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Rubè

Di

Editore: Mondadori

3.7
(98)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 420 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804509856 | Isbn-13: 9788804509851 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Rubè (1921) è la storia di un uomo destinato ad essere eletto deputato in Parlamento per il collegio di Calinni, un paese del Sud, ma che gli eventi storici precipitano nella tragedia di una fine prematura e drammatica. Fin dalle prime pagine del suo romanzo, Giuseppe Antonio Borgese ci fornisce la chiave di lettura per comprendere la personalità e, di conseguenza, anche le vicende del protagonista. Tutto sta nella semplice filosofia di vita ereditata dal padre, che "giudicava che tutti, a cominciare da se medesimo, fossero intrusi in questo mondo, fuorché i geni e gli eroi". Questa sentenza inchioda Filippo Rubè a vivere la propria esistenza ("un involto che qualcuno gli avesse affidato senza dirgliene il contenuto né più passasse a ritirarlo") sospinto da un'ambizione disperata.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un intellettuale con un futuro ben programmato impatta contro la realtà di un'Italia nel prima, durante e dopo la I guerra mondiale. Le certezze di un uomo che svaniscono nella nube di sogni infranti e nell'immobilismo, solo in parte colpevole, di un inetto; con un finale apparente paradossale e ...continua

    Un intellettuale con un futuro ben programmato impatta contro la realtà di un'Italia nel prima, durante e dopo la I guerra mondiale. Le certezze di un uomo che svaniscono nella nube di sogni infranti e nell'immobilismo, solo in parte colpevole, di un inetto; con un finale apparente paradossale e tragicomico, ma pregno di significato, anche in prospettiva futura.

    Lo sfondo storico è l'Italia dei primi anni del Novecento, in uno dei pochissimi romanzi che hanno saputo descrivere questo periodo con una maestria degna di encomio. Si comprende cosa sia successo e perché si assisterà, di lì a poco, all'ascesa al potere del fascismo, dopo uno scontro tra i sostenitori del comunismo e i sostenitori del fascismo che vedrà i suoi strascichi cruenti ancora a distanza di più di mezzo secolo dai fatti narrati.

    Da leggere per chi vuole capire a fondo il nostro paese.

    ha scritto il 

  • 4

    E se fosse proprio Rubè...

    ...la figura letteraria di inane a vivere più credibile, tra le tante che la prima metà del Novecento ci ha lasciate? (Con buona pace dei pur grandi Pirandello e Svevo, la stessa ironia dei loro inetti li eleva di almeno una spanna sopra il martoriato e vago capo di Rubè, la cui egoità è meno fac ...continua

    ...la figura letteraria di inane a vivere più credibile, tra le tante che la prima metà del Novecento ci ha lasciate? (Con buona pace dei pur grandi Pirandello e Svevo, la stessa ironia dei loro inetti li eleva di almeno una spanna sopra il martoriato e vago capo di Rubè, la cui egoità è meno facilmente localizzabile di quelle altre) E se nei pensieri via via più sconclusionati e febbrilmente morbosi del protagonista su onore, eroismo, famiglia, fede, politica stesse qualcosa che è ancora sedimentato nell'animo del trentenne italiano che, a fronte della crisi economia e di valori, non può evitare di sentirsi come «un frutto che ha la buccia intatta, ma dentro è tutto mangiato dal baco»? Di là dal melò che colora le principali vicende "in esterno" del narrato, questo romanzo potrebbe considerarsi la cronaca degli stati d'animo di un alienato, ma non di quelli che farfugliano insensatezze, no; bensì del peggior tipo di alienato: quello che vuole arrivare sulla carozza della logica a circoscrivere il vuoto interiore, dare mille nomi alle giusitificazioni della mancanza di (voglia di) responsabilità (in questo, direi quasi opposto ai Cosini e ai Mattia Pascal), scatenando una dialettica sofistica che centrifuga e rende intercambiabili l'avvocato e il disertore.

