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Rumore bianco

By Don DeLillo

(95)

| Hardcover | 9788879370486

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Book Description

392 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Un autore graffiante, a cavallo tra distopia e speranza. Molto particolare la scelta del protagonista,un docente "di studi hitleriani" che vive l'esperienza di una famiglia allargata;l'uomo riflette sulla paura della morte mentre gli eventi attorno a ...(continue)

    Un autore graffiante, a cavallo tra distopia e speranza. Molto particolare la scelta del protagonista,un docente "di studi hitleriani" che vive l'esperienza di una famiglia allargata;l'uomo riflette sulla paura della morte mentre gli eventi attorno a lui gli lasciano sempre meno certezze. Il libro è anche una sorta di saggio sulla società dei consumi occidentale con tutte le sue contraddizioni; proprio mentre viviamo nell' hi tech e nell'agio, le minacce chimiche e nucleari che derivano proprio da "cellule impazzite" dei prodotti tossici di cui non possiamo fare a meno (plastica, pesticidi) non trovano soluzione. Altro aspetto interessante del testo di De Lillo è la descrizione di centri commerciali e ipermecati come veri e propri surrogati della religione, intesi a dare euforia ai loro adepti. C'è inoltre una satira feroce degli ambienti accademici, dominati dalla goliardia dei professori.Infine, anche un episodio di contaminazione chimica arriva a sconvolgere le precarie certezze del protagonista.Una delle poche note di speranza è la sequenza in cui l'ultimo nato, sopravvive miracolosamente a una tragedia...

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    Alessandra Tonelli said on Sep 25, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Nonostante abbia trovato abbastanza pesante lo stile narrativo, questo romanzo mi è sembrato molto significativo.
    Con la sua rappresentazione di una società che ruota intorno al consumo, in cui i momenti aggregativi fondamentali sono rappresentati da ...(continue)

    Nonostante abbia trovato abbastanza pesante lo stile narrativo, questo romanzo mi è sembrato molto significativo.
    Con la sua rappresentazione di una società che ruota intorno al consumo, in cui i momenti aggregativi fondamentali sono rappresentati dalle visite al supermercato, si sposa bene la descrizione ripetitiva del terrore percepito di fronte alla morte da parte dei suoi membri.
    La morte, in una società privata di cultura e in cui i rapporti umani esistono solo in quanto mediati da radio e televisione, appare ancora più mostruosa e priva di senso proprio per il suo essere irreversibile e solitaria.

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    Alienor said on Aug 23, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo. É il primo libro di DeLillo che leggo. Il tema della morte e della sua attesa, la paura della morte e tutto il modo di vivere americano, a tratti incredibile, parodia di se stesso. Un must per gli appassionati della folle cultura USA.

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    Gaetano Zizzo said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Classico postmoderno

    Capolavoro della letteratura post-moderna, romanzo preveggente vista la sua pubblicazione nel 1985, mette a nudo le fobie e i mali della nostra epoca, l'inquinamento chimico, l'alienazione moderna, il consumismo, l'incessante e superfluo flusso di da ...(continue)

    Capolavoro della letteratura post-moderna, romanzo preveggente vista la sua pubblicazione nel 1985, mette a nudo le fobie e i mali della nostra epoca, l'inquinamento chimico, l'alienazione moderna, il consumismo, l'incessante e superfluo flusso di dati, il rumore bianco che ci frastorna e avvolge la nostra quotidianità ma che ci lascia soli e fragili nell'affrontare la paura più essenziale: quella della morte.

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    elettra said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    [...] La paura è autocoscienza portata a un livello più elevato. [...] E la morte? -chiesi. - L'io, l'io, l'io
    Se la morte potesse essere vista come un fatto meno strano e privo di riferimenti, il tuo senso dell'io in rapporto con essa diminuirebbe, ...(continue)

    [...] La paura è autocoscienza portata a un livello più elevato. [...] E la morte? -chiesi. - L'io, l'io, l'io
    Se la morte potesse essere vista come un fatto meno strano e privo di riferimenti, il tuo senso dell'io in rapporto con essa diminuirebbe, e con esso anche la paura. - Ma che cosa posso fare per renderla meno strana? Come ci arrivo? -Non lo so. - Devo rischiare la morte correndo in auto su una strada piena di curve? [...] - Penso che quello che dovresti fare jack sia dimenticare la medicina contenuta in quella pastiglia. Non c'è cura x questo male. Aveva ragione. Avevano ragione tutti. Continuare la mia vita, tirare su i miei figli, insegnare ai miei studenti. [...] - Continuo a essere triste, Winnie, ma tu hai dato alla mia tristezza una ricchezza e profondità mai conosciute prima. [...]

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    Meloanto75 said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

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