Ruin and Rising

By

Publisher: Henry Holt

3.3
(3)

Language: English | Number of Pages: 422 | Format: eBook

Isbn-10: 0805097120 | Isbn-13: 9780805097122 | Publish date:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The capital has fallen. The Darkling rules Ravka from his shadow throne.

Now the nation's fate rests with a broken Sun Summoner, a disgraced tracker, and the shattered remnants of a once-great magical army.

Deep in an ancient network of tunnels and caverns, a weakened Alina must submit to the dubious protection of the Apparat and the zealots who worship her as a Saint. Yet her plans lie elsewhere, with the hunt for the elusive firebird and the hope that an outlaw prince still survives.

Alina will have to forge new alliances and put aside old rivalries as she and Mal race to find the last of Morozova's amplifiers. But as she begins to unravel the Darkling's secrets, she reveals a past that will forever alter her understanding of the bond they share and the power she wields. The firebird is the one thing that stands between Ravka and destruction—and claiming it could cost Alina the very future she's fighting for.

Sorting by
  • 1

    E vissero per sempre traumatizzati e scontenti

    Il bilancio chiude in negativo: il terzo volume conclude a fatica quanto costruito nel secondo; è un gran peccato che la necessità di conformarsi allo standard corrente di YA abbia impedito all'autric ...continue

    Il bilancio chiude in negativo: il terzo volume conclude a fatica quanto costruito nel secondo; è un gran peccato che la necessità di conformarsi allo standard corrente di YA abbia impedito all'autrice di rendere il romanzo più coinvolgente e interessante.

    Purtroppo tutti i personaggi si cristallizzano nelle posizioni precedentemente definite: Alina è equamente divisa tra la cieca avidità di avere più potere 'altrimenti il Darkling ci ammazza tutti' e una forte isteria repressa ('She was broken!'), che apparentemente dovrebbe giustificare il suo comportamento infantile e irrazionale.
    Naturalmente, dopo Hunger Games tutte le scrittrici di YA hanno scoperto, finalmente, che le eroine non devono essere necessariamente impermeabili agli eventi che capitano, e che possono interiorizzare traumi e perdite senza incarnare la Mary Sue per eccellenza. Bene! Questa cosa si è tradotta in un eterno trauma, una sofferenza perpetua, uno strazio costante: ogni cosa frusta la debole psiche di Alina, la quale si lascia tormentare da frasi banali per romanzi interi.
    Il suo 'approfondimento' psicologico si conclude quando finalmente l'autrice decide di svelare la drammatica storia del Darkling, e allora tra fiumi di lacrime e cuori spezzati Alina smette di provare attrazione per la sua prima cotta e si erge a Paladina dei Tristi, compatendo la povera creatura ferita che adesso sta mettendo a ferro e fuoco Ravka. Okay.

    Mal, un'altra delusione colossale, rappresenta al 100% la paura dell'autrice di andare fuori dal seminato: dopo un'evoluzione inesistente, si è presentata la concreta possibilità di dare una personalità a questo giovane, che non sa fare altro se non essere corrucciato e lamentarsi, quando non è usato come ostaggio.
    Mi piaceva l'idea che il Vero Amore non fosse sufficiente a contrastare gli ostacoli della vita, però in questo caso salta fuori che i due sono innamorati nati sotto una cattiva stella, condannati a amarsi e a starsi lontani - per quale motivo, non si sa, poiché le ragioni proposte sono insensate (Alina è destinata alla grandezza e Mal no). Alina lo vuole ma lo lascia sempre in disparte come un cucciolo molesto, Mal pesta i piedi perché non è all'altezza di lei. Bella idea! Perché non approfondire la faccenda? Mal che non vuole essere il semplice galoppino di Alina, ma al contrario vorrebbe auto-affermarsi? Alina che vuole sfidare la società maschilista ritagliandosi un ruolo conforme al suo potere, mentre Mal non accetta di essere surclassato così? Erano due opzioni che la Bardugo ha guardato in faccia e ha scartato a piè pari.
    E quindi ci tocca Mal il Piagnone.

    Il resto dei personaggi è di una banalità snervante: Genya si redime e diventa ovviamente una risorsa incredibile, immune dalle mutilazioni e dal dolore, David che inventa tutto, Nikolai è un distributore vivente di battute stantie e proposte di matrimonio (Dai, come se sposare Alina fosse l'unico modo per unire l'esercito al governo! Lei è una donna fragile e lui è l'erede di una monarchia assoluta! Dov'è tutta questa parità di poteri?), spogliato di qualsiasi verve del Pirata Sturmhound, e poi, il Darkling è un pallone gonfiato megalomane perverso, e la bella Zoya diventa il riluttante braccio destro di Alina...

    Naturalmente, dopo la guerra tutti sono segnati sia dentro che fuori, nessuno di loro riesce a vivere più normalmente, nemmeno l'amore può guarire le ferite dell'anima, oh ma guarda la gente comune com'è felice mentre noi ci siamo fatti il mazzo per salvarli dall'orrore senza nome della guerra, oh come piango la mia gioventù stroncata da questi eventi oscuri, Venezia è bella ma non ci vivrei, e domani è un'altro giorno.

    said on