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Sabotaggio d'amore

Di

Editore: Guanda

3.9
(1450)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000020979 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
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  • 4

    «Al galoppo sul mio cavallo, sfilavo tra i ventilatori. Avevo sette anni. Niente era più piacevole che avere troppa aria nel cervello. Più la velocità fischiava, più entrava ossigeno che faceva piazza pulita. Il mio destriero arrivò alla piazza del Gran Ventilatore, volgarmente detta piazza Tien ...continua

    «Al galoppo sul mio cavallo, sfilavo tra i ventilatori. Avevo sette anni. Niente era più piacevole che avere troppa aria nel cervello. Più la velocità fischiava, più entrava ossigeno che faceva piazza pulita. Il mio destriero arrivò alla piazza del Gran Ventilatore, volgarmente detta piazza Tien An Men. Prese a destra, per il viale della Bruttezza Abitabile. Tenevo le redini con una mano. L'altra mano si abbandonava a un'esegesi della mia immensità interiore, carezzando ora il dorso del cavallo, ora il cielo di Pechino».

    Sabotaggio d'amore è un romanzo di Amélie Nothomb del 1993. Dopo aver vissuto a lungo in Giappone, la protagonista (una bambina che è facile identificare con l'autrice stessa) e la sua famiglia, causa trasferimento del padre all'ambasciata di Pechino, vanno a vivere in Cina. In realtà la vita della bambina si svolge quasi interamente all'interno del ghetto di San Li Tun, dove sono confinati i residenti stranieri. La principale attività dei bambini all'interno del ghetto è farsi la guerra divisi in due bande: quella dei francesi e dei loro alleati (belgi, italiani, camerunesi e altre nazionalità) contro i tedeschi (ma solo quelli dell'est). La protagonista partecipa alla guerra con tutte le sue energie e con tutta la sua anima, finché un giorno non arriva Elena, una bambina molto bella della quale la nostra protagonista si innamora. L'innamoramento, non corrisposto, modifica la sua vita: al centro del mondo ora non c'è più lei stessa, ma Elena e la sua indifferenza. Un’altra perla della scrittrice belga, che se nei primi anni d’infanzia era stata idolatrata e servita, e quindi non aveva potuto assaporare appieno anche le delusioni e le difficoltà della vita, successivamente si innamora di Elena donna bellissima, di cui la bambina/scrittrice stessa si innamora, di un amore che fa male, che si prostra, che è abbandono di sé: “Sabotare era un verbo che in me evocava delle risonanze. Non avevo alcuna nozione di etimologia ma in ‘sabotare’ ci sentivo degli zoccoli tipo sabot, e quegli zoccoli erano i piedi del mio cavallo, erano cioè i miei veri piedi. Elena voleva che io mi sabotassi per lei: significava volere che io calpestassi il mio essere sotto quel galoppo. E io correvo pensando che il selciato era il mio corpo e che io lo calpestavo per obbedire alla bella e che l’avrei calpestato fino alla sua agonia. Sorridevo a quella prospettiva magnifica e acceleravo il mio sabotaggio passando alla velocità superiore”. Detto ciò, solo una penna del genere poteva creare un opera così cinica ed evocativa allo stesso tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido. Non l'ho ancora finito, ma se continua così forse è il migliore della Nothomb.
    La adoro quando parla di sè da ragazzina, centro del mondo, sul suo velocissimo destriero, nella città dei ventilatori. E' fantastica la spiegazione del comunismo: = ventilatori (invece dell'aria condiziona ...continua

    Splendido. Non l'ho ancora finito, ma se continua così forse è il migliore della Nothomb. La adoro quando parla di sè da ragazzina, centro del mondo, sul suo velocissimo destriero, nella città dei ventilatori. E' fantastica la spiegazione del comunismo: = ventilatori (invece dell'aria condizionata), ed è fantastica la narrazione della libertà dei ragazzini, della guerra notturna,della scoperta dell'amore e di tutto ciò che comporta.

    ha scritto il 

  • 3

    Una biografia in salsa epica

    Devo essere sincero. Quest'opera della Nothomb, nonostante io ami profondamente l'autrice, non mi ha entusiasmato così tanto. Una scrittura brillante, egotica come ci si aspetta da una biografia ai limiti del realismo, ma alcune frasi sono state piazzate lì per dare quell'effetto sorpresa al lett ...continua

    Devo essere sincero. Quest'opera della Nothomb, nonostante io ami profondamente l'autrice, non mi ha entusiasmato così tanto. Una scrittura brillante, egotica come ci si aspetta da una biografia ai limiti del realismo, ma alcune frasi sono state piazzate lì per dare quell'effetto sorpresa al lettore. Alcune sono fatte bene, semanticamente centrate nel racconto, altre invece hanno un sapore forzato, di quello che tende a voler stupire obbligatoriamente, lasciando la bocca impastata di parole e basta. Lei ha le capacità, basta solo farle esplodere in modo giusto.

    ha scritto il 

  • 4

    Narcisismo primario

    Come al solito, l'intero universo ruota intorno a Lei, anzi è stato creato a suo esclusivo uso e consumo.... Spiazzante e corrosiva più che mai, la Nothomb è un caso unico nel suo genere.
    Spassosissima la definizione dei "ridicoli"... effettivamente, l'ho sempre pensato anch'io. Sarò perdutamente ...continua

    Come al solito, l'intero universo ruota intorno a Lei, anzi è stato creato a suo esclusivo uso e consumo.... Spiazzante e corrosiva più che mai, la Nothomb è un caso unico nel suo genere. Spassosissima la definizione dei "ridicoli"... effettivamente, l'ho sempre pensato anch'io. Sarò perdutamente Nothombiana?

    ha scritto il 

  • 4

    “Bisogna diffidare dei fiori. Soprattutto a Pechino.”

