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Rosa cándida

By

Publisher: Alfaguara

3.7
(725)

Language:Español | Number of Pages: 271 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , English , Italian , German , Danish , Dutch , Chi traditional

Isbn-10: 8420407917 | Isbn-13: 9788420407913 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Enrique Bernárdez

Also available as: eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
El joven Arnljótur decide abandonar su casa, a su hermano gemelo autista, a su padre octogenario y los paisajes crepusculares de montañas de lavas cubiertas de líquenes. Su madre acaba de tener un accidente y, al borde de la muerte, aún reúne fuerzas para llamar a su hijo y darle unos últimos consejos. Un fuerte lazo les une: el jardín y el invernadero donde ella cultivaba una extraña variedad de rosa: la rosa candida, de ocho pétalos. Es en ese mismo invernadero donde una noche, imprevisiblemente, Arnljótur había amado a Anna, una amiga de un amigo….

En un país cercano, en un antiguo monasterio, existe una rosaleda legendaria. De camino hacia ese destino, Arnljótur está, sin saberlo, iniciando un viaje en busca de sí mismo.
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  • 4

    Quando un libro diventa un amico che fa tenerezza.

    Un romanzo tenero, rilassante, di una lentezza commovente. In cui ogni personaggio è buono fino al midollo e, per non offendere o far soffrire chi c'è attorno non si parla di sentimenti, ma di ricette ...continue

    Un romanzo tenero, rilassante, di una lentezza commovente. In cui ogni personaggio è buono fino al midollo e, per non offendere o far soffrire chi c'è attorno non si parla di sentimenti, ma di ricette o sistemi per coltivare un buon orto. Ognuno ha paura a fare un passo in più e, se lo osa, si pente subito pensando a come chiedere "scusa".
    Mi ha tenuto compagnia per tante sere e trasmesso molta serenità. Perché in fondo, io sono come il giovane del libro. In particolari situazioni non tiro fuori quello che ho dentro nemmeno sotto tortura. La mia filosofia è sempre stata: se lo capisce bene, altrimenti amen. E infatti "amen".
    Buona lettura.

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  • 5

    È uno di quei libri a cui mi sono affezionata e mi spiaceva terminare; molto tenero,dolce,piacevole. Il ventiduenne islandese Lobbi lascia la sua isola per l'Europa,per andare a ricostruire un giardin ...continue

    È uno di quei libri a cui mi sono affezionata e mi spiaceva terminare; molto tenero,dolce,piacevole. Il ventiduenne islandese Lobbi lascia la sua isola per l'Europa,per andare a ricostruire un giardino di un monastero in un paesino sperduto di cui non trapela un nome. Ma con l'isola lascia oltre al papà vedovo e al fratello autistico,anche una giovane figlia di pochi mesi,Flora-Sol ( ...."l'incarnazione della mia negligenza in materia di contraccezione"...come la chiama) frutto di una notte d'amore con Anna. Quando il giardino rinasce e il roseto torna agli antichi splendori (con in più la "rosa candida"una rosa a otto petali i cui piantini Lobbi ha portato dall'Islanda),arriva al paesino Anna con la figlia di otto mesi per affidarla al papà in quanto lei deve occuparsi della tesi di laurea in genetica. E qui incomincia il nascere,il crescere,il mescolarsi di nuovi sentimenti: padre-figlia, Lobbi-Anna,Lobbi-Anna-Flora Sol finchè Anna si defila perchè non ancora pronta a questi rapporti profondi:..."non devi innamorarti di me,non so se ne sarei all'altezza..."

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  • 4

    Delicato

    La storia è carina, l'ambientazione piacevole, ma ciò che più mi ha colpito è stata la sensazione di dolcezza, di pace, di tranquillità che ho provato leggendolo.

    said on 

  • 2

    La vita non si accende e non si spegne così per caso

    Forse è l’instabilità di una terra che trema, che appare come un gigantesco ossimoro, a spingere Lobbi- all’anagrafe Arnljotur Thorir- lontano dalla sua Islanda verso una località che non ci è dato sa ...continue

    Forse è l’instabilità di una terra che trema, che appare come un gigantesco ossimoro, a spingere Lobbi- all’anagrafe Arnljotur Thorir- lontano dalla sua Islanda verso una località che non ci è dato sapere, con un cartoccio di talee di una rara rosa senza spine da far germogliare. La cattolica scrittrice islandese riesce a gestire su carta le sue sparute intuizioni con pigra sufficienza, che si avrebbe già voglia di puntare i riflettori oltre la vacuità di questa storia, un po’ fiabesca e un po’ allegorica. Peccato

