Rumore bianco

Di

Editore: Einaudi

3.9
(2831)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 394 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Svedese , Spagnolo , Sloveno , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806147277 | Isbn-13: 9788806147273 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Mario Biondi

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Il "rumore bianco" del titolo è il suono che ossessiona il protagonista delromanzo: forse è una semplice emissione della "partitura panasonica" in cuisiamo immersi ogni giorno, oppure un minaccioso messaggio in codice. JackGladney, studioso di Hitler e direttore di un dipartimento di studihitleriani nella sua università, tiene un corso sul fascino ipnoticoesercitato dai discorsi del Fuhrer, dai canti e dagli inni del TerzoReich; e finisce per calarsi nella materia delle sue ricerche al punto diricavarne una specie di nicchia da cui non vuole più uscire. Il romanzo èappunto lo studio di questa perversione. Sino al giorno in cui una nuvoladi gas tossico lo costringe a uscire dal suo rifugio...
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  • 1

    Ostico, cervellotico, intellettualoide, inutile, irritante. Letto fino pagina 98 a più riprese, ora dico definitivamente basta. Non amo abbandonare i libri, ma con questo non ce la faccio proprio, per ...continua

    Ostico, cervellotico, intellettualoide, inutile, irritante. Letto fino pagina 98 a più riprese, ora dico definitivamente basta. Non amo abbandonare i libri, ma con questo non ce la faccio proprio, perdo solo tempo.

    ha scritto il 

  • 1

    Irritante

    Faticoso, prolisso, quasi inutile.. La faccia nascosta ma prevalente dell'americano stelle e strisce, ottuso, obeso, che passa dallo schermo televisivo alla scaffale del superiper mercato.

    ha scritto il 

  • 4

    Prosa romanzata delle teorie di Baudrillard.

    Messa in scena della violenza contemporanea, quella che attua lo sterminio con dolcezza, la dissuasione, la convivialità forzata. Una violenza che a forza ...continua

    Prosa romanzata delle teorie di Baudrillard.

    Messa in scena della violenza contemporanea, quella che attua lo sterminio con dolcezza, la dissuasione, la convivialità forzata. Una violenza che a forza di profilassi e di interventi mediatici abolisce la radice stessa del male.

    Il male tipicamente è nero.
    Il male qua è bianco.

    Si è passati dal buio alle ombre sulla caverna per paura di uscire ad affrontare la luce.
    Meglio il virtuale del reale.

    - Questa sera piove.
    - Sta già piovendo, – precisai.
    - La radio ha detto questa sera.

    Che tipo di vita può condurre un uomo di indole debole che di professione ha scelto di essere preside del dipartimento di studi hitleriani e che quindi, per avere una qualche credibilità, indossa occhiali scuri quando insegna? Delirante, ansiosa, alienante, euforica, artefatta.

    Se avesse letto Socrate, anziché il Mein Kampf, il professorone avrebbe forse imparato a ragionare, si sarebbe reso conto di non sapere. Invece la sola paura che minaccia il suo deserto mentale è quella della morte, perché temuta come unica incognita, dato che nessun simulatore è ancora riuscito a renderne evidenti i retroscena.

    Se non avesse disimparato ad ascoltare e a guardare come i bambini, avrebbe fatto ancora in tempo a godersi una vita reale per la durata naturale del ciclo di un uomo fortunato che nasce, cresce, invecchia e muore. Invece nel suo svanimento cerebrale se ne è chiuso fuori, l'ha guardata scorrere su uno schermo, pensando anche che fosse cool assistere a qualche catastrofe – da debita distanza naturalmente.

    Se avesse ascoltato il silenzio, inseguito l'ironia del linguaggio, i simboli, il gioco, il pensiero divergente, un comportamento coerente con la profondità dell'essere, avrebbe dato un senso all'esistenza. Invece ha inseguito la chimera del farmaco che elimina la paura della morte, una specie di auto lobotomia, in pratica. Idea geniale veramente (!).

    Che tristezza, che disagio riconoscere in tutto questo lo stesso comportamento dei contemporanei, di tutta quella gente colonizzata dai media, che cerca di puntellare le rovine di una personalità inesistente ripetendo slogan come formule sacre, che vive la televisione come un'esperienza mistica, che preferisce la chat al corporeo, che etichetta le persone dal biglietto da visita, perché non è più in grado di elaborare un pensiero non dirò libero ma almeno svincolato.

    Parodia di esseri umani.

