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Room

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Publisher: Pan Macmillan

4.0
(842)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi traditional , Dutch , Greek , Danish , Portuguese , Swedish , German , French , Czech

Isbn-10: 0330519018 | Isbn-13: 9780330519014 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , eBook , Audio CD

Category: Children , Crime , Fiction & Literature

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Book Description
. . Told in Jack's voice, Roomis the story of a mother and son whose love lets themsurvive the impossible.
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  • 4

    Ho divorato questo libro in pochi giorni, come non mi capitava da tanto tempo. Originale, durissimo e tenero nello stesso tempo...non è un capolavoro ma merita tanto di essere letto!

    said on 

  • 5

    Divorato!

    Su consiglio di un'amica ho iniziato a leggere questo libro e ho finito per divorarlo in 24 ore, senza rendermene nemmeno conto.
    Impossibile non affezionarsi al piccolo Jack e alla sua Ma' e impossibile non tifare per loro e non immedesimarsi nei personaggi e nell'angoscia per quello che stanno v ...continue

    Su consiglio di un'amica ho iniziato a leggere questo libro e ho finito per divorarlo in 24 ore, senza rendermene nemmeno conto. Impossibile non affezionarsi al piccolo Jack e alla sua Ma' e impossibile non tifare per loro e non immedesimarsi nei personaggi e nell'angoscia per quello che stanno vivendo.

    said on 

  • 4

    Genialata o scelta azzardata?

    Un uomo rapisce una ragazza, la tiene segregata in un capanno per anni, violentandola ripetutamente, e da questo rapporto malato, nasce un bambino, Jack.


    Ora, pensate che la storia sia narrata dal punto di vista di questo bambino, che per cinque anni non conosce niente del mondo se non la ...continue

    Un uomo rapisce una ragazza, la tiene segregata in un capanno per anni, violentandola ripetutamente, e da questo rapporto malato, nasce un bambino, Jack.

    Ora, pensate che la storia sia narrata dal punto di vista di questo bambino, che per cinque anni non conosce niente del mondo se non la Stanza in cui vive con la sua Ma' e avrete una vaga idea di com'è questo romanzo.

    Scrivere una storia del genere dal punto di vista di un bambino di cinque anni è allo stesso tempo una genialata e una scelta azzardata.

    E' una genialata perchè la storia in questo modo - da che dovrebbe sembrare cupa e opprimente - assume un tocco di leggerezza e di candore che solo gli occhi di un bambino possono donare. Per non traumatizzarlo, infatti, la mamma gli lascia credere che la Stanza sia il mondo, e che non esista niente al di fuori di esso: tutto ciò che è nella televisione non esiste, è pura fantasia, e gli unici amici che ha sono gli oggetti che sono intorno a lui (Specchio, Armadio, Pettine, Vasca, Tavolo, Sedia).

    Ma è anche una scelta azzardata. Il perchè...beh, diciamo che ci vuole un bel po' di sospensione di incredulità da parte del lettore per riconoscere tali proprietà di linguaggio da parte di un bambino di cinque anni, che coniuga verbi come a volte nemmeno un adulto sa fare e il cui più grave errore è dire "fortitudine" al posto di "forza".

    Ma vabbè, capisco anche che questo dettaglio non sarebbe mai potuto essere realistico, un racconto sgrammaticato sarebbe andato a discapito della narrazione.

    A parte questo dettaglio, infatti, il romanzo è assolutamente splendido: commuove, diverte, fa arrabbiare...semplicemente, emoziona. E non si riesce a smettere di leggere se non quando si è arrivati alla fine.

    said on 

  • 3

    ...e mezza.