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Ho provato un lieve senso di disorientamento. Spaziale, innanzi tutto, perché inizia in Islanda, prosegue con un volo aereo in preda ad un attacco di appendicite acuta e sfocia nel roseto di un ignoto ...continue

    Ho provato un lieve senso di disorientamento. Spaziale, innanzi tutto, perché inizia in Islanda, prosegue con un volo aereo in preda ad un attacco di appendicite acuta e sfocia nel roseto di un ignoto famoso monastero… del nord Europa? Del centro Europa? Del sud Europa? In Francia? In Italia? Non si sa, l’autrice gioca con le parole e confonde ad ogni passo. L’unico indizio è che in quel paese il pesce si vende intero e non esiste il pangrattato (cosa che manda in paranoia il protagonista che, probabilmente, non avendo il televisore e non vedendo Masterchef, non sa che un’ottima panatura la potrebbe ottenere anche con i semini di sesamo, di papavero, con i cornflakes, con fette biscottate sbriciolate, o che, insomma, cosa ci vuole a far seccare due panini nel forno e ridurli in poltiglia?). Non voglio scherzare, così spezzo la magia del libro che, tuttavia, a tratti, è così inverosimile che mi ha portato a pensare che potrebbe non essere una storia reale, ma una favola.

    Il risultato di un quarto di notte di sesso con una sconosciuta, nella penombra di una serra dove le forme delle foglie si proiettano sulla pelle, è quello di diventare padre di un esserino biondo: una bambina buona, che mangia tutta la pappa, dorme la notte intera, dove la metti sta, sorride sempre, non piange mai, non fuma, non sporca, non rompe. Secondo voi, potrebbe essere reale? Un ragazzino ventenne che non ha mai avuto una relazione e cerca di costruirla con questa neomamma sconosciuta, che diventa padre suo malgrado, che impara a cucinare, a essere responsabile, a prendersi cura di qualcuno, forse vede solo il bello di un bambino, ed è ciò che descrive. Ma come può non spaventarsi di fronte a tutto questo, e soprattutto, di fronte ad un abbandono? Inoltre, senza soldi e con un lavoretto da giardiniere, come può mantenere tre persone e cucinare tutti i giorni fettine di vitello al vino rosso con patate?

    Sì, forse è una favola, forse una metafora, forse una storia che, tutto sommato, potrebbe anche succedere. Ciò che resta di fondo è l’estrema dolcezza della narratrice che sfuma ogni cosa, anche la raucedine che permane dopo un intervento chirurgico, che fa sentire il profumo delle rose dei giardini e che avvolge di tenerezza chi sta imparando ad amare. Ma mi ha disorientata così tanto, che ci ho letto una gran tristezza, e mi ha lasciato con gli occhi bassi a fissare il vuoto.

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  • 4

    Un giovanissimo ragazzo islandese, in cammino nella sua vita, ripercorre il suo passato (e presente) di figlio nello stesso momento in cui inizia il suo (presente e) futuro di padre.
    I legami affetti ...continue

    Un giovanissimo ragazzo islandese, in cammino nella sua vita, ripercorre il suo passato (e presente) di figlio nello stesso momento in cui inizia il suo (presente e) futuro di padre.
    I legami affettivi, ma anche genetici e comportamentali, affiorano attraverso tre generazioni dipingendo un quadro tenero come le fotografie di Anne Geddes tanto da avermi messo addosso una gran voglia di bambini piccoli (che frustazione essere nella terra di mezzo tra l'essere diventata mamma e il diventare nonna).
    Nella parte finale del libro ci si metterà anche l'amore a dare un'ultima pennellata al già intenerito cuore del lettore.

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  • 3

    Una delicata storia di formazione da leggersi in una chiave qua e là simbolica. Un tono fiabesco è suggerito dall'indeterminatezza dei luoghi e dalle caratteristiche sfumate dei personaggi , a cominc ...continue

    Una delicata storia di formazione da leggersi in una chiave qua e là simbolica. Un tono fiabesco è suggerito dall'indeterminatezza dei luoghi e dalle caratteristiche sfumate dei personaggi , a cominciare dal protagonista con la sua passione per il giardinaggio, i suoi esperimenti culinari, la sua improvvisa dedizione paterna, i suoi pensieri "sulla morte, il corpo, le piante".
    Carino.

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