Rumore bianco

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 61

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(2797)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 349 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Svedese , Spagnolo , Sloveno , Chi tradizionale

Isbn-10: 8496142019 | Isbn-13: 9788496142015 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mario Biondi

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

Ti piace Rumore bianco?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Una nube tossica di incerta natura e provenienza compare improvvisamente su una città americana, i cui abitanti sono costretti a una frettolosa evacuazione. E nel momento dell'emergenza la rassicurante facciata di efficienza ipertecnologica e di felicità consumistica va d'un tratto in mille pezzi, con effetti spesso esilaranti. La famiglia del protagonista Jack Gladney, professore di studi hitleriani nel campus universitario della città, diviene con le sue vicissitudini l'emblema di una civiltà ormai esausta, che ha affidato agli oggetti il compito di coprire il vuoto di idee, di valori, di aspirazioni su cui drammaticamente poggia, e da cui viene risucchiata non appena qualche elemento del sistema comincia a incepparsi, a deviare da una strada che pareva tracciata per l'eternità.Pubblicato nel 1985, Rumore bianco è unanimemente considerato il frutto più maturo delle problematiche sociali e culturali legate al post-moderno: sostenuto da un forte impegno etico e da una presa violentemente sarcastica su una realtà franta, disumanizzata, per molti versi incomprensibile, il romanzo disegna un affresco impietoso e indimenticabile dell'America contemporanea, fatto di stupidità, di miseria morale, di inconsapevolezza profonda, che gli afflati apocalittici di pochi, stanchi e inascoltati profeti di sventure non valgono certo a riscattare. È una sorta di radiografia del deserto quotidiano, illuminata tuttavia da una scrittura duttile e vivacissima, che rende sempre nuovi e affascinanti i dolenti sberleffi che le danno alimento.
Ordina per
  • 3

    Terzo libro che leggo di questo autore, nella prima parte è stato molto cervellotico e difficile da seguire tanto che ero quasi tentata di abbandonarlo perché non capivo dove mi volesse portare. Ciò n ...continua

    Terzo libro che leggo di questo autore, nella prima parte è stato molto cervellotico e difficile da seguire tanto che ero quasi tentata di abbandonarlo perché non capivo dove mi volesse portare. Ciò nonostante ho continuato a leggerlo e girata l ultima pagina mi ci è voluto un bel po’ per farmi un’idea. Quanto ne ho tratto è questo: nelle nostre case nei nostri luoghi di confort zone ( quelli a noi familiari) tutto sembra essere perfetto e immune agli scossoni della vita perché noi ci sentiamo sicuri ma quando accodono degli eventi particolari questo nostro guscio si distrugge e non possiamo far altro che scontrarci con la realtà e non sempre siamo pronti perché le scene di dolore le vediamo spesso filtrate dalla tv o dalla radio, e solo quando ci toccano personalmente ci rendiamo conto che esistono davvero e la nostra paura di morire e il nostro istinto di sopravvivenza torna a farsi sentire.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse troppo cervellotico per i miei gusti.
    Insomma, va bene tutto, ma i personaggi - bambini compresi - sembrano dei replicanti a cui non sia stato detto che, se sei vuoi passare il test, devi dissim ...continua

    Forse troppo cervellotico per i miei gusti.
    Insomma, va bene tutto, ma i personaggi - bambini compresi - sembrano dei replicanti a cui non sia stato detto che, se sei vuoi passare il test, devi dissimulare e parlare ogni tanto da umano.

    ha scritto il 

  • 3

    libro che...boh!

    Ci sono libri che amo e mi tengono incollata alle pagine, libri che finisco per abbandonare, e "libri che boh"!
    Questo di Don Delillo è un libro che boh... alcune idee spettacolari: una facoltà univer ...continua

    Ci sono libri che amo e mi tengono incollata alle pagine, libri che finisco per abbandonare, e "libri che boh"!
    Questo di Don Delillo è un libro che boh... alcune idee spettacolari: una facoltà universitaria di Hitlerismo, i cui insegnanti giocano a fare i fricchettoni post moderni, nascosti sotto occhiali scuri e toga. Attratti dal desiderio di dialogare socraticamente quando invece il risultato appare solo una risibile stravaganza.
    Una nube tossica che costringe una piccola città a una evacuazione demenziale, che tanto mi ha ricordato a tratti "cecità" di Saramago, una famiglia raccogliticcia piena di figli più adulti dei genitori. E la paura della morte a dominare su tutto.
    Eppure alcuni barlumi di freschezza e poetica mi impediscono di trattarlo male.
    Ecco: uno dei miei migliori "libri che boh..."

    ha scritto il 

  • 4

    Autore: statunitense (1936). Romanzo del 1985.

