Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Rosso come una sposa

Di

Editore: Einaudi

3.7
(668)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880619237X | Isbn-13: 9788806192372 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

Ti piace Rosso come una sposa?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Saba viene data in sposa, appena quindicenne, al più maturo Ymer, già vedovo di sua sorella. La giovane, malvista da suocera e cognate, dovrà imparare da sola a gestire marito e figli, specialmente dopo lo sterminio dei suoi fratelli da parte dei nazisti. Nel difficile compito, Saba ha come alleate dapprima le figlie e poi le nipoti, in un'epopea tutta al femminile che attraverserà anche la lunghissima parentesi del comunismo. La fine del comunismo è raccontata dalle sue discendenti, non senza rimpianti, perché per loro, pur tra tanti lati oscuri, la dittatura riuscì a sollevare l'Albania da uno stato di arretratezza feudale. Le vicende più vicine a noi sono raccontate da una nipote di Saba.
Ordina per
  • 3

    Bello, ma stranamente veloce

    E' il secondo libro che leggo di Anilda Ibrahimi e l'ho quindi iniziato con moltissime aspettative, avendo amato molto il precedente..ma come si dice , il primo amore non si scordamail, il secondo è stato un pò più sbiadito..


    Così come il precedente, e così come le trame di altri autori ch ...continua

    E' il secondo libro che leggo di Anilda Ibrahimi e l'ho quindi iniziato con moltissime aspettative, avendo amato molto il precedente..ma come si dice , il primo amore non si scordamail, il secondo è stato un pò più sbiadito..

    Così come il precedente, e così come le trame di altri autori che amo, la vicenda si svolge in un lasso molto lungo di tempo
    Siamo in albania, inizio novecento, fino ad arrivare quasi ai giorni nostri

    La cosa che mi ha affascinata, e alla quale sono rimasta legata, è la miriade di "immagini" di vita di quel periodo in albania
    Ho scoperto che non sapevo nulla di come vissero il comunismo, delle usanze e delle tradizioni, di un mondo dove la donna è sottomessa, ma dove la vita in fondo gira solo ed esclusivamente intorno a lei

    O almeno lo fa in questo romanzo
    Non la "mamma" ma la "suocera" è la regina, colei che tira le fila, che prende decisioni, che approva o boccia..

    e poi la vita di un paese chiuso, guardingo, duro e distrugge l'individuo in nome di un'uguaglianza che riesce a diventare giustizia

    Bello, bello! in senso storico e in qualche modo psicologico del periodo e del "popolo" mi è piaciuto moltissiimo
    Per quanto riguarda invece la parte narrativa meno
    Alcuni momento salienti della vita dei personaggi son stati tirati via così, in fretta, in velocità
    Sicuramente è una scelta stilistica che riesce perfettamente a rendere l'idea del tempo che corre, dell'infinita piccolezza del dramma del singolo, di una vita talmente complicata che offusca anche le gioie e i dolori più grandi
    Però questo mi è dispiaciuto
    Avrei voluto sapere, avrei voluto leggere, conoscere, chiedere

    E' un libro che son contenta di aver letto, che consigliere, ma sicuramente non in cima alla lista

    ha scritto il 

  • 3

    Meglio la prima parte

    Mi aveva incuriosito il fatto che parlasse dell'Albania, un paese così vicino e con tanti legami con l'Italia, ma di cui conosco davvero poche cose...e ovviamente più quelle "brutte", legate ai gommoni e ai casi peggiori che affollano le nostre cronache nere.
    Il libro é diviso in due parti, ...continua

