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Rovesciare il '68

Pensieri contromano su quarant'anni di conformismo di massa

By Marcello Veneziani

(94)

| Others | 9788804574125

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Book Description

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    Il bagaglio della "tradizione"

    Un anniversario.
    Gli anniversari sono riti e i riti sono anche comunicazioni. Si comunica a chi c'è per rincuorarlo e a chi manca per fargli sapere cosa s'è perso. Si comunica a chi - pur essendoci - è distratto.

    Un tentativo di categorizzare quel ...(continue)

    Un anniversario.
    Gli anniversari sono riti e i riti sono anche comunicazioni. Si comunica a chi c'è per rincuorarlo e a chi manca per fargli sapere cosa s'è perso. Si comunica a chi - pur essendoci - è distratto.

    Un tentativo di categorizzare quel processo come "semplice ordine perturbato" che cioè tutto il casino, tutti gli scassaquindici e i capitan fracassa che ha generato fossero consci di combattere per la propria pagnotta e per il particulare loro. Vizio di nascita che inquina necessariamente gli sviluppi visto che una rivoluzione conservatrice nasce per costruzione ipocrita, ben più delle demolende ipocrisie.

    Il pover'uomo (a.i.v.) Veneziani, nel vano tentativo di provocare scrive con la tecnica dell'aforisma. Tecnica ideologicamente debolissima tanto poco è strutturata e stilisticamente presuntuosa col suo necessario tono apodittico. Oltre a provocare, si mette pure in posizione aperta cercando di invogliare gli avversari alla scherma. Se li conosco, reagiranno invece astenendosi lasciando al libro l'oblio che sperano - non io - meriti.

    MV a torto è etichettato ideologo di destra; non è ideologo in quanto non propone alcuna struttura né è di destra nel senso che... ma vi devo spiegare io che cosa è la destra italiana?

    Dicevo, MV fa qui un elenco di lamenti, di assurdità di sprechi e di pattumi e rifiuti da catalogare il prevalente tono dell'intellighenzia italiana post sessantottina come una discarica di luoghi comuni e censure. E' un libro urgente? Se non avete letto ancora Moby Dick o I promessi Sposi no, affrettatevi; in caso contrario qualche voce non banale e svariati lampi di intelligenza non vi impoveriranno le giornate.

    Cade però nel tentativo di darsi uno slogan (imitando i "nemici") dicendo che la vera trasgressione è la "Tradizione". La "Tradizione" finalmente viene qui definita, almeno nella accezione italiana, e grato per il coraggio non infierirò.

    Una discreta metafora della "Tradizione" è lo zaino che ci viene consegnato per il viaggio nella vita. Signor Veneziani, ammettiamo pure che il '68 sia stato anche (ma non sempre come lei dice) ciò che pure io lamento, ma che qualcuno nello zaino della "Tradizione" ci ha trovato tre panini, un coltellino svizzero, un maglione di lana e svariati altri utensili e attrezzi mentre altri hanno trovato un incudine, tre marzufi e una mappa di tre secoli prima di una zona distante seimila miglia da quella che stavamo percorrendo, lo vogliamo ammettere? e che quindi questa benedetta "Tradizione" sia finita giù nella gehenna dell'inutile secondo l'aurea regola: "se la vita è un viaggio allora bagaglio minimo" lo concediamo?!?

    MV si renda conto che la "Tradizione" non viene paraculescamente definita perché è diversa per ognuno. Lecitissimo il suo rimpianto per i tre fragranti panini, ma prima di pretendere analogo laio e baio da noi, guardi che scarti cascami e sottoprodotti ci avevano rifilato nello zaino.

    Se ne sente ancora l'afrore o un je-sais-quoi d'incenso.