    Ottima lettura, autore da rivalutare - anche in certe ruvidezze, penso volute, dello stile.

    ha scritto il 

  • 4

    lettura fondamentale

    se a buon diritto studiamo D'Annunzio, altrettanto dovremmo fare con questo Rubè, confutazione di tutte le velleità dannunziane (il soldato, l'amante, il superuomo in genere, nella versione travisata da D'Annunzio e non nel senso inteso da Nietzsche). Il romanzo è soprattutto questo; scritto con ...continua

    se a buon diritto studiamo D'Annunzio, altrettanto dovremmo fare con questo Rubè, confutazione di tutte le velleità dannunziane (il soldato, l'amante, il superuomo in genere, nella versione travisata da D'Annunzio e non nel senso inteso da Nietzsche). Il romanzo è soprattutto questo; scritto con prosa notevole, che mi ha ricordato lo Sciascia de Il consiglio d'Egitto, forse non rapidissimo e avvincente nella trama, ma non è certo un bestseller... anzi molto ma molto di più. Da leggere, per rifletterci sopra.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse a causa di una bellissima conferenza su questo libro lo avevo immaginato migliore,ma mi ha deluso un po'.
    Per quanto sia un libro da leggere e apprezzare, non sono riuscita a farmi piacere il protagonista e se la lettura scorreva agile in taluni parti, in altri mi annoiavo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzone misconosciuto.

    La storia è quella di un poraccio, Filippo Rubé, in crisi di identità ad ogni livello, incapace di affermare una qualsiasi possibile versione di se stesso, impantanato in mezzo alla Storia tra comunisti e fasciti.
    Croce e delizia del romanzo è la lingua di B.: precisa, selettiva, aurea per ...continua

    La storia è quella di un poraccio, Filippo Rubé, in crisi di identità ad ogni livello, incapace di affermare una qualsiasi possibile versione di se stesso, impantanato in mezzo alla Storia tra comunisti e fasciti.
    Croce e delizia del romanzo è la lingua di B.: precisa, selettiva, aurea per il lettore per efficacia narrativa e rapidità di analisi introspettiva, ma l’insistenza di B. nella scelta di ogni singolo lemma alla lunga spossa il malcapitato lettore. Resta, però, una lettura, seppur non semplice, obbligata per capire quanto fosse complesso il panorama del Novecento – quanto misconosciuto il genio di B. già dai suoi contemporanei.

    Nota per me: da rileggere con maggior lena, ma non ora.

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    ha scritto il 

  • 4

    1/2 (Ri)scoprite Borgese

    L'affermazione nella società della piccola borghesia del primo decennio del Novecento, passa anche per il nodo dell'interventismo e del neutralismo al conflitto mondiale: la prima scelta è nettamente dettata dall'entusiasmo dannunziano per il superuomo.
    Comprendere a giochi fatti, che quest ...continua

    L'affermazione nella società della piccola borghesia del primo decennio del Novecento, passa anche per il nodo dell'interventismo e del neutralismo al conflitto mondiale: la prima scelta è nettamente dettata dall'entusiasmo dannunziano per il superuomo.
    Comprendere a giochi fatti, che questa separazione è del tutto inutile - quando la guerra tocca, tocca chiunque - così come confessarsi d'aver avuto paura anche solo di sparare un colpo per poi auspicare nella fortuna del caso la definitiva celebrazione dell'eroe, sconcertano e lacerano l'individuo. Il crollo dei propri ideali stordisce, tanto che i giorni bigi sostituiranno i colori, gonfiato dalla dissolutezza che rende effimera e vuota una propria riscossa; necessitando di morire più che di vivere. Il dopoguerra è l'età della cenere.

    ha scritto il 

  • 4

    Non filano via liscie le 392 pagine di Rubé, primo romanzo di Giuseppe Antonio Borgese, ma ne vale la pena, perché è un bellissimo romanzo utile a capire tanto di ciò che sono stati i primi decenni del Novecento...

    ha scritto il 

  • 4

    Rubè è l'incarnazione della crisi di valori del Novecento, è uno che si lascia vivere, che non decide ma si abbandona alle scelte altrui..per me è una lettura interessante per nulla inferiore a quella di Svevo

    ha scritto il