Rose Madder

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Publisher: Popular Culture Ink

3.6
(2511)

Language: English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Russian , Dutch , French , Greek , Portuguese , Czech , Polish , Danish , Swedish , Indonesian

Isbn-10: 0765103990 | Isbn-13: 9780765103994 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , eBook , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
When Rose Daniels sees the drop of blood on the bedsheet, she knows she must escape her marriage and her savage husband before it's too late. But escape is not that easy. Norman isn't willing to let her go without a fight.
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  • 3

    Capita spesso di leggere di notizie riguardanti episodi di violenza domestica, nei quali la maggior parte delle volte è la donna a subire la rabbia del proprio compagno. Rose è una di queste donne.
    Il ...continue

    Capita spesso di leggere di notizie riguardanti episodi di violenza domestica, nei quali la maggior parte delle volte è la donna a subire la rabbia del proprio compagno. Rose è una di queste donne.
    Il libro inizia nella violenza: Rose è a terra sanguinante e sta per abortire in seguito alle botte ricevute dal proprio marito, Norman, il quale è del tutto indifferente al suo dolore e chiama l’ambulanza con la stessa tranquillità con cui si ordina una pizza e al richiamo di Rose, che sottolinea come stia per perdere il bambino, il carnefice risponde con una frase scioccante: “è una cosa da niente, è solo un bambino, puoi averne un altro”. Rose finisce in ospedale, il marito se la cava con una bugia semplice ma efficace e c’è un salto temporale di anni. Nel capitolo che segue il prologo Rose si accorge di una macchia di sangue sul letto e questo la sblocca, tanto che decide di scappare di casa dopo ben quattordici anni di sofferenza, di annullamento totale della propria personalità. Lascia quindi la città in cui vive e un gentile bigliettaio alla stazione degli autobus la indirizza alle Figlie & Sorelle, un’associazione al femminile che si occupa di donne maltrattate. Al banco dei pegni dove decide di recarsi per disfarsi della sua fede nuziale incontra Bill Steiner, figlio del proprietario ed un signore che le offre un lavoro nella sua ditta di audiobooks; sempre al banco dei pegni viene attratta da uno strano quadro raffigurante un tempio ed una donna con un chitone che lo osserva: l’elemento sovrannaturale del romanzo: il mondo del quadro è infatti un mondo che ha in sé forti elementi mitologici (un toro in un labirinto, acque che causano l’oblio ecc.) e la donna del quadro è l’unica che possa aiutare Rose a liberarsi della costante minaccia rappresentata dal proprio marito violento, il quale continua a cercarla.

    Lo dico subito: il libro mi è piaciuto e l’ho trovato godibile da leggere, ma nello stesso tempo l’ho trovato abbastanza pesante in alcuni passaggi. Il tema portante del romanzo, la violenza sulle donne, viene trattato con forza dall’autore, il quale ha il merito di aver creato una protagonista ben caratterizzata che gode di uno sviluppo estremamente interessante durante tutto il romanzo, uno sviluppo che la porta dall’essere insicura e debole sotto le torture del marito a decisa e forte, seppur senza mai diventare “invincibile”, nel suo voler ricrearsi una vita propria: non un’eroina, una persona. Questo cambiamento nel carattere è dovuto in parte alla sua forza interiore nascosta, dall’altro al quadro raffigurante la donna con il chitone, una figura ispirante per la protagonista, il suo alter ego forte e risoluto e anche a Bill Steiner, che rappresenta un nuovo inizio. Dall’altra parte abbiamo un antagonista altrettanto ben caratterizzato nella sua terribile malvagità, nella sua pazzia che nel corso del romanzo peggiorerà fino a scoppiare in una serie di atti di immane crudeltà.
    Accanto a queste due figure simboliche (Rose un simbolo di coraggio per le donne; Norman simbolo del marcio che a volte corrode gli uomini) ce ne sono altre di minor importanza, meno caratterizzate e più stereotipate, ma importanti per lo sviluppo di Rose: Anna Stevenson e le ragazze de “Figlie e Sorelle”, il Signor Lefferts e lo stesso Bill Steiner.
    Ecco, la minor caratterizzazione di personaggi secondari (cosa a cui King non abitua il lettore) l’ho trovata da una parte giusta in quanto il focus è su Rose e Norman, ma dall’altra penso che sarebbe stato giusto dare più spazio anche a loro, se non altro per evitare tutte le parti ridondanti che è il punto negativo del romanzo, a mio modo di vedere. Ho trovato snervanti le ripetizioni dei pensieri di Rose rivolti alla donna del quadro (fonte di ispirazione, certo, ma descriverne mille volte le caratteristiche fisiche non serve) e i pensieri di Norman rivolti alla moglie (si è capito che la vuole trovare, non serve ripeterlo per tutto il romanzo, scrivendo righe e righe sempre su questa cosa, allungando così il brodo). In aggiunta a ciò, trovo che le parolacce nelle parti di Norman siano troppe e sempre le stesse, rendendo di fatto pesante la lettura. Sia chiaro che non sono contro le parolacce, ma quando vengono usate troppo spesso e oltretutto in modo ripetitivo, allora non sono d’accordo.

