che ha fatto voto di castità. L'amore di Shakespeare è un amore sia spirituale (o psicologico o quello che è), ma anche fisico. Non a caso, sono molti i giochi di parole sconci. E, altrettanto, quella che appare come una virginale Giulietta, si concede a Romeo. suo sposo, appena il giorno dopo: l'amore è fisico, carnale. E' passione. E ignorarlo porta solo a roba brutta (Otello)

    3 Nessuno sa della storia d'amore fra Romeo e Giulietta, a parte il frate e la levatrice. Ed è, onestamente, la cosa più sorprendente. Cioè, diciamolo, per evitare tre quarti dei casini, probabilmente, sarebbe bastato dire del loro amore. Magari, sì, sarebbe stato piuttosto problematico e tutto, però, insomma, in fondo la pace sarebbe stata ben accolta da tutte e due le famiglie, per non dire dal Conte. Eppure, no. Nemmeno viene preso in considerazione dirlo. Anzi, le uniche due persone che lo sanno, porteranno più o meno involontariamente alla morte dei due amati. Un po' perché comunque si torna al discorso del fatalismo e del destino (la cattiva stella che blocca il messaggero o fa morire Mercutio [la calura, altra influenza del cielo]), un po' perché l'amore è incomunicabile. Appartiene unicamente ai due amanti, tagliando fuori l'intero universo. Cercare di fare entrare in contatto i due mondi porta soltanto alla confusione e all'incomprensione (Giulietta che piange, la levatrice che pensa che sia per il cugino).

    4 La morte non è una roba brutta. Cioè, sì, magari a evitarla era meglio, però non è la conclusione di un percorso di autodistruzione, nè, tanto meno, di fuga dalla realtà o che. Sia Romeo con il (finto) cadavere di Giulietta, sia Giulietta con il (vero) cadavere di Romeo accettano il proprio destino, lo abbracciano e fanno proprio. La morte è l'apogeo del loro amore, naturale conclusione di una storia che è nata e avvampata in appena tre giorni. La positività di una simile morte, di una simile accettazione, è rappresentata bene anche dal fatto che appena morti, le due famiglie si riconciliano. E non ci sta ironia in questo. Ci sta un'infinità malinconia, certo, ma anche molta letizia per un amore che è un destino, e che entrambi hanno fatto proprio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Esilarante

    Dopo un anno da Amleto, eccomi tornata a Shakespeare. Questa volta mi sono buttata sul classico dei classici, una delle storie d'amore inspiegabilmente più famose di tutti i tempi.
    Avete udito bene, ...continua

    Dopo un anno da Amleto, eccomi tornata a Shakespeare. Questa volta mi sono buttata sul classico dei classici, una delle storie d'amore inspiegabilmente più famose di tutti i tempi.
    Avete udito bene, ribadisco inspiegabilmente!
    Romeo e Giulietta di cui non racconterò la trama perché la sanno anche i bambini, ma mi soffermerò, spoilerando alla grande, su ciò che mi ha colpito e divertito.
    Intanto, Romeo. Che gran piagnone. Il dramma inizia con lui disperato per amore. Pensavo conoscesse già Giulietta, poverino, e invece no. Romeo si strugge per un'altra, Rosalina! Gli amici lo portano a una festa per distrarsi, perché è proprio esaurito, a casa della famiglia nemica per eccellenza della sua e dove se no?! E un Montecchi in casa dei Capuleti, anziché starsene schiscio che sennò lo massacrano, in cui viene inspiegabilmente tollerato, cosa fa? Dimentica all'istante la cara, vecchia Rosalina e si innamora perdutamente di Giulietta Capuleti che udite-udite... non ha ancora quattordici anni. Motivo per cui, scambiandolo forse per Big Jim, perde a sua volta la testa per l'impavido Romeo, che il giorno dopo la sposa di nascosto, e che però prima di consumare il matrimonio ammazza un cugino di sua moglie - per vendicare un amico appena ammazzato da costui, in pratica è una carneficina - e viene per questo esiliato. Allora Giulietta per non sposare e donare la sua verginità al conte a cui suo padre vuol darla in sposa - dopo averla chiamata bag*scia e putt*na , vi giuro, la chiama proprio così, senza asterischi, per averle sentito dire che insomma, si sente un po' giovane per un simile passo - si finge morta prendendo un medicinale datole dal frate che ha ufficiato le nozze clandestine con Romeo, che le dona per qualche ora una morte apparente. Però quando si sveglia, accanto alla sua tomba trova il conte-quasi-marito morto accanto a un altro ben più caro morto, suo marito Romeo!, suicidatosi scambiando la morte apparente della sposina per morte vera, e lei lo ama così tanto - lo conosce da ben 36 ore!- che si suicida anch'essa dandosi una pugnalata al cuore. Però poi le famiglie fanno pace, con buona pace di Shakespeare, che come in Amleto mi ha divertita da matti.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho sicuramente preferito altre opere di Shakespeare ma ovviamente anche Romeo e Giulietta merita di essere letto! Shakespeare è sempre un piacere da leggere, soprattutto per i suoi monologhi curati, c ...continua

