Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Rumore bianco

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 61

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(2587)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 349 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Svedese , Spagnolo , Sloveno , Chi tradizionale

Isbn-10: 8496142019 | Isbn-13: 9788496142015 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mario Biondi

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

Ti piace Rumore bianco?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Una nube tossica di incerta natura e provenienza compare improvvisamente su una città americana, i cui abitanti sono costretti a una frettolosa evacuazione. E nel momento dell'emergenza la rassicurante facciata di efficienza ipertecnologica e di felicità consumistica va d'un tratto in mille pezzi, con effetti spesso esilaranti. La famiglia del protagonista Jack Gladney, professore di studi hitleriani nel campus universitario della città, diviene con le sue vicissitudini l'emblema di una civiltà ormai esausta, che ha affidato agli oggetti il compito di coprire il vuoto di idee, di valori, di aspirazioni su cui drammaticamente poggia, e da cui viene risucchiata non appena qualche elemento del sistema comincia a incepparsi, a deviare da una strada che pareva tracciata per l'eternità.Pubblicato nel 1985, Rumore bianco è unanimemente considerato il frutto più maturo delle problematiche sociali e culturali legate al post-moderno: sostenuto da un forte impegno etico e da una presa violentemente sarcastica su una realtà franta, disumanizzata, per molti versi incomprensibile, il romanzo disegna un affresco impietoso e indimenticabile dell'America contemporanea, fatto di stupidità, di miseria morale, di inconsapevolezza profonda, che gli afflati apocalittici di pochi, stanchi e inascoltati profeti di sventure non valgono certo a riscattare. È una sorta di radiografia del deserto quotidiano, illuminata tuttavia da una scrittura duttile e vivacissima, che rende sempre nuovi e affascinanti i dolenti sberleffi che le danno alimento.
Ordina per
  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    hai paura di morire?

    Ero un po' timoroso già dalla sinossi. Un professore americano di studi hitleriani?? ma che roba è?
    La prima cosa che colpisce in pieno è lo stile imbellettato di metafore acide un po' steam punk un p ...continua

    Ero un po' timoroso già dalla sinossi. Un professore americano di studi hitleriani?? ma che roba è?
    La prima cosa che colpisce in pieno è lo stile imbellettato di metafore acide un po' steam punk un po' Palaniuk, che mette confortevolmente a disagio il lettore.

    Sin dalle prime pagine si delineano piano piano i contorni di una famiglia eterogenea non convenzionale, figli e figlie di genitori diversi che convivono sotto lo stesso tetto nella casa di Jack e Babette. Jack è un protagonista controverso che scopre di essere schiavo di una paura inizialmente inconscia di morire che si scoprirà essere la causa per cui ha intrapreso la sua bizzarra carriera di specialista; il suo vivere costantemente all'ombra di un personaggio storico di un certo peso e calibro lo fa sentire forse invincibile.
    La sua vita procede così, tra alti e bassi confrontandosi con la compagna che vuole assolutamente morire prima di lui perchè altrimenti ne soffrirebbe troppo, con un figlio saccente e misantropo con il quale non riesce a dialogare umanamente, con le altre figlie ragionevolmente preoccupate e un pargolo che nella sua innocenza cova già un piccolo seme di pazzia (?).

    L'evento della contaminazione arriva improvvisamente. Le loro vite cambiano ma non troppo: solamente Jack viene esposto a questa nuvola venefica di gas che gli accorcerà la vita non si sa di quanto. Ora la sua paura è conscia e lo attanaglia ancor di più, lo autorizza a prevalere sulla moglie in questa folle corsa inesorabile che è la vita.

