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Route des Indes

By ,

Editeur: Christian Bourgois

3.7
(1130)

Language:Français | Number of pages: 406 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Spanish , Italian , German

Isbn-10: 2267004100 | Isbn-13: 9782267004106 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Description du livre
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  • 4

    “Con l’eccezione delle grotte Marabar – che sono a venti miglia di distanza – la città di Chandrapore non offre nulla di straordinario. Più rasentata che bagnata dal Gange, si trascina per due miglia lungo la riva e a stento la si riconosce dai detriti che il fiume deposita con tanta abbondanza.” ...continuer

    “Con l’eccezione delle grotte Marabar – che sono a venti miglia di distanza – la città di Chandrapore non offre nulla di straordinario. Più rasentata che bagnata dal Gange, si trascina per due miglia lungo la riva e a stento la si riconosce dai detriti che il fiume deposita con tanta abbondanza.”

    Un romanzo ambientato in India negli anni ’20 ci pone di fronte al tema della difficile convivenza tra indiani e inglesi nel lungo periodo della dominazione britannica. Forster - con un’attenzione particolare ai dettagli: il clima, i tempi lenti - disegna una splendida cartolina dell’India, caratterizzando abilmente tanto i dominati quanto i dominatori: l’ingenuità e l’apparente doppiezza dei primi, la superficialità e il disinteresse profondo dei secondi. Descrive l’India coloniale in maniera sincera e convincente, consapevole delle contraddizioni e delle ambiguità reciproche: la confusione dei sentimenti di Aziz e quella del cuore di Adela. Capace di grande onestà intellettuale, ci presenta figure emblematiche dei due diversi mondi nell’animo delle quali, indistintamente, si celano buoni e cattivi sentimenti, amore e odio, rabbia e mitezza. E al tempo stesso universalizza i problemi: i colpevoli non sono i singoli, bensì la società, la cultura trasversale della diffidenza, dei pregiudizi, della chiusura, del sospetto e disprezzo reciproco. Scrittura capace di coinvolgere i sensi e finale bellissimo.

    dit le 

  • 3

    Non è un'India colorata, esotica, attraente, quella che Forster delinea, bensì un'India polverosa, lenta, rarefatta e immutabile, oppressa dal caldo e da un cielo bianco d'umidità.
    Su questo sfondo, si staglia il conflitto tra due culture che, agli inizi del '900, appaiono come opposte e inconcil ...continuer

    Non è un'India colorata, esotica, attraente, quella che Forster delinea, bensì un'India polverosa, lenta, rarefatta e immutabile, oppressa dal caldo e da un cielo bianco d'umidità. Su questo sfondo, si staglia il conflitto tra due culture che, agli inizi del '900, appaiono come opposte e inconciliabili: quella indiana (anche se l'india in realtà non ha un'identità culturale unitaria) e quella inglese. La domanda che viene posta dalle prime righe romanzo è: Possono un inglese e un indiano essere amici? Nel corso del libro questa possibilità verrà tentata, analizzata, scandagliata, per giungere sempre di più e inaspettatamente ad una risposta negativa. Infatti, anche le poche persone che credono di non nutrire pregiudizi razziali li nascondono in realtà dentro di sé, pur senza accorgersene. Se non è così, comunque nella comunicazione tra indiani e inglesi si presentano continui malintesi a causa del diverso retaggio culturale, e infine, non può esistere contatto autentico tra paese invaso e paese invasore.

    dit le 

  • 0

    mi accingo a commentare uno dei grandi capolavori della letteratura (o almeno considerato tale..difatti è inserito nella lista dei 100 non a caso).
    Le mie impressioni? A costo di scandalizzare qualcuno…ha deluso le mie aspettative.
    Ho avuto la sensazione che l'autore abbia voluto con questo roma ...continuer

    mi accingo a commentare uno dei grandi capolavori della letteratura (o almeno considerato tale..difatti è inserito nella lista dei 100 non a caso). Le mie impressioni? A costo di scandalizzare qualcuno…ha deluso le mie aspettative. Ho avuto la sensazione che l'autore abbia voluto con questo romanzo fare un tentativo di entrare in contatto con una civiltà e un mondo che poco ha a che vedere con la sua Inghilterra. Siamo in India, siamo nell'India colonizzata dagli inglesi, un'India occupata e Forster è un maestro nel fotografare quella che doveva essere la situazione in quel momento storico. Questo più che la vicenda e l'intreccio mi ha colpito; l'ambientazione. Gli inglesi e loro rapporto con gli indiani. Forster è un narratore e un cronista fedele pur essendo un romanziere di indubbio talento. Il suo è appunto un "passaggio", un passaggio non perfettamente riuscito a mio parere.

    dit le 

  • 4

    Noi e gli altri

    Noi e voi vorremmo essere amici, lo sentiamo nel cuore, ma le nostre convenzioni sociali e le nostre differenti culture non ce lo permettono, almeno non ancora e non qui. Questo romanzo è un'ottima introduzione alla mentalità indiana.

    dit le 

  • 3

    Evidenziando le varie differenze culturali, sociali e di pensiero tra indiani e inglesi, l’autore non si preoccupa di mettere chiaramente in risalto se voglia denunciare l’atteggiamento dominante del mondo coloniale dell’impero Britannico o se voglia solo rimarcare una privata considerazione nell ...continuer