    Ho sicuramente preferito altre opere di Shakespeare ma ovviamente anche Romeo e Giulietta merita di essere letto! Shakespeare è sempre un piacere da leggere, soprattutto per i suoi monologhi curati, consiglio a chi ha un po' di dimestichezza con la lingua inglese di leggere la versione con il testo a fronte in lingua originale, ha tutto un altro sapore!

    ha scritto il 

  • 5

    Opera meravigliosa con doppia lingua!

    La storia di Romeo e Giulietta è bellissima, ma questo lo sappiamo tutti. Bellissimi però sono anche i personaggi intorno a loro, quelli secondari, come, ad esempio, Mercuzio! In assoluto il mio perso ...continua

    La storia di Romeo e Giulietta è bellissima, ma questo lo sappiamo tutti. Bellissimi però sono anche i personaggi intorno a loro, quelli secondari, come, ad esempio, Mercuzio! In assoluto il mio personaggio preferito di tutto il libro. Mi ha fatto ridere, riflettere, sgranare gli occhi, chiedermi se era veramente folle e piangere.. Ho pianto più per lui che per Romeo e Giulietta! Hahaha

    ha scritto il 

  • 4

    Ecco la storia d'amore più idealizzata e sospirata dai romanticoni di ogni tempo: la cotta tra un ragazzino arrapato e una tredicenne, che dura cinque giorni e si conclude con tre morti ammazzati, due ...continua

    Ecco la storia d'amore più idealizzata e sospirata dai romanticoni di ogni tempo: la cotta tra un ragazzino arrapato e una tredicenne, che dura cinque giorni e si conclude con tre morti ammazzati, due suicidi e una schiattata di crepacuore.
    Solamente il grande Shakespeare, con i suoi monologhi suadenti, la meravigliosa levigatezza dei suoi dialoghi e l'esilarante oscenità delle sue battute, poteva riuscire a trasformare un tale strazio in un'opera di universale fascinazione e di fama imperitura.
    Personalmente però, più del tema della passione travolgente e funesta, nella tragedia ho apprezzato la trattazione dell'irrimediabilità del destino (quand'esso venga favorito dalla violenza e dalla stupidità degli uomini), e quindi il risvolto politico della faida insanguinata tra le famiglie Montecchi e Capuleti nella Verona del 1300. Inoltre rispetto ai due protagonisti, assai patetici ma a mio parere privi di quell'autentica profondità umana che si percepisce in altri personaggi disgraziati di Shakespeare, ho preferito figure più polpose e sincere (non necessariamente per qualità positive), come quella gretta e materialista della Nutrice e soprattutto quella piena di spirito di Mercuzio.

    ha scritto il 

  • 4

    Immaginavo “Romeo e Giuletta” un po’ diverso dalla realtà (forse anche a causa di un po’ di pregiudizio), ma la tragedia amorosa ha una carica emotiva molto forte, che ti trascina facilmente fra le pa ...continua

    Immaginavo “Romeo e Giuletta” un po’ diverso dalla realtà (forse anche a causa di un po’ di pregiudizio), ma la tragedia amorosa ha una carica emotiva molto forte, che ti trascina facilmente fra le parole. Sorvolando su Giulietta (che in alcuni momenti mi fa ricordato la Lucia di Manzoni), ho apprezzato particolarmente Romeo: forte, passionale ed umano, non si può fare a meno di condividere con lui follia, amore e ragione. Romeo è quel personaggio che non puoi fare a meno di apprezzare con tutti i suoi difetti ed errori, parteggiando sempre e comunque per lui.
    I discorsi sono costruiti divinamente, con il giusto carico di pathos, spezzato in maniera leggera da scenette comiche e battute irriverenti. In questo senso, spicca Mercuzio, animo poetico ed estroso capace di dominare la scena con i suoi monologhi.

    ha scritto il 

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