    Narrazione veloce. Drammaticità senza morbosità, amore senza sdolcinature, senso di compassione senza scivolare nel patetico. Insomma, un’esposizione terrificante ma asciutta. Il linguaggio è quello di Jack. Lui ha cinque anni e da sempre vive nella “Stanza” con la sua Ma’. È il suo mondo, il mon ...continue

    Narrazione veloce. Drammaticità senza morbosità, amore senza sdolcinature, senso di compassione senza scivolare nel patetico. Insomma, un’esposizione terrificante ma asciutta. Il linguaggio è quello di Jack. Lui ha cinque anni e da sempre vive nella “Stanza” con la sua Ma’. È il suo mondo, il mondo di “Dentro”. Quello di “Fuori” lo conoscerà tra poco, appena Ma’ troverà il coraggio di attuare il piano B. Con il suo linguaggio semplice Jack ci accompagnerà fino alla fine. È un libro di fantasia, ma la cronaca è piena di fatti così, ed è agghiacciante solo il pensiero. Insopportabile pensare che l’essere umano possa trasformarsi in un mostro che concentra in sé solo male allo stato puro. Alla fine viene voglia di abbracciare il piccolo e coraggioso Jack e la sua Ma’, che è riuscita a costruire nel “Dentro” un mondo sopportabile per sé e per suo figlio.

    said on 

  • 4

    FANTASIA O REALTA'?

    Veramente dolce questa lettura, bello e particolare, brava la scrittrice nell'immedesimarsi in un bimbo di 5 anni, rapporto madre figlio speciale, risolutive le ultime tre pagine, consigliato a tutti, sembra tutto vero.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Intense

    A poignant story about a teenager who's kidnapped and taken prisoner for seven years bearing two children by her captor. The kind of tale that steals your breathing air. Terrifying. Told from the point of view of the five-year old son she has, we discover what everyday life in Room's like and wha ...continue

    A poignant story about a teenager who's kidnapped and taken prisoner for seven years bearing two children by her captor. The kind of tale that steals your breathing air. Terrifying. Told from the point of view of the five-year old son she has, we discover what everyday life in Room's like and what happens when both prisoners escape. A narrator similar to the one in The Boy in stripped pyjamas.

    said on 

  • 5

    Libro spettacolare, il narratore è un bimbo di cinque anni che narra la sua vita dentro una sola stanza che per lui è tutto il mondo visto che non ne è mai uscito. Indimenticabile. Merita!

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    I never thought it would be that shocking when I read this. I was attracted by the synopsis on the little boy who lived in the room for 5 years. The author was so talented that the description of the Room and the happening is just so lively I can visualize the interior if the Room myself. This is ...continue

    I never thought it would be that shocking when I read this. I was attracted by the synopsis on the little boy who lived in the room for 5 years. The author was so talented that the description of the Room and the happening is just so lively I can visualize the interior if the Room myself. This is totally a tragedy. My heart aches when I read about their lives in the Room.

    I was surprised to see the Great Escape in the middle of the story. I thought they were meant to stay at the Room for most of the story but It's not the case. I can't even breathe when I read about Jack's Great Escape.

    Nevertheless the emphasis is not on those scenes, it is the lives after the escape. It is the lives which are expected to be back to "normal". But it does not seem to be normal and it's actually quite hard. I was impressed by the discussion of Jack on TV, "we are like Jack in a sense, locked in our own room, then we are confused when we are released to the new world."

    said on 

  • 4

    Che ansia leggere questo libro. Pensare che nel mondo ci sono stati e ci sono ancora ragazze e bambini che vivono queste esperienze mette i brividi. Forse avrei migliorato un po' il finale.

    said on 

  • 4

    Di sicuro è un libro originale e allo stesso tempo irrimediabilmente "strano". Strano con quell'accezione che si dà all'aggettivo inglese di weird. Non è stato facile entrare nell'ottica di un bambino di cinque anni che non ha mai visto il mondo al di fuori della propria stanza. Jack è un ...continue

