Rumore bianco

Voto medio di 2832
| 590 contributi totali di cui 452 recensioni , 138 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Ha scritto il 28/06/17
Ostico, cervellotico, intellettualoide, inutile, irritante. Letto fino pagina 98 a più riprese, ora dico definitivamente basta. Non amo abbandonare i libri, ma con questo non ce la faccio proprio, perdo solo tempo.
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Ha scritto il 04/06/17
Irritante
Faticoso, prolisso, quasi inutile.. La faccia nascosta ma prevalente dell'americano stelle e strisce, ottuso, obeso, che passa dallo schermo televisivo alla scaffale del superiper mercato.
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Ha scritto il 14/05/17
Ho trovato alcune particolarità nella costruzione delle frasi che mi hanno affascinato. La storia è sicuramente godibile, ma non è quella la cosa che mi è piaciuta maggiormente.
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Ha scritto il 12/05/17
Prosa romanzata delle teorie di Baudrillard.Messa in scena della violenza contemporanea, quella che attua lo sterminio con dolcezza, la dissuasione, la convivialità forzata. Una violenza che a forza di profilassi e di interventi mediatici abolisce ..." Continua...
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Ha scritto il 17/04/17
La paura della morte
Il rumore bianco è quella morte che vive sempre, in forma spettrale, dentro di noi. Che segna il nostro vivere nella modernità. Il postmodernismo di DeLillo qui è inquieto e più angosciante che mai. Il protagonista è quasi una caricatura, ..." Continua...
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Ha scritto il Apr 17, 2017, 20:41
Certo: una pistola può attirare a sé la violenza, richiamarne altre nel proprio circostante campo di forza.
Pag. 355
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Ha scritto il Apr 17, 2017, 20:39
La morte non costituisce proprio il limite di cui abbiamo bisogno? Non ti sembra che dia una consistenza preziosa alla vita, un senso di chiarezza? Bisogna chiedere a se stessi se tutto ciò che si fa in questa vita avrebbe le stesse caratteristiche ... Continua...
Pag. 272
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Ha scritto il Apr 17, 2017, 20:29
Poiché eravamo stati strappati alla realtà, eravamo anche dispensati dal bisogno di distinguere.
Pag. 157
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Ha scritto il Apr 17, 2017, 20:28
Pare che il pericolo imponga alle voci pubbliche la responsabilità di assumere un ritmo, quasi che nelle unità metriche risieda una coerenza capace di controllare quale che sia l'evento insensato e furioso che stia per scatenarsi sulle nostre teste.
Pag. 145
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Ha scritto il Apr 17, 2017, 20:27
Quando leggo gli annunci funebri, guardo sempre l'età del defunto, confrontando automaticamente la cifra alla mia età. Ancora quattro anni, penso. Ancora nove. Due anni e sono morto. La forza dei numeri non appare mai più evidente di quando li ... Continua...
Pag. 123
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