    Evidenziando le varie differenze culturali, sociali e di pensiero tra indiani e inglesi, l’autore non si preoccupa di mettere chiaramente in risalto se voglia denunciare l’atteggiamento dominante del mondo coloniale dell’impero Britannico o se voglia solo rimarcare una privata considerazione nell’ambito delle proprie idee e convinzioni. A parte questo, nel libro c'è dietro anche una storia carina e accattivante in chiave moderna.

    dit le 

  • 3

    Forster conecta les relacions personals amb la política del colonialisme britànic amb el moviment per la independència (anys 20) de fons. En aquests anys la major part del subcontinent es troba sota domini efectiu de l´imperi britànic des de fa molt de temps, desenvolupant un potent control econò ...continuer

    Forster conecta les relacions personals amb la política del colonialisme britànic amb el moviment per la independència (anys 20) de fons. En aquests anys la major part del subcontinent es troba sota domini efectiu de l´imperi britànic des de fa molt de temps, desenvolupant un potent control econòmic de les seves riqueses naturals i creant un florent comerç beneficiant el poder indiscutible de la GB, un imperi que començaria a caure alhora en aquesta mateixa època amb d´adevniment de les Guerres Mundials. Durant tot aquest temps, la població ínida patia abusos ja que es tractava d´una colònia concebuda d´explotació. La trama gira al voltant del Dr Aziz, la srta Quested i la Sra Moore i altres membres de la comunitat de Chandrapore i un vergonyos procés judicial en què es posaran de relleu totes les diferències culturals, polítiques, socials i econòmiques existents entre britànics i indis.

    dit le 

  • 3

    Io ci ho provato, sul serio.

    TUTTE LE MIE RECENSIONI
    http://lemieletturecommentate.blogspot.it/


    Mi sono apprestata a leggere questo romanzo con le migliori intenzioni, ho retto la prima parte decentemente, ma poi mi sono dovuta arrendere all’evidenza che questo classico moderno non fa per me.
    Non avevo letto nulla di ...continuer

    TUTTE LE MIE RECENSIONI http://lemieletturecommentate.blogspot.it/

    Mi sono apprestata a leggere questo romanzo con le migliori intenzioni, ho retto la prima parte decentemente, ma poi mi sono dovuta arrendere all’evidenza che questo classico moderno non fa per me. Non avevo letto nulla di Forster finora, avevo solo visto due film tratti dai suoi romanzi (Casa Howard e Camera con vista) e in base a quelli dovevo immaginarmi che la lettura non avrebbe incontrato troppo i miei gusti. A dire il vero un film su Passaggio in India lo guarderei volentieri, la durata sarebbe limitata, i numerosi personaggi avrebbero un volto per essere ricordati meglio, ci sarebbero sicuramente belle inquadrature, una bella fotografia. Ma il libro no, decisamente è in uno stile troppo “antico” e soprattutto si narra di vicende basate su certe convenzioni sociali e su certi modi di ragionare per me incomprensibili. Sicuramente la forma in cui il romanzo è scritto ha influenzato negativamente il mio apprezzamento, più che della storia in sé. Forster è lontano dallo stile di alcuni autori suoi coevi che mi sono piaciuti per la loro modernità, lui guarda al passato come modello stilistico, troppo “english old style” per destare in me un interesse vivo. Ho voluto comunque portare a termine la lettura, forse alla ricerca di una rivelazione finale che mi illuminasse, ma la rivelazione non è arrivata, e non mi vergogno a dire che ad un certo punto ho cominciato a saltellare tra le pagine per accelerare la fine di questa noiosa esperienza. Peccato, perchè alcuni spunti mi sono piaciuti, ad esempio alcune velate critiche alle convenzioni sociali, che però, invece di emergere con prepotenza, sono rimaste appena percepibili sotto la patina “politically correct” tipicamente inglese.

    Citazione:

    “ Ma se non ci si preoccupa come si fa a capire?”

    dit le 

  • 5

    Esmiss Esmur

    Hacía más de un año que no leía a Forster, el mismo tiempo llevaba “Pasaje a la India” en la estantería. Algo me pasa con los autores que me encantan y ya no pueden escribir más, quiero leer todos sus títulos, pero dejo pasar el tiempo para no acabar con ellos demasiado deprisa, y es que volver a ...continuer

    Hacía más de un año que no leía a Forster, el mismo tiempo llevaba “Pasaje a la India” en la estantería. Algo me pasa con los autores que me encantan y ya no pueden escribir más, quiero leer todos sus títulos, pero dejo pasar el tiempo para no acabar con ellos demasiado deprisa, y es que volver a ellos es como reencontrarme con un viejo amigo muy querido.

    Pasaje a la India debe ser la novela más compleja de las que he leído de este autor. Desde el primer momento nos introduce en esa India exótica, la de la luna sobre el Ganges o las misteriosas Cuevas de Marabar, pero sobre todo en las relaciones de los nativos con los ingleses. A través de las páginas se van descubriendo los puntos de vista de los diferentes personajes, de los ingleses recién llegados a la India que, acostumbrándose a las “reglas” de sus compatriotas, deben tratar con desprecio a los nativos, y estos que se dejan tratar así, acumulando en su interior la rabia y el descontento de la situación.

    La tensión entre Oriente y Occidente es constante hasta que un incidente en una excursión hace saltar la chispa que lo convierte en enfrentamiento. Los personajes buscan su sitio, incluso aunque a veces conciencia y lugar no se correspondan.

    Y al final se cierra el ciclo de alguna forma, pero Forster recuerda que en ese mundo, aunque dos personas quieran ser amigas no pueden. Aún no.

    dit le 

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