    Se la droga è figlia del'68 (molti padri padrini e madri invece ha) nelle cause di morte la metta in fila. Prima ci sono le guerre dove un figlio dabbene della "Tradizione" si sarebbe infilato felice e dove un figlio bastardo avrebbero lietamente mandato. Prima ancora l'alcolismo, i morti della rivoluzione industriale, quelli della miseria sporcizia e ignoranza; crede che la vita-senza-speranza sia stata inventata dopo il 1970? dopo il 1789?

    Non ho mai visto una robusta "Tradizione" venir spazzata via, prima la fiaccano a dovere i suoi traditori sempre da cercare fra gli eredi, mai fra gli estranei.

    Le garantisco che l'arte di levarmi le fette di salame dagli occhi, arte che se ben applicata non potrà che garantirle mia imperitura gratitudine di fronte il modesto prezzo di un libro, riesce meglio se praticata da chi non ne ha a sua volta sui suoi.

    Giacché apparteniamo a un paese dove prima di destra sinistra o di apocalittici e integrati c'è da scremare fra alfabetizzati e gestuali; scriva ancora comunque, la leggerò specie se cercherà i suoi nemici sine ira nec studio.

    Invidio lei per suo padre, ma perbacco! Senza infamia per il mio.

    Arrivederci al ritorno delle mezze stagioni.

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    Procyon Lotor said on Mar 18, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Ai nostri padri e ai nostri figli a cominciare dai miei e dai tuoi per riannodare il filo spezzato dal 68 con inquieta fedeltà"

    I L'autunno del 68

    «Vedendo passare in corteo i sessantottini, Eugène Ionesco li ingiuriò con una profezia: diventerete notai. In effetti molti di loro passarono da Agito ergo sum a Rogito ergo sum. La Contestazione finì in cointestazi ...(continue)

    I L'autunno del 68

    «Vedendo passare in corteo i sessantottini, Eugène Ionesco li ingiuriò con una profezia: diventerete notai. In effetti molti di loro passarono da Agito ergo sum a Rogito ergo sum. La Contestazione finì in cointestazione.»

    «Gli emuli di don Milani chiesero di abolire i grembiuli, ritenuti strumenti di oppressione e di irregimentazione; e così sono risaltate le differenze di classe tra i figli griffati della classe agiata e i poveracci di borgata. La conoscenza della lingua italiana era poi un modo per uscire dalla loro origine umile e contadina e integrarsi. La valorizzazione del dialetto e del gergo quotidiano, sostenuta da don Milani, invece li restituisce alla loro condizione di partenza; e se ha prodotto un livellamento è stato verso il basso, nel senso che anche i figli di papà hanno cominciato a usare il turpiloquio sgangherato. La fine delle bocciature ha coinciso con la fine della meritocrazia; così si va avanti più di ieri per affiliazione, se si è figli o protetti dai potenti. La fine della leva obbligatoria, come sognava don Milani, ha prodotto la fine di uno dei pochi luoghi di socializzazione in cui i terroni convivevano con i polentoni, i ricchi con i poveri, e ha eliminato pure gli obiettori di coscienza che aiutavano i malati, gli invalidi e gli anziani.»

    II L'inverno del nostro scontento

    «Il professore è tenuto a trascurare la classe e soprattutto i migliori per recuperare il disagiato. Magnifico proposito dal punto di vista evangelico e morale, ma rovinoso dal punta di vista educativo e formativo: per iinseguirne uno si trascurano gli altri ventisei. La situazione è peggiorata da quando è sbarcato in classe l'immigrato. Fa tenerezza, ma non sa una parola d'italiano. Il docente si sforza con gesti, arnesi fortuiti e mezzo inglese, di farsi capire dal povero allogeno. Per integrare l'immigrato disintegra la classe. Se c'è un ragazzo che ha problemi psichici, un violento o un asociale, il prof deve inseguire la pecorella smarrita e abbandonare il gregge. Un'opera pia, ma a che serve la scuola per la stragrande maggioranza dei ragazzi? E' una piramide a rovescio: per recuperare l'eccezione si manda all'aria l'istruzione di tutti gli altri e la selezione. Che società viene fuori da questo cono capovolto?»