    Qualche tempo fa è nato in me il desiderio di leggere nuovamente la Torre Nera, la saga fantasy Kinghiana, ma nello stesso tempo avevo pensato che non avrei potuto farlo senza prima aver letto i libri ad essa collegati. Questo romanzo è chiaramente collegato alla Torre Nera, in quanto è presente una citazione che riguarda la città di Lud, dalla quale i protagonisti passano durante il loro viaggio verso la Torre; inoltre si può intuire come sia ambientato nello stesso universo narrativo di Misery, perché viene più volte citato il nome dello scrittore (Paul Sheldon) e del personaggio da lui inventato per la sua serie di romanzi. Amo questo continuo citazionismo nei libri di King, che viene arricchito anche da citazioni ad altri romanzi di altri autori, il che porta alla scoperta di nuove, interessanti, storie.
    Infine è giusto sottolineare la buonissima traduzione operata dal mitico Tullio Dobner.

    Un buon romanzo questo Rose Madder, da leggere almeno una volta, ma che non regge il confronto con altre produzioni Kinghiane nonostante la sua tematica tristemente attuale e ben sviluppata.

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  • 4

    Non è il migliore, ma il messaggio che lancia contro la violenza sulle donne mette in secondo piano eventuali pecche stilistiche. Secondo me, la parte paranormale è molto bella e poetica, in linea con ...continue

    Non è il migliore, ma il messaggio che lancia contro la violenza sulle donne mette in secondo piano eventuali pecche stilistiche. Secondo me, la parte paranormale è molto bella e poetica, in linea con la trama; la trasposizione allegorica della situazione della protagonista che si fonderà con la potente Rose Madder, diventando poi quella che è davvero: una donna libera

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  • 3

    Premetto che non sono una grande fanatica del paranormale tendente all'horror, ma nonostante ciò il libro mi è piaciuto. Questo perché il romanzo è un vero e proprio thriller, soprattutto nella prima ...continue

    Premetto che non sono una grande fanatica del paranormale tendente all'horror, ma nonostante ciò il libro mi è piaciuto. Questo perché il romanzo è un vero e proprio thriller, soprattutto nella prima metà, e l'autore tratta di un tema difficile come la violenza sulle donne con grande coraggio e in modo ammirevole. Lo stile di King è impeccabile e la trama scorre veloce, ma nella seconda parte del romanzo, con l'inserimento, a mio parere un po' troppo forzato, della parte paranormale con il quadro vivente, la trama perde credibilità e secondo me peggiora.
    Nonostante questo, si tratta senza dubbio di un buon romanzo che consiglio a tutti.

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  • 3

    Non uno dei migliori...

