Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Sabato, addio

By Marco Archetti

(53)

| Paperback | 9788807018527

Like Sabato, addio?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Gigi e Filippo. Due veri amici. Ciò che li unisce è ciò che non hanno: donne, avventure, occasioni. Ma in due, si sa, i pesi si sopportano meglio. Poi un giorno Gigi conosce una ragazza. Se ne innamora. Lei ricambia. Diventano una coppia. Filippo resta a guardare. Finché un giorno… Marco Archetti asContinue

Gigi e Filippo. Due veri amici. Ciò che li unisce è ciò che non hanno: donne, avventure, occasioni. Ma in due, si sa, i pesi si sopportano meglio. Poi un giorno Gigi conosce una ragazza. Se ne innamora. Lei ricambia. Diventano una coppia. Filippo resta a guardare. Finché un giorno… Marco Archetti assembla con pazienza i pezzi di una vita normale e ciò che ne esce è un ritratto inesorabile e toccante della condizione umana, un romanzo teso e fulmineo che racconta la passione e la vendetta.

Critics

  • Sabato, addio

    La trama e le recensioni di "Sabato, addio", romanzo di Marco Archetti edito da Feltrinelli. Gigi e Filippo. Due veri amici. Ciò che li unisce è ciò che non hanno: donne, avventure, occasioni. Ma in due, si sa, i pesi si sopportano meglio. Poi un gio ... (read full critics)

    Qlibri published on Thu, 19 May 2011

1 Review

Login or Sign Up to write a review
  • L'addio che si ricorda...

    Se fossi costretta ad usare una parola sola per descrivere questo libro sarebbe "indimenticabile". Questo è un libro che non ti abbandona ma che continua insistentemente a stare con te. Ci ho messo un po' di tempo a scrivere questa recensione perché, come al mio solito, speravo di poter prendere le ... (continue)

    Se fossi costretta ad usare una parola sola per descrivere questo libro sarebbe "indimenticabile". Questo è un libro che non ti abbandona ma che continua insistentemente a stare con te. Ci ho messo un po' di tempo a scrivere questa recensione perché, come al mio solito, speravo di poter prendere le distanze, guardarlo da lontano e capire se veramente mi ero innamorata di una descrizione della solitudine. E invece no, non mi è riuscito. I problemi possono essere di due tipi o di trama ingegnosamente incastrata mettendo una vita in un momento o concettuali ovvero la possibilità di avere nella penna le parole più adatte per descrivere la solitudine. In entrambi i casi il libro ti prende e rimane con te perché, al di là della trama straordinariamente semplice, sia il fattore tempo, che determina gli avvenimenti e rivela solo alla fine quel che si sta leggendo, che il fattore descrittivo sono sinonimi di quel "saper scrivere" che tramuta una storia di tutti i giorni in un vero lavoro eterno.

    Ora detto così, potrebbe sembrare l'ennesimo libro che narra il male del secolo e che sarà sicuramente triste e noiosamente introspettivo. E invece nulla di tutto questo avviene. Rimanendo fedele ad un concetto di base che è molto minimalistico, Marco Archetti, riesce a farci fare un passo indietro nel tempo in una Milano che non c'e' più (percorrendo le strade seguendo lo sguardo del suo protagonista sembra quasi di sentire le voci, gli odori dei rioni di una volta) e al contempo a farci fare un viaggio nelle emozioni dell'essere umano, non in modo autocompiatiuto o retorico bensì, mantenendo le distanze dal proprio personaggio che parla in prima persona, franco. In entrambi casi scenografia e personaggi non sono sommersi di aggettivi e quindi pomposi o stucchevoli. La descrizione corrisponde a quello che lo sguardo umano intercetterebbe camminando per la strada, ora non guardando chi ci passa vicino e ora fissandosi su un particolare ed e' probabilmente questo approccio felice che dona uno splendido ritmo alla sua scrittura.