    « Dal 68 in poi vogliamo restare bambini, creativi, giocosi. Vogliamo vivere la realtà come sogno e capriccio, simulazione e piacere, vogliamo scaricarci di ogni limite e responsabilità, riteniamo che la vita vera concida con la vacanza, l'eros, la fiction, il walkman, il lifting, insomma con tutto cio che ci allontana dalla realtà. Non vogliamo far figli perché i bambini siamo noi e non ammettiamo concorrenti e intrusi.Ma solo i geni sono dispensati dal fare figli, perché i loro figli sono le loro opere; il loro sperma serve per dipingere, per scrivere, per generare corpi celesti e non umani. Il genio è destinato a una virtuosa vasectomia. Gli altri, invece, è meglio se procreano: le loro opere sono le loro creature. I veri talenti possono permettersi il lusso di restare bambini a vita, perché sono creativi e non solo capricciosi; deliziano il mondo, di cui sanno cogliere il cuore, e non solo se stessi. Bisogna esser grandi per restare bambini e avere il diritto di esserlo a vita, anche da vecchi, anzi, soprattutto da vecchi. La leggerezza fa bene a tanti, ma l'infanzia permanente è un privilegio esigente... »

    III La primavera dello sfamiglio

    «Signore e signorine turpiloquaci, vi credete superiori alle vosstre madri, nonne e vecchie zie, sputando porcate che Boccaccio vi fa un baffo all'inguine? Ritenete una conquista della donna aver raggiunto le pari opportunità della volgarità? E' questo l'esito finale del femminismo, sentirvi finalmente allo stesso livello dei portuali turchi? Siete peggio delle donne antiche di nero vestite, chiuse in casa o in chiesa, che si facevano il segno della croce a ogni parolaccia del marito; quelle con la brocca sulla testa, ignoranti e con i peli a vista d'occhio, le ruvide massaie del mondo contadino e perfino le moleste signore della piccola borghesia di un tempo che costringevano mariti e figli a usare le pattine per non sporcare il lucido di casa. Le consideravamo insopportabili, ma ora siamo costretti a rivalutarle al confronto con queste sguaiate discendenti, laureate e patentate, che si sentono realizzate se imitano del maschio il lato più scurrile. Mamme, per giunta... Allora torno a chiedere ai manifestanti contro le mamme velate: e se fosse più urgente e più civile scendere in piazza contro la porta accanto?»

    «Vi lagnate della violenza delle bande metropolitane, del bullismo, ma vi siete mai chiesti dove sarebbe andata a finire la naturale esuberanza e aggressività dei ragazzi, un tempo convogliata nella vita militare o militante? Non sono capponi all'ingrasso. Il potenziale di rischio che viene rimosso, negato, eluso, alla fine esplode nella gratuità»