    Il prodigioso farmaco Dylar, pronunciato più o meno “dailah”, come ha spiegato lo stesso autore in un’intervista, sarebbe una contrazione di die, ovvero «muori» e laugh, ovvero «ridi». «Muori ridendo», insomma.

    ha scritto il 

  • 4

    La primera parte me ha parecido una genialidad de novela. Tiene un humor tan sutil que casi no se percibe, pero ahí está, impregnándolo todo. Hay un montón de momentos memorables como la discusión sob ...continua

    La primera parte me ha parecido una genialidad de novela. Tiene un humor tan sutil que casi no se percibe, pero ahí está, impregnándolo todo. Hay un montón de momentos memorables como la discusión sobre si está lloviendo o la fiebre consumista que le entra al protagonista, o la historia del avión cayendo en picado. También destaca el personaje de Murray con sus curiosas y extravagantes teorías. La segunda y la tercera partes no me han gustado tanto como la primera. Aunque se mantiene muy alta la calidad literaria, se pierde el fino humor y la deriva que toma la novela, con la obsesión del protagonista por la muerte, no me interesa demasiado, considero que las obsesiones están muy relacionadas con la estupidez y la falta de reflexión. En todo caso, la novela es muy buena pero iba para cinco estrellas tras la primera parte y al final se queda en cuatro.

    ha scritto il 

  • 5

    La paura della morte

    Il rumore bianco è quella morte che vive sempre, in forma spettrale, dentro di noi. Che segna il nostro vivere nella modernità. Il postmodernismo di DeLillo qui è inquieto e più angosciante che mai. I ...continua

    Il rumore bianco è quella morte che vive sempre, in forma spettrale, dentro di noi. Che segna il nostro vivere nella modernità. Il postmodernismo di DeLillo qui è inquieto e più angosciante che mai. Il protagonista è quasi una caricatura, all'inizio del libro: un uomo che insegna studi hitleriani, al quarto matrimonio, con figli avuti da tre mogli diverse. L'apoteosi della modernità che sfocia forse oltre ogni misura normalmente riconosciuta. Tutti i personaggi a volte producono effetti comici quasi spiazzanti. Eppure è un uomo che narra in prima persona, che quindi è più che presente, vero, che ha dei pensieri concreti. Il romanzo si snoda su tre concetti: 1) la modernità attraverso le apparecchiature che ci circondano: la tv, la radio, il microonde, le auto: le onde e le radiazioni; 2) la tossicità della modernità, il pericolo che può essere causato dall'uomo stesso, quello sempre in agguato, che passa dietro casa nostra attraverso apparentemente innocui treni merci; 3) la paura della morte, e il ricorso agli antidepressivi. Attraverso tutto ciò si svolge questo frammento della vita di Jack Gladney, colui che ha la morte dentro, che sa di dover morire, come se non fosse nient'altro che la condizione umana. Un libro geniale, ma ci vogliono attenzione e pazienza.

    ha scritto il 

  • 5

    WHITE NOISE

    Riletto dopo diciotto anni e molte cose in più, "rumore bianco", che ha appena compiuto 32 anni dalla sua pubblicazione, non solo non ha perso un grammo del suo peso letterario, peraltro già riconosci ...continua

