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Ruggine

Di

Editore: Einaudi

3.9
(298)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 238 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806173154 | Isbn-13: 9788806173159 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefano Massaron

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Negli anni Settanta in un cortile di un agglomerato-alveare della periferiamilanese, una banda di bambini si ritrova ogni giorno a giocare. Sono figli diimmigrati meridionali, e nella banda ci sono ragazze, fratelli minori e capi.Il luogo magico è per i bambini il capannone della ditta di recupero dimateriali ferrosi che sorge nelle vicinanze e i bambini sono gli unici asapersi orientare al suo interno. Poi un bambino scompare. Qualche settimanaprima una bambina era stata ritrovata morta. I sospetti cadono su una speciedi scemo del villaggio che però per i bambini è innocente...
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  • 3

    Scritto bene, forse con qualche insistenza di troppo, storia terribile e abbastanza coinvolgente. Finale talmente incongruo che m'è venuta voglia di prendere a ceffoni l'autore... :(

    ha scritto il 

  • 4

    CON RISERVA

    Con un po' di riserva do quattro stelle a questo libro. Mi è piaciuto, l'ho apprezzato ed è scritto bene, ma qualche piccolo "difetto" si riscontra. In primo luogo il fatto che, per gli appassionati di Stephen King, è difficile non fare un qualche paragone con "It". E, in seconda battuta, la rugg ...continua

    Con un po' di riserva do quattro stelle a questo libro. Mi è piaciuto, l'ho apprezzato ed è scritto bene, ma qualche piccolo "difetto" si riscontra. In primo luogo il fatto che, per gli appassionati di Stephen King, è difficile non fare un qualche paragone con "It". E, in seconda battuta, la ruggine diventa un fastidio più che un'ossessione letteraria. Quando si ha una buona idea non credo che la si rafforzi citandola di continuo, non è sempre necessario.

    ha scritto il 

  • 4

    … unirono la loro paura e diventarono una cosa sola

    Ma soprattutto se chiudo gli occhi sento ancora quell’odore. Aspro, metallico, stantio. Tanto penetrante da trafiggerti le narici e arrivarti dritto al cervello. Un odore che, prima del nostro scontro frontale con la morte, era stato per noi sinonimo olfattivo della magia dei giochi infantili ...continua

    Ma soprattutto se chiudo gli occhi sento ancora quell’odore. Aspro, metallico, stantio. Tanto penetrante da trafiggerti le narici e arrivarti dritto al cervello. Un odore che, prima del nostro scontro frontale con la morte, era stato per noi sinonimo olfattivo della magia dei giochi infantili e che invece, da quel momento in avanti, non sono più riuscito a non associare alla consistenza del sangue in fondo al palato. Ruggine. Ruggine ovunque, ruggine a formare una patina ruvida e graffiante sotto le nostre mani che si aggrappavano agli spuntoni e agli appigli casuali offerti dalle travi in perenne assestamento, ruggine a scricchiolare raschiare raspare sotto le suole delle nostre scarpe nel silenzio frastornante dei cunicoli, ruggine polverizzata dagli scalpiccii dei passi frenetici nel buio, pulviscolo rossastro che ci si depositava sulle gengive e ci si infilava tra i capelli e nel naso e sotto gli occhi, lasciandosi inghiottire, inalare, respirare… ruggine ruggine ruggine

    …… infilata nei miei capelli e nel mio naso e sotto i miei occhi, inalata….. e che mi ha reso difficile la respirazione, in alcuni passaggi l’ha proprio interrotta. Se l’intento di Massaron era quello di lasciare il segno e fare male ci è riuscito in pieno, se il suo intento era quello di farmi vivere il crimine ci è riuscito, se il suo intento era quello di sbattermi in faccia con violenza la violenza ci è riuscito. Questo romanzo è devastante, ecco, questa credo sia la parola esatta, il pugno che arriva allo stomaco non si riesce a schivare e continua a far male anche quando mettiamo via (solo fisicamente) il libro. E anche coraggioso perché non è un lettura per tutti …….

