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Run, Boy, Run

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Publisher: Houghton Mifflin/Walter Lorraine Books

4.2
(71)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0618957065 | Isbn-13: 9780618957064 | Publish date:  | Edition 10

Translator: Hillel Halkin

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Un bambino ebreo di otto anni, durante la guerra, rimane orfano e solo. Armato soltanto della sua voglia di vivere, riesce a cavarsela nelle situazioni più ardue. Commovente la scena dell'incontro col ...continue

    Un bambino ebreo di otto anni, durante la guerra, rimane orfano e solo. Armato soltanto della sua voglia di vivere, riesce a cavarsela nelle situazioni più ardue. Commovente la scena dell'incontro col padre. Una storia vera, ci dice Uri Orlev.

    said on 

  • 4

    Molte volte è stata posta agli ebrei la domanda: perché non sei fuggito? Leggendo le vicissitudini del giovane protagonista del libro, si ha un’idea di quanto fosse difficile salvarsi in un mondo dive ...continue

    Molte volte è stata posta agli ebrei la domanda: perché non sei fuggito? Leggendo le vicissitudini del giovane protagonista del libro, si ha un’idea di quanto fosse difficile salvarsi in un mondo divenuto ostile, quanta importanza avesse la fortuna e quanto doloroso possa essere stato in seguito sentirsi rivolgere quella domanda.
    La storia è vera, il protagonista l’ha raccontata molte volte durante incontri con scolaresche e soldati, esistono interviste filmate, eppure si fatica ad immaginare una tale disumanità.
    Leggendo il libro non si può che parteggiare per la lotta del piccolo Jurek e attraverso di lui difendere la vita stessa contro ogni crudeltà che la vuol negare. Si partecipa alla storia di Jurek che Orlev ci racconta con grande sensibilità e semplicità, rivolgendosi ai ragazzi e anche agli adulti, come lui sa ben fare.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    commovente

    Si può imparare molto dai libri per bambini, che con un linguaggio semplice ma chiaro riescono a trasmetterti un’emozione forte. Anche se, pensandoci bene, il romanzo dello scrittore polacco Uri Orlev ...continue

    Si può imparare molto dai libri per bambini, che con un linguaggio semplice ma chiaro riescono a trasmetterti un’emozione forte. Anche se, pensandoci bene, il romanzo dello scrittore polacco Uri Orlev “Corri ragazzo, corri” non è il classico libro per i ragazzi perché, a mio modesto parere, può trasmettere molto a tutti noi.

    Getto di Varsavia, durante la Seconda Guerra mondiale. Un ragazzino ebreo di appena nuove anni, di nome Srulik, cercando il cibo insieme alla madre si accorge d’improvviso dell’assenza della donna e da quel momento inizia la sua corsa per restare in vita. Il suo padre è stato preso dai tedeschi, i fratelli si sono persi, e lui, rimasto solo, è costretto di arrangiarci come meglio può. In un primo momento si unisce a un gruppo di coetanei, soli come lui, che lo insegnano a cacciare e a sopravvivere nonostante le misere condizioni, il freddo polacco, nutrendosi di quello che la natura può offrirgli. Un giorno, nella foresta che è diventata la sua nuova casa, incontra il padre che gli ordina di sopravvivere, cambiando il nome, imparando a fare il segno della croce. L’unico che gli chiede è di non dimenticare mai di essere ebreo. Nasce così Jurik, un bambino forte e coraggioso che per i lunghi anni, passando dal padrone al padrone, lavorando per mantenersi, riuscirà ad onorare la promessa data al padre. Sulla sua strada incontrerà dei contadini buoni, che lo aiuteranno, ma anche quelli cattivi, malvagi che lo denunceranno ai tedeschi. Jurik è un bambino abile, e dolce, che riesce facilmente a conquistare i cuori della gente, persino a farsi aiutare da un soldato nemico, che forse in lui rivede i suoi bambini rimasti a casa. Un ragazzo cresciuto troppo in fretta che non solo arriva a dimenticare quello che è, colpisce l’ostinazione con la quale nega di essere ebreo a chiunque glielo chiede, ma anche a credere che essere un ebreo sia un peccato grave. “Non devi vergognarti di essere ebreo. Anche gli ebrei sono degli esseri umani”, si sente dire. “Non è un peccato essere ebreo”, gli dice un buon sacerdote cattolico incontrato lungo quella corsa che avrà fine solo dopo l’arrivo dei soldati russi.

    Quello che colpisce il lettore è la forza e coraggio che un bambino così piccolo riesce a mostrare. Non dev’essere stato facile vivere in condizioni disperate per chiunque, tantomeno per un bambino che ad un certo punto deve affrontare la vita con una forte mancanza che, se possibile, lo rende ancora più abile e forte nei nostri occhi. Un bambino diventato presto l’uomo, con sulle spalle un peso troppo pesante per un ragazzino di quell’età.

    Uri Orlev ci racconta gli orrori della guerra attraverso gli occhi di Srulik/Jurek, emozionandoci passo dopo passo, che ci lascia un insegnamento importante. Si può uscire da qualsiasi situazione se si mette il cuore, la testa, la forza di animo; non abbandonandosi mai sul sentiero della vita; non dimenticando mai la propria identità.

    Nel suo romanzo “Corri ragazzo, corri”, Uri Orlev ci racconta la storia vera di Yoram Friedman, un professore che oggi vive e insegna in Israele.

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  • 4

    "Tra i tanti bambini rimasti improvvisamente soli al mondo, ce n'è sempre uno che non si lascia piegare da un destino duro e creudele, perchè la forza della vita che lo anima è più forte di tutto." ...continue

    "Tra i tanti bambini rimasti improvvisamente soli al mondo, ce n'è sempre uno che non si lascia piegare da un destino duro e creudele, perchè la forza della vita che lo anima è più forte di tutto."

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  • 4

    Libro per ragazzi, ma non solo

    Di Uri Orlev avevo già letto L'isola in via degli uccelli che raccontava di una storia di un ragazzino durante la seconda guerra mondiale.
    Anche qui si racconta la storia di un ragazzo in fuga dal ghe ...continue

    Di Uri Orlev avevo già letto L'isola in via degli uccelli che raccontava di una storia di un ragazzino durante la seconda guerra mondiale.
    Anche qui si racconta la storia di un ragazzo in fuga dal ghetto di Varsavia. Ed è una storia vera.

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