    Riletto dopo diciotto anni e molte cose in più, "rumore bianco", che ha appena compiuto 32 anni dalla sua pubblicazione, non solo non ha perso un grammo del suo peso letterario, peraltro già riconosciuto all'epoca con il conferimento del National Book Award, ma ha addirittura acquisito il valore della profezia postmoderna che si avvera. De Lillo aveva già chiari i fenomeni che oggi passano con il nome di post-verità, e li mette in scena facendo coincidere l'eccesso di informazione con il massimo dell'ignoranza in un' epoca in cui l'inventore dei social si succhiava il pollice. Gli ipermercati sono le nuove chiese, e riti del consumo proteggono dalla paura dalla morte: - "una volta usciti da scuola ci vorrà poco perché sperimentiate la vasta solitudine e insoddisfazione dei consumatori che hanno perso la propria identità di gruppo" - fa dire a un visiting professor. In epoca ancora molto lontana dal social e dagli onnipresenti smartphone De Lillo dipinge una realtà quotidiana dove i dialoghi e le situazioni ordinarie subiscono continue interferenze, onde e radiazioni, spezzoni di brani che escono dalla TV, dalla radio, ricerche via telefono, previsioni meteo. La metereologia è una delle nuove confessioni oggi, nessuno può negarlo: "... ho perduto la fede in Dio. Ero inconsolabile, mi sono chiuso in me stesso. Poi un giorno ho visto per caso le previsione del tempo alla TV. Un giovane dinamico con la bacchetta luccicante stava in piedi davanti ad una foto multicolore. Ero ipnotizzato dalla sua sicurezza di sé e dalla sua bravura. Sembrava quasi che un messaggio venisse trasmesso dal satellite attraverso quel giovanotto fino a me. Quindi mi sono rivolto alla meteorologia per averne conforto". De Lillo, dal 1985, si prende gioco del mondo del 2015 prevedendone e ridicolizzandone il nonsense.
    E vogliamo parlare del ritorno dei criptofascismi e degli uomini "forti" oggi tanto in voga? Ecco un'altra chicca: "Le persone indifese e timorose vengono attratte dalle figure, magiche, mitiche, dai personaggi intimidatori e cupamente giganteggianti. - stai parlando di Hitler mi pare. - ci sono personaggi più grandi della vita. Hitler è più grande della morte. E tu pensavi che ti avrebbe protetto, ti capisco perfettamente." La fiducia nel progresso e nella sicurezza della società capitalista è tale che il protagonista rassicura la moglie, moderatamente allarmata dalle prime confuse notizie riguardo ad un incidente chimico, dicendole che "Sono cose che succedono alla povera gente che vive nelle zone a rischio. La società è strutturata in maniera tale che sono le persone povere e prive di istruzione a soffrire l'impatto più grave dei disastri naturali, nonché di quelli prodotti dall'uomo. Chi vive nei bassopiani subisce le alluvioni, chi vive nelle baracche subisce gli effetti degli uragani e dei tornadi. Io sono un professore di college. Ne hai mai visto uno solo, in una di quelle inondazioni che si vedono alla tv, remare in barchetta nella strada di casa? Noi viviamo in una città linda e piacevole, vicino a un college dal nome pittoresco. Sono cose che a Blacksmith non succedono."
    L'effetto è comico e terrificante allo stesso tempo. Quanto di Lyotard, Debord, Baudrillard, MacLuhan, Zizek e del caro vecchio Marx c'è in una sola noncurante affermazione?
    Per non parlare del fatto che non bastano le post-verità ammantate di rumore bianco a salvarti dalla paura, quando la realtà salta fuori e ti ricorda che sei banalmente mortale. Così come non ti salvano gli psicofarmaci, che possono straniarti, questo sì, ma nulla possono quando la paura della morte è tale da rendere tutto il resto privo di significato. Solo qualche giorno fa leggevo qualcosa a proposito del fatto che tre diverse categorie di psico farmaci sono tra i primi dieci farmaci venduti al mondo, e che la depressione è la patologia che colpisce più persone tra gli over 65. Sarà il fantomatico Dylar a salvarci tutti da questa paralizzante paura? Adesso non voglio esagerare con gli spoiler, per chi non avesse ancora letto il Vagelo del terzo millennio, ma giusto per dare un altro piccolo assaggio a caso della luce grottesca che questo romanzo getta sulla società che viviamo, riporto parte di una conversazione a proposito di un "seminario sugli incidenti d'auto": ... si tratta per lo più di film di serie B, televisivi, da drive in di campagna. Ai miei studenti dico di non andarci a cercare l'apocalisse. Questi incidenti d'auto io li vedo come parte di una lunga tradizione di ottimismo americano. Sono eventi positivi, pieni del vecchio spirito pragmatico. Ognuno di essi è inteso a essere migliore del precedente. Vi è un continuo miglioramento di mezzi e capacità, si affrontano sempre nuove sfide". Il dispiegamento di mezzi e forze militari per rinvigorire il sogno americano è storia di oggi.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un po' ostico soprattutto per quel velo (a volte più a volte meno) sottile di nonsense costruito intorno ai personaggi che sembrano sempre fare o dire cose che non li appartengono, che sono più gra ...continua

    E' un po' ostico soprattutto per quel velo (a volte più a volte meno) sottile di nonsense costruito intorno ai personaggi che sembrano sempre fare o dire cose che non li appartengono, che sono più grandi di loro. E' il secondo De Lillo che leggo e devo dire che anche stavolta ho fatto un po' di fatica pur apprezzandone le intenzioni e la poetica generale.

    ha scritto il 

  • 3

    Terzo libro che leggo di questo autore, nella prima parte è stato molto cervellotico e difficile da seguire tanto che ero quasi tentata di abbandonarlo perché non capivo dove mi volesse portare. Ciò n ...continua

    Terzo libro che leggo di questo autore, nella prima parte è stato molto cervellotico e difficile da seguire tanto che ero quasi tentata di abbandonarlo perché non capivo dove mi volesse portare. Ciò nonostante ho continuato a leggerlo e girata l ultima pagina mi ci è voluto un bel po’ per farmi un’idea. Quanto ne ho tratto è questo: nelle nostre case nei nostri luoghi di confort zone ( quelli a noi familiari) tutto sembra essere perfetto e immune agli scossoni della vita perché noi ci sentiamo sicuri ma quando accodono degli eventi particolari questo nostro guscio si distrugge e non possiamo far altro che scontrarci con la realtà e non sempre siamo pronti perché le scene di dolore le vediamo spesso filtrate dalla tv o dalla radio, e solo quando ci toccano personalmente ci rendiamo conto che esistono davvero e la nostra paura di morire e il nostro istinto di sopravvivenza torna a farsi sentire.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse troppo cervellotico per i miei gusti.
    Insomma, va bene tutto, ma i personaggi - bambini compresi - sembrano dei replicanti a cui non sia stato detto che, se sei vuoi passare il test, devi dissim ...continua

    Forse troppo cervellotico per i miei gusti.
    Insomma, va bene tutto, ma i personaggi - bambini compresi - sembrano dei replicanti a cui non sia stato detto che, se sei vuoi passare il test, devi dissimulare e parlare ogni tanto da umano.

    ha scritto il 

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