    ... ma, il suo stile non si smentisce mai, tuttavia l'ho trovato in alcuni punti un po' lungo (cosa che trovavo piacevole in una storia come IT non in questa) con un finale che non mi ha entusiasmato. ...continue

    ... ma, il suo stile non si smentisce mai, tuttavia l'ho trovato in alcuni punti un po' lungo (cosa che trovavo piacevole in una storia come IT non in questa) con un finale che non mi ha entusiasmato.

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  • 1

    Ho letto pochissimi libri di King, ma questo non mi è proprio piaciuto. Il salto nel quadro poi...Benché io sia una cagasotto, a parte la fuga, non ho mai provato ansia. Mi sembrava già tutto scritto. ...continue

    Ho letto pochissimi libri di King, ma questo non mi è proprio piaciuto. Il salto nel quadro poi...Benché io sia una cagasotto, a parte la fuga, non ho mai provato ansia. Mi sembrava già tutto scritto. Inoltre, avrei preferito che Rose trovasse da sola la forza di combattere Norman, non tramite un qualche potere soprannaturale, come il super braccio bionico! :-) :-)

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  • 3

    Non il miglior Stephen King

    Alcune parti lunghe e noiose, altre frettolose e sbrigative: non è sicuramente il capolavoro di King. Lettura da ombrellone.

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  • 3

    romanzo che dovrebbe leggere Anna Todd

    King come al solito è geniale e riesce ad affrontare una tematica molto importante come quella della violenza sulle donne che avviene al interno delle mura domestiche. Rosie subisce violenza per 14 an ...continue

    King come al solito è geniale e riesce ad affrontare una tematica molto importante come quella della violenza sulle donne che avviene al interno delle mura domestiche. Rosie subisce violenza per 14 anni e un giorno decide di scappare e di cambiare vita ; Rosie è una donna che non vive : non ha uno stipendio , non ha degli amici , non l' è permesso di parlare con nessuno , deve nascondere i segni della violenza. Questo potrebbe essere benissimo il risvolto negativo di tanti romanzi che hanno come protagonista degli stalker e che alla fine si sposano. Norman è una persona disturbata che trae piacere dal picchiare la moglie non solo ma le fa anche della violenza psicologica.
    La parte paranormal è stata un po ni nel senso che poteva anche non esserci ma devo dire che King ha giostrato il tutto in maniera molto interessante e nonostante tutto mi ha coinvolto.
    E' un romanzo che consiglio a tutti.

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  • 4

    In fuga da Norman, il marito che la tormenta da quattordici anni, Rose riesce a rifarsi una vita e perfino a incontrare l'uomo giusto. Proprio nella stessa occasione, s'imbatte anche in uno strano qua ...continue

    In fuga da Norman, il marito che la tormenta da quattordici anni, Rose riesce a rifarsi una vita e perfino a incontrare l'uomo giusto. Proprio nella stessa occasione, s'imbatte anche in uno strano quadro, un ritratto, che misteriosamente comincia a interagire con lei...
    Purtroppo, il sadico Norman si è intanto messo sulle tracce della moglie, lasciandosi dietro una scia di sangue e terrore. E quando la raggiunge, Rose capisce che per salvarsi dovrà calarsi nel "suo" mito - celato nel quadro - e trasformarsi in una dea vendicatrice...
    Un romanzo che è un misto tra un thriller puro ed un fantasy.
    La storia parte benissimo facendo conoscere ed entrare in empatia con la protagonista Rose in fuga da un marito violento. King affronta un argomento di attualità come quello della violenza sulle donne regalandoci un personaggio forte che trova il coraggio di dire basta e cambiare... Nella seconda parte, però, la storia che fino a quel momento era molto reale, diventa quasi assurda con molto spazio al fantasy-mitologico-paranormale molto caro a Stephen King che però rovina un pò la storia.
    Nel complesso però il romanzo non annoia e si legge fino alla fine coinvolgendo il lettore, sarebbe stato sicuramente migliore senza l'assurdità del "quadro vivente".

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  • 5

    Molto bello come tutti i libri di King. Ottima la parte horror dentro al quadro molto suggestiva. Il cattivo è veramente molto cattivo.

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