    La storia è molto semplice, due amici sempre insieme e sempre pronti a spalleggiarsi contro "il mondo" con cui tentano invano di entrare in contatto e da cui sono respinti. Non si sentono soli, l'abitudine di vedersi e di sapere che entrambi hanno la stessa sorte con gli amici e le donne danno loro la certezza di essere compresi. E se, da un momento e l'altro, uno conosce una ragazza? Finiscono le uscite, le passeggiate, le chiacchierate al bar per sfoggiare l'ultima conquista o la donna con cui non si è riusciti ad andare oltre i bacio. Insomma finisce tutto. Questa è la base del racconto, da dove si parte per capire ciò che l'autore e il suo personaggio hanno congegnato per i loro lettori. Ma già dalle prime pagine il male moderno della solitudine assume un'altra consistenza; non è più raccontato per informazioni asettiche, bensì vissuto. Io uomo normale, con una vita decente, un lavoro cos'ho di meno degli altri? Mi rifiutano? No sono io che rifiuto loro e mi creo un mondo parallelo, cui assegno il valore di "fisso" e di "infinito" e all'interno di quello ritaglio la mia dimensione. Ecco il concetto di Archetti che rende, forse meglio di uno specialista, il problema che genera il male. Mentre leggevo pensavo che ad Herling questo approccio sarebbe piaciuto, l'avrebbe amato. Perché il problema non è nella sua parte finale quella che si vede, come sembrano sottolineare entrambi, ma in ciò che genera questo isolamento e sul valore che si assegna al proprio universo parallelo.

    Se poi l'universo parallelo, come può avvenire, si sgretola più è forte il valore che gli si è assegnato e più alto è il tempo che l'individuo ha per superare ed elaborare la "perdita" e la soluzione al problema. Non c'e' solo questo fattore che emerge, ma ce ne sono molti altri e il fatto che io possa averlo pensato come un libro in "stile Herling" è perché Marco Archetti riesce ad entrare talmente a fondo nella psicologia dei suoi personaggi da renderli quasi reali sia nelle azioni che nelle parole, così come avvenne per molti scritti di Herling. E quindi, oltre alle splendide cartoline della Milano nascosta o andata, che attraverso la sua penna assume un fascino come mai nessuno era riuscito fino ad ora, si aggiungono queste storie intrecciate e poi disgiunte ma sempre correlate fra loro anche quando non le vedi come tali.

    E come foglie sull'albero che sfidano la forza di gravità rimanendo tenacemente attaccate al ramo che le ha generate, tutto in un attimo si conclude, la foglia ingiallisce, dondola e cade; allo stesso modo Marco lascia che la sua storia si svolga accompagnandoci per mano fra le righe folte di parole ma sempre con un ritmo deciso, fino ad arrivare ad una fine che non ci aspettiamo, ma è li, inesorabile e sorprendente. E la storia di una vita si condensa in quell'unico attimo, come se si fosse svolta così solo per la conclusione, lasciando il lettore con l'ultimo fiato sospeso in gola.

    Se fosse un mestiere scomparso, Marco Archetti sarebbe un "cantore", quelli con lo strumento che giravano nelle piazze e nelle corti dell'Italia rinascimentale. Avrebbe incantato le folle con le sue storie, come fa oggi nei nostri tempi con questo libro che racconta emozioni.
    Forse è per questo che il libro in questione non vuole lasciarmi...

    Davvero imperdibile,
    buone letture,
    Simona

    Is this helpful?

    colette72 said on Jun 1, 2012 | 5 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (53)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Libri Italiani
  • Paperback 146 Pages
  • Edition: 1
  • ISBN-10: 8807018527
  • ISBN-13: 9788807018527
  • Publisher: Feltrinelli (I narratori)
  • Pub date: May 01, 2011
Improve data of this book

Prices Change currency & sellers

ISBN Edition List Sale Seller
9788807018527 Paperback €13.00 €10.40 IBS.IT
Added to Shelf Added to Wish List

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.

The viewport has not loaded.