    Mi aveva incuriosito il fatto che parlasse dell'Albania, un paese così vicino e con tanti legami con l'Italia, ma di cui conosco davvero poche cose...e ovviamente più quelle "brutte", legate ai gommoni e ai casi peggiori che affollano le nostre cronache nere.
    Il libro é diviso in due parti, ciascuna con un proprio narratore.
    La prima parte - con narratore esterno - racconta le vicende famigliari dalla seconda guerra mondiale in avanti, principalmente attraverso l'esperienza di nonna Saba, una ragazzina data in sposa presto, quando ancora non aveva nemmeno un carattere, che invece si trasforma in una matriarca forte, saggia.
    La seconda parte - narrata in prima persona - racconta le vicende della stessa famiglia da poco prima della caduta del comunismo fino ad oggi, attraverso gli occhi della nipote di nonna Saba, una ragazza che vive tutte le contraddizioni di una vita di passaggio dalla dittatura atea alla completa libertà (o sbando) del capitalismo in cui anche le religioni cercano proseliti con regali e offerte speciali.
    In entrambi i casi non si tratta di una narrazione fluida, continua, quanto di una serie di episodi raccontati senza necessariamente un filo logico, un racconto a braccio di vita quotidiana.
    La prima parte devo dire che é migliore, più sentita, più profonda. La seconda mi é parsa più superficiale, sbrigativa; soprattutto il finale, con i viaggi all'estero di cui abbiamo i dettagli, ma poco sentimento.
    A nonna Saba comunque ci si affeziona...forse perché mi ricorda mia nonna, con i suoi "proverbi" e la sua forza di donna e madre vedova presto, nella povertà del dopoguerra.

    ha scritto il 

  • 4

    tante storie famigliari

    tenute assieme con l'evolversi del tempo e della storia. scritto in maniera scorrevole, interessante scoprire un paese che per tanti anni è riuscito a rimanere completamente isolato dal mondo.
    un po' quello che sta avvenendo in corea del nord anche se temo che là sia ancora più dura.

    ha scritto il 

  • 5

    Una saga famigliare albanese al femminile

    Davvero affascinante questo "puzzle" fatto di tanti personaggi, tutti femminili, a comporre uno splendido quadro dell'Albania, della sua storia e della sua gente: in bilico tra cristianesimo, islam e ateismo, tra comunismo e capitalismo, dove la gente comune difficilmente ne coglie le differenze, ...continua

    Davvero affascinante questo "puzzle" fatto di tanti personaggi, tutti femminili, a comporre uno splendido quadro dell'Albania, della sua storia e della sua gente: in bilico tra cristianesimo, islam e ateismo, tra comunismo e capitalismo, dove la gente comune difficilmente ne coglie le differenze, assorbita più dalla vita pratica quotidiana e dalle tradizioni tramandate da generazioni, piuttosto che da riflessioni impegnate. Il collante che lega tutti i pezzi è Saba, che da giovane sposa quindicenne, la vedremo madre e nonna, fino alla sua morte, attraverso le sofferenze che costellano la sua lunga vita, attraverso i suoi lamenti funebri e le preghiere (sure), a quale Dio non ha importanza, così come poco le importa il significato di comunismo. Il "leitmotiv" è il velo rosso della sposa, di generazione in generazione, custodito nella cassapanca che profuma di mele cotogne, testimone di tanti fatti e tante tragedie umane,...ma sempre al femminile. Splendido, da leggere assolutamente!

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia di donne

    La storia delle donne di una famiglia albanese che attraversa più generazioni.
    Personaggi dipinti a colori forti che vivono passaggi epocali della storia contrassegnati dalle loro emozioni "rosse come il sangue" appunto...

    ha scritto il 

  • 3

    Saga familiare albanese che ripercorre circa un secolo di storia, personale e del paese.
    Di personaggi ne presenta tanti, in realtà di memorabili ce n'è pochi, sarà che sono quasi tutti accennati per poche pagine e poi raramente ripresi. Rimane impressa Saba, dapprima seconda moglie al gene ...continua

    Saga familiare albanese che ripercorre circa un secolo di storia, personale e del paese.
    Di personaggi ne presenta tanti, in realtà di memorabili ce n'è pochi, sarà che sono quasi tutti accennati per poche pagine e poi raramente ripresi. Rimane impressa Saba, dapprima seconda moglie al genero rimasto vedovo e poi punto focale a cui attorno l'intera famiglia ruota. Mi ha colpito Esma, che ha l'unica colpa di amare il marito di una passione sconosciuta alle altre donne e per questo sarà punita per sempre; mi ha colpita Atika, la figlia nata per ultima, quella a cui la testa non funziona, che per tutta la vita giocherà con le bambole libera o rinchiusa che sia.
    Gli uomini sono al margine. Violenti, rigidi, privi di emozioni, oppure soltanto accennati, non ci fanno una gran bella figura. L'unico per cui ho provato empatia è lo zio Endri: costretto a lasciare Mosca senza sua moglie e il suo bambino che tanto ama, a ricostruirsi una copia di vita che non scaccerà mai la nostalgia.