    ha scritto il 

  • 0

    Non ho messo le stelline a questo romanzo perchè non saprei come valutarlo.
    Non è un "pugno allo stomaco",ma una lunga discesa agli inferi,fra degrado,perversione e orrore....sembra di respirare gas velenoso ad ogni pagina, che satura i polmoni ed asfisia,penetrando in profondità sino all'anima d ...continua

    Non ho messo le stelline a questo romanzo perchè non saprei come valutarlo. Non è un "pugno allo stomaco",ma una lunga discesa agli inferi,fra degrado,perversione e orrore....sembra di respirare gas velenoso ad ogni pagina, che satura i polmoni ed asfisia,penetrando in profondità sino all'anima del lettore. Una lettura cruda che non lascia nulla all'immaginazione:ci si ritrova a"vivere"e soffrire ogni atroce situazione descritta.. no,non è un pugno allo stomaco è un acido che corrode...è una ruggine che infetta e che ti resta attaccata addosso anche a lettura ultimata.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro che leggo di questo scrittore. Piacevole, nonostante la tematica pesante. Tuttavia abbastanza deludente il finale.

    Complessivamente non è un libro che rileggerei, e che forse neanche consiglierei. Si può trovare di meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    fiaba dell'orrore stile stand by me. un po' di perplessità per i dettagli nelle scene di violenza, per il modo sbrigativo in cui liquida il finale e per lo stile non proprio personalissimo (fa un po' lansdale).

    ha scritto il 

  • 4

    bello, proprio

    Era un sacco che volevo leggerlo, ma ogni volta mi inventavo una scusa per non acquistarlo. Sì, perché la trama mi faceva paura. le prime due pagine mi facevano paura. Quel medico, viscido e quella bambina, nel letto grande, mi toglievano l'aria. Sapevo però che doveva esser bello. Non lo so perc ...continua

    Era un sacco che volevo leggerlo, ma ogni volta mi inventavo una scusa per non acquistarlo. Sì, perché la trama mi faceva paura. le prime due pagine mi facevano paura. Quel medico, viscido e quella bambina, nel letto grande, mi toglievano l'aria. Sapevo però che doveva esser bello. Non lo so perché, ma delle volte mi succede di capire fin da subito che ho fra le mani qualcosa di prezioso da leggere. e per questo, forse, continuavo a girarci intorno. Poi, finalmente, è arrivato anche il suo momento e le prime due pagine, da sempre astiose, "repulsive" mi hanno catturata, presa, avvinghiata e assorbita nella storia. Una storia dura. Un pugno nello stomaco di quelli che fanno male, sempre di più, di più, di più. Una storia che ti resta addosso, anche quando si chiude il libro, così, per prendere respiro.

    Un libro che non consiglierei alle madri, ma, sicuramente, invece, lo consiglierei a tutti quelli che hanno amato "Io non ho paura" di Ammaniti, che per certi versi me lo ha ricordato (estate afosa, ragazzini che si trovano a dover affrontare cose più grandi di loro).

    Uno di quei libri che quando lo finisci ti fa chiedere quali altri libri ha scritto l'autore per leggere ancora cose scritte da lui.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro difficile.
    Difficile da scrivere, perchè parlare di pedofilia e descrivere certe scene di violenza raccapricciante non è mestiere di tutti.
    Difficile da leggere, soprattutto per chi ha figli e fa dei bambini il proprio lavoro.
    Difficile da elaborare, da digerire, da archiviare nella memo ...continua

    Un libro difficile. Difficile da scrivere, perchè parlare di pedofilia e descrivere certe scene di violenza raccapricciante non è mestiere di tutti. Difficile da leggere, soprattutto per chi ha figli e fa dei bambini il proprio lavoro. Difficile da elaborare, da digerire, da archiviare nella memoria.

    Forse lo spunto non è dei più originali, in primis l'identità del "mostro", come pure non è originale il racconto della vita di questi bambini che vivono ai margini, ma lo stile di Massaron coglie nel segno, è brutale ed evocativo al tempo stesso e rende la narrazione estremamente avvincente. I salti temporali sono ben integrati nella trama e la caratteristica stilistica dei pensieri che rincorrono, si sovrappongono alle parole l'ho trovata davvero affascinante. Quattro stelle piene.

    ha scritto il 

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