    L’amore ha un potere unico, immenso…è in grado di sconfiggere l’odio, di respingere l’invidia, di curare ogni sorta di male.
    Cosa saremmo in grado di fare per amore, cosa daremmo affinché l’oggetto dei nostri desideri si accorga di noi…a volte saremmo anche disposti, sbagliando, ad annullare noi ...continua

    L’amore ha un potere unico, immenso…è in grado di sconfiggere l’odio, di respingere l’invidia, di curare ogni sorta di male. Cosa saremmo in grado di fare per amore, cosa daremmo affinché l’oggetto dei nostri desideri si accorga di noi…a volte saremmo anche disposti, sbagliando, ad annullare noi stessi… Dopo aver vissuto per lungo tempo in Giappone, la protagonista del romanzo, una bambina che è facile identificare con la stessa Nothomb e la sua famiglia, causa trasferimento del padre ambasciatore si ritrova a vivere a Pechino(in verità la vita della bambina si svolge quasi interamente all'interno del ghetto di San Li Tun, dove vengono confinati gli stranieri). Passatempo principale dei bambini all’interno del ghetto è quello di farsi la guerra, da una parte i francesi e i loro alleati(belgi, italiani, camerunensi e altre nazionalità), dall’altra i tedeschi dell’est. La bambina è una delle più anime più ferventi della guerra fino al giorno in cui non arriva Elena, una bambina italiana dotata di un fascino ammaliante e di una bellezza quasi fuori dal comune e della quale s’innamora perdutamente. Purtroppo per lei l’innamoramento non è reciproco, non è corrisposto, ma questo non le importa…al centro del suo mondo, al posto della guerra, ora ci sono soltanto Elena e la sua fredda indifferenza… Più la leggo più questa scrittrice mi stupisce sempre di più…possiede un’intelligenza fuori dal comune e una profondità di sentimenti straordinaria, capace di risvegliare nel lettore i più svariati sentimenti, dal disprezzo per quella società che davanti al mito della bellezza(il personaggio di Elena che ricorda non poco la bella spartana causa della fine di Troia) farebbe di tutto, anche annullare sé stesso(come non rivedere ciò che accade anche ai giorni nostri, nella nostra attuale società), anche limitarsi solo all’apparenza senza scavare un po’ più in profondità, alla ricerca dell’intelligenza e della bellezza dell’animo, le uniche due cose che sono davvero fondamentali nell’essere umano. Questo romanzo ha un qualcosa di geniale, a dispetto di un titolo che, di primo impatto, risulta soltanto fastidioso. Protagonista di questo romanzo è lei, l’adorabile scrittrice belga che questa volta descrive i suoi primi anni di vita vissuti nel degrado della Cina comunista degli anni’70. E’ una bambina viziata, amata, idolatrata, che ha imparato ben presto che l’esistenza ha un senso solo se la vivi appieno, assaporandone le sue bellezze e le sue gioie giorno dopo giorno. Con la sua sagacia riesce subito a conquistare i suoi amici di ghetto, divenendone quasi leader, fino a che un giorno non arriva lei, Elena, una creatura nata per essere amata, per essere adorata. Ma Elena è spietata, come tutte coloro che sono dotate di una significativa bellezza, non si concede, ritiene la sua pretendente non alla sua altezza, la deride, la umilia, ma Amelie l’ama talmente tanto da non cedere, da essere sempre pronta a qualsiasi cosa pur di compiacerla…farebbe qualsiasi cosa pur di essere amata da lei, qualsiasi, persino mentire a sé stessa, ai propri sentimenti, disposta persino ad avere seri problemi di salute pur di soddisfare alle sue stupide richieste…sensazioni queste che può provare solo chi ama disperatamente…io ne so ben qualcosa… Un romanzo tipicamente “nothombiano”, un romanzo dall’abnorme sensibilità, dall’immensa poetica, dall’enorme sagacia e arguzia…Amelie Nothomb si conferma ancora una volta una delle scrittrici contemporanee più interessanti, un libro intriso di pessimismo, pungente, ironico, una visione dissacratoria dell’amore, ma che in fondo non lo è, perché quando si ama disperatamente senza essere ricambiati, si è pronti a fare qualsiasi cosa, qualsiasi, pur di ricevere anche il più misero interessamento da parte della persona amata. Geniale la Nothomb, geniale e autentica, due qualità rare da trovare ai giorni nostri…

    ha scritto il 

  • 1

    Presuntuoso e un po' svogliato

    Autobiografico, il che già secondo me è imbrogliare, quando si scrive un romanzo.
    Ancor peggio, però: con velleità artistiche ma noioso, sempre, e ripugnante a tratti. Ho trovato repellenti certe immagini, certi pensieri (sulla guerra, e l'amore).
    La Nothomb mi pare si trovi molto più interessant ...continua

    Autobiografico, il che già secondo me è imbrogliare, quando si scrive un romanzo. Ancor peggio, però: con velleità artistiche ma noioso, sempre, e ripugnante a tratti. Ho trovato repellenti certe immagini, certi pensieri (sulla guerra, e l'amore). La Nothomb mi pare si trovi molto più interessante di quanto la trovi io. Di certo la sua parentesi cinese mi è parsa piuttosto fiacca.

    ha scritto il 

  • 3

    Una bambina, in cui non è difficile riconoscere l'autrice, si trasferisce dal Giappone alla Cina a causa del lavoro del padre. Scoprirà sulla sua pelle le differenze educative tra i due paesi, immergendosi in una guerra infantile con gli altri bambini del ghetto di Pechino.

    ha scritto il 

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