    «Non mollare tuo figlio se ti volta le spalle. Non mollarlo se scopri che fuma e beve e magari anche peggio. Anche se ti viene spontaneo mandarlo al diavolo, non lo regalare all'inferno. Non mollarlo se ha smesso di studiare, se dorme sempre quando tu sei in casa, se esce quando tu vai a dormire, se ti sfugge e non ti parla se non quando deve chiederti soldi. A vederlo con la testa rasata e vestito da punkabbestia, non lo riconosci; il primo impulso è gettare la spugna della paternità. Ma poi un giorno lo vedi di nascosto che si atteggia come te, ha il tuo stesso vizio di muovere sempre la gamba, use le tue parole e non solo il tuo computer. Ha gli occhi di tuo padre, e somiglia in certi tratti a tuo fratello. Con la testa rasata è spuntata la testa a pillola che accarezzavi da bambino. Legge i tuoi stessi libri, ha preso la tua stessa abitudine ad annotare sui bordi delle pagine. Un giorno sulla tua scrivania trovi l'ultima pagina di un libro strappata come fai tu, con una data e un luogo a te caro. C'è una poesia, ma la calligrafia non è tua. La leggi, è bella, soprattutto nell'incipit; poi c'è qualche caduta, ma è di un ragazzo di sedici anni e mezzo. Ritrovi la tua solitudine, il tuo mare, le tue fertili malinconie. Allora lo senti veramente figlio tuo, più di un esamedel Dna. Vorresti abbracciarlo ma tra voi non si usa. Queste effusioni te le concedevi solo quand'era bambino. Ma lo senti consanguineo nell'anima e scorgi in lui quel riflesso che vedi a rovescio in tuo padre, tutti e tre malati di filosofia, tara ereditaria e filo d'Arianna lungo i sentieri del tempo. Riannoda il filo spezzato dal 68 tra le generazione, di padre in figlio. Amalo di nascosto, sotto falso nome. E fagli capire che qualunque cosa gli accadrà, ve lo spartirete in parti uguali, come la pizza di patate che preparava la nonna.»

    IV L'estate che verrà

    «Il femminismo in quattro parole: il sesso come vertenza sindacale, la gravidanza come zavorra arcaica, la maternità come sequestro di persona, l'utero come feritoia da cui scagliare frecce avvelenate.»

    «Nella lurida ritirata di un treno, tra scritte oscene, leggo sul water: "Sono incinta del mio amore". La spudorata felicità e la maternità irresponsabile di questa viaggiatrice innamorata ti conciliano con la vita, la procreazione e le ferrovie.»

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    Thalita said on Jan 10, 2014 | Add your feedback

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    Non si può per partito preso rigettare tutto di un'epoca e sparare a zero anche su chi ha fatto del proprio meglio per migliorare il nostro mondo. Anche nel '68 c'è stato del positivo e del negativo come per tutte le epoche storiche, ma decidere che ...(continue)

    Non si può per partito preso rigettare tutto di un'epoca e sparare a zero anche su chi ha fatto del proprio meglio per migliorare il nostro mondo. Anche nel '68 c'è stato del positivo e del negativo come per tutte le epoche storiche, ma decidere che tutto è stato negativo sembra solo un'operazione furbona per mettere in cattiva luce, come si fa da un po' di tempo a questa parte, tutto ciò che viene da sinistra....

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    olivello spinoso said on Jan 23, 2011 | Add your feedback

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    veneziani che viene pubblicato in quanto unico teorico della destra (allora siamo tranquilli) nonchè ammanicatissimo, perchè non ci sono ulteriori spiegazioni per stampare un libro prolisso e senza soluzione di continuità in cui il signor nessuno pon ...(continue)

    veneziani che viene pubblicato in quanto unico teorico della destra (allora siamo tranquilli) nonchè ammanicatissimo, perchè non ci sono ulteriori spiegazioni per stampare un libro prolisso e senza soluzione di continuità in cui il signor nessuno pontifica a destra e di nuovo a destra sul perchè secondo lui sono accaduti alcuni avvenimenti nel corso del 1968. Pessimo.

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    Gonza Basta said on May 20, 2010 | Add your feedback

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    Finalmente si riesce a capire il pensiero di destra, un saggio illuminante,che dovrebbe essere letto da tutti quelli che si dicono di sinistra, almeno così potranno capire la differenza tra destra e sinistra, cosa che si era molto attenuata ultimame ...(continue)

    Finalmente si riesce a capire il pensiero di destra, un saggio illuminante,che dovrebbe essere letto da tutti quelli che si dicono di sinistra, almeno così potranno capire la differenza tra destra e sinistra, cosa che si era molto attenuata ultimamente.

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    Trenette65 said on Jan 29, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (94)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Others 175 Pages
  • ISBN-10: 8804574127
  • ISBN-13: 9788804574125
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: xxxx-xx-xx
  • Also available as: Mass Market Paperback
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