    L'autrice, albanese, scrive in italiano. Qualcosa andrebbe rivisto: il passaggio troppo libero tra i tempi al presente e al passato ad esempio, se è una scelta stilistica non l'ho apprezzata.

    ha scritto il 

  • 5

    Albania

    essendo stata in albania 4 giorni in vacanza in compagnia di un'amica albanese, mi sono ritrovata in alcuni posti ed in alcune situazioni da me vissute qualche anno fa. La prima parte, quella della guerra e delle famiglie nel paesino di Kaltra è veramente come leggere un racconto epico. Storie di ...continua

    essendo stata in albania 4 giorni in vacanza in compagnia di un'amica albanese, mi sono ritrovata in alcuni posti ed in alcune situazioni da me vissute qualche anno fa. La prima parte, quella della guerra e delle famiglie nel paesino di Kaltra è veramente come leggere un racconto epico. Storie di morti di ricatti di matrimoni combinati e di poca felicità. Mi è piaciuta moltissimo la storia di Saba seconda moglie mai amata da un ubriacone che però si riscatta e diventa la capo clan. Adoro la mamma Meliha che la precede come capo clan e mi ricorda tanto l'Ursula di "cent'anni di solitudine" e i suoi canti ai morti, poi ereditati da Saba. Per raccontargli come vanno le cose di qua. Ci sono storie che fanno accapponare la pelle come la figlia scema Atika. Ma che ti spiegano anche la durezza di cuore di alcuni Albanesi, fatta per salvarsi. La seconda parte, quella nel blocco del comunismo dittatoriale è invece opprimente, come doveva essere la vita sotto quel regime. La storia della nipote di Saba è la storia da me + conosciuta di emigrazione e di ricerca fuori dall'albania della vita libera. Molto molto bello.

    ha scritto il 

  • 1

    abbandonato a pagina 130, con l'impressione di star perdendo il mio tempo. Ambientato in Albania è la storia di tante persone più o meno imparentate tra loro. Molti i luoghi comuni: le donne che subiscono di tutto e di più ma sono tanto sagge e gli uomini che hanno impulsi per lo più animaleschi. ...continua

    abbandonato a pagina 130, con l'impressione di star perdendo il mio tempo. Ambientato in Albania è la storia di tante persone più o meno imparentate tra loro. Molti i luoghi comuni: le donne che subiscono di tutto e di più ma sono tanto sagge e gli uomini che hanno impulsi per lo più animaleschi. Sarà anche vero che esistono realtà come queste ma resta fastidioso il senso di compiacimento dell'autrice e fastidioso il linguaggio che scade spesso in inutili volgarità.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, bello, bello!
    Una storia di donne, nonne, mamme zie, che finalmente non fa il verso ai romanzi corali "alla allende", rischio nel quale si incorre ogni volta che si racconta della propria famiglia e che lascia quel senso di "già letto".
    Qui invece, a partire dalla nonna Saba, g ...continua

    Bello, bello, bello!
    Una storia di donne, nonne, mamme zie, che finalmente non fa il verso ai romanzi corali "alla allende", rischio nel quale si incorre ogni volta che si racconta della propria famiglia e che lascia quel senso di "già letto".
    Qui invece, a partire dalla nonna Saba, giovane sposa bambina, gracile e indifesa, che invece cresce con grande forza, si raccontano, come tante piccole storie, le vite di una serie di donne così diverse tra di loro, ma tutte accomunate da una vita dura, difficile.
    Si racconta di quasi un secolo di Albania, un paese per noi vicino e lontano al tempo stesso, con la sua storia in sottofondo, presente ma non invadente.
    Perché quello che è importante sono le piccole storie della vita di ciascuno

    ha scritto il 

Ordina per