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Rosa cándida

By

Publisher: Alfaguara

3.7
(680)

Language:Español | Number of Pages: 271 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , English , Italian , German , Danish , Dutch , Chi traditional

Isbn-10: 8420407917 | Isbn-13: 9788420407913 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Enrique Bernárdez

Also available as: eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
El joven Arnljótur decide abandonar su casa, a su hermano gemelo autista, a su padre octogenario y los paisajes crepusculares de montañas de lavas cubiertas de líquenes. Su madre acaba de tener un accidente y, al borde de la muerte, aún reúne fuerzas para llamar a su hijo y darle unos últimos consejos. Un fuerte lazo les une: el jardín y el invernadero donde ella cultivaba una extraña variedad de rosa: la rosa candida, de ocho pétalos. Es en ese mismo invernadero donde una noche, imprevisiblemente, Arnljótur había amado a Anna, una amiga de un amigo….

En un país cercano, en un antiguo monasterio, existe una rosaleda legendaria. De camino hacia ese destino, Arnljótur está, sin saberlo, iniciando un viaje en busca de sí mismo.
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  • 4

    Un giovanissimo ragazzo islandese, in cammino nella sua vita, ripercorre il suo passato (e presente) di figlio nello stesso momento in cui inizia il suo (presente e) futuro di padre.
    I legami affettivi, ma anche genetici e comportamentali, affiorano attraverso tre generazioni dipingendo un ...continue

    Un giovanissimo ragazzo islandese, in cammino nella sua vita, ripercorre il suo passato (e presente) di figlio nello stesso momento in cui inizia il suo (presente e) futuro di padre.
    I legami affettivi, ma anche genetici e comportamentali, affiorano attraverso tre generazioni dipingendo un quadro tenero come le fotografie di Anne Geddes tanto da avermi messo addosso una gran voglia di bambini piccoli (che frustazione essere nella terra di mezzo tra l'essere diventata mamma e il diventare nonna).
    Nella parte finale del libro ci si metterà anche l'amore a dare un'ultima pennellata al già intenerito cuore del lettore.

    said on 

  • 3

    Una delicata storia di formazione da leggersi in una chiave qua e là simbolica. Un tono fiabesco è suggerito dall'indeterminatezza dei luoghi e dalle caratteristiche sfumate dei personaggi , a cominciare dal protagonista con la sua passione per il giardinaggio, i suoi esperimenti culinari, la su ...continue

    Una delicata storia di formazione da leggersi in una chiave qua e là simbolica. Un tono fiabesco è suggerito dall'indeterminatezza dei luoghi e dalle caratteristiche sfumate dei personaggi , a cominciare dal protagonista con la sua passione per il giardinaggio, i suoi esperimenti culinari, la sua improvvisa dedizione paterna, i suoi pensieri "sulla morte, il corpo, le piante".
    Carino.

    said on 

  • 2

    Molto molto femminile nell'emotività, addirittura troppo. Fin troppo distante da quella del sottoscritto...

    La storia non è male ma troppo piatta per i miei gusti: son mancati situazioni o dettagli che mi facessero scattare l'attenzione.
    La dolcezza ed il senso materno parte dalla co ...continue

    Molto molto femminile nell'emotività, addirittura troppo. Fin troppo distante da quella del sottoscritto...

    La storia non è male ma troppo piatta per i miei gusti: son mancati situazioni o dettagli che mi facessero scattare l'attenzione.
    La dolcezza ed il senso materno parte dalla copertina e scorre lungo tutto il romanzo, rendendo quest'opera più adatta ad un pubblico del gentil sesso che a quello maschile.

    said on 

  • 4

    Un fiore sbocciato dal muschio

    Muschio, potrebbe essere questa la parola chiave.


    Alla fine, quale miglior discrimine per valutare la propria disposizione d’animo nei confronti di quest’opera? Girate al largo se non siete in vena di una narrazione lieve e senza scossoni; questa lettura che si affronta come una passeggiat ...continue

    Muschio, potrebbe essere questa la parola chiave.

    Alla fine, quale miglior discrimine per valutare la propria disposizione d’animo nei confronti di quest’opera? Girate al largo se non siete in vena di una narrazione lieve e senza scossoni; questa lettura che si affronta come una passeggiata sulle soffici e scarne distese di muschio islandese non fa per voi, vi annoiereste alquanto. Ma se, invece, già ne pregustate l’odore e la semplicità ed è una bella dose di serenità ciò che state cercando, allora toglietevi pure le scarpe e cominciate a camminare: Rosa candida è il libro che fa al caso vostro.

    Uno stile piano, privo di acuti, e una storia altrettanto lineare, intessuta di quotidianità, sono gli espedienti che permettono al lettore di entrare con discrezione nella mente candida di Arnljótur, protagonista e voce narrante del libro, il quale dice di continuo di avere ricorrenti pensieri sul corpo, suo e degli altri, eppure ritrovandosi da solo con una ragazza non fa che pensare alle sue talee o parlare di rose e di muschio.

    E, in effetti, la vita compie per lui il suo girotondo proprio attorno alle piante, passione trasmessagli dalla defunta madre nello stesso luogo, una serra, nel quale concepisce sua figlia, frutto di una relazione occasionale. Arnljótur – o Lobbi, come il padre affettuosamente lo chiama – ha solo ventidue anni e questi due eventi finiscono con il segnare la sua esistenza, indicando il tempo maturo per un trapianto perché una vita nuova possa germogliare.

    Il percorso di crescita del protagonista viene raccontato con una delicatezza per certi versi sin troppo femminile, ma tale da consentire pian piano al lettore la possibilità di mettere radici nel punto di vista di Arnljótur e assistere insieme a lui allo sbocciare di un senso nuovo. Egli scopre, infatti, che non esiste ai suoi occhi un fiore più luminoso della sua piccola Flóra Sól, un personaggio la cui vivacità non ha pari nel libro, rendendolo dal momento della sua comparsa di gran lunga più coinvolgente.

    In questo senso, una particolare menzione va alla copertina, capace di rendere alla perfezione il tono del racconto, il tempo sospeso in cui un bocciolo si schiude e si rivela più tenero e profumato del muschio da cui incredibilmente è germogliato.

    Per scoprire di più: http://grulloparlante.wordpress.com/

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