    In questa gara che coinvolge tutti non ci saranno nè vincitori nè vinti, solo un finale insipido dal vago sentore post apocalittico.
    Da leggere ma non per tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di De Lillo che leggo, sono rimasta affascinata dal suo modo di scrivere.
    Mi è piaciuta moltissimo la prima parte, poi non lo sopportavo più. Troppo lungo e pieno di "inutile". ...continua

    Primo libro di De Lillo che leggo, sono rimasta affascinata dal suo modo di scrivere.
    Mi è piaciuta moltissimo la prima parte, poi non lo sopportavo più. Troppo lungo e pieno di "inutile".

    ha scritto il 

  • 2

    Per favore, fatemi sapere quando finirà la moda (senza offesa) del postmoderno americano. Quando gli scrittori statunitensi riprenderanno a raccontare storie normali, di persone normali, scritte in mo ...continua

    Per favore, fatemi sapere quando finirà la moda (senza offesa) del postmoderno americano. Quando gli scrittori statunitensi riprenderanno a raccontare storie normali, di persone normali, scritte in modo normale. Fino a quel momento, leggerò altro.

    ha scritto il 

  • 2

    E' un libro senza una particolare trama sulla paura della morte. I personaggi sono improbabili e i dialoghi inverosimili. Alcune riflessioni sono interessanti, ma nel complesso è prolisso ed estenuant ...continua

    E' un libro senza una particolare trama sulla paura della morte. I personaggi sono improbabili e i dialoghi inverosimili. Alcune riflessioni sono interessanti, ma nel complesso è prolisso ed estenuante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un libro che mi è piaciuto, anche se non posso dire che mi abbia entusiasmata.
    E' il ritratto della società consumistica, inerme (anzi, nel panico più totale) di fronte all'inspiegabile episodio della ...continua

    Un libro che mi è piaciuto, anche se non posso dire che mi abbia entusiasmata.
    E' il ritratto della società consumistica, inerme (anzi, nel panico più totale) di fronte all'inspiegabile episodio della nube tossica. Un romanzo che, sin dalle prime pagine, appare pervaso dalla paura della morte, elemento costante di tutta la narrazione.
    Al di là di tutto ciò, quello che mi ha maggiormente colpito è la riflessione etica sui personaggi, soprattutto nell'atteggiamento di fronte all'informazione (televisiva, radiofonica ecc..). Non solo la morte è vista quasi come uno spettacolo quando non tocca i personaggi (la famiglia di fronte alla televisione che trasmette immagini di catastrofi ne desidera sempre di più, Bee ritiene inutile la caduta di un aereo perchè la televisione non è presente) ma anche quando essi sono protagonisti (l'entusiasmo di Heinrich ne è la prova).
    Il degrado traspare poi da altri aspetti (il rilievo dato agli studi Hitleriani, le suore senza fede, l'abuso di droghe).
    Insomma, un romanzo che scorre abbastanza e che dà modo di riflettere sulla società presente.

    ha scritto il 

  • 4

    Bianco illusione

    David Foster Wallace aveva una musa su tutte: Delillo. E lo si può capire chiaramente già dalle prime pagine.

    Delillo è magico: ti ingloba in una storia che ferisce perché non inventa niente.
    Ti racco ...continua

    David Foster Wallace aveva una musa su tutte: Delillo. E lo si può capire chiaramente già dalle prime pagine.

    Delillo è magico: ti ingloba in una storia che ferisce perché non inventa niente.
    Ti racconta quante belle favole ci siamo costruiti attorno agli occhi, a difesa dal mondo. La paura della morte in una vita spesa a lamentarci di quanto dura sia vivere... l'illusione di quanti bisogni siano necessari alla nostra felicità aka sopravvivenza, quando invece sono solo altre catene che ci imprigionano ad una vita scarna di palpitazioni vere.

    Il rumore bianco è quello del superfluo. Lo stridere dell'anima di fronte a tanto malcelato dolore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Il libro sulla morte e sul timore per essa. Più che per la trama, l'opera colpisce per le innumerevoli riflessioni, talvolta scaturite solo da paranoie, sull'unica nostra certezza.
    Ottima anche la con ...continua

    Il libro sulla morte e sul timore per essa. Più che per la trama, l'opera colpisce per le innumerevoli riflessioni, talvolta scaturite solo da paranoie, sull'unica nostra certezza.
    Ottima anche la conversazione sul tema dell'aldilà e sui credenti. Ottimi temi, un po' meno lo stile, ma sicuramente un grande libro (il finale fa capire quanto D. F. Wallace sia stato ispirato da DeLillo).

    ha scritto il 

  • 3

    Rumore bianco è un libro sulla paura della morte. Sulla ferocia della tecnologia, sull'esigenza che noi crediamo di averne, sulla tossicità che non sappiamo di trarne. È un libro sull'illusione, su co ...continua

