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Rubè

By Giuseppe Antonio Borgese

(128)

| Others | 9788804509851

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Book Description

Rubè (1921) è la storia di un uomo destinato ad essere eletto deputato in Parlamento per il collegio di Calinni, un paese del Sud, ma che gli eventi storici precipitano nella tragedia di una fine prematura e drammatica. Fin dalle prime pagine del suo Continue

Rubè (1921) è la storia di un uomo destinato ad essere eletto deputato in Parlamento per il collegio di Calinni, un paese del Sud, ma che gli eventi storici precipitano nella tragedia di una fine prematura e drammatica. Fin dalle prime pagine del suo romanzo, Giuseppe Antonio Borgese ci fornisce la chiave di lettura per comprendere la personalità e, di conseguenza, anche le vicende del protagonista. Tutto sta nella semplice filosofia di vita ereditata dal padre, che "giudicava che tutti, a cominciare da se medesimo, fossero intrusi in questo mondo, fuorché i geni e gli eroi". Questa sentenza inchioda Filippo Rubè a vivere la propria esistenza ("un involto che qualcuno gli avesse affidato senza dirgliene il contenuto né più passasse a ritirarlo") sospinto da un'ambizione disperata.

14 Reviews

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  • 1 person finds this helpful


    l'assalto alla sede dell'Avanti, uno dei
    momenti più noti della violenza fascista

    e non solo per Milano, è qui descritto
    bene.

    Bene.

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    [radek] said on Jun 18, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    E se fosse proprio Rubè...

    ...la figura letteraria di inane a vivere più credibile, tra le tante che la prima metà del Novecento ci ha lasciate? (Con buona pace dei pur grandi Pirandello e Svevo, la stessa ironia dei loro inetti li eleva di almeno una spanna sopra il martoriat ...(continue)

    ...la figura letteraria di inane a vivere più credibile, tra le tante che la prima metà del Novecento ci ha lasciate? (Con buona pace dei pur grandi Pirandello e Svevo, la stessa ironia dei loro inetti li eleva di almeno una spanna sopra il martoriato e vago capo di Rubè, la cui egoità è meno facilmente localizzabile di quelle altre) E se nei pensieri via via più sconclusionati e febbrilmente morbosi del protagonista su onore, eroismo, famiglia, fede, politica stesse qualcosa che è ancora sedimentato nell'animo del trentenne italiano che, a fronte della crisi economia e di valori, non può evitare di sentirsi come «un frutto che ha la buccia intatta, ma dentro è tutto mangiato dal baco»? Di là dal melò che colora le principali vicende "in esterno" del narrato, questo romanzo potrebbe considerarsi la cronaca degli stati d'animo di un alienato, ma non di quelli che farfugliano insensatezze, no; bensì del peggior tipo di alienato: quello che vuole arrivare sulla carozza della logica a circoscrivere il vuoto interiore, dare mille nomi alle giusitificazioni della mancanza di (voglia di) responsabilità (in questo, direi quasi opposto ai Cosini e ai Mattia Pascal), scatenando una dialettica sofistica che centrifuga e rende intercambiabili l'avvocato e il disertore.

    Ottima lettura, autore da rivalutare - anche in certe ruvidezze, penso volute, dello stile.

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    sucker mystique said on Aug 20, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    lettura fondamentale

    se a buon diritto studiamo D'Annunzio, altrettanto dovremmo fare con questo Rubè, confutazione di tutte le velleità dannunziane (il soldato, l'amante, il superuomo in genere, nella versione travisata da D'Annunzio e non nel senso inteso da Nietzsche) ...(continue)

    se a buon diritto studiamo D'Annunzio, altrettanto dovremmo fare con questo Rubè, confutazione di tutte le velleità dannunziane (il soldato, l'amante, il superuomo in genere, nella versione travisata da D'Annunzio e non nel senso inteso da Nietzsche). Il romanzo è soprattutto questo; scritto con prosa notevole, che mi ha ricordato lo Sciascia de Il consiglio d'Egitto, forse non rapidissimo e avvincente nella trama, ma non è certo un bestseller... anzi molto ma molto di più. Da leggere, per rifletterci sopra.

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    Lemmelemme81 said on Sep 2, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Forse a causa di una bellissima conferenza su questo libro lo avevo immaginato migliore,ma mi ha deluso un po'.
    Per quanto sia un libro da leggere e apprezzare, non sono riuscita a farmi piacere il protagonista e se la lettura scorreva agile in talun ...(continue)

    Forse a causa di una bellissima conferenza su questo libro lo avevo immaginato migliore,ma mi ha deluso un po'.
    Per quanto sia un libro da leggere e apprezzare, non sono riuscita a farmi piacere il protagonista e se la lettura scorreva agile in taluni parti, in altri mi annoiavo.

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    Francesca. said on Jul 15, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un romanzone misconosciuto.

    La storia è quella di un poraccio, Filippo Rubé, in crisi di identità ad ogni livello, incapace di affermare una qualsiasi possibile versione di se stesso, impantanato in mezzo alla Storia tra comunisti e fasciti.
    Croce e delizia del romanzo è la lin ...(continue)

    La storia è quella di un poraccio, Filippo Rubé, in crisi di identità ad ogni livello, incapace di affermare una qualsiasi possibile versione di se stesso, impantanato in mezzo alla Storia tra comunisti e fasciti.
    Croce e delizia del romanzo è la lingua di B.: precisa, selettiva, aurea per il lettore per efficacia narrativa e rapidità di analisi introspettiva, ma l’insistenza di B. nella scelta di ogni singolo lemma alla lunga spossa il malcapitato lettore. Resta, però, una lettura, seppur non semplice, obbligata per capire quanto fosse complesso il panorama del Novecento – quanto misconosciuto il genio di B. già dai suoi contemporanei.

    Nota per me: da rileggere con maggior lena, ma non ora.

    This opera is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia License

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    Telperion80 said on Dec 23, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    1/2 (Ri)scoprite Borgese

    L'affermazione nella società della piccola borghesia del primo decennio del Novecento, passa anche per il nodo dell'interventismo e del neutralismo al conflitto mondiale: la prima scelta è nettamente dettata dall'entusiasmo dannunziano per il superuo ...(continue)

    L'affermazione nella società della piccola borghesia del primo decennio del Novecento, passa anche per il nodo dell'interventismo e del neutralismo al conflitto mondiale: la prima scelta è nettamente dettata dall'entusiasmo dannunziano per il superuomo.
    Comprendere a giochi fatti, che questa separazione è del tutto inutile - quando la guerra tocca, tocca chiunque - così come confessarsi d'aver avuto paura anche solo di sparare un colpo per poi auspicare nella fortuna del caso la definitiva celebrazione dell'eroe, sconcertano e lacerano l'individuo. Il crollo dei propri ideali stordisce, tanto che i giorni bigi sostituiranno i colori, gonfiato dalla dissolutezza che rende effimera e vuota una propria riscossa; necessitando di morire più che di vivere. Il dopoguerra è l'età della cenere.

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    il molto accorto Experience said on Dec 2, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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    • 2 stars
  • Others 420 Pages
  • ISBN-10: 8804509856
  • ISBN-13: 9788804509851
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 2002-01-01
  • Also available as: Paperback
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