Runaway

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Publisher: Vintage

3.9
(1060)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Chi traditional , French , Spanish , Chi simplified

Isbn-10: 0099472252 | Isbn-13: 9780099472254 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
The matchless Munro makes art out of everyday lives in this dazzling new collection. At its centre are three stories connected into one marvellously rich narrative about Juliet - who escapes from teaching at a girls' school and throws herself into a wild and passionate love match. Here are men and women of wildly different times and circumstances, their lives made vividly palpable by the nuance and empathy of Munro's writing. "Runaway" is about the power and betrayals of love, about lost children, lost chances. There is pain and desolation beneath the surface, like a needle in the heart, which makes these stories more powerful and compelling than anything she has written.
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    Ho visto i film "Julieta"che del libro occupa lo spazio di qualche racconto... Ho percepito una solitudine profonda, un malessere che nei sensi di colpa trova il suo humus naturale..
    La sofferenza sem ...continue

    Ho visto i film "Julieta"che del libro occupa lo spazio di qualche racconto... Ho percepito una solitudine profonda, un malessere che nei sensi di colpa trova il suo humus naturale..
    La sofferenza sembra essere il luogo ideale di espiazione, mentre il perdono rimane l'unica linfa vitale, che fa tornare a vivere. Ma per arrivare a perdonare e personarsi il viaggio è lungo....punto di arrivo e punto di partenza per una nuova vita...

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  • 4

    Iniziato dopo aver visto "Julieta" di Almodovar, si tratta di otto racconti lunghi concernenti storie di donne che vivono non meglio precisati del Canada( stesso Paese de "L'assassino cieco"), spesso ...continue

    Iniziato dopo aver visto "Julieta" di Almodovar, si tratta di otto racconti lunghi concernenti storie di donne che vivono non meglio precisati del Canada( stesso Paese de "L'assassino cieco"), spesso in condizioni atmosferiche ed esistenziali difficili. La storia di Juliet, la "Julieta" del film, occupa lo spazio di tre racconti lunghi, in cui si dipana la sua esistenza. Trattandosi di racconti, per loro natura brevi, la Munro riesce a raccontare lunghi archi temporali attraverso bruschi passaggi da un'età della vita all'altra: nel caso di Juliet, la raffigura da giovane supplente, colta e appassionata della letteratura antica ( invece di occuparsi di cose pratiche, tema ricorrente anche in altri racconti) che solo per un incontro in treno vede prendere una direzione diversa alla sua vita; poi giovane madre, intenta a confrontarsi con il suo essere figlia e coi ricordi dell'infanzia; infine vedova abbandonata dalla figlia per ragioni non immediatamente comprensibili, angosciata e poi speranzosa di ricevere sue notizie, speranza che si affievolisce col passare del tempo. Il tema della fuga e quello della fatalità che cambia la vita è presente anche negli altri racconti. La fuga è immaginata da Carla, moglie di un uomo meschino che la disprezza, salvo poi mutare parere appena viene essa in condizione di attuare il suo desiderio per l'angoscia del vuoto che sentirà senza il marito.Grace e Robin rappresentano invece benissimo come il caso possa cambiare la vita. Grace, la protagonista di "Passione", che è uno di quelli che mi è piaciuto di più, torna nei luoghi della sua giovinezza ormai anziana, pensando ancora all'autunno che cambiò completamente una vita che pareva già destinata a svoltare verso una direzione precisa: stava per sposarsi con un ragazzo carino e benestante, anche se per nulla interessato alla passione fisica( almeno fino al matrimonio), quando le capitò per una serie di circostanze fortuite di incontrare il fratello più anziano, profondo e interessante di lui, che la attrasse immediatamente e a cui diede il consenso per portarla via in auto con lui. Dopo la fuga Grace vide sfumare il matrimonio ma aprirsi la possibilità di una nuova vita. Ancora Grace non si è rappacificata col passato e si intuisce che si chiede cosa sarebbe potuto succedere se si fosse sposata: sarebbe diventata come la madre del fidanzato, la signora Travers, donna intelligente, che amava leggere e imparare come Grace stessa, invece di limitarsi solo alle cose pratiche, ma che era soggetta a crisi isteriche, per cui veniva sbattuta senza complimenti in clinica dal premuroso secondo marito, dove la imbottivano di farmaci? O no? Robin di "Scherzi del destino", altro racconto che mi è piaciuto molto, ha visto sfumare la possibilità di cominciare una storia con un affascinante sconosciuto straniero proprio a causa del caso, che l'ha fatta arrivare nel momento sbagliato nel luogo dell'appuntamento con lui. Dopo quarant'anni si riconcilia col suo passato e con il ricordo di quell'uomo, da cui si era sentita ingannata. Bellissima anche la storia di Lauren in "Rimetti i nostri debiti": adolescente sola con due genitori iperprotettivi e nevrotici, che le rovesciano addosso le loro frustrazioni. Tenta di distaccarsi da loro almeno col pensiero,credendo di avere altre origini ma la verità le si rovescia addosso con tutta la sua crudeltà. Meno riuscito "Poteri", storia appena abbozzata dell'esistenza di una sensitiva attraverso gli occhi di un'amica, a cui non è chiaro cosa sia successo e nemmeno dove l'autrice voglia andare a parare.