    Funambolico e denso.
    Dico la verità ho anche sorriso parecchio.

    Un professore che si è inventato una cattedra di “hitlerismo” (e il tedesco deve impararl ...continua

    Autore: statunitense (1936). Romanzo del 1985.

    Funambolico e denso.
    Dico la verità ho anche sorriso parecchio.

    Un professore che si è inventato una cattedra di “hitlerismo” (e il tedesco deve impararlo in fretta e in età matura, tanto per non fare grama figura), in grado di trovare notevoli somiglianze nel rapporto madre/figlio con Elvis, quattro matrimoni (due con la stessa moglie, che però non è la quarta), una serie di figli che per scoprire di chi sono (geneticamente parlando) occorre prendere appunti.
    Ci mettiamo una casa equivalente ad una stazione di transito, salvo che per le camere e la cucina, solo luogo di affettiva aggregazione anche se si mangia in ogni posizione, cosa e come capita.

    Soli punti fermi
    lavatrice a asciugatrice sempre in funzione, mai una volta che si veda qualcuno caricarle o scaricarle;
    le visite al supermercato con carrelli carichi dell’ultimo infante e di quantità corpose di generi vari;
    gli yoghurt ai cereali di Babette destinati al compattatore;.
    il felice rapporto tra il professore e Babette;
    i figli, ognuno dei quali ha la sua peculiarità (il più piccolo che ha un effetto rassicurante per entrambi, il maschio adolescente dalla dialettica spiazzante, la figlia salutista e apprensiva, quella che viaggia in aereo da sola dall’età di nove anni, smagata come una turista abituale. E sicuramente me ne sono dimenticata una o due).

    In questo mondo (se lo avesse letto mia nonna l’avrebbe definito un’americanata) irrompono due fatti: una cisterna da cui fuoriesce una nube tossica con relativa evacuazione della piccola città e un misterioso flacone di medicine sconosciute che usa Babette.

    Il risultato è che i fatti di cui sopra fanno emergere, sotto al frastuono di quella vita caotica, un’antica paura, paura quasi universale, sicuramente molto postmoderna e u.s.a. che è la paura della morte.

    Anche se il supermercato cambiasse disposizione alle corsie, agli scaffali e ai prodotti rendendoci vagolanti e perduti, le casse fotoelettroniche riconoscerebbero tutto e soprattutto i tabloid in vendita ci rassicurerebbero con fatti soprannaturali, vitamine e integratori miracolosi, cure per il cancro, rimedi per l’obesità. Il culto delle star e dei morti.

    Mi è venuto in mente…tutti i rapporti interpersonali raccontati così brillantemente esisterebbero oggi? In fondo il romanzo si svolge in un’epoca senza smartphone, tablet, notebook, p.c. In pochi anni un mondo di ieri postmoderno?

    15.11.2016

    ha scritto il 

  • 0

    "muori" e "ridi"

    … una pillola per affrontare la paura della morte
    Ossessivo e doloroso… la paura della morte ti attanaglia al punto che anche le pagine dell’ebook diventano pesanti.
    Ottimo scrittore, sicuramente, ma ...continua

    … una pillola per affrontare la paura della morte
    Ossessivo e doloroso… la paura della morte ti attanaglia al punto che anche le pagine dell’ebook diventano pesanti.
    Ottimo scrittore, sicuramente, ma ho faticato davvero tantissimo a terminare questo romanzo inquietante.
    Non riesco a scrivere altro, non riesco ad assegnare stelline…

    ha scritto il 

  • 5

    Pagine fatte di dolore puro, di depressione e paura.
    Letteratura distillata.
    Una scrittura sospesa
    Letto diversi anni fa, quando De Lillo era una novità recensito su tutti i periodici.
    La prima metà n ...continua

    Pagine fatte di dolore puro, di depressione e paura.
    Letteratura distillata.
    Una scrittura sospesa
    Letto diversi anni fa, quando De Lillo era una novità recensito su tutti i periodici.
    La prima metà non ho problemi a definirla divertente. L'ambiente universitario si presta al sorriso. La seconda è terribile: cupa e deprimente.
    Finale stratosferico nella sua semplicità.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo libro di de Lillo che leggo. Meglio di "Americana" opera più matura più complessa e meglio strutturata. Ma anche qui, una volta arrivati alle ultime pagine ci rimane un senso di incompiutezza. ...continua

    Secondo libro di de Lillo che leggo. Meglio di "Americana" opera più matura più complessa e meglio strutturata. Ma anche qui, una volta arrivati alle ultime pagine ci rimane un senso di incompiutezza. Gli ingredienti ci sono tutti, forse mancano le spezie.

    ha scritto il 

Ordina per