    Rumore bianco è un libro sulla paura della morte. Sulla ferocia della tecnologia, sull'esigenza che noi crediamo di averne, sulla tossicità che non sappiamo di trarne. È un libro sull'illusione, su cosa succederebbe se esistesse un farmaco che ci distraesse dalla paura della morte, che riuscisse a immunizzarci, ancora meglio, e ancora più totalmente, del nostro rumore artificiale. È un libro sulla paranoia che ci assale quando il presentimento di morte si insinua, vero, inaspettato, nelle nostre apparenti immortalità. Quando accade qualcosa, una catastrofe, che non possiamo ignorare, che ci mette di fronte all'evidenza che no, non siamo eterni.

    http://startfromscratchblog.blogspot.com/2015/03/rumore-bianco-don-delillo.html

    ha scritto il 

  • 5

    calligrammi

    "A volte penso che il nostro amore sia privo di esperienza. La questione del morire si fa saggio strumento di memoria. Ci guarisce dalla nostra innocenza nei confronti del futuro. Le cose semplici son ...continua

    "A volte penso che il nostro amore sia privo di esperienza. La questione del morire si fa saggio strumento di memoria. Ci guarisce dalla nostra innocenza nei confronti del futuro. Le cose semplici sono fatali, o è una superstizione?"

    La cecità toglie l'aria, a quanto vedo.
    La prima e forse l'unica minaccia è l'asfissia, posto che può non esserci (più) nulla (da vedere).
    Il disegno che appare qui, a fine lettura, è un occhio ordinario. In buona salute e mio. Lo so per il fatto che respiro.
    Oltre a costruire immagini, questo libro fa fare utili e faticosi sogni. Che comprendono gli equivalenti simbolici locali del bisogno di catastrofi, gli "emanatori di oscurità", gli "estremi personali di un grigiore urbano postbellico", i "giochi da spiazzo libero con precedenti logici", lenzuola lanciate via con le caviglie, il sentiero del Bright Angel, nel canyon.

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi è piaciuto. Colpa del traduttore o dello scrittore? Non saprei rispondere. Certo è che la necessità di rendere ogni minuto della vita di Jack e Babette eccezionale, perché in America tutto dev' ...continua

    Non mi è piaciuto. Colpa del traduttore o dello scrittore? Non saprei rispondere. Certo è che la necessità di rendere ogni minuto della vita di Jack e Babette eccezionale, perché in America tutto dev'essere vissuto sempre sopra le righe altrimenti non sei nessuno, lo porta a rendere poco credibili personaggi, luoghi e situazioni. Alcuni esempi: il protagonista fonda un Dipartimento di Studi Hitleriani presso l'Università in cui insegna, ma non parla una parola di tedesco; oppure, tra lui e Babette si ritrovano a gestire quattro figli, tre dei quali avuti da precedenti matrimoni di entrambi, ma lei è sempre imperturbabile, nonostante il caos domestico e la giovane età dei ragazzi. Inoltre, le ex mogli di Jack non potevano non avere vite “eccezionali”: una fa la spia e recensisce libri per la Cia in cerca di codici segreti, un'altra abbandona tutto per diventare Madre Nonsoche in un ashram ed insegue la pace nel mondo dimenticando suo figlio. Jack però, come se non bastasse, ha anche altre due figlie, una delle quali appare e scompare verso la fine del libro, citata in due righe. E poi gli elenchi e le liste che appesantiscono la trama, come Franzen in "Le correzioni", intollerabili: liste di oggetti da buttare, di notizie riportate dal giornale, di farmaci e composti chimici da sperimentare, liste ed elenchi noiosissimi. Il capitolo 26 segna una svolta, spiega il titolo, ma muore lì. Le aspettative rimangono deluse e il finale, deludente e insignificante, porta a chiedersi perché si è deciso di leggere questo libro.
    In estrema sintesi, è un libro di raccomandazioni:
    a) è bene condurre una vita sana e tornare alle cose semplici
    b) il progresso è solo fonte di problemi e danneggia la salute
    c) la paura della morte si vince solo cercando di non pensarci
    d) meglio guardare un tramonto che stare appiccicati alla TV.

    ha scritto il 

Ordina per