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  • 5

    Il fantasma sconcertante della nostra voce passata e artefatta

    Per la munro nutro un'ammirazione sconfinata, e questa raccolta di racconti del 2004 è all'altezza delle altre sue opere. Finora non mi ha mai deluso: ogni storia è viva, reale e nitida come se si sv ...continue

    Per la munro nutro un'ammirazione sconfinata, e questa raccolta di racconti del 2004 è all'altezza delle altre sue opere. Finora non mi ha mai deluso: ogni storia è viva, reale e nitida come se si svolgesse dietro la finestra del vicino, ogni personaggio é di carne. Amo nei suoi libri il coraggio e la lucidità con cui sa raccontare il prezzo doloroso della libertà e dei distacchi. Di questa raccolta mi hanno colpito tre racconti collegati tra loro, Fatalità, Fra poco e Silenzio, con la stessa protagonista ,Juliet, in varie età. L'incontro con un uomo che sarà importante nella sua vita, la maternità, il rapporto con la madre malata, il rapporto con la figlia cresciuta: i nodi della vita, le cose davanti alle quali, ad un certo punto, tutte le altre rimpiccioliscono e impallidiscono.E la munro sa fare proprio questo: sfrondare da tutti gli addobbi i personaggi e metterne a nudo con abilità chirurgica i conflitti più profondi e irrisolti. Quelli che rimarranno probabilmente irrisolti, perché lo sono per loro natura. "Perché sono le cose che succedono a casa quelle che cerchi di proteggere meglio che puoi, più a lungo che puoi. "
    Da questi tre racconti Almodovar ha tratto il film Julieta. Chissà ?

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  • 3

    E' imbattibile, Alice Munro, nei racconti e anche in questi, che pure secondo me sono un pò inferiori ad altre sue raccolte, come sempre bravissima a dire dei molti modi in cui si fugge, dalle respons ...continue

    E' imbattibile, Alice Munro, nei racconti e anche in questi, che pure secondo me sono un pò inferiori ad altre sue raccolte, come sempre bravissima a dire dei molti modi in cui si fugge, dalle responsabilità, dagli affetti, dall'amore. E a dire di quelli che invece restano.

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  • 0

    Racconti

    La Munro è una scrittice di racconti. Leggere i suoi significa finire di convincersi che la forma breve ha una dignità letteraria che pur molti non gli accordano.
    L'unica storia che non funziona è, no ...continue

    La Munro è una scrittice di racconti. Leggere i suoi significa finire di convincersi che la forma breve ha una dignità letteraria che pur molti non gli accordano.
    L'unica storia che non funziona è, non a caso, proprio quella che si dipana lungo 3 racconti, tre racconti consecutivi che seguono la protagonista in diverse fasi della vita, sarebbe bastato il primo senza "puntate successive".

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  • 3

    Non mi entusiasma.

    I racconti non sono mai stati una forma letteraria a me gradita, nonostante non trovi niente di contestabile a questa raccolta anche in questo caso non mi hanno preso più di tanto.

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  • 5

    Ya hace tiempo que me considero un ferviente admirador del arte de esta señora.
    Los magistrales relatos de Alice Munro desvelan como nadie que la vida está hecha de momentos; de instantes únicos que n ...continue

    Ya hace tiempo que me considero un ferviente admirador del arte de esta señora.
    Los magistrales relatos de Alice Munro desvelan como nadie que la vida está hecha de momentos; de instantes únicos que no se suelen valorar; de bromas del destino por la espalda que nos vemos incapaces de evitar.
    Literatura de regusto preciosista que purifica la amargura, la soledad... que alivia la pérdida, la desgracia... y que nos hace grandes a pesar de los fracasos o las meteduras de pata a la hora de amar.
    Munro es una maestra que nos devuelve en pequeños frasquitos la esencia de la naturalidad.