    Di sicuro è un libro originale e allo stesso tempo irrimediabilmente "strano". Strano con quell'accezione che si dà all'aggettivo inglese di weird. Non è stato facile entrare nell'ottica di un bambino di cinque anni che non ha mai visto il mondo al di fuori della propria stanza. Jack è un personaggio difficile con cui relazionarsi, non dico per gli altri personaggi, ma per il lettore imprigionato nell'atmosfera angusta del suo punto di vista. E l'autrice si è addossata un compito molto delicato: labilissimo infatti il confine fra cui una resa può apparire "finta", non adatta oppure possibile e valida. Al giorno d'oggi agli scrittori piace tanto piazzare come protagonista un bambino, e mi spiace che in molti casi finisca per risultare un bambino prodigio e molto precoce per via del fatto che, forse, non si sa esattamente come indossare le vesti di un bambino un attimo più reale. Per carità: in alcuni casi finisce per funzionare davvero, in altri a mio parere stride e sa di pretenzioso. Io stessa non sempre riesco a ricordarmi davvero com'era il mondo quando avevo cinque anni, come lo pensavo nei dettagli, e nel caso di Jack un paragone con la mia d'infanzia è del tutto sbagliato. La resa del suo personaggio a volte sembra sfiorare questa tendenza, ma si para dietro mille condizioni per cui sono stata in difficoltà nel giudicare bene o male: ad esempio il fatto che appaia così spiccatamente accurato nel definire situazioni o oggetti con una terminologia che io avrei saputo acquistare solo un po' di anni dopo può essere giustificato dalla particolare cura della madre nell'incrementare il suo vocabolario, ma sembra forzato che non sia in grado di riparare agli stessi errori sintattici usati così frequentemente, nonostante la madre lo corregga ogni volta. Mi è sembrato un evidente tentativo molto raffazzonato dell'autrice per non cadere nell'aurea di bambino prodigio che ha tentato davvero di scacciare (lo apprezzo moltissimo), ma con rimedi ogni tanto un po' goffi. Nonostante ciò in generale non ho avuto troppo di cui lamentarmi, anzi, sono soddisfatta. Io che poi in generale non simpatizzo troppo con i bambini, seguendo la voce di Jack attraverso tutto ciò che accadrà ho finito per affezionarmi a lui. Non sono d'accordo con chi dice che la seconda parte sia noiosa, molto meno interessante rispetto alla prima parte così incalzante - e in effetti lo è, complice il senso di mistero attorno alla condizione di Jack e la madre e poi ancora più interessante il culmine con la parte "adrenalinica" della vicenda -. La seconda parte permette un avvicinamento a Jack molto più profondo di prima, di certo è più lenta, meno ricca di eventi interessanti da un punto di vista dell'intreccio, ma è tutto ciò che si crea tra il lettore e Jack che conta. O meglio, io ho sentito qualcosa di più forte rispetto a prima dove ero molto più interessata a capire cosa fosse successo rispetto al personaggio singolo di Jack. E a mio parere la resa di ciò che vuole rappresentare i passi successivi della storia è fatta bene, non genera chissà quali perplessità o disaccordi, anche perché io stessa avrei avuto un sacco di difficoltà a riprodurre una situazione del genere, così abitudinale da diventare ovvia. Un'esperienza insolita, a volte disturbante, ma alla fine lascia calore, come tutti quei libri in cui si accompagna qualcuno per mano e si finisce per apprezzare la convivenza temporanea, e poi perfino quando il personaggio lascia ad intendere che continuerà senza di te, mettendo la parola fine, un po' di affetto misto a nostalgia. Se poi la mano abbandonata è quella di un bambino con ancora la sua innocenza, tenera concezione del mondo a cui spesso faremmo ritorno, allora tutto si fa ancora più dolce. Viene spontaneo chiedersi che ne sarà di Jack, come verrà su, ma allo stesso tempo va bene così, tagliare e conservare il ricordo di quando Jack viveva in tua compagnia, lasciando il futuro nell'ignoto, come una cosa non tua e che deve rimanere così. Accarezzarlo solo con l'immaginazione e la sensazione piacevole di interessarsi a qualcuno come se fosse una persona reale con una sua vita che continua, sperando che la Donoghue nella sua mente l'abbia immaginata ricca e con la giusta porzione di felicità.

    said on 

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