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  • 4

    Tante belle donne - 27 set 15

    Sapete, l’ho sempre detto, che i racconti non sono il mio forte, che mi accosto ad essi spesso con timore, e spesso ne esco con delusione. Eccezione, che ribadisco e sostengo, sono i frammenti di vita ...continue

    Sapete, l’ho sempre detto, che i racconti non sono il mio forte, che mi accosto ad essi spesso con timore, e spesso ne esco con delusione. Eccezione, che ribadisco e sostengo, sono i frammenti di vita di Alice Munro. Che ho sempre sostenuto, ben prima che lo ottenesse, avesse una scrittura da Premio Nobel (come continuo a sostenere l’abbia un'altra mia grande passione, l’israeliano Amos Oz). Perché, in un certo senso, tutti i racconti della scrittrice canadese, l’insieme di tutte le sue raccolte, sembra andare a comporre un unico grande romanzo, fatto di frammenti che non sono altro che tutti i piccoli e grandi avvenimenti che costituiscono la nostra vita. Pieni di parole, è vero, ma non saturi. Perché sature sono le impressioni che quelle parole ci inviano. Ed anche perché, nei suoi racconti, spesso non c’è un finale, che ci può soddisfare, che ci lascia contenti od arrabbiati. Così come non esistono finali nella nostra vita soggettiva (saranno gli altri, forse, a darcelo quel finale). Ma la bellezza delle sue parole, sono nella capacità di descrivere il lasciarsi vivere dei suoi personaggi, quasi inconsapevoli del proprio essere, quasi inconsapevoli delle conseguenze delle azioni che compiono. Qui, come in tutti gli altri elementi di questa grande biblioteca che è la sua narrazione, risaltano poi, forse meglio che in altri punti, i motivi fondanti dei suoi scritti: il ruolo della donna nella società, i legami famigliari, il passaggio del testimone da madre in figlia, l’emancipazione dalle figure genitoriali, il modo di evolversi (e di esaurirsi) dei rapporti di coppia. Qui abbiamo otto racconti, con due particolarità uniche nei suoi scritti: tre racconti hanno la stessa protagonista, quasi a coglierne momenti diversi di una vita particolare, ed uno è diviso in cinque parti, quasi fossero racconti anche loro a sé stanti, ma legati, unificati dagli attori della narrazione. Non che gli altri non siano interessanti. Come quello del titolo “In fuga” (Runaway) descrizione di una donna intrappolata in un matrimonio poco felice. O “Passione” (Passion) dove una ragazza solitaria in una piccola città si fidanza con un ragazzo, per poi scappare nella notte con il di lui fratellastro (ci sono altri elementi in questa piccola gemma ma ve li lascio scoprire da soli, basta che non diventate troppo tristi). Complicata la situazione di “Rimetti a noi i nostri debiti” (Trespasses) con al centro una bimba che ha troppi genitori (veri o falsi) intorno a lei. Di una tristezza infinita trovo poi “Scherzi del destino” (Tricks) dove fraintendimenti e ritrosie fanno in modo che la solitaria Robin non riesca ad esternare il suo amore verso una persona per lei interessante. L’ultimo racconto “Poteri” (Power) è in qualche modo il più complesso, come detto diviso in cinque parti, che tracciano la parabola di vita di Nancy. Si inizia dai diari giovanili, dove Nancy descrive lo strano modo con cui si innamora di Wilf. Poi, si passa in terza persona, al matrimonio di Nancy, dove lei fa conoscere la sua amica Tessa ad Ollie il cugino di Wilf. Nella terza parte, molti anni dopo, Nancy visita un manicomio in America dove è ricoverata Tessa, ormai fuori di testa. Pochi anni dopo, dopo che Wilf muore per un ictus, Nancy incontra Ollie, che credeva morto e che gli narra la storia con Tessa dal suo punto di vista. Nella quinta, Nancy, attorniata dai figli anch’essi anziani, vive ormai in un suo mondo, in cui ritorna sempre alle storie di Tessa ed Ollie, sentendo che la vita sta lentamente scivolando via. E poi quello che mi ha maggiormente colpito, la trilogia di Juliet attraverso “Fatalità” (Chance), “Fra poco” (Soon) e “Silenzio” (Silence). Juliet, studentessa di lingue classiche, vive in una piccola città, con padre insegnante e madre bella e svagata, mentre sta decidendo come proseguire i suoi studi si innamora di Eric, un uomo sposato, che cambierà radicalmente la sua vita. Nel secondo brano è nata Penelope, figlia sua e di Eric. Anche qui c’è un viaggio in treno dove Juliet rivede tutti i suoi parametri. Che la madre non è svagata, ma malata ed accudita e protetta dal padre, che però si vergogna della nipote nata fuori dal matrimonio. Nell’ultimo, Juliet cambia di nuovo prospettiva. Si accorge che in fondo non ama veramente Eric. Che può e fa una bella carriera in televisione. E che da lei si allontanerà, senza motivi apparenti, la figlia Penelope. Con una chiusura memorabile: ”Continua a sperare di ricevere una parola da Penelope, ma senza perderci il sonno. Spera, come la gente di buon senso può sperare, in una felicità immeritata, un perdono spontaneo, roba così.” Certo, bisogna leggerla una roba così. Leggerla e rileggerla, ogni volta con occhi nuovi. Ogni volta con nuovi particolarità che saltano agli occhi. Sempre con quella sensazione che stiamo leggendo qualcosa che comunque ci riguarda. Imperdibile.

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